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Il primo anno di attività del Pua (Punto unico di accesso)

Mercoledì 5 febbraio 2025 sono stati presentati i risultati del primo anno di attività del servizio Pua – Punto unico di accesso.

«Oggi tracciamo un bilancio positivo del primo anno di attività del Punti Unici di Accesso che permettono alle persone di trovare, in un’unica sede – ha spiegato Carlo Marzi, assessore regionale alla sanità, salute e politiche sociali – diverse figure di professionisti come medici, infermieri, assistenti sociali e psicologi che lavorano insieme proprio per rispondere i diversi bisogni che possono manifestarsi sia a livello sociale che sanitario. Grazie alla collaborazione con l’Azienda Usl e le comunità locali, ogni cittadino può accedere al più vicino degli otto sportelli dei PUA attivi sul territorio che si pongono come riferimento per l’ascolto e la presa in carico completa e personalizzata di minori, adulti, anziani, famiglie e persone con disabilità che possono quindi avvalersi dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari. Ciò è testimoniato sia dall’importante numero di persone che in questo primo anno di attività si sono rivolte ai PUA, complessivamente 8.636, il 45,3% in più delle persone che si sono rivolte allo Sportello sociale nell’anno precedente, sia dall’efficacia con cui si sono date risposte alle diverse richieste pervenute, nell’88% dei casi già al primo accesso allo sportello».
«Questo è stato possibile grazie all’enorme lavoro messo in campo per aumentare l’accessibilità delle sedi e alla disponibilità degli operatori che hanno svolto anche ulteriori servizi – ha continuato Carlo Marzi – come la distribuzione dei pacchi alimentari in collaborazione con il Banco alimentare, il Terzo settore e le comunità locali. Siamo consapevoli che vi sia ancora molto da fare e continueremo a lavorare insieme all’Azienda Usl e il territorio, tramite il Consorzio degli Enti locali, con il supporto del Terzo settore coinvolto nella procedura di co-progettazione, per costruire una rete di servizi sempre più efficiente e inclusiva. Proseguiamo quindi nell’impegno volto a potenziare la rete di inclusione e di presa in carico delle persone, che è un elemento fondante sia del Piano per la salute e il benessere sociale approvato dal Consiglio Valle, sia della riorganizzazione della sanità che abbiamo avviato sul territorio».

Il Pua è presente sul territorio della Valle d’Aosta con otto sportelli, ad Aosta, Châtillon, Donnas, Gignod, Morgex, Nus, Verrès e Villeneuve, ed è l’evoluzione dello Sportello sociale, attivo dal 2012. Questo servizio gratuito rappresenta un passo fondamentale nella realizzazione di un sistema integrato di servizi sociali e sanitari per una presa in carico completa, efficace, inclusiva e tempestiva delle problematiche dei cittadini, con particolare attenzione alle persone e alle famiglie in difficoltà. Il Pua svolge attività di accoglienza, ascolto, orientamento e prima consulenza a minori, adulti, anziani, famiglie e persone con disabilità sui servizi socio-assistenziali e socio-sanitari e sulle opportunità offerte dal sistema di welfare in Valle d’Aosta.

Sabrina Cassola, Loredana Petey e Carlo Marzi
Sabrina Cassola, Loredana Petey e Carlo Marzi

Il Pua è il frutto di un processo di co-progettazione che ha visto coinvolti la Regione, l’Azienda Usl Valle d’Aosta, gli Enti locali, il Terzo settore e tutte le realtà che operano quotidianamente per il benessere della comunità. Il percorso che ha portato alla creazione dei PUA non è stato semplice ma la Valle d’Aosta dispone di una rete solida e funzionante. Questo servizio è concepito come un livello essenziale delle prestazioni sociali, fondamentale per l’accesso ai servizi sociali e sanitari a livello territoriale.
Il Pua non si limita infatti a una sede centrale, ma si articola in una rete di punti di accesso dislocati sull’intero territorio. Ogni cittadino, in qualsiasi zona della regione, ha la possibilità di accedere ai servizi attraverso la sede più vicina, garantendo così una risposta capillare e senza disuguaglianze tra i vari territori: «la collaborazione degli Enti Locali nell’ambito delle co-progettazioni regionali di servizi essenziali per i cittadini si conferma come una modalità efficace e concreta di integrazione, che consente di mettere a fattor comune e valorizzare tutte le risorse sul territorio – ha sottolineato Loredana Petey, componente del Comitato esecutivo del Consiglio degli Enti locali della Valle d’Aosta – la messa a disposizione, da parte di Comuni e Unité des Communes, di alcune sedi dei PUA e di circa trenta spazi dedicati agli operatori di prossimità, è una testimonianza tangibile della volontà degli Amministratori locali di garantire la prossimità delle funzioni e dei servizi con l’obiettivo di fornire risposte adeguate alle esigenze della comunità».

Nel corso del 2024, un dato rilevante riguarda il Numero verde, che ha gestito 2.312 chiamate, ovvero il 26,3% degli accessi totali, in crescita rispetto al 2023 e al 2022. Questi incrementi sono attribuibili all’aumento delle ore settimanali di disponibilità telefonica e alla maggiore accessibilità delle sedi, oltre che all’ampliamento delle funzioni svolte dagli operatori, in particolare nella gestione e distribuzione dei pacchi alimentari.
Gli operatori Pua hanno dedicato un totale di 10.659 ore al servizio, suddivise tra 7.140 ore di apertura al pubblico e 3.519 ore di back-office. Durante l’orario di apertura, hanno fornito accoglienza, ascolto e orientamento ai cittadini, garantendo informazioni puntuali sui servizi socio-assistenziali e socio-sanitari disponibili e facilitando l’accesso ai servizi stessi. Le attività di back-office hanno incluso la gestione del Numero verde, l’aggiornamento della mappatura dei servizi, il caricamento delle schede di contatto nella cartella sociale informatizzata e la partecipazione a tavoli inter-istituzionali.
Solo il 12,73% degli accessi complessivi è stato inviato all’assistente sociale per un approfondimento, confermando l’efficacia degli operatori nell’intercettare e risolvere le richieste che presentano un minor grado di complessità al primo livello di front line e di mettere tempestivamente in contatto con il servizio sociale coloro che vivono situazioni di maggiore difficoltà, rendendo complessivamente più efficiente l’intero sistema di presa in carico: «il primo anno di attività dei PUA ha evidenziato la capacità di creare sinergia fra i servizi sociali e quelli sanitari – ha raccontato Marco Ottonello, coordinatore del Dipartimento politiche sociali dell’Assessorato – per rispondere in modo efficace e organizzato alle esigenze dei cittadini, consolidandosi come un punto di riferimento centrale nel sistema di welfare regionale. L’impegno delle assistenti sociali, degli operatori e degli animatori di comunità ha permesso di offrire un supporto concreto e capillare, contribuendo a migliorare la qualità della vita delle persone e a promuovere il benessere collettivo».

Hélène Impérial, medico dell'area territoriale dell'Azienda Usl della Valle d'Aosta
Hélène Impérial, medico dell’area territoriale dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta

Nel 2024, le sei assistenti sociali operanti negli otto sportelli Pua hanno svolto 1.624 colloqui, 405 consulenze e 130 visite domiciliari, finalizzati ad un’analisi approfondita delle problematiche presentate dai cittadini. Queste attività hanno consentito di realizzare uno studio sociale su ogni situazione e formulare una valutazione dettagliata, indispensabile per definire e attuare il successivo e conseguente piano di intervento, rispondendo al meglio alle esigenze rilevate: «il PUA si differenzia dallo Sportello sociale proprio per questa presa in carico non solamente dei bisogni sociali ma anche di quelli sanitari – ha confermato Hélène Impérial, dell’Area territoriale dell’Azienda Usl – i numeri ci dimostrano come l’apporto degli animatori e degli sportelli PUA nel facilitare l’accesso ai servizi abbia effettivamente permesso di dare risposte tempestive ed efficaci».

Parallelamente, l’animazione di comunità ha svolto un ruolo strategico nel rafforzare il segretariato sociale e promuovere l’empowerment delle comunità locali. Gli animatori hanno preso in carico 3.455 bisogni, con una prevalenza di richieste legate a informazioni (49,84%), aiuto pratico (15,46%) e necessità relazionali o di compagnia (14,79%). Sono stati realizzati 9.430 interventi, tra cui attività di ascolto, supporto informativo, interventi di rete e prestazioni pratiche: «gli animatori hanno dedicato complessivamente 12.236 ore al lavoro, suddivise tra interventi diretti, back-office e attività di rete – ha rimarcato Carla Chiarle, rappresentante delle cooperative e capofila del progetto – ed hanno avuto un ruolo fondamentale nel promuovere la coesione sociale e il coinvolgimento del territorio».

Sabrina Casola, dirigente della Struttura regionale Servizi alla persona, alla famiglia e al disagio abitativo
Sabrina Casola, dirigente della Struttura regionale Servizi alla persona, alla famiglia e al disagio abitativo

L’aspetto centrale del lavoro degli animatori di comunità è tessere relazioni tra le persone che vivono i territori, promuovere la capacità degli individui e delle organizzazioni di agire insieme per realizzare un’aspirazione o rispondere a un bisogno condiviso. Gli animatori, insieme alle strutture delle quali fanno parte e con le quali collaborano, nel quotidiano si prendono cura dei casi più fragili per migliorare il benessere sociale dell’intera collettività.
Questa cura nelle relazioni ha permesso la promozione di progettualità territoriali e iniziative, tra cui figurano gli otto forum comunità sul tema della prevenzione delle truffe agli anziani, organizzati dal Tavolo regionale legalità e intergenerazionalità, in collaborazione con Enti locali, Forze dell’Ordine, la co-progettazione Anziani attivi del Comune di Aosta e altri soggetti del territorio.
È stato inoltre lanciato il primo Forum camp a Verrayes, dedicato alla sensibilizzazione sul tema del consumo di alcol. Eventi, questi, che hanno rappresentato un’importante occasione di informazione e sensibilizzazione, rafforzando il senso di comunità e le reti di supporto territoriale: «fra le prime attività che saranno messe in campo – ha quindi annunciato Sabrina Casola, dirigente della Struttura servizi alla persona, alla famiglia e al disagio abitativo – vi è anche l’attivazione del Pronto intervento sociale, PRIS, finalizzato a dare risposte immediate alle persone che si trovano ad affrontare circostanze della vita quotidiana insorte improvvisamente e che producono bisogni non differibili, in forma acuta e grave, a cui è necessario dare una risposta tempestiva. Saranno in questo caso gli Enti e non direttamente i cittadini a rivolgersi al servizio, per segnalare i casi che necessitano un intervento di supporto immediato».

Il tavolo del PUA: Carla Chiarle, Sabrina Casola, Loredana Petey, Carlo Marzi, Marco Ottonello ed Hélène Imperial
Il tavolo del PUA: Carla Chiarle, Sabrina Casola, Loredana Petey, Carlo Marzi, Marco Ottonello e Hélène Imperial

Pubblicato / aggiornato il 26/02/2025 alle 17:10
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video