Inaugurato l’anno scolastico 2024/25
Sono 86 i nuovi docenti immessi in ruolo da parte della Sovrintendenza regionale agli studi nell’anno scolastico 2024/25 che è iniziato mercoledì 11 settembre 2024, esattamente cinquanta in più rispetto a quelli dell’anno precedente, inserendo i 66 vincitori dell’ultimo concorso ed anche tutti i venti vincitori del concorso 2023. Di questi, 54 sono stati assegnati lo scorso 27 agosto nelle scuole secondarie di primo grado (le medie) e 22 in quelle di secondo grado (le superiori), mentre nessun docente è stato immesso in ruolo per la scuola dell’infanzia (asilo) e primaria (elementari).
I dieci restanti sono coloro i quali hanno superato il concorso straordinario di assunzione da graduatorie regionali di prima fascia su sostegno, con tre insegnanti assunti a tempo determinato nelle medie e sette nelle superiori. Per passare al contratto a tempo indeterminato, avendo già l’abilitazione, svolgeranno il cosiddetto anno di prova affiancati ad un tutor, presentando anche una lezione finale simulata, alla fine del quale potranno essere confermati in ruolo a partire dal 1° settembre 2025.
Per quanto riguarda le supplenze, sulla base delle graduatorie a esaurimento, lo scorso 23 agosto sono stati assegnati 19 posti, di cui 18 (su venti proposti) nella scuola dell’infanzia, uno su sostegno all’infanzia (su 17 proposti) e nessuno alla primaria (su 67 proposti), con 54 docenti per l’infanzia e cinque per la primaria che restano presenti nelle graduatorie.
Le altre supplenze sono state assegnate dal Gruppo di lavoro, composto da cinque segretari delle segreterie scolastiche, dopo che sono state riviste le graduatorie regionali di supplenza, con oltre mille domande di nuove iscrizioni o di aggiornamento, pubblicate nella prima settimana di agosto. Il 28 agosto scorso, il gruppo di lavoro ha quindi attribuito le prime 152 supplenze effettuando 698 convocazioni: al convitto Federico Chabod (per il quale non ci sono graduatorie specifiche e non sono previsti concorsi per l’assunzione di educatori) sono andati 18 posti, quasi la metà del personale docente, avanzando solo una supplenza part-time, per l’infanzia due posti e 16 di sostegno e per la primaria 67 posti e 49 di sostegno, soddisfacendo, in questi casi, il 100% dei posti disponibili. Dal 2 al 4 settembre scorsi, sono state invece attribuite le 264 supplenze per la scuola secondaria, con 581 convocazioni per assegnare 401 posti: alle medie sono stati assegnati 90 supplenti sui 143 necessari, pari al 62% e alle superiori 167 su 251, con una percentuale del 67%.
Per la prima volta sono state assegnate anche sette supplenze per l’educazione motoria nella scuola primaria, che riguarda solo le classi 4ª e 5ª, coprendo il 41% dei 17 posti necessari.
I numeri delle complesse procedure di assunzione dei nuovi docenti e dei supplenti sono stati resi noti in un’articolata conferenza stampa che si è tenuta nella saletta della Biblioteca regionale nel pomeriggio di giovedì 5 settembre: «le tempistiche di queste procedure non sono libere – ha ribadito Jean Pierre Guichardaz, assessore regionale ai beni e attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali – ma seguono dinamiche fissate a livello nazionale. Noi non abbiamo un contratto collettivo regionale degli insegnanti e dei dirigenti e dobbiamo quindi seguire le indicazioni ministeriali per ciò che concerne sia gli aspetti lavorativi di contrattualizzazione e sia gli obblighi di legge e temporali. Poi, laddove ci è stato è stato concesso, abbiamo agito in autonomia, anche se gli organici dei nostri uffici sono ridotti ed il personale si è veramente speso durante tutta questa estate, lavorando in maniera molto serrata, tanto da rinunciare alle ferie estive, andando in ufficio anche il sabato e a volte le domeniche, così da concludere nei tempi questo caos delle delle assegnazioni».
«Quando si alimentano le polemiche si pensa di colpire il politico di riferimento – ha aggiunto l’assessore – ma c’è il rischio poi che l’obiettivo si direzioni altrove, sulle persone che lavorano e che lo fanno sempre con grande senso di responsabilità».
«L’iter per arrivare a settembre si avvia in realtà con l’inizio dell’anno con l’iscrizione degli alunni – ha raccontato Lisa Furfaro, dirigente della Struttura regionale personale scolastico – perché sulla base degli iscrizioni degli alunni viene definito un “organico di diritto”, componendo le classi e definendo la dotazione organica. Questo organico di diritto viene poi adattato alla situazione di fatto che viene presa in considerazione a giugno, a seguito degli scrutini, quando chiediamo alle scuole di comunicarci eventuali modifiche. A seguito degli scrutini ci sono alunni che decidono di cambiare percorso, altri che vengono fermati in alcune classi, altri ancora che cambiano anche prima di iniziare la scuola, decidendo di un altro indirizzo di studi, e poi arrivano anche tutte le certificazioni di alunni disabili, per cui i numeri su cui noi avevamo valutato l’organico dei posti di sostegno cambiano di molto» tanto che, ad esempio, nello scorso anno scolastico si era passati a 247 certificazioni di disabilità per studenti delle scuole superiori rispetto alle 186 dell’anno precedente, mentre restano sostanzialmente costanti, una cinquantina, quelle nella scuola dell’infanzia.
«A seguito delle continue segnalazioni e dei ritardi nelle comunicazioni da parte del Ministero questo lavoro ha richiesto diverse settimane – ha continuato la dirigente – occupandoci tutto il mese di luglio ed infatti abbiamo definito l’organico di fatto soltanto nella prima settimana di agosto, anche con alcune deliberazioni della Giunta regionale che sono andate in deroga ai principi generali, perché abbiamo cercato di venire incontro ad alcune richieste legate a bisogni educativi speciali di alcuni alunni ed anche e quelle di altri alunni che chiedevano di inserirsi in determinati percorsi di studi che al momento risultavano pieni, così da per evitare il rifiuto di una scuola, che in Valle d’Aosta non succede mai. In contemporanea con la definizione dell’organico di fatto, si sono svolte le operazioni di mobilità dei docenti, le attribuzioni dei part-time e sono state così individuate definitivamente le cattedre».
La novità di quest’anno è rappresentata dai cosiddetti interpelli, che cercano di sostituire le messe a disposizione, vale a dire le chiamate dirette dalle scuole ai docenti precari che avevano comunicato all’Istituzione scolastica la propria candidatura spontanea, così da coprire i posti vacanti rimasti dopo le assegnazioni da parte della Sovraintendenza, che per il prossimo anno scolastico sono 147, con 302 aspiranti docenti che hanno rinunciato all’incarico o non hanno risposto alla chiamata degli uffici, a cui si aggiungono sette persone che sono rimaste senza posto nelle classi di concorso per le quali avevano chiesto di essere inserite in graduatoria.
Gli interpelli, come previsto dall’ordinanza ministeriale 88/2024, sono stati pubblicati sui siti delle varie Istituzioni scolastiche dallo scorso 2 settembre: «in questi avvisi le singole scuole indicano con precisione la durata dell’incarico e quindi più non è una richiesta generica – ha rimarcato Marina Fey, sovraintendente regionale agli studi – ma è specifica per quel posto che c’è ancora da coprire, dipende dalla disciplina e bisogna esplicitare la data di inizio e la data di fine e le indicazioni sulla sede. A differenza della messa a disposizione, che poteva essere inviata anche dallo studente al primo anno dell’Università, gli interpelli sono rivolti a chi è abilitato e, in subordine, a chi ha il titolo oppure la specializzazione per il sostegno, come abbiamo noi a livello regionale, a differenza del nazionale, oltre ovviamente alla parte del francese. Immaginiamo comunque di non avere tantissimi aspiranti agli interpelli proprio perché un requisito richiesto è anche quello di non aver rinunciato alle supplenze proposte dal gruppo di lavoro. Se però questi posti non dovessero essere coperti perché per alcuni classi di concorso non si presentano candidati, non si può lasciare scoperta la classe e in questo caso si passerà comunque alla messa a disposizione, che è rimasta come una forma residuale, però necessaria per garantire il servizio».
Il dettaglio della situazione scolastica valdostana sarà poi oggetto del Memento statistico, che di solito viene presentato nel mese di ottobre, ma per quando riguarda la percentuale dei docenti di ruolo rispetto all’intero corpo insegnante, lo scorso anno si era passati, nella scuola superiore, dal 67% al 74,8%, mentre l’84% dei docenti era di ruolo nell’infanzia ed il 67% nelle medie: «i dati di quest’anno confermano il trend – ha anticipato la sovraintendente – e ci dimostrano che il personale a tempo determinato si riversa soprattutto sulle scuole secondarie e in particolare su quelle delle discipline Stem [acronimo di science, technology, engineering and mathematics – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica], un’altra criticità che avevamo già evidenziato e quindi questi posti verranno coperti con gli interpelli o con le messe a disposizione».
«Oltre agli insegnanti e al personale tecnico amministrativo le scuole usufruiscono anche di diverse centinaia di dipendenti che sono classificati come operatori di sostegno – ha aggiunto Jean Pierre Guichardaz – quest’anno abbiamo un costo sugli operatori di sostegno che si aggira intorno ai 13 milioni e mezzo di euro, una cifra enorme che che però attesta e testimonia la grande attenzione che caratterizza il nostro modello peculiare, del plurilinguismo, delle piccole scuole di montagna, ed una grandissima attenzione verso le persone più fragili».
I sindacati Cisl scuola e Flc Cgil hanno espresso soddisfazione sui tempi di assunzione in ruolo e di conferimento delle supplenze: “purtroppo, a causa della grave denatalità e della conseguente contrazione degli organici – hanno commentato in una nota congiunta Alessia Demé e Simona D’Agostino – non è stato possibile assumere a tempo indeterminato nessun insegnante della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Abbiamo proposto all’Amministrazione di modificare, dopo un’accurata analisi dell’andamento demografico dei prossimi anni e dei prossimi pensionamenti, i parametri di conteggio per la costituzione degli organici della scuola dell’infanzia e della scuola primaria in modo potenziare gli organici e migliorare la qualità dell’offerta formativa”.
“Questo sarà un altro anno particolarmente impegnativo e ricco di nuove sfide – si legge ancora nella nota di Cisl e Cgil – molti precari sono impegnati nel percorso per acquisire l’abilitazione all’insegnamento e la specializzazione per il sostegno. Molti corsi si svolgono in Università ubicate fuori Valle e ciò comporta una difficile conciliazione tra il tempo dedicato all’insegnamento e quello impegnato nelle lezioni universitarie e nei tirocini, oltre che ad un notevole sacrificio in termini economici. Il nostro appello a tutte le Istituzioni scolastiche valdostane è di aprire le porte ai molti tirocinanti, affinché essi possano frequentare in Valle almeno il tirocinio [al momento sette scuole si sono accreditate, n.d.r.]. Per quanto riguarda l’impegno sindacale, il nuovo anno scolastico ci vede impegnati a livello nazionale nel rinnovo del contratto di lavoro. A livello regionale, una delle priorità sarà affrontare quanto prima la trattativa con l’Assessorato per la revisione dei parametri per la definizione degli organici”.
La cerimonia di inaugurazione a Gressan
Mercoledì 11 settembre 2024, in occasione dell’apertura del nuovo anno scolastico, è stata inaugurata un’opera permanente di Giuliana Cunéaz: un murales lungo 27 metri, creato per il giardino della scuola primaria del Capoluogo.
Il progetto è il risultato di un’indagine che ha radici lontane per un’artista che, sin dalla fine degli anni Ottanta, si è interrogata sul fantastico e sull’immaginario, sapendoli integrare nell’ambito della sua poetica anche nei lavori che prevedono tecnologie complesse, come il film su tre schermi I Cercatori di luce. Del resto, proprio sulla morena di Gressan è collocata in permanenza una sua opera emblematica, che appartiene all’installazione Il Silenzio delle Fate, composta da 24 leggii.
Ora l’artista è andata oltre la consueta narrazione, creando un percorso del tutto originale. Come sottolinea il sindaco di Gressan Michel Martinet: «l’opera di Giuliana Cunéaz ci ricorda le nostre radici e la nostra identità integrando arte, storia e cultura».
Gressan paese da leggenda, questo è il titolo del murales (la realizzazione tecnica è stata affidata all’Associazione torinese Il Cerchio e le Gocce). È un racconto di forte impatto visivo, dove s’incontrano fate, giganti e un uccello magico, nell’ambito di un’indagine dove le figure della leggenda vanno incontro a un processo di trasformazione, soffermandosi su temi fondamentali quali l’identità e l’integrazione. Il murales è armonicamente ritmato da grandi figure dell’immaginario e il lavoro termina con una fatina dal volto celato, che si nasconde sulla corona di Gargantua, diventato re di Gressan. La misteriosa figura, per palesarsi, attende che le sia dato un nome e che sia così riconosciuta nella sua comunità: «Le favole hanno sempre una morale e ci fanno riflettere sui nostri comportamenti. Ma nel mondo di oggi rischiano di scomparire – afferma Giuliana Cunéaz -. Solo facendole vivere dentro di noi possono continuare a esistere e questo mio lavoro vuole essere un invito a non smettere mai di raccontare».
L’assessore alla cultura e istruzione Elisabetta Dugros ricorda come Giuliana sia «un’artista poliedrica e sperimentale, capace di affacciarsi sull’altrove, passeggiando, sempre a proprio agio, nel misterico e nell’invisibile».
L’opera è nata da una serie d’incontri tra l’artista, gli alunni e le maestre della scuola primaria di Gressan, dando vita a una riflessione comune sull’immaginario: «Gli alunni hanno disegnato paesaggi e personaggi, ognuno seguendo la propria fantasia; l’artista ha realizzato un racconto visivo dove fate senza nome, giganti buoni ed esseri fantastici popolano il territorio di Gressan, creando una narrazione del tutto originale, che mescola antiche leggende e apre a nuovi possibili epiloghi», spiega Elisabetta Dugros.
Passando davanti al murales, gli allievi di oggi e di domani avranno una nuova storia da raccontare, contribuendo ad arricchire la tradizione di Gressan paese da leggenda.
Una delegazione a Cagliari
Una delegazione valdostana, inoltre, sarà presente a Cagliari, lunedì 16 settembre, al convitto nazionale Vittorio Emanuele II, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara: «dopo diversi anni in cui non abbiamo più partecipato – ha raccontato Marina Fey – ci saranno sette studenti che rappresenteranno le varie Istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. Sarà sicuramente una bella esperienza».
Pubblicato / aggiornato
il 11/09/2024 alle 16:38
Categoria:
Cultura / Video