Inaugurato l’anno giudiziario 2025 della Corte dei Conti
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
I tavoli di Procura, Presidenza e Segreteria della Corte dei conti della Valle d'Aosta durante l'inaugurazione dell'Anno giudiziario 2025
C’erano anche Guido Carlino, presidente della Corte dei Conti e del Consiglio di Presidenza della Corte dei Conti e Pio Silvestri, procuratore generale della Corte dei Conti, all’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2025 della sezione valdostana dell’organo di controllo delle spesa pubblica.
La cerimonia, che non si svolgeva più dal 2020, causa Covid, si è tenuta venerdì 21 febbraio 2025 nell’Aula magna della caserma Cesare Battisti di Aosta, in attesa che la Corte si trasferisca nella nuova sede: «intendo assicurare ai colleghi l’impegno costante del Consiglio ad assumere tutte le iniziative più opportune per consentire alle Sezioni e alle Procure regionali di adempiere al meglio ai loro ai complessi compiti istituzionali – ha dichiarato Guido Carlino in apertura – la continua attenzione alle esigenze degli uffici della Corte dei Conti nella Valle trova concretezza anche nella loro prossima riunificazione in un’unica sede in via Cesare Ollietti al termine dell’adeguamento funzionale del fabbricato in corso con la consegna, in autunno, dell’aula di udienza».
«Il nostro Istituto è al centro di un progetto di riforma che, fermo restando il rispetto assoluto della separazione dei poteri e della soggezione alla legge – ha quindi sottolineato Pio Silvestri, che dal 2017 al 2020 aveva presieduto la Sezione giurisdizionale della Valle d’Aosta – di un supplemento di riflessione a cui ho fatto cenno anche in sede di audizione dinanzi alle Commissioni parlamentari. Siamo impegnati a tenere vivo il dialogo con il Governo e con il Parlamento per far sì che il progetto di riforma si compia, perché siamo convinti che della necessità di un ammodernamento anche degli strumenti di controllo, raggiungendo però gli obiettivi più consoni alla tutela delle risorse pubbliche. L’importanza dell’articolazione regionale di tutte le funzioni della Corte rappresenta la migliore garanzia per il più efficace perseguimento dei compiti che la Costituzione ci assegna nelle funzioni di controllo e per il contrasto ai fenomeni di malagestio che comportano sprechi, inefficienze, in modo che il perseguimento della responsabilità amministrativa funzioni da deterrente rispetto al dispregio della cosa pubblica e da riconoscimento per tutti gli amministratori e funzionari che sono la maggioranza in Valle, ma anche in tutto il Paese, che lavorano con impegno per il perseguimento del bene comune».
Critiche e osservazioni da parte della Presidenza

Maria Riolo, presidente della Sezione giurisdizionale per la Valle d’Aosta della Corte dei Conti, dopo aver ricordato l’istituzione del cosiddetto scudo erariale, introdotto nel 2020 a causa dell’emergenza pandemica, scaduto il 31 dicembre 2024 ma ancora prorogato fino al 30 aprile 2025, che «ha introdotto significative limitazioni alla responsabilità amministrativa, in forza delle quali i danni erariali cagionati con condotte attive sono perseguibili solo a titolo di dolo e non anche a titolo di colpa grave» ha criticato le proposte di legge di riforma della Corte «che non sono agevolmente conciliabili con i principi di terzietà e neutralità che devono caratterizzare la magistratura contabile».
Maria Riolo ha poi ricordato alcune sentenze della Corte dei Conti della Valle d’Aosta, a partire da quella che ha condannato la precedente Giunta comunale di Aosta e due dirigenti ad un risarcimento complessivo di poco meno di 15mila euro per le spese sostenute dall’Amministrazione comunale per confezionare e stampare la relazione di fine mandato, quella relativa alla nomina a dirigente, tra il 2005 e 2010, di un dipendente dell’Arer, per un danno erariale di quasi 245mila euro e quella sul conflitto di attribuzione promosso dalla Giunta Testolin sulla questione dell’obbligo di rendicontazione contestato dalla Procura, per la quale si è in attesa della pronuncia della Corte costituzionale.
Anche il presidente della Corte dei Conti della Valle d’Aosta, così come è successo alla Procura della Repubblica, ha lamentato problemi di personale: «dal punto di vista del personale amministrativo, l’esigua dotazione organica di diritto della Segreteria della Sezione giurisdizionale, tre funzionari e un assistente, presenta la scoperta di un funzionario – ha evidenziato Maria Riolo – alla quale entro un anno si aggiungerà un’ulteriore scoperta per il pensionamento di una delle due funzionarie attualmente in servizio. La problematica della dotazione organica del personale amministrativo e della relativa scoperta è stata segnalata al segretario generale, rappresentando le ripercussioni negative sull’attività riguardante l’esame dei conti giudiziali. All’inizio di quest’anno i conti giudiziali giacenti in attesa di esame sono 2.501».
Quasi cinque milioni di euro di richieste risarcitorie

È stato quindi il procuratore regionale, Quirino Lorelli, a presentare i numeri dell’attività del 2024 della Procura, che guida dal novembre 2024, «la bussola che orienta le Regioni e gli Enti locali verso la rotta migliore, contrastando deviazioni che porterebbero a sprechi o inefficienze» senza prima però rispondere alle proposte di modifica dell’attività della Corte dei Conti: «i risultati della norma provvisoria funzionale ad un’accelerazione della spesa dei fondi straordinari stanziati dopo la pandemia del 2020 – ha osservato – che ha cancellato a tempo indeterminato la colpa grave, dichiarando però di averla solo voluta sospendere, disposizione che si vorrebbe oggi trasformare in principio immanente l’agire della Corte dei Conti, a distanza di cinque anni dalla sua introduzione, non ha prodotto alcun miglioramento delle decisioni pubbliche. Non è servita a far avanzare per qualità e quantità l’utilizzo dei fondi comunitari né ad aumentare il numero dei procedimenti amministrativi positivamente conclusi presso Ministeri, Regioni e Comuni. Le amministrazioni pubbliche che prima erano efficienti lo sono rimaste, quelle che non lo erano non sono avanzate di un sol passo, inchiodate alle proprie polverose trincee di insipienza, di burocrazia stanca, inefficiente attenta solo al rispetto formale di disposizioni sempre più minute e qui quindi sempre più frenanti ogni moderno processo decisionaleche ha cancellato a tempo, ahimè, indeterminato la colpa grave, dichiarando però di averla solo voluta sospendere».
I procedimenti sono stati 594, in calo rispetto al 2023, così come le denunce, 93 rispetto alle 154 dell’anno precedente: «rivolgo un ancorato un ancorato appello affinché siano prontamente segnalati alla Procura contabile tutti i fatti di potenziale danno all’erario – ha aggiunto Quirino Lorelli – sia da parte di chi deve assolvere al puntuale obbligo di denuncia, di cui l’articolo 52 del Codice di Giustizia contabile, sia da tutti quelli che sono chiamati a svolgere funzioni di controllo interno ed esterno nelle Pubbliche amministrazioni ad ogni livello territoriale». Nel 2024 le archiviazioni sono state 181, a fronte della 98 del 2023 e delle 128 del 2022, mentre gli inviti a dedurre emessi sono stati 12, con 40 invitati, che nel 2023 erano stati 23.
Gli importi delle richieste risarcitorie, nel 2024, raggiugono la somma di 4.763.144.77 euro, oltre venti volte l’importo di 192.120,55 euro del 2023, per lo più relative all’inchiesta per i contributi erogati dalla Regione agli allevatori per il 2018 «ritenuti illegittimi – ha precisato il procuratore capo – poiché finalizzati a una mera redistribuzione di fondi pubblici», causa che vede coinvolte sedici persone e che sarà discussa il prossimo 25 marzo.
«Oltremodo lusinghiero» è stato il commento relativo all’importo complessivo delle sentenze di condanna, passate dei 5.106,70 euro del 2023 ai 173.736,13 euro. Nel 2024 sono stati anche recuperati 151.954,12 euro relativi a sentenze di primo e secondo grado, anche pregresse, a fronte dei 74.004,44 euro del 2023 e dei 288.611,28 euro del 2022.
Gli atti istruttori sono stati 281, pochi di meno rispetto ai 295 del 2023 ma più dei 218 del 2022 e sono stati 15 i giudizi per resa di conto. Le istruttorie pendenti all’inizio del 2024 erano 501 ed a fine anno ne sono rimaste 396.
«Esaminando la banca dati istituzionale e poi le relazioni lette e depositate riesce agevole verificare come le questioni affrontate siano state significativamente complesse – ha quindi commentato Fabrizio Callà, in rappresentanza dell’Ordine degli avvocati della Valle d’Aosta, soffermandosi poi sullo scudo erariale – in un sistema normativo multilivello, complesso e soprattutto instabile, la cosiddetta “paura della firma” non può essere ridotta ad uno stato d’animo soggettivo di amministratori o funzionari pavidi o impreparati. Ma va colta ed esaminata quale fattore negativo che rallenta e indebolisce l’azione amministrativa. La Corte costituzionale ha rammentato che la disciplina della responsabilità amministrativa va inquadrata nella logica della ripartizione del rischio dell’attività tra l’apparato e l’Agente pubblico, al fine di trovare un giusto punto di equilibrio. Confidiamo che ogni modifica dello Statuto responsabilità amministrativa si collochi lungo le linee direttrici tracciate dalla Corte costituzionale».
I tre progetti Pnrr sono stati interessati dall’attività della Sezione di controllo

La cerimonia è proseguita con la relazione di Cristiana Rondoni, presidente della Sezione regionale di controllo che ha riassunto l’attività del suo ufficio, che ha adottato 35 deliberazioni, in particolare di controllo sul Pnrr e, nello specifico per i progetti di realizzazione dell’ospedale di comunità ad Aosta, nella casa di riposo J.B. Festaz, dove non sono emersi ritardi o carenze, l’intervento del Consorzio Cumiod-Montovert per la realizzazione di interventi di adduzione di acqua irrigua nei comuni di Saint-Pierre, Sarre, Villeneuve, Introd e Saint-Nicolas per il quale è stato espressa una valutazione positiva e per il progetto Agile Arvier, dove «è emerso un quadro realizzativo connotato da ritardi importanti – ha spiegato – che lasciano dubbi sul completamento del progetto nel termine prescritto del 30 giugno 2026. Le preoccupazioni emerse condivise anche dall’Amministrazione centrale, titolare della linea di finanziamento erogata al Comune, che ammonta a 20 milioni di euro, sono riconducibili a un progetto iniziale gravante su una struttura organizzativa già in criticità di gestione delle attività ordinarie e per taluni aspetti incompleto, tanto che l’intervento, oltre a una rideterminazione dei cronoprogrammi realizzativi, è stato oggetto di tre rimodulazioni progettuali. In base ai dati finanziari, il Comune dovrebbe ancora impegnare il 79% delle somme a a disposizione ed effettuare pagamenti per circa 19 dei 20 milioni di euro assegnati entro giugno 2026».
A chiudere le celebrazioni è stato Diego Poggi, del Consiglio direttivo dell’Associazione magistrati della Corte dei Conti, che ha ribadito la necessità di chiudere quanto prima lo scudo erariale: «da quasi cinque anni le procure sono bloccate, con il rischio di lasciare spazio all’illegalità, alle inefficienze e allo spreco impunito di denaro pubblico che forse un paese con un alto debito pubblico non si potrebbe permettere – ha rimarcato – le leggi anti-mafia prevedono sempre la responsabilità per colpa grave da condotta attiva per gli Amministratori giudiziari, che sono avvocati e commercialisti, che gestiscono beni sequestrati alla criminalità organizzata e forse la paura associata alla firma dovrebbe essere invocata a buon diritto in quel contesto e non ovunque. L’associazione continuerà a difendere con determinazione l’indipendenza e l’autonomia della magistratura contabile, dei magistrati contabili singoli, nell’interesse esclusivo della collettività, perché la Corte dei Conti è presidio di legalità e di tutela dei denari spesi a favore di tutti i cittadini italiani e ovviamente valdostani».
Pubblicato / aggiornato
il 22/02/2025 alle 10:29
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Categoria:
Cronaca