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Assemblea degli Enti locali del 9 luglio 2024

Assemblea degli Enti locali del 9 luglio 2024 (©celva.it) - Un momento dell'Assemblea del Cpel-Celva del 9 luglio 2024

Il Consiglio permanente degli Enti locali si è riunito in Assemblea poco dopo le ore 15 di martedì 9 luglio 2024, con sette punti all’ordine del giorno.

In apertura, il presidente, Alex Michieletto, ha dato per lette le sue le comunicazioni, «riguardanti nomine e tavoli tecnici» in rappresentanza degli Enti locali:
– Francesco Favre, sindaco del Comune di Saint-Vincent, in seno al Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici della Valle d’Aosta (Nuvv), nel cui ambito operano il Nuvvop (Nucleo di valutazione e verifica delle opere pubbliche) e il Nuva (Nucleo di valutazione interna);
– Mauro Lucianaz, sindaco del Comune di Arvier e presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Grand-Paradis, quale rappresentante politico e la signora Eleonora Accurso, responsabile dell’area Politiche sociali del Celva, quale rappresentante tecnico in seno alla Cabina di regia per la definizione del nuovo assetto organizzativo e gestionale dei servizi e degli interventi sociali regionali e la revisione del Piano di zona;
– in seno al Gruppo di lavoro interistituzionale per lo studio delle modalità e dei tempi di attuazione del Fattore famiglia in Valle d’Aosta, Eleonora Accurso in qualità di rappresentante effettivo e Sara Pinet, responsabile Celva e Cpel, in qualità di rappresentante supplente.

Le altre comunicazioni si riferiscono al fatto che il Comitato esecutivo ha deliberato di approvare la riorganizzazione del servizio associato unico regionale di Sportello unico degli Enti locali (Suel), rendendosi “necessario e urgente istituire le posizioni di particolare responsabilità, ai sensi dell’articolo 5, comma 5, della l.r. 22/2010” così da permettere “grazie alla più articolata distribuzione delle responsabilità che ne consegue, di rispondere alle sfide che caratterizzeranno l’attività dello Sportello unico nei prossimi anni, in particolare in tema di sviluppo quali-quantitativo dei servizi”.

L’Assemblea ha quindi approvato all’unanimità, senza alcuna discussione, l’espressione di cinque pareri.

In merito alla proposta di deliberazione della Giunta regionale sui criteri di trasferimento e delle modalità di regolazione contabile degli importi dovuti dai Comuni e al Comune di Bard a titolo di compartecipazione al contributo per il risanamento della finanza pubblica per l’anno 2024: «questa è la classica delibera che c’è ogni anno – ha spiegato Alex Michieletto – che chiede il nostro parere sulla regolamentazione contabile degli importi per il risanamento finanza pubblica, vale a dire il famoso extra-gettito. Ovviamente non si entra nel contenuto degli importi che non sono oggetto della discussione, ma semplicemente le modalità, sostanzialmente con tutti i Comuni si va in compensazione con quelli che sono i trasferimenti sulla legge 48, fatto salvo quello il Comune di Bard che deve invece percepire dei soldi dalla Regione. È la delibera che approviamo ogni anno e come ogni anno la proposta che portiamo all’Assemblea è quella di dare parere favorevole perché è una questione veramente tecnico-contabile, ma richiamando l’osservazione a ripetizione di quanto già chiesto in tutte le altre Assemblee dove riteniamo imprescindibile che, in occasione del prossimo anno, quando dovrà esserci la nuova intesa con lo Stato sulla finanza pubblica, bisognerà far presente le criticità degli Enti locali e soprattutto il fatto che queste somme vanno a pesare in maniera assurda su una serie di bilanci comunali e rappresentano una componente economica senza la quale avremmo ben altre disponibilità e potremmo fare ben altri discorsi».

Per quanto riguarda il disegno di legge regionale di modifica alla disciplina dell’imposta di soggiorno, ha relazionato Alex Brunod, sottolineando come si vada «a rivedere dei tecnicismi che non erano stati inseriti in prima applicazione, che dispone che qualora la Regione modifichi tramite una delibera di Giunta regionale la misura minima dell’imposta di soggiorno entro il 30 giugno di ogni anno, i Comuni siano tenuti ad adottare la deliberazione entro il 31 dicembre di tale anno. Trascorso Tale termine senza deliberazione comunale le tariffe del comune saranno d’ufficio quello approvate dalla Giunta regionale. Tale disposizione vuole garantire agli operatori del sistema turistico di conoscere con un adeguato anticipo le tariffe delle imposte di soggiorno, in maniera di poter adeguare le proprie offerte».
Le altre modifiche riguardano alcune precisazioni per l’applicazione delle esenzioni per gli autisti di pullman, gli accompagnatori turistici e gli studenti universitari ed il fatto che le Unité del Communes potranno utilizzare i dati delle rilevazioni Istat per la verifica della corretta applicazione della legge.
«Un’esclusione delle disposizioni relative alla misura minima di imposta e il disegno di legge è stato trasmesso alla consulta turismo e montagna che non abbiamo convocato e sulla quale non abbiamo ricevuto nessun tipo di osservazione e quindi rimaniamo con un parere positivo – ha rimarcato Brunod – questi sono piccoli accorgimenti, non è una modifica sostanziale della legge, alla fine dell’anno si vedranno le modifiche più importanti. Essendo in vigore da poco tempo ed essendo in piena operatività aspettiamo di avere un po’ più di elementi per proporre modifiche più sostanziali».

È stata invece Loredana Petey a relazionare il parere sulla proposta di deliberazione della Giunta regionale di approvazione dei criteri e delle modalità per l’erogazione dei contributi a sostegno delle situazioni di difficoltà socio-economica: «si rende necessario modificare l’articolo 13 e l’articolo 14 che sono relative ai contributi per l’inclusione sociale e contributi straordinari – ha dichiarato – nonché disciplinare l’istituzione del contributo a sostegno dell’autonomia delle donne vittime di violenza, per il quale saranno messi a disposizione dell’Inps risorse regionali integrative di quelle già previste per l’erogazione della misura nazionale del reddito di libertà. I contributi per l’inclusione sociale sono destinati ai nuclei familiari residenti sul territorio regionale che si trovano in una situazione economica inferiore alla soglia economica di sussistenza, considerata “minimo vitale” che è pari a 586 euro per il 2024. Qualora i servizi sociali o socio-sanitari ravvedano una necessità di intervento il contributo può essere concesso anche nel caso in cui la situazione economica sia superiore al minimo vitale, ma non superi il doppio di tale importo. L’ammontare del contributo è pari alla differenza, tra l’importo del minimo vitale e il valore della situazione economica del nucleo stesso. I contributi sono concessi per un periodo di tempo considerato dei servizi sociali sufficiente a risolvere la situazione e comunque non possono superare la somma annua di 3.000 euro. Per le persone sole di età superiore ai 65 anni e per i nuclei familiari composti da persone di età superiore a 65 anni e da maggiorenni con certificazione di totale inabilità lavorativa, i contributi sono concessi con caratteri di continuità per un importo annuo massimo complessivo di 3.000 euro. Per quanto riguarda i contributi straordinari, questi sono destinati ai nuclei familiari, sempre i residenti sul territorio regionale, che si trovano in una situazione economica inferiore al doppio della soglia economica di sussistenza considerata minimo vitale e che hanno sostenuto o devono sostenere spese regolarmente documentate che causano un disagio di particolare rilevanza sulla situazione economica del nucleo stesso. Vngono anche rilasciati a nuclei familiari temporaneamente presenti nel territorio regionale i inclusi i minori stranieri non accompagnati naturalmente in situazioni di bisogno».
«I contributi a sostegno dell’autonomia delle donne vittime di violenza, l’articolo 15 – ha continuato Loredana Petey – sono destinati alle donne in situazioni di difficoltà economica in possesso di requisiti già previsti dall’Inps per l’accesso al reddito di libertà. La Regione autonoma Valle d’Aosta ha infatti incrementato per un importo di 130mila euro le risorse annue del fondo nazionale per soddisfare le domande non accolte per insufficienza della quota di stanziamento statale. Le domande presentate per il tramite dei Comuni tramite il servizio on-line sul portale dell’Inps sono istruite e liquidate da parte dell’Inps stesso. Non ho convocato la Consulta ma abbiamo inviato la mail con il parere e non sono pervenute osservazioni».

Si aprirà anche alla gestione da parte delle Unité del Communes il servizio di mensa per il personale ispettivo, direttivo e docente delle scuole di ogni ordine e grado dipendenti dalla Regione, oggetto di una proposta di bozza di convenzione tra la Regione e gli Enti locali gestori di refezioni a partire dal prossimo anno scolastico 2024/25 e fino all’anno scolastico 2028/29, con il rimborso al Comune appaltante, in caso di affidamento a soggetti esterni della gestione del servizio delle spese sostenute per i pasti erogati dall’anno 2025 al 2029: «la legge regionale 19 luglio del 1995 prevede la possibilità per il personale, ispettivo, direttivo e docente di fruire del servizio di mensa presso i punti di ristoro che erogano il medesimo servizio ai dipendenti regionali – ha raccontato Ronny Borbey all’Assemblea dei sindaci valdostani – oppure presso le refezioni scolastiche, gestite dagli Enti locali in forma diretta o tramite affidamento a soggetti esterni» e la convenzione prevede che il gestore si impegna ad erogare il servizio mensa al personale nei giorni in cui si effettua il rientro pomeridiano per l’esperimento degli obblighi di servizio, anche in una sede diversa da quella della titolarità.
«La convenzione non riguarda il personale docente in servizio durante la refezione che ha diritto a fruire del servizio di mensa gratuita – ha aggiunto Borbey – la Regione rimborserà ai Comuni per i medesimi anni le spese sostenute per il servizio mensa con una quota è pari alla metà del prezzo del pasto, mentre a restante metà è a carico del personale ispettivo direttivo e docente. La proposta è stata trasmessa alla consulta e non sono pervenute delle osservazioni ed è quella di un parere positivo con una semplice osservazione tecnica nel testo, dato che viene specificato il termine “Comune”, “Comuni” e “Amministrazioni comunali” e chiediamo di sostituirlo con “Enti locali”, perché in molti casi il servizio mensa è gestito dalle Unités e quindi se ci fosse scritto solo “Amministrazione comunale” non sarebbe possibile per loro aderire la convenzione».

L’ultimo parere, esplicitato dal presidente Alex Michieletto, in assenza del relatore Michel Martinet, era qello relativo alla proposta di deliberazione della Giunta regionale concernente l’approvazione di ulteriori condizioni in aggiunta ai criteri e alle modalità di erogazione dei contributi ad Enti beneficiari di finanziamenti e «riguarda i contributi in conto capitale agli Enti locali per l’acquisto e la fornitura di arredi e attrezzature, la progettazione e manutenzione straordinaria o la ristrutturazione e l’ampliamento di strutture dedicate all’assistenza alle persone anziane ed inabili».
«Si tratta di una modifica a questa delibera già in vigore che va a inserire l’introduzione dell’obbligo per l’Ente gestore di progettare e realizzare gli interventi oggetto di finanziamento in conformità ai requisiti minimi strutturali e organizzativi dei servizi socio assistenziali – ha osservato il presidente del Cpel-Celva – introducendo un vincolo di destinazione d’uso per gli immobili oggetto di finanziamento per vent’anni dalla data di assegnazione del contributo ed introduce anche un limite temporale massimo per la conclusione degli interventi di quattro anni dalla data di assegnazione del contributo. Inoltre introduce l’obbligo per gli Enti locali gestori delle strutture per anziani che non ne siano proprietari di ottenere dagli Enti locali proprietari un atto di cessione in comodato d’uso che autorizzi l’investimento e sposta il termine di inizio lavori per l’immobile residenziale a Verrés per il quale l’Unité ha già ottenuto finanziamento su richiesta della stessa Unité entro il 31 dicembre 2026».
«Si tratta di modifiche tecniche alla delibera di Giunta regionale che non spostano l’attenzione su tematiche rilevanti come quelle degli anziani ed inabili – ha proseguito Alex Michieletto – secondo noi non è accettabile la proposta di inserire il limite massimo per la conclusione dei lavori nei quattro anni a partire dall’assegnazione del contributo, soprattutto in questi momenti in cui i nostri uffici tecnici sono oberati ed i tecnici e progettisti esterni a cui affidare gli incarichi lo sono altrettanto. Chiediamo quindi che il termine dei quattro anni decorra dalla data di avvio dei lavori e non dall’assegnazione del contributo. Questa osservazione ci permette di avere un po’ più di respiro nell’esecuzione dei lavori e non rischiare di perdere un finanziamento».

Alex Michieletto, in chiusura di riunione, ha ricordato che il Cpel «ha inviato nuovamente all’assessore alle opere pubbliche, al coordinatore del Dipartimento regionale e programmazione risorse idriche e territorio e al dirigente della Struttura demanio idrico la lettera che abbiamo già inviato a qualche precedente assessore in cui evidenziamo l’assurdità del pagamento dei canoni per gli attraversamenti di infrastrutture regionali per le infrastrutture ed i servizi comunali. In un momento le casse dei Comuni sappiamo benissimo come sono messe, notare che il pubblico chiede al pubblico i canoni per gli attraversamenti ci è sembrato una stortura del sistema. Periodicamente ci impegniamo e proviamo a sollecitare chi di competenza e magari si arriva alla volta buona che questi canoni almeno per Comuni su Regione non siano non siano dovuti».

Il presidente del Cpel-Celva ha poi annunciato che, per tramite del deputato Franco Manes, «per il bando piccoli Comuni ci dovrebbe essere la graduatoria definitiva entro fine luglio, che ammette i progetti finanziati. Quindi a chi ha fatto domanda entro fine luglio dovrebbe sapere se rientra tra i soggetti che beneficeranno di questi finanziamenti oppure no, visto che la Commissione esterna del Ministero sta ancora valutando alcuni progetti».

«Questa sarebbe stata un’esternazione che avrei dovuto fare all’inizio, e me ne scuso – ha quindi concluso Alex Michieletto – volevo portare un saluto e un abbraccio ai colleghi sindaci di Valtournenche di Cogne e alle loro comunità che sappiamo tutti quello che hanno passato negli scorsi giorni e quello che stanno ancora passando. Mi era passato di mente, lo faccio adesso a nome personale ma anche a nome di tutti, a dimostrazione della vicinanza del sistema degli Enti locali a queste due realtà duramente colpite dagli eventi degli ultimi giorni».

Infine, il Celva, a seguito della richiesta da parte di ArciGay Valle d’Aosta, concederà il patrocinio alla terza edizione del Pride di Aosta, in rappresentanza di tutti gli Enti locali valdostani.

Pubblicato / aggiornato il 09/07/2024 alle 18:03
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Categoria: Politica e Amministrazione