Tor des Géants 2025
(©Tor des Géants) -
Victor Richard
66 ore 08 minuti e 22 secondi. È questo il nuovo “record” del TOR330 – Tor des Géants®, fatto segnare nella notte fra martedì 16 e mercoledì 17 settembre 2025 dal nuovo Re dei Giganti, Victor Richard.
La sua cavalcata trionfale era iniziata in sordina, con i primi 50km di gara percorsi senza acuti, lasciando sfogare gli avversari, per poi effettuare il primo vero allungo sui colli più duri, l’Entrelor e il Loson. Alla base vita di Cogne era arrivato da solo, prima di tutti, con un’ora di anticipo rispetto al record del 2023 di Franco Collé, facendo capire da subito quali fossero i suoi intenti. Richard qui gioca però una carta piuttosto inattesa: si ferma a dormire per un’ora e dieci minuti, mangia, si cambia e riparte dopo altri venti. A questo punto è sesto, staccatissimo dalla testa, ma rispetto agli avversari è fresco e riposato.
La sua rimonta inizia qui e si completa nel pomeriggio di lunedì, al Lago Chiaro, dopo aver ripreso uno a uno i suoi antagonisti, proprio quando Collé decide di abbandonare per un problema agli occhi.Da lì in poi, comincia il suo viaggio in solitaria contro il tempo. Il vantaggio “virtuale” sul tempo di Collé arriva anche a superare l’ora e trenta minuti, ma poi lo sforzo profuso presenta il suo conto sotto forma di forte dolore al tendine d’Achille. Alla base vita di Ollomont si fa trattare dai MassaggiaTOR e riparte dopo mezz’ora.
Da lì in poi non si fermerà più fino al traguardo, stringendo i denti. Ora per lui è arrivato il momento di godersi una vittoria e un tempo da sogno, anche se in questi casi è sempre difficile parlare di record, visto il percorso cambiato rispetto al passato con il passaggio ai Rifugi Bonatti e Bertone.
«Ho fatto davvero molta fatica nella prima parte della gara, perché non riuscivo proprio ad alimentarmi. Nonostante ciò, sono arrivato a Cogne in prima posizione e ho cercato di dormire, perché avevo in programma di farlo. Non ci sono riuscito del tutto, ma almeno mi sono riposato un po’. Poi finalmente al Rifugio Coda ho mangiato un bel piatto di polenta e mi sono sbloccato: da lì in poi mi sono sentito davvero bene e ho iniziato finalmente la mia gara», ha detto.
Un po’ a sorpresa, il suo avversario principale non era Franco Collé ma Louis Calais: «Franco non dorme, io invece ho capito che bisogna farlo. Louis invece mi preoccupava molto, ho fatto gara su di lui, poi quando si è ritirato per assurdo sono andato in crisi, perché ho avuto un calo di tensione e mi sono sentito svuotato».
Un momento di crisi lo ha avuto anche nell’ultimissima parte di percorso. «Mi sono addormentato tra il rifugio Bonatti e il rifugio Bertone, non ne potevo più. Poi per fortuna sono ripartito e sono riuscito a tagliare il traguardo».
Richard è contento di aver fatto segnare il nuovo record ma sostiene che si possa anche fare meglio: «Potrei scendere a 62 ore e sono certo che qualcuno più rapido di me possa scendere sotto le 60 ore». Ci proverà, ma non il prossimo anno: «Forse fra due, ora mi godo questa vittoria».
Victor Richard, 39 anni, è nato a Reims, in Francia, ma ha vissuto per molti anni a Saint-Georges-sur-Meuse, in Belgio, dove ha incontrato la donna che sarebbe poi diventata sua moglie: la coppia ora vive in Alta Savoia, a pochi chilometri da Chamonix, ma lui corre ancora con la bandiera del Belgio.
Victor Richard, in ogni caso, non è nuovo ad imprese di questo genere in Valle d’Aosta. Dopo il 23° posto al TOR330 -Tor des Géants del 2015, il capolavoro arriva quattro anni dopo, nel 2019, con il secondo posto nella prima edizione del TOR450 – Tor des Glaciers, dietro solo a Luca Papi. Il suo palmares, però, non si esaurisce qui. Quest’anno si era già regalato la vittoria all’Eiger Ultra-Trail – E250 Unesco Jungfrau-Aletsch Trail, facendo il bis dopo il successo nel 2023.Nel 2024 ha conquistato la vittoria al Montreux Trail Festival – Crossing Switzerland (396 chilometri e 25.260 metri di dislivello positivo) e la SwissPeaks Trail 2024 – 660K, mentre l’anno precedente aveva già fatto segnare un altro exploit, vincendo l’UTMB – PTL® (300 chilometri e 25.000 metri di dislivello). Per non parlare del record del Tour del Monte Bianco in bicicletta (10h22 per 164 km con la regola base del passaggio obbligatorio per Chamonix, il Col de la Forclaz, il Grand Col Ferret, il Col de la Seigne e il Col du Bonhomme).
Nella mattinata di mercoledì 17 settembre si era completato il podio maschile, con l’arrivo insieme di Simone Corsini e Martin Perrier, che da Bosses hanno deciso di condividere gli ultimi chilometri del tragitto e sono arrivati dopo 71h48’55”, migliorando i loro rispettivi record personali.
La gara femminile
Noor Van Der Veen ha vinto l’edizione femminile 2025 del TOR330 – Tor des Géants® con il tempo di 79h34’30”, tagliando il traguardo del Jardin de l’Ange alle 17.34.
L’olandese era partita un po’ in sordina, rimasta nelle retrovie a lasciar sfogare le altre. Poi, piano piano, dopo i primi 50 km ha cominciato a recuperare posizioni in classifica, quasi senza farsi notare. Poi, tra abbandoni e crisi, ha messo nel mirino le due che continuavano a scambiarsi la testa della classifica – Lisa Borzani e Natalie Taylor – e tra l’uscita da Valtournenche ed il Rifugio Barmasse è andata a prendersi il comando, allungando in maniera stratosferica ed infliggendo distacchi che sono arrivati anche oltre le due ore, per poi crescere in maniera esponenziale.
Tanto che, per lunghi tratti, i suoi rilevamenti cronometrici erano assolutamente in linea con quelli da record di Katharina Hartmuth, che l’anno scorso chiuse in 79h10’40”, unica altra donna a chiudere sotto le 80 ore.
«Sono partita piano per cercare di risparmiare energia il più possibile prima di accelerare – ha detto l’olandese, che frequenta spesso la Valle d’Aosta per scalare e fare alpinismo -. A Niel e Ollomont ho dormito un’ora e mi sono sentita più in forma, e da lì sono ripartita più forte». Inizialmente le intenzioni erano di stare attorno alle 80/90 ore, ma un malanno sembrava averla messa fuori gioco: «Il mio coach e il mio dottore mi hanno convinta a partecipare. Quando ho ripreso Lisa Borzani ho capito che potevo vincere».
La trentaduenne di Arnhem non è una sconosciuta ma non era ancora salita agli onori delle cronache sportive, ma lo farà sicuramente dopo il trionfo di oggi. Nel suo palmarès ci sono diverse vittorie (l’Arc of Attrition by UTMB quest’anno, la Kaiserkrone Marathon Trail nel 2024, la Valmalenco Ultradistance Trail del 2022), oltre ad un 19° ed un 30° posto all’UTMB nel 2024 e nel 2023 ed un 15° alla Lavaredo Ultra Trail da 100 km nel 2023. A metà luglio di quest’anno aveva portato a termine, prima donna a farlo, la Pyrenean Haute Route, una traversata di 731 km con 45.000 metri di dislivello, in 10 giorni 11 ore e 38 minuti.
Alle sue spalle, continua il testa a testa tra Natalie Taylor e Lisa Borzani, il cui posto sul podio dovrebbe essere comunque al sicuro, ma Melissa Paganelli sta rimontando prepotentemente.

Pubblicato / aggiornato
il 18/09/2025 alle 08:47
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Categoria:
Sport