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La Chambre resta valdôtaine

La Chambre resta valdôtaine (©Google Maps) - La sede della Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 225/2019, ha accolto il ricorso della Regione autonoma Valle d’Aosta contro il decreto del Ministero dello sviluppo del 16 febbraio 2018, relativo alla Riduzione delle camere di commercio mediante accorpamento. Il decreto, infatti, disponeva l’accorpamento anche per la Chambre valdôtaine des entreprises et des activités libérales.

La sentenza ha accolto le argomentazioni difensive della Regione affermando che la stessa, in virtù della normativa di attuazione prestatutaria e statutaria, si distingue in tema di Camere di Commercio non solo dalle Regioni ordinarie ma anche dalle altre Regioni ad autonomia speciale. Le funzioni camerali, infatti, sono state trasferite con la tale normativa alla Regione autonoma Valle d’Aosta, che le ha organizzate mediante la costituzione di un ente autonomo.

Tale normativa di attuazione, come evidenziato dalla Corte costituzionale, può essere modificata solo attraverso il procedimento di cui all’articolo 48 bis dello Statuto speciale, con il coinvolgimento della Commissione paritetica e, pertanto, non spettava allo Stato disciplinare con Decreto Ministeriale l’organizzazione della Chambre valdôtaine.

Pubblicato / aggiornato il 30/10/2019 alle 13:55
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Categoria: Economia e Lavoro