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Riunione del Tavolo permanente per il confronto partenariale 2025

Venerdì 28 febbraio 2025, si è riunito ad Aosta il Tavolo permanente per il confronto partenariale sulla Politica regionale di sviluppo, organismo concertativo del periodo di programmazione 2021/27, chiamato ad accompagnare la fase di programmazione e di attuazione della Politica regionale di sviluppo alla quale contribuiscono i Programmi a cofinanziamento europeo e statale che interessano la Valle d’Aosta.

Il Tavolo permanente è composto da oltre 50 rappresentanti del partenariato istituzionale, economico, sociale e ambientale valdostano che, sottoscrivendo nel 2021 un apposito protocollo d’intesa, si sono impegnati ad assicurare una concertazione e un approccio partecipativo rispetto agli indirizzi che caratterizzano la Politica regionale di sviluppo nel periodo 2021/27.

L’assessore agli Affari europei della Regione autonoma Valle d’Aosta Luciano Caveri ha introdotto i lavori con uno discorso ad ampio raggio: «Ci sono molti cambiamenti in atto, anche perché si è avviato il lavoro per la programmazione che prenderà avvio dal 2027/35. i Fondi di coesione sono fondamentali per uno sviluppo equilibrato dell’Europa. La questione nodale è di un riarmo e ci si trova anche di fronte a una ricentralizzazione nazionale. Noi stiamo cercando di convincere i ministri Foti e Fitto dell’assoluta ed essenziale necessità di difesa dei Fondi evitando il vizio di fondo della rigidità sulle procedure di spesa, che vanificano la semplificazione (ciò che sta avvenendo per il Pnrr). Un’altra sfida che dovremo intraprendere, in attesa della nuova legge sulla montagna, è l’impegno a una maggiore attenzione per questi territori, passando attraverso una direttiva comunitaria che fissi alcuni paletti».

L’assessore regionale all’Agricoltura Marco Carrel ha aggiunto: «Dobbiamo capire come utilizzare questi fondi sul nostro territorio, con le nostre specificità. Abbiamo richiesto a Bruxelles di considerare la Valle d’Aosta direttamente nella stesura del futuro Csr senza dover passare dal livello ministeriale nazionale. L’agricoltura è settore di capitale importanza per la nostra regione, poiché contribuisce a mantenere l’intero sistema economico. Ci siamo confrontati con il territorio per ricevere indicazioni su come utilizzare proficuamente i 92 milioni di euro che la Valle d’Aosta ha a disposizione. Lavoreremo in questo modo anche in vista della stesura dei vari bandi attraverso i quali si spendono le risorse. Sotto gli 80mila euro non sono possibili investimenti e, in un’ottica di complementarietà, abbiamo predisposto una legge regionale per consentire anche investimenti di minor impatto».

Nadia Petterle, coordinatore del Dipartimento affari europei, è intervenuta dicendo: «Stiamo estinguendo la coda della programmazione 2014/20 e siamo nel pieno della programmazione 202/27. Siamo preoccupati e condividiamo quanto espresso dal Position paper in risposta alle linee guida predisposte dalla Commissione europea. Vi sarebbe un ridimensionamento del Piano pluriennale che avrebbero ricadute anche sulla politica di coesione. Auspichiamo che non vi siano conseguenze economiche né che si debba scontare la fase di ricentralizzazione. Richiamo la vostra attenzione sulle proposte di riprogrammazione di Fesr e Fse che saranno presentate dai loro referenti. Si deve valutare l’andamento dei programmi e, in questo riesame, è stata colta l’opportunità di riprogrammare alcuni interventi. A fronte della concorrenza fra Pnrr e Politica di coesione, il programma deve essere ritarato. Si sono così potute sfruttare le flessibilità introdotte dal Regolamento Restore, che ha permesso di convogliare parte delle risorse a copertura delle spese sostenute per i ripristini post-catastrofali».

L’incontro è stato l’occasione per condividere le proposte di riprogrammazione di medio termine dei Programmi regionali FESR e FSE+ 2021/27 e per fornire una panoramica sullo  stato di attuazione degli altri Programmi che concorrono alla Politica regionale di sviluppo 2021/27, tra cui il Complemento regionale per lo sviluppo rurale, i Programmi di cooperazione territoriale europea, il Fondo per lo sviluppo e la coesione. 

Barbara Fontana, dirigente della Struttura Programmi per lo sviluppo regionale, ha riferito: «Lo stato di avanzamento del Fesr al 31 dicembre 2024 mostra un costo ammesso di 48,5 milioni e l’importo impegnato è di poco meno di 20 milioni. La valutazione sullo stato di attuazione si deve concludere entro il 31 marzo 2025. Sono stati incontrati tutti i soggetti coinvolti per monitorare l’attuazione degli interventi e verificare la necessità di porre in essere correttivi. Oltre alla relazione si è deciso di inoltrare anche una riprogrammazione. Il più grande cambiamento riguarda i 5 milioni di euro necessari per la messa in sicurezza del territorio e il ripristino delle funzionalità idriche, presi da quanto non ancora altrimenti destinato (sono stati stralciati per sovrapposizione con il Pnrr gli interventi sull’idrogeno e sulla fibra ottica mentre sono stati aumentati i servizi di incubazione d’impresa)».

Fulvio Centoz, dirigente della Struttura Programmazione Fondo Sociale Europeo e gestione progetti cofinanziati in materia di istruzione, è così intervenuto: «La nostra proposta di riprogrammazione ha eliminato alcune progettualità di piccole dimensioni coperte da altre fonti di finanziamento e inserendo nuove azioni di importi più consistenti (fra queste alcune progettualità ricondotte in Fse). Interverremo su certificazione linguistica, sulla creazione di un centro diurno per minori, sul rafforzamento degli operatori di sostegno, con voucher di ricerca, con un progetto per contrastare l’abbandono scolastico (lo psicologo a scuola)».

Davide Genna, capo dell’Ufficio di rappresentanza a Bruxelles, ha detto: «con la Cooperazione territoriale siamo molto avanti. L’ultimo bando previsto per la primavera 2026 potrebbe essere anticipato all’autunno 2025 (Alcotra). In base alle eventuali economie generate dagli altri progetti, si prevederà un bando 2027. In relazione alla cooperazione Italia-Svizzera, un bando aprirà da marzo a giugno. I programmi di cooperazione transnazionale prevedono ancora alcuni bandi (in particolare in Valle d’Aosta si accede a Spazio alpino). In questa programmazione si è assistito a uno spostamento dei progetti dalla Regione al territorio. Ci occupiamo anche delle Politiche nazionali della montagna e abbiamo depositato una delibera per un finanziamento agli Enti locali nell’ambito del Fondo nazionale per la Montagna. Immaginiamo di uscire con un bando superiore a 5 milioni di euro con progetti minimi di 300mila euro e una partecipazione dai proponenti del 10%».

Irina Ungureano è intervenuta in sostituzione di Alessandro Rota, dirigente della Struttura Politiche regionali di sviluppo rurale, ha riferito: «Abbiamo 91 milioni da spendere per cinque anni di programmazione con una fortissima impronta ambientale. Il dialogo con la Commissione europea per il tramite del Masaf è complicato e, per questo, i bandi Gal sono ancora fermi. Con il programma Leader sono state attivate le filiere, lavorando in un’ottica di sistema. Vi è stata una forte adesione all’agricoltura biologica (400 aziende agricole). È stato avviato un processo di sperimentazione delle certificazioni, innescando un procvesso virtuoso. A oggi, l’avanzamento del Programma è circa del 14%».

Barbara Fontana ha parlato anche di Fsc (Fondo di sviluppo e coesione): «Per gli interventi in anticipazione, vi è stata una prima assegnazione di circa 4,2 milioni di euro. Sono stati avviati interventi di ricerca sui ghiacciai sentinelle del cambiamento climatico, impianto di trattamento dei reflui in media Valle e un progetto di formazione. In assegnazione ordinaria sono previsti 32,7 milioni allocati tramite l’accordo per la coesione siglato con la presidente del Consiglio dei ministri il 30 gennaio 2024. Le risorse sono destinate alla realizzazione di una centrale per l’energia da fonte rinnovabile e per la realizzazione di uno studentato nel Palazzo Cogne nonché per la ristrutturazione dell’edificio scolastico che accoglie l’Istituzione scolastica Innocenzo Manzetti (sarà abbattuto e ricostruito)».

È stato, inoltre, presentato un aggiornamento sull’attuazione delle strategie delle Aree interne Bassa Valle e Grand-Paradis e saranno illustrate le opportunità offerte dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane – Fosmit. È stata, infine, fornita un’informativa anche sull’attuazione del Pnrr a livello regionale.

Nadia Petterle ha parlato anche della Strategia Aree interne: «L’accordo quadro Bassa Valle è stato siglato nel 2018 con una dotazione iniziale di 15,4 milioni di euro, diventati 19,96. Al 31 dicembre 2024 si è a un rapporto del 24,4% fra gli impegni finanziari e i pagamenti effettuati. Non un valore particolarmente alto. A causa del ritardo del progetto per il convitto e allo slittamento nell’infrastrutturazione digitale. L’accordo di programma per l’Area interna Grand-Paradis è stato sottoscritto nel marzo 2020 con una dotazione iniziale di 7,63 milioni di euro e una attuale di 7,9. L’avanzamento finanziario è al 64,9%. In relazione alla Strategia d’Area 2021/27, sulla base di una lunga istruttoria, sono state confermate queste due Aree interne e si è aggiunta l’Area interna Mont-Cervin, che sta lavorando sull’elaborazione di una strategia ma sconta i ritardi nell’adozione del Piano strategico nazionale (tutt’ora in itinere). Potrà contare su 4 milioni di fonte statale e altrettanti recuperati da Fondi Fesr e Fse».

Giampaolo Lalicata, dirigente della Struttura Semplificazione, supporto procedimentale e progettuale per l´attuazione del PNRR in ambito regionale, ha illustrato ai presenti: «Il Pnrr è un piano senza eguali, con un’allocazione nazionale pari a 225 miliardi di euro. Non si tratta solo di realizzare investimenti ma anche riforme. Con essi i progetti da attuare sono 270mila e coinvolgono circa 20mila soggetti attuatori. In Valle d’Aosta sono stati allocati 555milioni di euro al 31 dicembre 2024, pari a circa il 12% del prodotto interno lordo. 1.151 progetti, principalmente attuati dai Comuni (563 interventi per circa 100 milioni di euro). I progetti interessano tutte e sette le missioni. Lo stato di avanzamento mostra che il 60% dei progetti è ancora in corso. In termini di risorse, sono in corso il 93% dei progetti. Bisogna accelerare la capacità di spesa, pagamento e rendicontazione».

Pubblicato / aggiornato il 28/02/2025 alle 14:41
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video