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Youngle: ragazzi in aiuto dei ragazzi

Youngle: ragazzi in aiuto dei ragazzi (©Laura Agostino per bobine.tv) - la conferenza stampa di presentazione del progetto Youngle

L’Assessorato della Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione autonoma Valle d’Aosta e l’Azienda USL Valle d’Aosta lanciano il nuovo progetto Youngle: il primo servizio pubblico di ascolto e counseling dedicato agli adolescenti, interamente gestito da adolescenti sotto la supervisione di psicoterapeuti, educatori ed esperti di comunicazione. Il progetto è coordinato dal Servizio per le Dipendenze (SerD) dell’Azienda USL insieme alla Onlus EssereUmani.

Il nome Youngle deriva dalla combinazione di Young (giovane) e Jungle (giungla), richiamando la complessità emotiva, relazionale e identitaria che caratterizza l’adolescenza. Il progetto offre uno spazio sicuro e anonimo in cui i giovani possono confrontarsi con i loro coetanei su questioni delicate come affettività, relazioni, stili di vita e problematiche legate alla salute mentale. Gli interventi saranno realizzati realizzati attraverso i social media e una strategia basata sulle life skills e sulla peer education.

Attraverso una web app (raggiungibile all’indirizzo app.youngle.it dalla data di attivazione del progetto, attesa entro la fine dell’anno 2024), gli adolescenti possono chattare in modo anonimo con i peer educator, giovani formati e supportati da uno psicologo e un educatore specializzati. Le conversazioni si svolgono due volte la settimana, per due ore ciascuna, garantendo una risposta tempestiva e professionale ai bisogni degli utenti. Per diventare peer educator, bisogna iscriversi oppure presentarsi alle ore 17 di venerdì 18 ottobre allo Spazio Plus. I peer educator saranno volontari non retribuiti. Ognuno opererà dal proprio domicilio, interagendo con gli interlocutori (utenti ed esperti) tramite chat.

Il progetto si articola in diverse fasi: reclutamento e formazione dei peer educator, selezionando ragazzi tra i 16 e i 19 anni delle scuole superiori della regione; attivazione di pagine social su Instagram, Facebook e gruppi Whatsapp per condividere contenuti di prevenzione e promozione della salute; chat anonime e sicure tramite l’app Youngle, validate dal Garante della Privacy della Regione Toscana; supervisione e valutazione costante del lavoro dei peer educator con aggiornamenti formativi periodici.

Secondo gli organizzatori, il progetto ha due motivazioni altrettanto importanti: portare aiuto ai ragazzi in difficoltà (anche in temporanea difficoltà) in una serie di ambiti della propria esistenza e l’intercettazione precoce del disagio psichico che preluda all’invio ai professionisti che possono intervenire; fornire la possibilità di una esperienza di aiuto ai propri coetanei, con la supervisione di psicologi ed educatori. Questa esperienza, oltre ad essere un grande arricchimento, potrebbe trasformarsi nella scelta in futuro di una professione di aiuto. Tutti i servizi dedicati all’adolescenza in Italia ed in Europa sperimentano la difficoltà di incontrare i ragazzi nel contesto classico degli ambulatori ed è anche per questo che è necessario operare un cambio di paradigma e muoversi verso il luogo in cui i giovani passano gran parte del loro tempo, cioè il web. L’utilizzo di Internet come risorsa di aiuto, la peer education, la prevenzione del disagio psichico e delle sue gravi conseguenze (disturbi mentali, tossicodipendenze e suicidio), l’essere rivolti anche alla popolazione giovane semplicemente in difficoltà o che sperimenta la solitudine ed è in cerca di dialogo sono alcune delle peculiarità di questo progetto. 

Per l’anno scolastico 2024/25 è stato inviato ai dirigenti scolastici il progetto Human Youngle, percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento realizzati dalla Onlus EssereUmani (che percepirà 99mila euro Iva inclusa nel prossimo biennio per gestire Youngle in Valle d’Aosta).

Il progetto nazionale Youngle – Social Net Skills è finanziato del Ministero della Salute attraverso il CCM (Centro per la prevenzione e il Controllo delle Malattie) e oggi è presente in 15 regioni italiane, con 11 centri attivi. In Valle d’Aosta è stato finanziato con fondi dedicati alla prevenzione del gioco d’azzardo patologico.
In oltre 11 anni di attività, Youngle ha coinvolto circa 15.000 ragazzi, con più di 20.000 conversazioni online. Il range di età degli utenti varia dai 14 ai 21 anni, con una prevalenza di giovani donne. A livello nazionale, la rete è composta da 170 peer educator e 40 operatori professionisti tra psicologi, educatori e assistenti sociali.

A margine della conferenza stmapa di preseentazione del progetto, svoltasi mercoledì 9 ottobre 2024, sono stati forniti i numeri del Ser.D: nel 2023 gli utenti in età 0/19 anni sono stati 35 e quelli in età 0/24 anni sono stati 94. Numeri saliti (nel primo semestre 2024) a 49 utenti nella fascia 0/19 anni e 117 nella fascia 0/24 anni. Si tratta di giovani che fanno uso di sostanze (non necessariamente stupefacenti ma anche alcool) e, in alcuni casi, ne abusano.

Pubblicato / aggiornato il 09/10/2024 alle 14:10
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Categoria: Salute