Disperso uno scialpinista sulla Cimetta rossa
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La Protezione civile della Valle d’Aosta ha attivato, martedì 26 novembre 2019, il Piano di ricerca di persone scomparse per la segnalazione del mancato rientro di uno scialpinista.
Il Comitato di ricerca, riunitosi alle ore 7 a Champorcher, presieduto dal Soccorso alpino valdostano, vede la presenza del anche del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Cervinia, del Corpo Forestale, dei Vigili del fuoco e del 118.
Lo scialpinista è un uomo di 55 anni, piemontese. Dalle informazioni fornite dai familiari, avrebbe affrontato la salita verso Cimetta rossa, in solitaria, sabato mattina. L’allarme è scattato lunedì.
L’itinerario di salita a Cimetta rossa (quota 2.500 metri) prevede un tratto lungo le piste di sci, che in questo periodo, non sono battute né segnalate con paline, perché gli impianti di risalita sono ancora chiusi. Le zone adiacenti alle piste, pertanto, non sono bonificate e, nei giorni scorsi, si sono registrate forti nevicate, con precipitazioni in quota fino a due metri circa.
Nel corso della giornata di lunedì 25 novembre è stato fatto un sopralluogo con i gatti delle nevi della società Montetosa Ski, fino a quota 2.200 metri.
Nel corso della mattinata di martedì 26 novembre, è stato effettuato il sorvolo in elicottero sul percorso verso Cimetta rossa, che ha dato ha dato esito negativo.
Si è proceduto via terra, con due squadre composte da tecnici del Sav e soccorritori del Sagf e del Corpo forestale della Valle d’Aosta. Una squadra ha percorso il tratto dalla località Laris a Chardonney e una seconda squadra effettuerà il percorso in senso opposto, da Chardonnay a Laris. Sono stati impiegati i droni, che hanno effettuato riprese video lungo il torrente che scorre adiacente alla via che potrebbe aver seguito lo scialpinista disperso, nel tentativo di raggiungere la Cimetta rossa (o durante la discesa).
Poco prima delle ore 16, le ricerche sono state sospese, in mancanza di riscontri oggettivi a seguito dell’esito negativo di tutte le ricerche effettuate.
Nella zona delle operazioni di ricerca era elevato il rischio di valanghe e, a rendere più difficile le ricerche, anche il fatto che sia stato rinvenuto, nell’auto della persona oggetto di ricerca, il dispositivo Artva.
Pubblicato / aggiornato
il 26/11/2019 alle 16:04
Categoria:
Cronaca