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Frana di Quincinetto: RaVdA chiede di tutelare l’accesso alla Valle d’Aosta

Frana di Quincinetto: RaVdA chiede di tutelare l’accesso alla Valle d’Aosta

Giovedì 31 ottobre 2019, si è svolta una riunione convocata dal Dipartimento nazionale di Protezione civile per l’analisi della frana in località Chiappetti nel Comune di Quincinetto.

Per la Regione autonoma Valle d’Aosta erano presenti l’assessore ai Trasporti, il capo della Protezione civile e la dirigente del Centro funzionale. Per la Regione Piemonte l’assessore ai Trasporti e il direttore Opere pubbliche e Trasporti. Hanno partecipato in collegamento la Regione Piemonte, il Comune di Quincinetto,  la Prefettura e la Città Metropolitana di Torino, SAV e Anas.

È stato illustrato il progetto di fattibilità commissionato dal Comune di Quincinetto, per valutare i tempi e le modalità di messa in sicurezza della frana. Venerdì 8 novembre, il progetto sarà sottoposto al Comitato Tecnico e, in quella sede, saranno definite le soluzioni per garantire l’accesso alla Valle d’Aosta.

L’assessore della Regione autonoma Valle d’Aosta, Luigi Bertschy ha sottolineato che «la soluzione del problema va ricercata non solo in funzione dei costi tecnici di realizzazione, ma anche dei costi sociali ed economici che una chiusura prolungata delle vie d’accesso alla Valle d’Aosta può causare. Per noi è impensabile chiudere le vie di accesso regionali per 100 giorni, come peraltro lo stesso Ministero dei Trasporti ha rilevato nel corso della riunione di oggi».

L’assessore delle Regione Piemonte, Marco Gabusi, ha evidenziato come «la proposta di viabilità alternativa concordata con la Città metropolitana di Torino vada presa in considerazione non come la panacea di tutti i mali, ma come una soluzione per la situazione di sicurezza che si è venuta a creare a seguito della frana. Stiamo rispondendo ad una situazione emergenziale: i tempi devono perciò essere rapidi e i passaggi devono essere ben coordinati. La condizione di stato di emergenza aiuterebbe a dare affidamenti progettuali per fine febbraio, mentre la parte di intervento richiederebbe due o tre mesi, a seconda di come si svilupperà il progetto esecutivo. Chiaramente per quel tempo la parte di viabilità alternativa deve essere pronta». 

Pubblicato / aggiornato il 01/11/2019 alle 09:27
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Categoria: Politica e Amministrazione