Tac a un gatto: avviata istruttoria disciplinare e indagine per un radiologo Ausl
Ospedale Parini
Un medico radiologo dell’Ospedale Parini di Aosta ha eseguito una TAC su un proprio gatto all’interno della struttura ospedaliera. L’Azienda USL della Valle d’Aosta ha confermato l’accaduto martedì 4 febbraio 2025, dopo una verifica interna, avviata in seguito a una segnalazione ricevuta venerdì 31 gennaio, condotta con il coinvolgimento del direttore della Struttura complessa Radiologia e del direttore del Dipartimento competente.
Gli atti sono stati trasmessi alla Commissione di disciplina., un ente terzo che si occuperà di valutare l’episodio e di determinare eventuali sanzioni.
L’Azienda USL ha sottolineato l’importanza del corretto utilizzo delle risorse pubbliche e del rispetto delle normative vigenti, garantendo massima trasparenza nella gestione della vicenda e nell’emissione di eventuali provvedimenti.
Per appurare l’accaduto e i suoi eventuali risvolti legati, la Procura di Aosta ha aperto un fascicolo.
Il commento di Valle d’Aosta Aperta
Valle d’Aosta Aperta commenta con una nota: «In un sistema pubblico che funziona, le TAC dovrebbero essere garantite sollecitamente alle persone, mentre per gli animali si dovrebbe prevedere un adeguato sistema di veterinari pubblici per chi non può pagare le cure.
Esistono, infatti, cliniche veterinarie preposte per curare i nostri animali, che hanno numeri di emergenza anche per i servizi notturni e sicuramente, chi può permettersi queste cure, lo sa.
Invece si cerca la strada più facile e continuiamo ad assistere ad una cattiva gestione della sanità pubblica, in cui ognuno fa come gli pare, perché, come ha detto l’Assessore a difesa di un altro caso imbarazzante, esiste il “diritto di sbagliare”, soprattutto se sei fuori servizio.
Non è in discussione se sia giusto salvare una gatta o se il responsabile dell’irregolarità sia […], ma semmai se la strumentazione di un ospedale possa essere usata per scopi privati e per introdurre esseri viventi che nemmeno possono accedere in ospedale, oggi un gatto, domani un cane e dopo domani un vitello.
Vi è la necessità di riprendere il controllo della sanità pubblica, valorizzando le eccellenze che ci sono e dando l’esempio nel rispettare le regole che riguardano tutti».
Il commento della Federazione nazionale degli Ordini dei medici veterinari italiani
La Federazione Nazionale degli Ordini dei medici Veterinari Italiani (Fnovi), giovedì 6 febbraio, ha espresso «profonda preoccupazione e biasimo in merito alla recente notizia, riportata dai media, riguardante un medico che ha utilizzato una TAC per diagnosticare e curare il proprio gatto.
Tale azione, oltre a sollevare gravi questioni etiche e deontologiche, evidenzia una pericolosa noncuranza nei confronti della salute animale nonché un grave ‘vulnus’ circa la consapevolezza della competenza professionale dei medici veterinari.
La notizia diffusa dalla stampa reca inesattezze, ad ogni buon conto se la notizia fosse confermata, ci troveremmo di fronte a un atto di irresponsabilità. L’utilizzo su di un paziente animale di apparecchiature diagnostiche complesse come la TAC richiede competenze specifiche e approfondite in campo veterinario. Solo un medico veterinario è in grado di interpretare correttamente i risultati, valutare i rischi e benefici, e garantire la sicurezza dell’animale assistito.
L’indagine interna alla ASL farà chiarezza sui fatti accaduti, tuttavia Fnovi invita i cittadini a non emulare comportamenti simili ed a rivolgersi sempre ai medici veterinari: gli unici operatori dell’area sanitaria qualificati per la cura dei propri animali. Solo un medico veterinario è in grado di fornire diagnosi accurate, terapie appropriate e consigli utili per la salute e il benessere degli animali.
Fnovi ribadisce il proprio impegno a tutela della professionalità dei medici veterinari e si dichiara pronta a intraprendere tutte le azioni necessarie per garantire che la salute degli animali sia sempre ed esclusivamente affidata a mani esperte e competenti avendo ben chiaro che, quale organo sussidiario dello Stato, è chiamata ad agire al fine di tutelare gli interessi pubblici, garantiti dall’ordinamento, connessi all’esercizio della professione regolamentata del medico veterinario».
Il commento dell’Ordine dei medici
L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Valle d’Aosta ha espresso, venerdì 7 febbraio, «il proprio stupore e sconcerto per quanto riportato dai media in merito all’esecuzione di esami diagnostici su un animale all’interno di un ospedale destinato alla cura degli esseri umani.
L’Ordine rileva che i medici veterinari si sono già espressi pubblicamente sulla vicenda e conferma che la competenza in materia appartiene esclusivamente a loro.
Attualmente, sono in corso indagini da parte degli organi preposti per verificare l’eventuale violazione di regolamenti sanitari, protocolli di sicurezza e norme igieniche, fondamentali per prevenire contaminazioni. La presenza di animali in un ambiente ospedaliero, infatti, potrebbe rappresentare un rischio biologico, compromettendo gli standard di igiene e sicurezza previsti per la tutela dei pazienti. Per questo motivo, eventuali valutazioni di competenza dell’Ordine potranno essere espresse solo al termine di tali accertamenti.
La comunità medica valdostana esprime eccellenze in tutti i settori e non meritava un’esposizione mediatica di tale portata, specialmente in un momento di estrema difficoltà, in cui tutti i professionisti sanitari stanno operando con il loro massimo impegno. La polarizzazione delle posizioni, inoltre, non favorisce un confronto sereno e costruttivo tra organismi e autorità competenti per legge o per professionalità, né giova alla salute pubblica, alla fiducia dei cittadini e all’immagine della nostra Regione.
Pur non disponendo ancora di tutti i dettagli della vicenda, l’Ordine qualora dovessero emergere responsabilità individuali, interverrà a tutela dei cittadini».
Pubblicato / aggiornato
il 07/02/2025 alle 13:49
Categoria:
Cronaca