Vai al contenuto

Bilancio Cva 2023

Bilancio Cva 2023 (©Laura Agostino per bobine.tv) - La conferenza stampa di presentazione del Bilancio Cva 2023

L’Assemblea degli Azionisti di Cva SpA ha approvato il Bilancio separato e consolidato e la Dichiarazione consolidata di carattere non finanziario per l’anno 2023, prevedendo la distribuzione di un dividendo di 0,19 euro per azione, per un totale di 75.050.000 euro, di poco superiore ai 75 milioni del 2022. In entrata nelle casse regionali anche 106 milioni di euro di imposte e 42,4 milioni di canone di canoni di derivazione.

Nel 2023, il Gruppo ha operato in un contesto di mercato caratterizzato da una significativa riduzione del PUN base load, passato da 303,1 €/MWh nel 2022 a 127,4 €/MWh nel 2023, allineandosi ai livelli del 2021. Inoltre, l’introduzione di norme con prelievi straordinari ha complicato il panorama per gli operatori del settore energetico.

Il Gruppo Cva ha generato ricavi per 1.658 milioni di euro nel 2023, registrando un decremento del 4% rispetto ai 1.728 milioni di euro del 2022. Il margine operativo lordo è stato di 289 milioni di euro, con una riduzione del 2% rispetto ai 295 milioni di euro del 2022. L’utile netto è sceso del 2,9%, attestandosi a 160 milioni di euro rispetto ai 164 milioni di euro del 2022. Il patrimonio netto è aumentato da 879 milioni di euro a 1.147 milioni di euro.

Considerando gli effetti delle partite non ricorrenti, i ricavi adjusted sono stati di 1.657 milioni di euro (-4,1% rispetto al 2022), con un margine operativo lordo adjusted di 325 milioni di euro (+9,8% rispetto al 2022) e un risultato operativo adjusted di 245 milioni di euro (+2% rispetto al 2022).

Nel 2023, Cva ha raggiunto i 6 GW di potenza nella sua piattaforma di impianti di produzione da fonti rinnovabili, con 1,2 GW in esercizio e 4,8 GW in sviluppo. Il Gruppo ha inoltre sviluppato la propria presenza nel mercato dell’efficienza energetica. Il volume di energia prodotta è stato in linea con la media storica decennale, con un incremento del 27% rispetto al 2022, principalmente grazie a migliori condizioni idrauliche.

La Business Unit efficienza energetica ha generato ricavi per 115,7 milioni di euro, con un margine operativo lordo di 19,6 milioni di euro. La Business Unit di distribuzione, attraverso la società DEVAL, ha distribuito 866 GWh, mentre la Business Unit di Vendita, tramite Cva Energie, ha somministrato 3.395 GWh ai consumatori finali, con un incremento del 111% rispetto al 2022.

Le condizioni climatiche hanno impattato sulla produzione 2023 (per la crisi idrica) e impatteranno su quella 2024 (per l’elevata quantità di precipitazioni). Per compensare la volatilità della risorsa idrica, Cva ha potenziato gli investimenti nell’eolico e nel fotovoltaico.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del documento finanziario, svoltasi mercoledì 10 luglio 2024, è stato illustrato anche il Bilancio di sostenibilità.
Nel 2023, Cva ha prodotto 3.002 GWh di energia rinnovabile, sufficiente a soddisfare il fabbisogno elettrico di oltre un milione di famiglie. Questo risultato ha permesso di evitare l’emissione di 1.388.912 tonnellate di CO2, equivalenti alla piantumazione di un bosco di circa 180.000 alberi. Nonostante la produzione imponente, le attività del Gruppo hanno generato solo 2.203 tonnellate di CO2 (Scope 1 e 2), dimostrando un’efficienza notevole nel contenimento delle emissioni.
Cva sta sviluppando ulteriormente il suo parco impianti con 804 MW di impianti fotovoltaici ed eolici previsti entro il 2027. Entro il 2030, l’azienda mira a risparmiare circa 2 milioni di tonnellate di gas serra, contribuendo significativamente alla lotta contro il cambiamento climatico.
Con un investimento di 1.652 milioni di euro, Cva sta diversificando le sue fonti energetiche e potenziando l’efficienza dei propri impianti. Attualmente, il Gruppo gestisce 32 centrali idroelettriche in Valle d’Aosta con una capacità installata di 934,5 MW e ha una pipeline di sviluppo di 4,8 GW. Inoltre, Cva sta implementando tecnologie avanzate come la manutenzione 4.0 e il monitoraggio satellitare dei versanti, per garantire impianti sicuri e resilienti.
Nel 2023, l’azienda ha sostenuto il volontariato, l’educazione ambientale e l’inclusione sociale, investendo 700.000 euro in sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive, sociali e culturali. Inoltre, Cva ha organizzato visite didattiche agli impianti e laboratori educativi, coinvolgendo oltre 1.600 ragazzi in attività sportive inclusive.

È infine stato illustrato uno studio sulle ricadute socioeconomiche del gruppo Cva in Valle d’Aosta. L’obiettivo dello studio era valorizzare gli impatti positivi, in termini economici, sociali e ambientali, prodotti da Cva attraverso la creazione di Valore Condiviso.
La metodologia adottata si concentra sulla capacità delle imprese di distribuire ricchezza, benessere e occupazione non solo all’interno della propria organizzazione ma anche sull’intero sistema socio-economico. Per il 2023, lo studio ha stimato un Valore Condiviso di 530,9 milioni di euro generato da Cva in Valle d’Aosta. Questo valore rappresenta il 9,3% del PIL della regione e il 59% del valore aggiunto dell’industria valdostana.
Il contributo fiscale del Gruppo Cva nel 2023 è stato significativo, con 140 milioni di euro versati in imposte e contributi, che costituiscono l’11% delle entrate fiscali regionali. Inoltre, Cva ha creato circa 1.582 posti di lavoro in Valle d’Aosta, di cui 744 legati all’indotto. Per ogni sei dipendenti di Cva, altri sette lavorano nell’indotto regionale, evidenziando l’importanza del gruppo come motore occupazionale.
Il 2023 ha visto un incremento del 5,4% nel Valore Condiviso rispetto all’anno precedente, nonostante una riduzione del 4% nel volume d’affari dovuta al calo dei prezzi elettrici. Questo risultato è stato favorito dall’aumento dei canoni di derivazione, salari e contributi versati. L’incremento dell’occupazione in regione è stato di 174 unità, superando la crescita dei dipendenti fuori regione.

Guardando al 2024 e alla fine della maggior tutela, Cva prevede che ci possa essere una aumento delle richieste di transito dopo le prime bollette con il nuovo gestore Enel Energia, al quale sono stati trasferiti automaticamente tutti coloro che non hanno chiesto di restare tutelati perché vulnerabili (che restano con EnerBaltea).

In relazione alle Comunità di energia rinnovabile, Cva ha detto di aver redatto un progetto in coollaborazione con l’Assessorato dello sviluppo economico, il Coa, il Celva e i Politecnici di Torino e Milano. Si è partiti dai fabbisogni di tutti i Comuni, delle Unité e degli Enti pubblici, valutando le potenzialità degli edifici pubblici. È stato consegnato a gennaio 2024. Cva, in quanto grande azienda produttrice di energia, non può costituire una Cer ma puà dare un ausilio di consulenza o essere finanziatori terzi. Non vi sono attualmente sviluppi, nonostante la possibilità di attingere il 40% del finanziamento dal Pnrr. «Le Cer sono un bel progetto di produzione distribuita ma si portano dietro una complessità di costituzione e gestione che ne determinano un rallentamento di applicazione pratica. Anche perché le Cer sono entità dinamiche, dalle quali non si può impedire l’uscita di attori che possono influire sulla stabilità economica delle stesse», ha spiegato l’amministratore di Cva Energie Enrico De Girolamo..

Pubblicato / aggiornato il 10/07/2024 alle 16:22
Visualizzato volte

Categoria: Economia e Lavoro