Tocca a noi: Arcigay contro la risoluzione anti-gender del deputato leghista Rossano Sasso
Sit-in ad Aosta organizzato
dall'Associazione tocca a noi e Arcigay
Mercoledì 11 settembre 2024, la commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati ha approvato una risoluzione presentata da Rossano Sasso, della Lega, firmata da tutta la maggioranza, per chiedere l’adozione di linee guida volte a favorire il rispetto delle differenze nel sistema scolastico.
Il testo della risoluzione è il seguente: “La VII Commissione, premesso che:
le cronache riportano di iniziative divulgative organizzate nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado in cui le istituzioni scolastiche a volte vengono utilizzate come palco privilegiato per propagandare qualsiasi ideologia comprese quelle che attengono all’ideologia gender;
preoccupa, infatti, che in alcune istituzioni scolastiche si usi la battaglia contro le discriminazioni e l’intolleranza sessuale per sollecitare gli adolescenti a dare per
acquisito il superamento del concetto di « binarismo sessuale » per accogliere quello di « spettro di genere », senza che sul tema ci sia stata una discussione aperta e condivisa con la pluralità delle associazioni dei genitori che devono essere sempre coinvolte al fine di garantire la libertà educativa dei genitori stessi e il pluralismo della
scuola, la quale dovrebbe operare solo per rafforzare l’autostima degli studenti e il rispetto di sé e dell’altro evitando di mettere a repentaglio una crescita libera e
consapevole degli adolescenti, poiché qualsiasi decisione in questo ambito attiene alla sfera delle relazioni sociali e dunque chiama in causa la libertà e pertanto anche la responsabilità di tutti coloro che entrano in rapporto con gli interessati;
la scuola non dovrebbe mai essere luogo di strumentalizzazione ma pur tenendo presente il dibattito sociale, politico e istituzionale dovrebbe essere sempre luogo
di confronto e di circolazione delle idee nel rispetto delle sensibilità di tutti;
il Ministero dell’istruzione e del merito, già con circolare n. 1972 del 15 settembre 2015 aveva chiarito che « tra i diritti e i doveri e tra le conoscenze da trasmettere non rientrano in nessun modo né le “ideologie gender” né l’insegnamento di pratiche estranee al mondo educativo », tuttavia occorre aiutare la comunità scolastica a dotarsi di strumenti utili ad affrontare il dibattito sulla sessualità e le sfide che emergono nell’attuale contesto educativo;
da ultimo Papa Francesco, a mar- gine del suo intervento al convegno « Uomodonna immagine di Dio. Per una antropologia delle vocazioni » è tornato a stigmatizzare nuovamente l’ideologia gender come « pericolo » di oggi e ha annunciato di aver « chiesto di fare studi a proposito di questa brutta ideologia del nostro tempo » che
« cancella le differenze e rende tutto uguale. Cancellare la differenza è cancellare l’umanità »,
impegna il Governo
a promuovere un adeguato confronto con tutti i soggetti interessati sulle tematiche dell’educazione affettiva e sessuale anche al fine di adottare linee guida valevoli per
tutto il sistema nazionale d’istruzione che ribadiscano la necessità che lo spazio scolastico sia caratterizzato da un’adeguata neutralità, in qualsiasi forma di insegnamento scolastico e quindi assicurino che tutte le attività proposte nelle scuole del Paese rispondano a criteri di rispetto e di libertà che favoriscano la costruzione di un
sapere critico per gli studenti escludendo che l’insegnamento scolastico venga utilizzato per propagandare tra i giovani, in modo unilaterale e acritico, modelli comportamentali ispirati alla cosiddetta « ideologia gender »“.
Contro questa risoluzione, più di 40 persone si sono riunite mercoledì 25 settembre 2024 ad Aosta per il sit-in organizzato dall’Associazione Tocca a Noi e Arcigay a sostegno di un’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.
«Non possiamo e non vogliamo restare indifferenti alla deriva illiberale e antidemocratica dell’Italia al tempo del Governo Meloni – spiegano le realtà organizzatrici – sentiamo il dovere e l’urgenza di reagire ed opporci con fermezza all’approvazione della risoluzione Sasso (Lega) che vieta l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, tacciandola di essere espressione di una fantomatica ed inesistente “’ideologia gender”».
All’evento sono intervenuti Cecilia Lazzarotto e Matteo Pellicciotta della rete Tocca a Noi, organizzatori dell’evento, che hanno sottolineato l’importanza di parlare di questi temi e di scendere in piazza per denunciare le scelte del governo che ogni giorno limita i diritti di cittadini e cittadine.
Al sit-in sono erano invitate associazioni e collettive, insegnanti e comunità studentesca, forze progressiste ed esponenti delle istituzioni anche in tante altre città. Il messaggio è: la scuola che libera tuttɜ è una scuola dove non c’è posto per i pregiudizi sessisti, razzisti, omolesbobitransfobici e abilisti. È una scuola che si fa comunità educante e spazio sicuro per tutte le persone che la attraversano; una scuola che condanna e rifiuta l’odio e la discriminazione.
«Scendiamo in piazza anche per chiedere alle istituzioni di assumere un impegno concreto a sostegno dei progetti di educazione sessuale e affettiva nelle scuole che la risoluzione Sasso vuole mettere al bando, perché al contrario, rappresentano uno strumento indispensabile per la prevenzione e di contrasto al bullismo e alla violenza patriarcale, un presidio fondamentale per la tutela della salute riproduttiva e sessuale e per l’educazione al consenso – concludono le realtà organizzatrici – la risoluzione Sasso è solo l’anticamera di una legge anti-LGBTQIA+* che avvicina l’Italia a Paesi illiberali, antidemocratici e responsabili di numerose violazioni dei diritti umani come l’Ungheria di Orbán e la Russia di Putin. Ecco perché non possiamo stare a guardare, c’è bisogno di fare fronte unitario con quella maggioranza silenziosa che in questo momento non decide, ma sta dalla nostra parte. A tutte queste persone chiediamo di unirsi a noi e di non lasciarci sol3».
A firmare e sostenere il manifesto diverse forze politiche e associazioni: Valle d’Aosta Aperta, Partito Democratico Valle d’Aosta, Europa Verde Valle d’Aosta, ADU-SI, Area Democratica Gauche Autonomiste, Rete Civica, Arci Valle d’Aosta, Amnesty International Valle d’Aosta, Conferenza delle Donne Democratiche VdA.

Pubblicato / aggiornato
il 27/09/2024 alle 10:26
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Categoria:
Politica e Amministrazione