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Una brochure sulla genitorialità condivisa

Una brochure sulla genitorialità condivisa (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Vilma Gaillard (Cgil), Jean Dondeynaz (Cisl), Claudio Albertinelli (Savt) e la consigliera regionale di parità Katja Foletto

Sarà disponibile, sulla pagina della Consigliera regionale di parità del sito Valle d’Aosta lavoro e su quelli dei sindacati valdostani Cgil, Cisl, Savt e Uil [ma una copia potete trovarla già in fondo a questo articolo, ndr], e fisicamente, stampata in oltre mille copie, anche negli uffici dei Comuni e nelle biblioteche valdostane, la brochure redatta nell’ambito del progetto intitolato La genitorialità condivisa: «questo progetto nasce da un accordo di collaborazione ed è un modo che abbiamo pensato per promuovere sul territorio la conoscenza dei diritti dei genitori – ha spiegato, nel pomeriggio di lunedì 11 settembre 2024, la consigliera regionale di parità, Katja Foletto – il tema della genitorialità è estremamente importante e, nonostante siamo nel 2024, i problemi non sono ancora risolti ed i dati dell’ultimo trimestre ci dicono che è un fenomeno purtroppo ancora molto ampio in Valle d’Aosta».

I dati forniti dallo stesso Ufficio della consigliera di parità della Valle d’Aosta, evidenziano che tra giugno e settembre si sono verificate 92 dimissioni da parte di donne «di cui circa 58 per ragioni di conciliazione, con la mancanza di parenti di supporto o del mancato accoglimento al nido o con il rifiuto della richiesta di part-time, ma anche per difficoltà organizzative o per la distanza dal posto di lavoro – ha esplicitato Katja Foletto – mentre i lavoratori padri sono stati 36 e, tranne uno, gli altri hanno avuto quasi tutti la motivazione di cambio azienda. Questo ci dà l’idea della dimensione del fenomeno, e se moltiplichiamo i dati per i quattro trimestri avremmo nel giro di un anno quasi 400 persone che si dimettono entro l’arco del primo anno di vita del bambino».

Il dato reale annuale è in realtà inferiore e si ferma a circa 350 neo-genitori che hanno lasciato il lavoro nell’ultimo anno, in generale nel settore privato e, prevalentemente, nella categoria del turismo e servizi: «questa brochure serve per promuovere i diritti dei genitori – ha ribadito la consigliera regionale di parità – e di cosa si può fare attraverso il supporto dell’Ufficio della consigliera, ma anche dei patronati che sono presenti sul territorio e che supportano i genitori nella compilazione della modulistica, nell’accesso alle pratiche e nel sostenere a volte anche il reddito perché non dobbiamo dimenticare che l’arrivo di un figlio comporta anche un aumento di spese, informando anche i datori di lavoro sugli strumenti che possono adottare per sostenere la genitorialità che consiste in un passaggio culturale molto importante, con la certificazione della parità di genere ed è un tema su cui bisogna insistere e che le aziende devono conoscere per produrre un cambiamento culturale significativo».

Vilma Gaillard e Jean Dondeynaz
Vilma Gaillard e Jean Dondeynaz

«Noi vediamo quotidianamente sul posto di lavoro – ha aggiunto Vilma Gaillard, alla guida della Segreteria regionale della Cgil – come la maternità sia un elemento che ferma la crescita professionale delle donne in certi ambiti lavorativi e come in alcuni casi la scelta è quella di dare le dimissioni e di occuparsi dei bambini almeno per il periodo in cui i questi sono piccoli, venendo così meno anche una crescita ed una formazione professionale che potrebbe migliorare dal punto di vista qualitativo il proprio lavoro. Purtroppo gli ambiti sono prevalentemente quelli del mondo privato o del lavoratore stagionale perché spesso è difficile per noi intercettare determinate situazioni e poi quei casi rappresentano situazioni più facilmente ricattabili nei confronti della lavoratrice. C’è poi tutto il mondo del precariato e della somministrazione che sicuramente non è agevolato nella gestione della genitorialità. Crediamo che sia importante promuovere tutte quelle azioni che mirano a sostenere la gestione e la cura della propria famiglia, con la possibilità di migliorare la stessa legge sulla maternità e sul congedo parentale, agendo sui vari contratti sia nazionali sia di secondo livello e promuovendo anche nei nostri ambiti l’idea di una genitorialità condivisa, spiegando bene quali sono i diritti che hanno anche gli uomini, perché il concetto di cura allargata della famiglia è entrato poco nel quotidiano».

«Questo è un passo estremamente importante e su questo tipo di volantino ci sono tutta una serie di indicazioni e di concetti che poi devono essere affrontati – ha continuato Jean Dondeynaz, segretario regionale della Cisl – noi ci siamo, abbiamo sottoscritto il manifesto non solo con l’obiettivo di realizzare un volantino, ma proprio per poter aiutare le lavoratrici e i lavoratori che si possono rivolgere tranquillamente ai nostri patronati e nelle nostre sedi sindacali per avere le informazioni aggiuntive oppure anche di trasmettere le domande, come peraltro già stiamo facendo».

«Quando ci siamo trovati a tirare giù questo documento – ha ricordato Claudio Albertinelli, segretario del sindacato Savt – insieme ai colleghi e alla Consigliera di parità, abbiamo visto tutta una serie di norme da richiamare e ci siamo resi conto di un vuoto regionale ed auspichiamo che, in futuro, nel Bilancio regionale si possa favorire il percorso di genitorialità trovando delle forme di diverso tipo per poter aiutare, soprattutto nella prima fase della nascita, quindi anche in termini economici, perché le famiglie hanno bisogno di essere sostenute. A volte si preferisce lasciare il lavoro per difficoltà di un certo tipo e sarebbe importante che la nostra regione, che è sempre un po’ attenta alle dinamiche sociali e sanitarie, possa andare a prevedere qualche iniziativa e sarà nostra cura provare a proporle».

Claudio Albertinelli e Katja Foletto
Claudio Albertinelli e Katja Foletto

«La conciliazione è un tema dirimente nel mercato del lavoro – ha ripreso Katja Foletto – oggi si accetta e si cerca un lavoro anche sulla base della possibilità di poter gestire la propria vita personale e non è un mistero che molta gente vada a lavorare oltre frontiera proprio perché oltre agli stipendi anche le condizioni di lavoro sono più favorevoli e consentono una qualità della vita più alta. Bisognerebbe mettere in campo vari strumenti, con specificità valdostane di sostegno alla famiglia e alla genitorialità, con la predisposizione di servizi innovativi collegati al territorio montano, consentendo una maggiore flessibilità, arrivando in certi casi anche alla risposta individualizzata, ma un supporto che non interessi solo i primi tre anni di vita, ma anche oltre, perché ci sono periodi come il mercoledì, l’estate o il doposcuola e chi lavora nel turismo ha anche la problematica dei sabati delle domeniche e dei periodi festivi. Ci sono tutta una serie di peculiarità che andrebbero sostenute attraverso contributi economici tali da poter effettivamente pagare qualcuno che si occupi individualmente o per piccoli gruppi dei bambini oppure con la predisposizione di servizi nuovi, quali garderie professionali, evitando le baby sitter in nero, o chi improvvisa centri estivi gestiti quasi sempre da persone o da ragazzi che hanno fatto solo una formazione minima».

La brochure sarà presentata anche in una serie di eventi sul territorio, il primo dei quali è previsto venerdì 29 novembre, dalle ore 18, al Centro per le famiglie di Aosta, seguito poi giovedì 12 dicembre alla Biblioteca comunale di Morgex. Il 27 gennaio 2025 se ne parlerà alle ore 18, nella sala conferenze sopra la Biblioteca di Aymavilles.

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Pubblicato / aggiornato il 11/11/2024 alle 17:35
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Categoria: Economia e Lavoro