La Corte costituzionale cassa l’obbligo di associazione fra i Comuni
Il palazzo della Corte costituzionale
Si trattava di un obbligo introdotto con decretazione d’urgenza nel 2010 ma anche di una fra le norme più disattese, a livello nazionale.
Non in Valle d’Aosta, dove le associazioni hanno riguardato tutti i Comuni, a partire dal 2016.
La sentenza n. 33/19, depositata dalla Corte costituzionale, ha però bocciato la norma, giudicandola troppo rigida. La spiegazione è che l’obbligo di associazione dei Comuni con più di 5mila abitanti (3mila se si trattava di Comuni montani) non teneva conto di eventuali difficoltà geografiche od oggettive tali da rendere irrealizzabili le auspicate economie di scala e i miglioramenti in termini di efficacia ed efficienza.
La sentenza dovrà ora essere approfondita e sarà sicuramente oggetto di analisi nel tavolo tecnico-politico che sta predisponendo le linee guida per la rigorma del Testo unico degli enti locali.
Pubblicato / aggiornato
il 05/03/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione