Valle d’Aosta Aperta su legge elettorale: non c’è più pudore
Nel pomeriggio di venerdì 20 febbraio 2025, Valle d’Aosta Aperta ha incontrato i giornalisti per illustrare la propria posizione rispetto alla proposta di riforma della legge per l’elezione del Consiglio Valle.
Carola Carpinello (AduVdA) ha detto: «Daria Pulz, cinque anni fa, si era espressa contro la preferenza unica, ed era stata la sola. Ora vogliono reinserire le tre preferenze e inseriscono la preferenza di genere solo perché sono obbligati. Ritengo squallido invocare l’istituto del referendum per tornare a discriminare. Se passerà la legge e se la destra chiederà il referendum, esso farà comodo agli eletti perché, essendo confermativo, nel caso si vincesse si andrebbe a votare con la legge attuale e i 19 metterebbero quasi al sicuro la loro rielezione».
Raimondo Donzel (Area democratica) ha aggiunto: «Prima di arrivare all’obbrobrio che è il disegno di legge sui sindaci, ricordo che fra i principali obiettivi di questa legislatura vi era la riforma elettorale. Su questo fronte, la maggioranza ha dimostrato la propria totale incapacità. Le persone non vanno più a votare e invece di cercare di riportarli alle urne, si vogliono approvare leggi che operano nel senso diametralmente opposto. Inoltre, la soglia di sbarramento al 5,75 esclude migliaia di valdostani dall’accesso alla democrazia. E dal Comune di Aosta rimane in silenzio, anzi, il sindaco Nuti vota all’assemblea del Cpel a favore del disegno di legge per riformare la legge elettorale comunale. Infine, non vi è più traccia dell’obbligo della presenza femminile in Giunta».
Erika Guichardaz (Area democratica) ha concluso: «Abbiamo audito il presidente della Regione e, in quella sede, abbiamo chiesto dove risieda l’urgenza di quella norma. Ci è stato risposto: “ci sono adempimenti amministrativi”. Su quella delibera, il Pd non si è presentato in Giunta il mattino; salvo poi votarla il pomeriggio. In questa norma non c’è nulla di autonomista: tranne che per la diaria, si limita a copiare ciò che ha fatto lo Stato. In caso di lista unica, si prevede che sia sufficiente che si rechi alle urne il 40% degli aventi diritto al voto per rendere valida l’elezione. Il capogruppo dell’Union valdôtaine ha suggerito, in caso di lista unica, di sopprimere il quorum. Lo ritengo un ottimo momento di democrazia e di partecipazione. Bisogna lasciare spazio ai sindaci a vita ma permettiamo di aumentare il numero degli assessori. La sentenza 60/2023 della Corte costituzionale parla di limite ai mandati e l’Osservatorio per la legalità istituito dal Consiglio Valle suggerisce di non consentire la permanenza nella stessa carica per periodi troppo lunghi, onde evitare un eccessivo (se non distorto) uso del potere. Si prevede anche che la presenza di un vicesindaco donna permette di derogare alla presenza di una donna in Giunta. Ci aspettiamo con urgenza un provvedimento salva-Testolin e salva-Bertschy. Possiamo solo confidare nell’aula».
Pubblicato / aggiornato
il 22/02/2025 alle 09:31
Categoria:
Politica e Amministrazione / Video