Union valdôtaine apre il dialogo sulla riforma della legge elettorale per il Consiglio Valle
In vista delle elezioni regionali 2025, Union valdôtaine ha aperto un tavolo di confronto con le altre forza politiche presenti in Consiglio Valle, allo scopo di verificare la possibilità di giungere a una riforma della legge elettorale che ottenga i 24 voti necessari a evitare il referendum.
Venerdì 4 ottobre ha incontrato il Progetto civico progressiste; lunedì 7 ottobre, in mattinata, Forza Italia e Lega Vallée d’Aoste; nel pomeriggio Rassemblement valdôtain.
Il centrodestra ha affidato il proprio commento a una nota: «Preso atto delle proposte che ci sono state presentate durante l’incontro dello scorso 7 ottobre, il Centrodestra ribadisce la necessità di giungere, anche in Valle DdAosta, a un cambiamento sostanziale attraverso una riforma elettorale vera. Tale riforma deve consentire ai cittadini di scegliere direttamente un presidente e una coalizione, in modo tale da assicurare la stabilità del governo e la governabilità della Regione».
Spiega Chiara Minelli, del Progetto civico progressista: «L‘unica modifica prevista al sistema elettorale è quella sulle preferenze, che da una tornerebbero a tre, con l’obbligo che, se ne viene espressa più di una, ce ne deve essere almeno una di genere diverso. Inoltre nella legge dovrebbe essere presente il concetto che nella composizione della Giunta regionale devono essere presenti persone di entrambi i generi, almeno una. SI tratta di una modificazione che non si può definire una “riforma elettorale” perché non affronta la questione principale, che è rappresentata dalla necessità di dare agli elettori la possibilità di scegliere la maggioranza che governa la Regione e che tale maggioranza abbia carattere stabile, che duri l’intera legislatura.
Nel merito delle tre preferenze, di cui una di genere diverso, è in contrasto anche con la richiesta della Consulta femminile per le pari opportunità e con la realtà di ormai quasi tutte le Regioni italiane, in cui il sistema è quello della possibilità di due preferenze con l’obbligo di genere diverso. Una proposta assolutamente minimale».
«Si sono presi tempo per analizzare la nostra proposta di legge – dice Stefano Aggravi di Rassemblement valdôtain -. All’interno della nostra proposta, ci sono elementi utili a capire se, dall’altra parte, c’è una disponibilità a condividere alcune proposte. Dall’Union in primis e poi anche dagli altri partiti di maggioranza. Ho l’impressione che non ci sia una visione unica e compatta fra tutti e 19: pare esserci una guida di Uv, la richiesta del Partito democratico di garantire la differenza di genere in Giunta (pur non specificando come scrivere la norma)».
Gli incontri infatti, hanno coinvolto non solamente le opposizioni ma anche i partiti di maggioranza.
Luisa Trione, presidente di Stella alpina, commenta: «Una legge elettorale è importante che abbia il maggior consenso possibile, quindi l’obiettivo è di trovare una sintesi, non mantenere una posizione. Certo, per noi ci sono punti fermi già molto condivisi con gli altri, come l’aumento del numero di preferenze e l’alternanza del genere».
Luca Tonino, segretario del Partito democratico, ci ha detto: «Vi è un clima positivo, nella consapevolezza che serve una legge elettorale adeguata. C’è l’esigenza di chiudere a breve, valorizzando le questioni condivise senza chiedere a nessuno sacrifici eccessivi. Non si parte da una singola proposta su cui ragionare da da una pluralità di proposte sulla quale fare sintesi».
Aldo Di Marco, di Pour l’Autonomie, ci ha spiegato: «Abbiamo portato all’attenzione delle opposizioni una sintesi già condivisa dalla maggioranza. Il discorso della differenza di genere in Giunta non potrebbe rientrare nella riforma elettorale ma imporrebbe la modifica della specifica normativa».
Valle d’Aosta aperta ha scritto alla maggioranza regionale: «Facendo seguito all’impegno preso nel corso dell’incontro con le Loro rappresentanze, che hanno illustrato sinteticamente i due interventi che in Consiglio regionale intendono proporre per aggiornare la legge elettorale, Valle d’Aosta Aperta nelle sue tre componenti (AD-GA; ADU-SI, M5S) trasmette Loro le seguenti considerazioni:
1. Recepire nella legislazione regionale le norme e le sollecitazioni che a livello nazionale ed europeo vengono avanzate per rafforzare il difficile cammino verso la parità di genere è urgente e doveroso.
2. Che lo strumento della legge elettorale non sia l’unico è una affermazione che condividiamo, precisando però che è comunque uno degli strumenti più efficaci, come ci ricordano le date del 10 marzo 1946 e del 2 giugno 1946.
3. Il superamento della preferenza unica per Noi deve avvenire in un’ottica di reale condizione di parità: la “doppia preferenza di genere” è lo strumento più avanzato ed efficace nell’attuale contesto storico.
4. In un’ottica di mediazione fra forze politiche, possiamo accogliere la proposta delle tre preferenze solo se si applica la modalità nell’esprimerle dell’alternanza di genere fra prima, seconda e terza preferenza, come l’elettorato valdostano ha già sperimentato durante le Elezioni europee 2024 o, in alternativa, che, nel caso di due solo preferenze dello stesso genere, sia nulla la seconda.
5. Per quanto attiene invece al garantire con un obbligo stringente la rappresentanza di genere nella Giunta regionale, obbligo che già doveva essere rispettato, apprezziamo che la legge regionale lo recepisca e lo faccia suo, anche ricorrendo all’Assessorato tecnico; ma altresì rileviamo che così facendo non guardiamo al futuro e agli esiti che la nuova legge elettorale dovrebbe esprimere. Quindi proponiamo che, fatto salvo il principio della rappresentanza di genere, la Giunta sia espressione della proporzionalità di genere espressa dal Consiglio regionale, perché sarebbe bizzarro e non conforme al volere dell’elettorato che il 40/50% del Consiglio regionale avesse un solo rappresentante di genere in Giunta.
6. Riteniamo importante che la crescita normativa della legge elettorale regionale sia applicata anche alla legge elettorale per i Comuni, per facilitare la partecipazione al voto.
7. Apprezziamo molto, anche se il dibattito è stato costretto in tempi ridotti, che si proceda tempestivamente a cambiare la legge elettorale, perché gli elettori abbiano la possibilità di conoscere bene le modalità di voto, al fine di esprimere pienamente la loro scelta politica.
8. Apprezziamo altresì che punti avanzati della norma regionale in essere, come lo spoglio centralizzato, siano garantiti».
Pubblicato / aggiornato
il 10/10/2024 alle 09:22
Categoria:
Politica e Amministrazione