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Assemblee degli Enti locali del 22 aprile 2025

Assemblee degli Enti locali del 22 aprile 2025 (©Laura Agostino per bobine.tv) - L'Assemblea del Cpel e del Celva, riunita il 22 aprile 2025

Le Assemblee del Consorzio degli Enti locali e del Consiglio permanente degli Enti locali della Valle d’Aosta sono convocate per martedì 22 aprile 2025, alle ore 14.30.

Assemblea Celva

Apriranno i lavori le comunicazioni del presidente. Alex Micheletto ha riferito che Consiglio di Amministrazione ha approvato:

  • il piano formativo personale 2025 e il piano formativo e-learning 2025 per il personale degli enti locali, curati da Riela Borettaz dell’ufficio formazione;
  • il piano formativo interno del Celva 2025, sempre a cura di Riela Borettaz;
  • il regolamento per il reclutamento del personale, con referente tecnico Sara Pinet, responsabile Celva e Cpel;
  • il nuovo schema di convenzione con l’Agenzia dei segretari degli enti locali, referente sempre Sara Pinet;
  • le linee di indirizzo e il bando 2025 per la concessione dei contributi ordinari, curati da Domenico Mercuri dell’ufficio progetti;
  • la designazione di Eleonora Accurso, referente dell’area politiche sociali del Celva, quale rappresentante degli enti locali in seno alla cabina di regia del progetto “Dimore 4.0”;
  • il protocollo sperimentale per il servizio di pronto intervento sociale, con referente tecnico Eleonora Accurso e responsabile politico Loredana Petey.

È stato approvato il Bilancio del Consorzio degli Enti Locali della Valle d’Aosta al 31 dicembre 2024. L’utile di esercizio è di 53.382 euro ante imposte e ci sono imposte correnti per 46mila euro (principalmente dovute alla componente Irap sul costo del personale dipendente). 2.195 euro sono accantonati a fondo riserva legale, 219 euro a fondi mutualistici per la promozione della cooperazione e 4.904 euro a fondo di riserva straordinario indivisibile.

Assemblea Cpel

Ha aperto i lavori un incontro con l’assessore al turismo, sport e commercio della regione autonoma Valle d’Aosta, Giulio Grosjacques, per l’illustrazione del disegno di legge regionale n. 186: Disposizioni per il riuso di edifici esistenti finalizzato all’alloggio del personale di imprese alberghiere, commerciali o esercenti attività di somministrazione di alimenti e bevande attive sul territorio regionale, nonché di altre attività strettamente correlate al settore turistico.
«Si è amplificata la necessità di trovare soluzioni che permettano alle attività turistico-ricettive (in forma singola o associata) di trovare una soluzione abitativa per i dipendenti che assumono – ha spiegato Grosjacques -. Non vi sono precedenti a livello nazionale salvo una norma nella Provincia autonoma di Trento. Si prevede di recuperare edifici esistenti che abbiano avuto una destinazione turistico-ricettiva o commerciale o altri edifici che non abbiano questo pregresso ma per i quali tale destinazione d’uso sia prevista nei piani regolatori. Nessun consumo di suolo perché non sono previste nuove costruzioni. Devono essere asservite alla struttura alberghiera con atto pubblico potendo così beneficiare dei mutui a tasso agevolato previsti dalla legge 19/2001 che assiste le attività turistico-ricettive e le attività commerciali. Le misure delle unità abitative saranno definite con delibera regionale. Non è previsto si possa beneficiare dell’aumento volumetrico del 40% né del Piano Casa. Vi potrà invece essere un aumento volumetrico sino a un massimo del 20% applicando un vincolo di destinazione urbanistica di 15 anni. A coloro che occuperanno queste unità non sarà applicata l’imposta di soggiorno. È previsto che si possa derogare ai Piani regolatori ove prevedono aree verdi. È invece ridotta del 50% la richiesta di posti auto. Vi sarà una dotazione di partenza di 1,4 milioni di euro». Le strutture dovranno essere presidiate con una guardiania notturna.
La Consulta ha chiesto perché sia stato deciso di limitare l’accesso alle attività turistico-alberghiere.
Il coordinatore Di Martino Ha risposto che si è voluto prevedere un equilibrio di sistema, facendo accedere le stesse imprese che beneficiano del finanziamento delle altre leggi di settore, sulle quali la Regione ha potere ispettivo.
Il sindaco di La Thuile Mathieu Ferraris ha chiesto se possano rientrare anche le proprietà regionali oltre a quelle comunali e se si potrebbe far accedere ai benefici anche le Associazioni di Operatori turistici. Se non si intravvedono ostacoli rispetto alla prima istanza, si ritiene invece che i Consorzi di Operatori abbiamo una valenza così ampia da non permettere di riconoscerlo come soggetto adatto. L’Assemblea ha però sostenuto necessaria l’estensione dell’accesso anche ad altre attività come le società di impianti a fune. Però bisogna risolvere il problema della gestione della struttura e dei controlli che, se la gestione non fosse alberghiera, ricadrebbe sui Comuni.
Ferraris ha poi espresso perplessità sulla gestione della struttura in modalità alberghiera, con i costi che ciò comporterebbe.
Il presidente Micheletto ha chiesto di prevedere che le deroghe al Piano regolatore, tutti gli edifici possano essere soggetti alle procedure attualmente previste per edifici pubblici o di interesse pubblico. In questo modo si sveltirebbero significativamente le pratiche burocratiche, evitando l’adozione di varianti ai Prgc.
L’Assemblea ha poi espresso parere favorevole con osservazioni. Le osservazioni, oltre a quelle già espresse, prevedono che ciò debba essere considerato solo un primo passo verso la soluzione a una tematiche di ampio respiro, pensando soluzioni anche per i lavoratori che intendono stabilizzarsi in Valle d’Aosta. Rispetto ai parcheggi, si è chiesto di precisare la validità di posti sia coperti sia scoperti. È stata cassata (alla lice di quanto detto in audizione) la richiesta una disciplina specifica per la costruzione di nuovi edifici (una richiesta venuta soprattutto da Valtournenche e Courmayeur, dove gli affitti brevi hanno sottratto molte unità abitative a questa finalità).

L’assessore regionale alle opere pubbliche, territorio e ambiente, Davide Sapinet, ha illustrato all’Assemblea il disegno di legge regionale n. 185: Disposizioni in materia di urbanistica e pianificazione territoriale. Modificazioni alla legge regionale 6 aprile 1998, n. 11.
L’assessore ha giustificato il tempo utilizzato per elaborare il provvedimento con la sua portata. Si era partiti con una manutenzione della legge in vigore ma il recepimento del decreto Salva Casa ha portato all’elaborazione di 54 articoli di modifica, in stretta collaborazione con gli Enti locali. Il percorso in Commissione e le audizioni permetteranno di affinare ulteriormente il testo. Il confronto con gli ordini professionali e le Strutture regionali è già avvenuto.
Il sindaco di La Salle Loris Salice ha chiesto di definire le altezze minime per rendere abitabili unità in edifici storici o documento. Il presidente Micheletto ha suggerito di rivedere la questione in sede di eventuale integrazione al parere, dopo approfondimento sull’effettiva conflittualità in materia di due articoli.
Il sindaco di Valsavarenche Roger Georgy ha chiesto di azzerare le imposte per un periodo determinato per favorire il recupero dei centri storici. Ha poi dedicato la propria attenzione alle multiproprietà frutto di plurimi passaggi ereditari, ragionando in un’ottica di esproprio fra privati. Gli è stato suggerito di procedere con un Pud di iniziativa privata o pubblica che preveda le ricomposizioni particellari, per rispettare l’inviolabilità della proprietà privata. Se di iniziativa pubblica, l’esproprio potrebbe essere praticato. In terza battuta, è stato chiesto un premio volumetrico per superare il mancato rispetto delle norme igienico-sanitarie nelle case sparse.
Successivamente è stato espresso parere favorevole con una lunga e articolata osservazione: «L’Assemblea del Cpel, analizzate le modifiche introdotte nella legge urbanistica regionale, condivide l’esigenza di recepire le disposizioni semplificative introdotte a livello nazionale del decreto legge Salva Casa, con particolare riferimento a quelle misure che favoriscono il recupero degli edifici esistenti.
A questo proposito, anche in considerazione degli obiettivi di riduzione del consumo di suolo proposte a livello regionale, l’Assemblea ritiene necessario semplificare ulteriormente la realizzazione di interventi da parte delle Amministrazioni comunali e dei cittadini sui immobili esistenti, nell’ottica di un recupero e ripopolamento dei centri storici presenti sui territori. In tale contesto si propone rivalutare le seguenti ulteriori proposte alla legge urbanistica regionale.
In relazione al tema della sanatoria degli edifici esistenti, si ritiene necessario introdurre la possibilità – anche per i immobili tutelati – di sanare eventuali illeciti rilevati senza necessità di verificare la doppia conformità, definendo allo stesso tempo specifiche misure di salvaguardia in relazione alla natura dei vincoli preesistenti.
Considerato che l’articolo 19 del disegno di legge ha modificato l’articolo articolo 52 della legge regionale 11/98, semplificando la possibilità di realizzazione di interventi nelle zone A, compresi quelli di realizzazione di parcheggi a raso, si ritiene necessario che la stessa disciplina sia applicabile anche per la realizzazione dei nuovi accessi carrabili ai parcheggi medesimi.
In relazione allo stato dell’arte di quei fabbricati siti all’interno dei nuclei storici che, non abitati e inutilizzati, versano in situazioni di rischio crollo e costituiscono un pericolo per la sicurezza pubblica, si propone di valutare la possibilità che la realizzazione di interventi di messa in sicurezza non necessiti di richiedere i pareri di competenza della Soprintendenza regionale per i beni e le attività culturali.
All’interno di tale categoria di interventi, da intendersi a carattere temporaneo fino al definitivo recupero del fabbricato, andrebbero in particolare ricompresi quelli di sostituzione dei manti di copertura in lose pericolanti con coperture metalliche o altre soluzioni tecniche leggere.
L’Assemblea del Cpel, in relazione al comma 1 lettera A dell’articolo 23 del disegno di legge, richiede di specificare che la verifica di legittimità dei titoli pregressi da parte dell’Amministrazione, ai fini della definizione dello stato legittimo degli immobili, consiste in un controllo di tipo formale della documentazione depositata presso gli uffici comunali.
L’Assemblea del Cpel, in relazione alla nuova disciplina introdotta sul tema del contributo per il rilascio dei titoli edilizi dall’articolo 27 del disegno di legge in oggetto, dato atto che il mancato pagamento del contributo non può essere il motivo ostativo al rilascio del titolo, propone di modificare il comma 3 stabilendo che il contributo deve essere corrisposto prima dell’avvio dei lavori.
[adesso si recita 60 giorni prima della fine dei lavori, ndr].
In relazione all’introduzione della nuova procedura di scia in sanatoria, l’Assemblea del Cpel propone di modificare il comma 4 dell’articolo 84 bis introdotto nella legge regionale 11/98, stabilendo che il parere vincolante in merito all’accertamento della compatibilità paesaggistica, se dovuta, deve essere richiesto prima della presentazione dell’istanza in Comune da parte del soggetto titolare dell’intervento.
L’Assemblea del Cpel propone di modificare gli articoli 76 e 79 della legge 11, sostituendo il termine sindaco con il dirigente o il responsabile dell’ufficio tecnico, così come già fatto in altri articoli del titolo 8 della legge.
L’Assemblea del Cpel in considerazione del recente sviluppo di nuove tipologie costruttive connesse alle attività ricettive esistenti, propone di inserire all’interno della legge 11 misure specifiche volte a disciplinare la realizzazione sui territori.
In considerazione dei recenti episodi legati alla realizzazione di strutture per le radiotelecomunicazioni nei Comuni valdostani, l’assemblea del Cpel, come già richiesto in più occasioni, richiede all’Amministrazione regionale di fare quanto più possibile per riconsiderare le normative vigenti nell’ottica di ridare alle amministrazioni comunali la possibilità di esprimersi in relazione al posizionamento delle strutture sui territori.
L’assemblea del CIPEL propone di modificare l’articolo 48 del disegno di legge in oggetto, prevedendo anche per i procedimenti gestiti dal Suel le stesse modalità di avvenuto pagamento dei progettisti già previsti agli articoli 24, 25 e 26 per le pratiche edilizie depositate presso gli uffici tecnici comunali.
In ragione dell’ampio lasso di tempo intercorso dalla formulazione originaria delle categorie delle destinazioni d’uso, l’assemblea del Cpel auspica che, una volta concluso l’iter di riconsiderazione del piano territoriale paesaggistico regionale, si è avviata un’attività per la revisione e l’aggiornamento dell’estremo.
Infine, l’Assemblea del Cpel, al fine di facilitare e coordinare la messa a terra delle nuove disposizioni introdotte con le modifiche alla legge urbanistica regionale, propone la ricostituzione da parte dell’Amministrazione regionale dell’Osservatorio in materia di edilizia e di urbanistica, all’interno del quale portare avanti un confronto tra le strutture regionali, gli enti locali e gli ordini professional
i».

L’Assemblea ha espresso parere favorevole sulla proposta di deliberazione della Giunta regionale di approvazione della scheda progetto nell’ambito delle azioni da finanziare attraverso il Fondo Nazionale per le politiche della famiglia per l’anno 2024. Per la Valle d’Aosta vi è uno stanziamento di quasi 84mila euro per il potenziamenteo delle funzioni del Centro per le Famiglie: alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, invecchiamento attivo, alfabetizzazione sgli effetti delle sostanze psicotrope.

Pubblicato / aggiornato il 22/04/2025 alle 17:22
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Categoria: Politica e Amministrazione