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20 novembre 2024: sciopero nazionale della sanità

Mercoledì 20 novembre 2024, le organizzazioni sindacali ANAAO Assomed, CIMO e Nursing Up danno vita a un presidio in occasione dello sciopero nazionale a sostegno della sanità pubblica. La postazione, attiva dalle ore 9 alle 15 nell’area della piastra, all’ingresso dell’ospedale Umberto Parini di Aosta, ha visto medici ed infermieri dialogare con gli utenti per spiegare le motivazioni dell’agitazione sindacale, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni sull’urgenza di tutelare il diritto alla salute, ribadendo l’importanza di un sistema sanitario pubblico forte e sostenibile.

Sono dodici i punti espressi dalle tre sigle sindacali, partendo dall’insufficienza degli 1,3 miliardi di euro di fondi pubblici previsti per il 2025, a fronte dei 3,7 annunciati, che non permetteranno neanche il finanziamento dei rinnovi dei contratti del personale sanitario. I medici e gli infermieri chiedono anche la depenalizzazione dell’atto medico e delle altre professioni sanitarie, che non ha visto la conclusione dell’iter da parte della Commissione D’Ippolito, i cui risultati non ancora ufficiali vengono definiti “fumosi e poco efficienti”.
Viene definita “una misera elemosina” la defiscalizzazione al 15% dell’indennità di specificità medica e sanitaria, con il risultato che gli infermieri e gli altri professionisti ex legge 43, quelle infermieristiche, ostetrica, riabilitative, tecnico-sanitarie e della prevenzione, aspetteranno anni per gli aumenti contrattuali. Inoltre la defiscalizzazione al 15% delle prestazioni aggiuntive è considerata “una chimera”, con “numerose aziende che si rifiutano di applicarla”.

Gli striscioni delle associazioni sindacali dei medici e degli infermieri all'ingresso dell'ospedale 'Parini' di Aosta
Gli striscioni delle associazioni sindacali dei medici e degli infermieri all’ingresso dell’ospedale ‘Parini’ di Aosta

I sindacati ANAAO Assomed, CIMO e Nursing Up stigmatizzano il fatto che non ci sia traccia della contrattualizzazione degli specializzandi di area medica e sanitari e della retribuzione anche per gli specializzandi delle altre professioni sanitarie non mediche: “solo spiccioli per gli uni, neanche il riconoscimento professionale per gli altri”, aggiungendo che da parte del Governo “si punta ad aumentare le risorse destinate alla sanità privata, ma si ignorano i diritti dei sanitari che attendono un contratto da vent’anni”.
Ancora, i medici dell’emergenza-urgenza, gli infermieri e le professioni sanitarie assistenziali non vengono ammessi ai benefici di legge previsti per i lavori usuranti, “riservando agli stessi altre briciole dilazionate” e non ci sono norme “per una concreta e strutturale valorizzazione degli infermieri e delle professioni sanitarie ex legge 43”.

I sindacati criticano quindi la legge finanziaria dello Stato, evidenziando che non sono previste assunzioni nel Servizio sanitario nazionale, a fronte di 30mila promesse e che gli ospedali continuano ad essere “luoghi insicuri”, con “aggressioni, violenze a danno degli operatori e nessun controllo o diktat alle aziende che dovrebbero garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Infine, evidenziando che i contratti dei dirigenti medici e sanitari sono ancora ingabbiati nella pubblica Amministrazione, vengono definiti “desaparecidos” i fondi del Pnrr.

Il commento dell’Union valdôtaine

Il gruppo consiliare dell’Union Valdôtaine, unitamente alla Commission Santé dell’UV, giovedì 21 novembre 2024 ha espresso pieno sostegno «ai lavoratori della sanità che, sono scesi in piazza ad Aosta, unendosi simbolicamente ai colleghi di tutta Italia in sciopero contro le misure inadeguate previste nella legge di bilancio 2025 del Governo nazionale.
L’aumento di appena 1,3 miliardi del Fabbisogno sanitario nazionale, ben distante dai 3,7 miliardi annunciati, non solo non risponde alle criticità del Servizio sanitario nazionale, ma tradisce le aspettative di una categoria che rappresenta la spina dorsale del diritto alla salute di tutti i cittadini.
Per il gruppo UV, la valorizzazione del personale sanitario rappresenta una delle priorità assolute, come dimostrato dalle importanti risorse economiche destinate in questa Legislatura al comparto dei lavoratori sanitari.  Crediamo inoltre sia necessario essere attrattivi anche attraverso misure che migliorino la qualità e il benessere degli operatori sanitari e in questo senso va l’Atto aziendale recentemente approvato che si presuppone di rafforzare l’efficacia dei servizi sanitari, attraverso la creazione di nuovi dipartimenti funzionali e di strutture complesse e semplici così da garantire gratificazione professionale e possibilità di carriera ai medici e a tutti gli operatori sanitari.
In dettaglio: nel 2022 sono stati stanziati 9,3 milioni di euro per le indennità del personale medico e infermieristico, grazie a una legge ad hoc voluta per sostenere il comparto sanitario. Nel 2023, l’investimento è stato incrementato a 12 milioni di euro annui, includendo risorse aggiuntive destinate al restante personale sanitario non coperto dalle leggi sull’attrattività. Questo impegno è stato ulteriormente rafforzato nel 2024, raggiungendo un totale di 15,2 milioni di euro annui, con l’inclusione di risorse aggiuntive (Rar) destinate a tutti i lavoratori dell’azienda Ausl.
In totale, dall’inizio della Legislatura e includendo le previsioni per il prossimo anno, sono stati destinati oltre 36 milioni di euro.
Questi investimenti, resi possibili grazie alla nostra autonomia
 – specificano i Consiglieri dell’UV -, hanno portato a risultati concreti: tra cui, ad esempio, un aumento di 800 euro mensili lordi per i medici e di 350 euro mensili lordi per gli infermieri, esempi tangibili dell’attenzione rivolta ai lavoratori della sanità. È fondamentale ricordare che la sanità in Valle d’Aosta si autofinanzia grazie alle risorse derivanti dall’autonomia conquistata quasi 80 anni fa. Un’autonomia che ci consente di decidere come investire per garantire il diritto alla salute della nostra popolazione, malgrado le difficoltà poste dal controllo del Governo nazionale, che spesso ostacola il pieno esercizio di questa prerogativa, pur proclamando una volontà di autonomia differenziata.»

Pubblicato / aggiornato il 21/11/2024 alle 16:33
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video