Lega VdA: una proposta di legge a tutela del piccolo commercio
La Valle d’Aosta sta affrontando una serie di sfide demografiche ed economiche legate allo spopolamento e all’invecchiamento della popolazione, con un progressivo abbandono dei borghi montani e la concentrazione di persone e attività nei Comuni di fondovalle. Questo fenomeno di inurbamento si è accompagnato a un’espansione rapida della rete della grande distribuzione organizzata (GDO, le cui superfici di vendita superano i 151 mq), in particolare lungo la Strada statale 26 che attraversa la regione. Negli ultimi anni, questo processo ha subito un’ulteriore accelerazione, in parte a causa delle mutate abitudini di consumo imposte dall’emergenza sanitaria.
Comuni come Pont-Saint-Martin, Verrès, Châtillon e Morgex sono emblematici di questa dinamica. I loro borghi si svuotano, mentre le attività commerciali si spostano fuori dai centri storici, prediligendo nuove costruzioni in aree più accessibili. La GDO ha rapidamente colto questa opportunità, insediando nuove superfici di vendita, spesso di medie e grandi dimensioni, per rispondere alla domanda crescente. Il risultato è una concorrenza spietata che penalizza i piccoli negozi di vicinato, aggravando ulteriormente la situazione nei borghi.
A fronte di questo sviluppo, la Regione autonoma Valle d’Aosta ha avviato una riflessione sul governo del territorio e sulle normative che regolano la distribuzione commerciale. La revisione del Piano Territoriale Paesistico (PTP), approvato nel 1998, e della normativa urbanistica è diventata una priorità. La Lega Vallée d’Aoste ha quindi proposto al Consiglio Valle una moratoria sul rilascio di autorizzazioni per nuove medie e grandi superfici di vendita, in attesa di una revisione complessiva delle politiche territoriali e commerciali.
Il fenomeno della proliferazione di nuovi centri commerciali non è limitato alla Valle d’Aosta ma qui assume proporzioni preoccupanti. Secondo uno studio di Mediobanca, il covid ha spinto le vendite nella GDO ad aumentare del 10%. La Valle d’Aosta deteneva nel 2020 il record italiano per la superficie di vendita della GDO, con 714 metri quadrati ogni mille abitanti, ben al di sopra della media nazionale di 399 metri quadrati. Questi numeri pongono la Valle d’Aosta al primo posto in Italia, seguita dal Friuli-Venezia Giulia con 708 metri quadrati.
I dati forniti dalla Chambre Valdôtaine, nel 2024, confermano la tendenza: in Valle d’Aosta ci sono attualmente 208 esercizi commerciali di medie e grandi dimensioni. Di questi, 81 hanno una superficie compresa tra 151 e 250 metri quadrati, 52 tra 251 e 400 metri quadrati, 65 tra 401 e 1500 metri quadrati, 6 tra 1501 e 5000 metri quadrati, e 2 oltre i 5000 metri quadrati. La concentrazione maggiore si trova nell’Unité des Communes Mont-Emilius, con 100 esercizi commerciali, mentre altre aree, come la Valdigne-Mont-Blanc, ne contano 11. La Mont-Cervin ospita 20 esercizi, di cui 10 con superfici comprese tra i 251 e i 400 metri quadrati.
La proposta di legge regionale, presentata venerdì 11 ottobre 2024, prevede quindi un blocco temporaneo per il rilascio di nuove autorizzazioni alla GDO fino alla revisione del PTP. L’obiettivo è evitare un’ulteriore espansione incontrollata della grande distribuzione, che rischia di lasciare dietro di sé vaste aree commerciali inutilizzate e vuote, contribuendo al degrado urbano e imponendo costi elevati per la loro riqualificazione o demolizione.
Questa moratoria non si applicherebbe però retroattivamente: le autorizzazioni già rilasciate prima dell’entrata in vigore della legge rimarranno valide, purché complete di tutta la documentazione necessaria. La Lega intende così tutelare i piccoli esercizi commerciali e favorire una crescita più sostenibile, proteggendo il suolo e prevenendo la colonizzazione del territorio da parte dei grandi gruppi commerciali.
Pubblicato / aggiornato
il 11/10/2024 alle 10:49
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