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Fratelli d’Italia: un convegno su montagna, patrimonio e futuro a La Thuile

Fratelli d’Italia: un convegno su montagna, patrimonio e futuro a La Thuile (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - Alberto Zucchi, coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, sul palco del convegno di La Thuile, tra Giovanni Donzelli ed Augusta Montaruli

«Vogliamo realizzare un’alternativa in questa regione, sentiamo forte il vento che viene dal Piemonte, di solito si ferma in Ivrea, ma noi lo sentiamo arrivare in Valle d’Aosta. Un evento come questo è importantissimo perché dà il senso che il partito ci sostiene, e non è una cosa scontata. Anche attraverso il vostro aiuto e la vostra attenzione, contiamo di colorare d’azzurro anche la nostra regione».
Così Alberto Zucchi, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, ha salutato i compagni di partito dal palco nel teatro del TH Hotel Planibel di La Thuile, nel pomeriggio di venerdì 11 aprile 2025 all’inizio del convegno Spazio montagna. Un patrimonio da difendere, un futuro da costruire, che per due giorni, vede in Valle d’Aosta i principali esponenti del movimento che esprime il partito di maggioranza del Governo nazionale, insieme a discutere sul futuro della montagna.

Alberto Cirio: «Difendere l’identità delle nostre comunità»

«Questo incontro per noi è estremamente importante – ha commentato, in apertura dei lavori, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirioportare nelle nostre montagne così tanti rappresentanti e così qualificati del nostro Governo nazionale e delle Istituzioni europee, è il miglior modo, plastico e concreto, di saper interpretare ciò che la montagna vuole, ciò di cui la montagna ha bisogno, che è di una politica integrata rispetto alle politiche nazionali. Nel nostro Piemonte abbiamo 1.200 comuni, la maggior parte in territorio montano, ma la dignità di un comune non è il numero di abitanti, ma la sua identità, la sua comunità. Io vengo da un comune di 486 abitanti ed in Piemonte noi abbiamo la scuola più piccola d’Italia con due alunni che difendiamo con i denti e strenuamente perché in quella scuola c’è l’identità delle nostre comunità, dei nostri paesi e della nostra cultura».

Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha avviato i lavori del convegno di FdI a La Thuile
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, che ha avviato i lavori del convegno di FdI a La Thuile

«Ci fu un periodo triste nella vita del nostro Paese, in cui i Comuni venivano addirittura pagati per fondersi gli uni con gli altri – ha ricordato il presidente del Piemonte – idea di un piemontese, perché fu Piero Fassino a promuovere quell’iniziativa, fu un periodo molto triste, perché allettandosi con strumenti economici facevano cancellare le identità comunale. Questo periodo fortunatamente è finito ed è stato sostituito da un’attenzione che l’Italia deve avere nei confronti di tutte le regioni, nei confronti di tutte le comunità e soprattutto di chi vive in montagna. Se vogliamo garantire un futuro alla montagna dobbiamo continuare a far sì che nelle montagne quei servizi essenziali ci siano. In Piemonte abbiamo attivato uno strumento finanziato dal Piano di sviluppo rurale che permette ad oltre 100 Comuni di convenzionare le botteghe comunali all’interno delle quali noi, attraverso un meccanismo di affiliazione istituzionale alla Regione Piemonte, diamo dei servizi, perché quel piccolo negozio è un luogo in cui possiamo fare promozione turistica e diventa anche un presidio per tutto il tema della Protezione Civile, dove possiamo consegnare le ricette ,gli esami medici e dare dei servizi, tant’è che l’abbiamo chiamata “la bottega dei servizi”. E poi c’è tutto il tema della banda larga, la necessità di riuscire a garantire alle attività di montagna di avere la connessione, che ancora oggi fatica in alcune realtà del Piemonte, ma anche delle altri territori».

«L’acqua è la risorsa attraverso la quale noi viviamo – ha ribadito Alberto Cirio – si può vivere senza petrolio, si può vivere senza l’oro giallo, ma provate a vivere senza acqua e questo è un patrimonio delle nostre montagne. Noi oggi tratteniamo soltanto l’11% della dell’acqua che scende dal cielo, l’89% lo perdiamo nel mare ed è per questo che ho molto apprezzato l’azione del vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto perché nella rimodulazione di giugno dei fondi europei verrà data una priorità per garantire l’intervento per le risorse per i bacini idrici di cui evidentemente la mia regione è ricca, ma sono ricche tutte le regioni delle Alpi, perché hanno nella risorsa energetica dell’acqua davvero un elemento fondamentale per il proprio futuro. Il panorama che voi vedete intorno a noi, che siamo abituati a viverlo, è un qualcosa abbastanza usuale, ma per chi partecipa oggi e domani è davvero un’occasione per ricordare quanto sia meravigliosa la nostra Italia e quanto è meravigliosa la Valle d’Aosta, una regione nostra amica con la quale condividiamo tante strategie di crescita comune, ma che, come tutte le cose belle, è una regione fragile che ha bisogno di essere aiutate e sostenute».

Mathieu Ferraris: «La Thuile primo comune d’Italia»

Il sindaco di La Thuile, Mathieu Ferraris, ha iniziato il suo intervento di saluto in francese: «noi qua ci troviamo a ridosso della Francia – ha puntualizzato – e mi permetto di sottolineare che la Thuile è spesso definito come l’ultimo Comune italiano, prima di giungere al confine francese al Colle del Piccolo San Bernardo. Tuttavia, io preferisco pensarlo come il primo comune d’Italia, perché entra nel nostro stupendo Paese e non è solo una questione di prospettiva. La storia di La Thuile è emblematica della capacità di adattamento e trasformazione delle comunità montane, fino agli anni Venti del secolo scorso eravamo un villaggio che di viveva di agricoltura di sussistenza, sulla strada che collegava la Valle d’Aosta alla Francia. Successivamente, fino alla metà degli anni Cinquanta ci siamo trasformati in un villaggio minerario, con le sue miniere di carbone che alimentavano la Nazionale Cogne, l’acciaieria di Aosta.
Successivamente ancora, a partire dagli anni Sessanta, grazie alla visione di alcuni imprenditori lungimiranti, siamo entrati in una nuova era, quella del turismo, che ha trasformato La Thuile in una realtà sciistica di rilievo internazionale»
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Il sindaco di La Thuile, Mathieu Ferraris, saluta i partecipanti al convegno di FdI
Il sindaco di La Thuile, Mathieu Ferraris, saluta i partecipanti al convegno di FdI

«Il nostro dominio sciabile transfrontaliero si sta sempre più affermando a livello mondiale – ha continuato Mathieu Ferraris – e meno di un mese fa ha visto la vittoria della nostra amatissima Federica Brignone che proprio qui sulla nostra pista 3 “Franco Berthod”, ha messo per la seconda volta il sigillo sulla Coppa del Mondo generale di sci alpino. Colgo anche l’occasione per rivolgere a Federica i nostri migliori auguri di pronta guarigione e speriamo tutti di rivederla alle Olimpiadi, che sarà uno dei temi che verranno trattati in questo in questi due giorni».

Carlo Fidanza: «rilanciare la seconda canna del Traforo del Monte Bianco»

Dallo sport internazionale si è passati poi alla politica internazionale, con l’europarlamentare Carlo Fidanza che, al suo arrivo a La Thuile ha raccontato degli obiettivi del presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, per l’imminente viaggio a Washington, negli Stati Uniti: «cercheremo di rimettere insieme le due sponde dell’Atlantico ed avere un Occidente unito – ha dichiarato, arrivando al Planibel – e, auspicabilmente, anche in un’area di libero scambio a dazi zero, soprattutto sui prodotti industriali, che possa consentire di rilanciare delle azioni transatlantiche. Vale sul commercio, come vale anche sui temi della difesa e della sicurezza. I dazi ci spingono anche a rafforzare il mercato europeo in cui i beni e i prodotti italiani di qualità sono apprezzatissimi».

«Noi siamo in un contesto naturale meraviglioso – ha poi aggiunto nel suo intervento serale – abbiamo le Alpi davanti a noi, che sono naturalmente da sempre un confine, una barriera, ma che noi dobbiamo avere la forza di trasformare in un ponte. Dobbiamo tornare ad avere una capacità di penetrazione dal punto di vista della infrastrutturazione per i trasporti. Se pensiamo al volume di traffico e di scambio commerciale tra l’Italia e la Francia questo volume negli ultimi vent’anni è più che raddoppiato ma nel frattempo la capacità di assorbimento dei nostri valichi si è più che dimezzata. Abbiamo una difficoltà enorme che non riguarda soltanto i valichi di questo territorio ma se ampliamo lo sguardo a tutta la nostra catena alpina riguarda praticamente, in questa fase storica, tutti i valichi alpini. Dal Col di Tenda fino ad arrivare al Brennero, passando dal Frejus al Monte Bianco, al Gottardo, abbiamo diverse problematiche che però tutti richiamano a una difficoltà. Se in questi giorni si parla moltissimo di come essere presenti sui mercati internazionali e fronteggiare il tema dei dazi, una prima e più immediata risposta è evidentemente quella di potenziare il mercato interno, un mercato europeo che già esiste, e dove da diversi anni i nostri prodotti sono ampiamente apprezzati, il primo mercato di destinazione del nostro export. Il mercato interno deve funzionare e per poter funzionare, le infrastrutture di collegamento devono funzionare e non devono essere sottoposte a blocchi più o meno veri, verosimili o veritieri, come invece, per troppo tempo è successo in questa stagione. Abbiamo dovuto sopportare una lunghissima stagione di chiusura del valico ferroviario di Frejus per una frana che è accaduta in Francia ormai quasi due anni fa, con i nostri cugini francesi che ci hanno messo tantissimo tempo a ripristinare questo collegamento. Da qualche giorno adesso finalmente è stato ripristinato, ma abbiamo sofferto un danno economico enorme, visto che il nostro mondo produttivo non riusciva più a utilizzare quel canale. Nel frattempo si si va avanti sulla Torino-Lione, nonostante tutte le problematiche che ben conosciamo, ma dobbiamo superare i vincoli strumentali che le autorità austriache pongono sul Brennero, causando ulteriori danni economici ai nostri settori produttivi e dobbiamo anche occuparci del Monte Bianco che è in una situazione di sofferenza strutturale molto pesante e questo sta portando a un piano di chiusure programmate per gli interventi di manutenzione che si dipanerà nel corso di tantissimi anni per molte settimane all’anno. Non essendoci grandi alternative disponibili ed è quindi assolutamente fondamentale rilanciare con forza il progetto della seconda canna del traforo, esattamente hanno la gran parte dei valichi alpini paragonabili al Monte Bianco. Su questo abbiamo avuto per molto tempo un atteggiamento di ostilità da parte dei vicini francesi ma da ultimo, poche settimane fa, il nostro Governo è riuscito finalmente ad ottenere una riapertura di disponibilità da parte del nuovo Governo francese sulla quale dobbiamo investire, perché questo è un pezzo di un corridoio europeo che non può essere interrotto».

Carlo Fidanza, capo delegazione di FdI al Parlamento europeo, al suo arrivo a La Thuile
Carlo Fidanza, capo delegazione di FdI al Parlamento europeo, al suo arrivo a La Thuile

«Dobbiamo anche fare in modo che i corridoi europei siano da un lato completati e per questo servono le risorse – ha quindi annunciato Carlo Fidanza – stiamo per aprire il negoziato sul nuovo quadro finanziario pluriennale del prossimo settennato di bilancio europeo e non nascondo le preoccupazioni che i fondi che sono stati finora allocati nel cosiddetto Cef, il fondo che finanzia gli interventi sulle infrastrutture che rischia di subire un ridimensionamento, mentre invece dovrebbe essere confermato ed ampliato per poter completare quei corridoi europei che sono indispensabili per un Paese esportatore come il nostro, ma paradossalmente isolato. Abbiamo anche bisogno di un intervento da parte della Commissione europea in modo che i coordinatori dei corridoi europei vengano arricchiti nel loro portafoglio di competenze di una facilitazione laddove si verifichino dei blocchi reali o indotti o strumentali dei nostri valichi alpini. Dobbiamo avere delle autorità superiori che facciano da facilitatori tra le autorità nazionali per verificare che, quando ci sono da fare dei lavori di ripristino, questi vengano fatti senza approfittare di situazioni indotte per deviare i traffici e penalizzare un’economia europea a favore di un’altra».

Il primo panel ha riguardato il Turismo montano: risorsa inesauribile di bellezza, con l’introduzione di Gianluca Caramanna, deputato FdI e responsabile dipartimento turismo e con gli interventi di Daniela Santanchè, ministro del turismo, Graziano Debellini, presidente del gruppo TH resortsAndrea Formento, presidente di FederfuniLuigi Fosson, presidente dell’Associazione degli albergatori e delle imprese turistiche valdostane, Valeria Ghezzi, presidente di Anef e Martino Peterlongo, vice presidente dell’Unione guide alta montagna Valle d’Aosta, con la moderazione di Nicola Prudente, conduttore radiofonico.

Daniela Santanché: «entro due mesi liquidati tutti i ristori per il disastro della scorsa estate»

«Io credo che non ci sia mai stato nessun Governo nella storia repubblicana che abbia messo così al centro la montagna – ha evidenziato Daniela Santanché, ministro del turismo – noi abbiamo messo 500 milioni sulla montagna, una cifra importante, dividendo, gli appennini che sono quella parte della montagna più fragile perché meno conosciuta, dove avevano bisogno anche per gli impianti di risalita, e proprio l’altro giorno abbiamo trovato altri 13 milioni perché il cambiamento climatico c’è e noi abbiamo bisogno di prepararci sempre di più per l’innevamento. La montagna ha bisogno di una trasformazione dell’offerta turistica, perché se l’80% del fatturato arriva nei mesi invernali con lo sci, sono tantissime le cose che possiamo fare per avere turismo nella stagione estiva o anche nell’autunno».

Daniela Santanché durante il suo intervento al convegno di FdI a La Thuile
Daniela Santanché durante il suo intervento al convegno di FdI a La Thuile

«Io avevo preso l’impegno quando c’era stato quel disastro che aveva colpito la Valle d’Aosta ed anche un po’ il Piemonte, mettendo a disposizione 15 milioni di euro per i ristori – ha poi rammentato il ministro alla platea – e ad oggi abbiamo già stanziato oltre dieci milioni alle strutture e alle aziende, erogando circa quattro milioni e sono sicura che nei prossimi 60 giorni avremo liquidato tutto, perché non si può venire sui territori quando capitano le disgrazie, fare delle promesse e poi non dare seguito. Abbiamo dimostrato di essere un Governo serio, e sulla montagna, anche in Valle d’Aosta, come Ministero del turismo stiamo organizzando un progetto importante da oltre quattro milioni di euro per l’ammodernamento e il miglioramento dell’impianto di innevamento programmato a Champocher ed abbiamo messo a disposizione oltre 940mila euro per due progetti di montagna Italia. Siamo consapevoli che la montagna va assolutamente sostenuta, per poter avere risorse per l’offerta turistica estiva, primaverile o autunnale, per portare turisti».

«L’Italia è una nazione di qualità e non di quantità, perché noi siamo una piccola nazione del mondo – ha spiegato Daniela Santanché – siamo una piccola penisola e quindi non dobbiamo avere un turismo predatorio, un turismo che viene sui nostri territori e non lascia ma porta via. Dobbiamo quindi alzare la qualità dei nostri servizi a qualsiasi livello, perché la qualità non è il lusso, ma è nei servizi che noi diamo, nelle offerte turistiche, nella gestione dei flussi, ma anche nell’essere uomini e donne del nostro tempo. I numeri della montagna presentano una crescita dal 2023 al 2024 che va oltre il 4,2% e per il 2025 abbiamo previsioni ancora migliori. Il turismo è in buona salute, ma saremmo stolti se non ci preoccupassimo del futuro e nelle prossime settimane, insieme al Politecnico di Milano, partirà un progetto avanzato di intelligenza artificiale applicato alle aziende del turismo. Il tema delle recensioni false, è un problema enorme, Google ci ha detto che su un miliardo di recensioni 250 milioni sono false, scoperte attraverso l’intelligenza artificiale e tolte prima di essere pubblicate. L’intelligenza artificiale non deve essere una minaccia ma deve diventare un’opportunità, uno strumento in mano all’uomo che in questo settore ci può aiutare tantissimo».

Il ministro del turismo Daniela Santanché sul palco del convegno di FdI a La Thuile
Il ministro del turismo Daniela Santanché sul palco del convegno di FdI a La Thuile

«La montagna e la sostenibilità sono due temi sui quali non si può più prescindere – ha ancora dichiarato il ministro del turismo – ma noi non abbiamo il furore ecologico, e la sostenibilità non è solo quella ambientale, ma è anche quella economica e sociale, perché queste tre gambe devono assolutamente andare di pari passo, perché potremmo avere una montagna con un turismo assolutamente sostenibile, ma con dei costi che ci rovinano. Dobbiamo avere un orgoglio di appartenenza, il fatto di essere italiani è un elemento di competitività che non appare al mondo perché qualcuno si fa fare un lavaggio del cervello e pensa che qua è tutto uno schifo, che va tutto male. Da ex imprenditore l’ottimismo fa crescere perché fa venire voglia di lavorare e di investire. Quando andiamo all’estero e capiscono che siamo italiani ci guardano con meraviglia e con ammirazione perché vorrebbero il nostro stile di vita, i nostri prodotti agroalimentari, e le nostre eccellenze, delle quali qualcuno se ne vergogna pure. Io sono ottimista per la montagna, sono ottimista per il turismo perché abbiamo visto facciamo sempre meglio e le stime del ponte di Pasqua vedono una crescita del 5%, sono numeri importanti».

Luigi Fosson: «Non abbiamo nessuno che viene a lavorare, fateci parlare con le ambasciate»

«Tutto questo si fa con gli uomini, con le persone ed il lavoro rappresenta il problema più importante per noi in questo momento – ha raccontato Luigi Fosson, presidente Adava – la Valle d’Aosta ha una disoccupazione del 3%, quindi inesistente, non abbiamo giovani, non abbiamo nessuno che venga a lavorare, non riusciamo a trovarli, la nostra attrattività è troppo bassa. Uno dei motivi è anche quello dello stipendio, ma i ragazzi quando vengono da noi, l’ultima cosa che chiedono è “quanto ci date”, chiedono tutta una serie di cose, vogliono una qualità di vita diversa, vogliono appartamenti, vogliono posti in cui stare decentemente. Io mi auguro nell’arco di due mesi verrà alla luce questa legge che ormai è stata depositata in Giunta e dovrà passare in Consiglio Valle, che prevede proprio il riuso di vecchi fabbricati per essere trasformati in appartamenti per il personale».

I relatori del panel su 'Turismo montano: risorsa inesauribile di bellezza' del convegno di FdI a La Thuile, con al centro Luigi Fosson, presidente Adava
I relatori del panel su ‘Turismo montano: risorsa inesauribile di bellezza’ del convegno di FdI a La Thuile, con al centro Luigi Fosson, presidente Adava

«I numeri ci dicono che non abbiamo gente, io sono contento che voi ne abbiate trovati tremila, ma noi non ne troviamo trenta – ha quindi ammesso il presidente degli albergatori e dei gestori delle strutture ricettive valdostane – negli ultimi dieci anni in Italia mancano i giovani e vorremmo chiedervi un esperimento, creando un rapporto diretto con i Paesi dai cui noi potremmo attingere collaboratori e manodopera, perché in questo momento con la storia dei flussi migratori e con i “click day” non si riesce a risolvere questo problema. Noi abbiamo bisogno di acquisire le professionalità che possono venire da noi, che sono in tutti i Paesi del mondo. Le formeremo, le miglioreremo e questo tipo di integrazione sta benissimo in Valle d’Aosta dove, in questo momento, ci sono 122 nazionalità diverse. Dateci la possibilità di interfacciarci con una qualunque ambasciata estera, magari come associazione o come Dipartimento del lavoro della Regione per avere un colloquio direttamente via web e poter dire ai nostri futuri dipendenti “mi stai bene, funziona, mi piace quello che stai dicendo e il tuo curriculum, ti assumo, ti mando il biglietto aereo e il contratto di lavoro”. A questo bisogna arrivare, a questa politica di immigrazione controllata e di integrazione che noi siamo assolutamente disposti ad offrire».

Luca De Carlo: «rivedere le politiche contro lo spopolamento»

La prima giornata si è conclusa con il panel Soluzioni infrastrutturali per il futuro delle aree montane con le introduzioni di introducono Luca De Carlo, senatore FdI e presidente della Commissione industria, commercio, turismo e agricoltura, Carlo Fidanza, capodelegazione FdI al Parlamento europeo, Marco Lisei, senatore FdI e presidente della Commissione di inchiesta sull’emergenza sanitaria epidemiologica covid-19 e gli interventi di Alessio Butti, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, Antonio Iannone, sottosegretario alle infrastrutture e dei trasporti, Paolo Ciocca, presidente di Open fiberStefano Donnarumma, amministratore delegato di Ferrovie dello StatoGiuseppe Pecoraro, presidente di AnasLuca Rossettini, fondatore e amministratore delegato di D-Orbit con la moderazione della giornalista Maria Scopece.

«Questo è un posto caratteristico turistico che rappresenta bene la montagna, ma che ci fa interrogare su quante tipi di montagne ci siano – si è soffermato Luca De Carlo, presidente della Commissione industria, commercio, turismo e agricoltura del Senato, aprendo i lavori serali – e ci interroga anche sulla difficoltà del vivere in montagna. Le aree interne ma soprattutto le aree montane oggi patiscono uno spopolamento che sembra quasi incontrovertibile e magari sarebbe opportuno rivedere le politiche organizzate fino ad oggi, e credo che dovremmo cercare di capire se quello che abbiamo fatto fino ad oggi è sostanzialmente un viatico per ripartire da qua e non una perdita di denaro pubblico. Se noi teniamo in considerazione i dati che ci raccontano che solo trent’anni fa nelle aree rurali viveva il maggior numero della popolazione, tipicamente al 65%, oggi sostanzialmente siamo quasi alla pari, con un valore tra il 45 e 55%, ma se nel prossimo domani non si inverte la tendenza la percentuale sarà rovesciata. Noi capiamo che evitare lo spopolamento non è una mera operazione per mantenere la gente a vivere in montagna fine a sé stessa, ma è una necessità riuscire a fare tutte quelle cose che in montagna recano beneficio alla pianura, perché quando parliamo di dissesto idrogeologico non possiamo non ricordare il ruolo straordinario che svolge la montagna. In momenti come questi bisogna capire quali siano le strategie sulle infrastrutture non sono più solo quelle viarie ma anche quelle digitali per consentire di offrire gli stessi servizi per chi decide, con una scelta consapevole, di andare a vivere in montagna. La montagna sarà in massima evidenza per le Olimpiadi invernali di Cortina-Milano, in rigoroso ordine alfabetico, che sarà un modo non soltanto per valorizzare quel territorio, ma per accendere un focus sui tanti problemi della montagna per evitare di essere sempre quelli che si piangono addosso, portando le proposte che una visibilità talmente importante come quella delle Olimpiadi potrà favorire anche nel dialogo per fare capire come la montagna non sia fondamentale solo per per chi ci vive, ma anche per chi vive nelle aree contigue».

Luca De Carlo, presidente della Commissione industria, commercio, turismo e agricoltura del Senato, durante il suo intervento al convegno di FdI a La Thuile
Luca De Carlo, presidente della Commissione industria, commercio, turismo e agricoltura del Senato, durante il suo intervento al convegno di FdI a La Thuile

Marco Lisei: «la montagna non è un quadro bucolico da guardare»

«Io sono emiliano romagnolo e so che per qualcuno la nostra regione non è montagna perché è Appennino – ha stigmatizzato Marco Lisei, presidente della Commissione di inchiesta sull’emergenza sanitaria da covid-19 – ma per noi invece 600 metri sono già montagna e non tutti sono così fortunati da potersi svegliare sotto le splendide Dolomiti. Esistono tanti tipi di montagne ed esistono problemi differenti delle montagne, se lo spopolamento è un problema che colpisce in particolare modo alcune montagne, in particolare modo l’Appennino, che non può avere evidentemente le spettacolari vette e l’afflusso di turismo che questi splendidi luoghi che ci ospitano, è altrettanto vero che noi dobbiamo appunto mettere in campo soluzioni differenti. Deve finire il tempo nel quale la montagna è un quadro bucolico da guardare, sul quale non si può toccare nulla e non si può intervenire, sul quale se si sposta un ciottolo bisogna chiedere il permesso ad Angelo Bonelli, perché sennò si butta nell’Adige e nel quale l’uomo è parte residuale di questo spettacolo naturale. L’uomo è componente essenziale della montagna visto che le aree montane italiane producono il 27,7% del Pil europeo, occupano un milione ed 800mila lavoratori e 550mila aziende che richiedono collegamenti più veloci, non solo nelle infrastrutture, ma anche idealmente agli altri territori e non possiamo pensare a montagne che restino isolate. Questo avviene nell’Appennino, ma anche in queste zone dove i collegamenti con Torino, con il Piemonte e le città più urbanizzate, dove molti giovani vanno a lavorare o si recano a studiare, sono difficoltosi. Questo Governo che sta investendo tanto nella montagna, con 500 milioni di euro tante opere che sono state messe in campo, e la sfida del Governo sarà quella di avvicinare la montagna alle città e non isolarla, rappresentando un elemento di ripopolamento di tante zone che purtroppo oggi sono non popolate, dove chiudono i servizi e nelle quali il declino sembra ormai irreversibile».

Marco Lisei, presidente della Commissione di inchiesta sull'emergenza sanitaria da covid-19, durante il suo intervento al convegno di FdI a La Thuile
Marco Lisei, presidente della Commissione di inchiesta sull’emergenza sanitaria da covid-19, durante il suo intervento al convegno di FdI a La Thuile

Guido Crosetto: «l’alpinità non è solo un tratto militare»

La giornata di sabato 12 aprile 2025 si è aperta nel pomeriggio, con il panel Alpini d’Italia: una storia d’amore per il tricolore: moderato dal giornalista Francesco Giorgino, direttore dell’Ufficio studi Rai, ha visto gli interventi di Roberto Menia, senatore FdI e vicepresidente della Commissione affari esteri e difesa, Michele Barcaiuolo, senatore FdI e capogruppo in Commissione affari esteri e difesa, Paola Chiesa, deputato FdI e capogruppo in Commissione difesa e responsabile dipartimento difesa, Isabella Rauti, sottosegretario al Ministero della difesa, Galeazzo Bignami, capogruppo FdI Camera dei deputati, Mauro Bernardi, caporale in congedo degli Alpini, Alessio Cavicchioli, comandante del Centro addestramento alpino e Michele Risi, comandante delle truppe alpine dell’Esercito.
Il ministro della difesa, Guido Crosetto, ha inviato un contributo video: «faccio un lavoro difficile in un periodo ancora più difficile – ha dichiarato, scusando l’assenza a La Thuile – questo convegno è un momento importante di riflessione che ci consente di rimettere al centro il valore strategico, culturale e identitario delle nostre montagne. Le comunità montane rappresentano da sempre un presidio fondamentale per il nostro Paese, un equilibrio delicato tra uomo e natura, fatto di rispetto per l’ambiente, di promozione del turismo, di custodia delle tradizioni, dei saperi locali oltre che dei servizi essenziali per i cittadini. Le montagne sono dei veri e propri territori di vita, di lavoro, di civiltà che noi abbiamo sempre preservato e voluto preservare».
«La storia degli alpini è profondamente legata alle montagne – ha continuato Guido Crosetto, citando numerosi episodi – le Penne nere sono destate a operare fin da fin da subito in contesti ambientali estremi, in condizioni operative difficili, proibitive in Italia e all’estero. La loro preparazione si è sempre tradotta in questi decenni in un contributo fondamentale alla difesa del territorio, alla sicurezza delle comunità locali, alle capacità di intervento in caso di calamità naturale. A ciò si aggiunge il costante impegno nella Protezione civile, spesso in sinergia con le numerosissime associazioni di alpini presenti sul territorio. È proprio dalla convivenza quotidiana con la natura che nascono i valori, la resilienza, la solidarietà, la resistenza, il il senso del dovere, l’umiltà operosa degli alpini, un’identità profonda che si che definiamo spesso “alpinità”, sintesi dell’esperienza, spirito di corpo, dedizione alla collettività che non è solo un tratto militare. Non dimentichiamolo quando parliamo di difesa, non trattiamo la difesa come un qualunque altro argomento, non inseguiamo quelli che vogliono prendere due voti in più cercando di trattare la difesa come tratterebbero qualunque tipo di polemica, la difesa è qualcosa di più alto che merita rispetto da parte di tutti e all’interno della difesa gli alpini meritano grandissimo rispetto, così come la montagna».

Guido Crosetto, ministro della difesa, nel video inviato al convegno di FdI a La Thuile
Guido Crosetto, ministro della difesa, nel video inviato al convegno di FdI a La Thuile


Eugenia Roccella: «Alpi e Appennini spina dorsale del nostro Paese»

Il ministro per la famiglia e le pari opportunità, Eugenia Roccella si è collegata con La Thuile durante il secondo panel Vivere i borghi: idee e strategie per lo sviluppo delle aree interne, dove, moderati dalla giornalista Costanza Cavalli, hanno parlato Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, Carlo Maccari, deputato FdI e Coordinatore regionale della Lombardia, Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Lucio Malan, capogruppo FdI al Senato della Repubblica, Guido Castelli, senatore FdI e commissario straordinario per la ricostruzione del sisma centro Italia e Marco Fioravanti, presidente del Consiglio nazionale Anci Marche e sindaco di Ascoli Piceno.
«Gran parte del territorio nazionale è in realtà fatto da zone fragili, delicate, particolari, speciali – ha sottolineato il ministro per la famiglia – noi abbiamo poche grandi metropoli, contrariamente a tanti altri Paesi occidentali e siamo appunto fatti soprattutto di piccoli borghi, i famosi “cento campanili” e la montagna in particolare è davvero la spina dorsale geologica e fisica del nostro Paese, con le Alpi e gli Appennini, una spina dorsale che possiamo definire antropologica, fatta di relazioni, storia, bellezza ed ecologia in un senso ampio».
«Io ho le deleghe molto difficili quelle per la demografi
a – ha rimarcato Eugenia Roccella – perché per moltissimo tempo si è applicato lo stesso slogan che è stato il titolo di una trasmissione di Renzo Arbore, cioè “meno siamo meglio stiamo”. Per molti decenni si sono finanziati piani di natalità a livello internazionale, e cito solo la famigerata politica del figlio unico cinese, che ha provocato tante sofferenze alle famiglie, è stata premiata dalle Nazioni Unite. C”era una volontà di arrivare ad una transizione demografica pensando che appunto, meno saremmo stati, più ci sarebbe stato anche equilibrio con le risorse, perché altrimenti c’era la bomba demografica che avrebbe provocato disastri, una minaccia. Adesso finalmente invece si sta scoprendo che il vero problema è proprio la denatalità, il vero problema è il calo demografico che c’è non solo in Italia, ma in tutta Europa e in tutti i Paesi sviluppati, il cosiddetto paradosso demografico, vale a dire che non sono i paesi dove c’è meno sviluppo e meno benessere dove si fanno meno figli, ma al contrario quelli in cui c’è più sviluppo e più benessere. Di fronte a tutto questo l’Europa non ha preso atto fino in fondo atto di questa urgenza. Abbiamo tanto investito a livello europeo sulla transizione green, dimenticando che il vero punto della transizione ecologica è il mantenimento della popolazione ed anche della distribuzione, non soltanto del numero, ma anche del modo in cui è distribuita sul territorio, perché anche se ci hanno detto tanto che l’uomo è distruttore, scopriamo molto concretamente che è invece l’uomo invece conservatore e valorizzatore del proprio territorio e in particolare per le zone più affascinanti e anche più fragili e più difficili come la montagna, come tutte le aree interne».

Il ministro per la famiglia e le pari opportunità, Eugenia Roccella durante il collegamento con il convegno di FdI a La Thuile
Il ministro per la famiglia e le pari opportunità, Eugenia Roccella durante il collegamento con il convegno di FdI a La Thuile

Roberto Sapia: «il turismo non è la panacea per i paesi e i borghi di montagna»

«In Valle d’Aosta ci sono circa 12mila imprese, perlopiù micro imprese ed in gran maggioranza imprese individuali – ha ricordato Roberto Sapia, presidente della Camera valdostana delle imprese e delle professioni – ed hanno qualche difficoltà in più delle delle aree interne. Questo è un ambiente estremo, nel senso che vorrei introdurre una particolarità sia geografica e anche morfologica, ed avete visto tutti le difficoltà già solo di arrivare in Valle d’Aosta».
«Un tempo i nostri borghi e paesi delle valli laterali erano comunità pressoché autosufficienti
– ha proseguito – è evidente che adesso, in un mondo globale, benché ci sia un ritorno all’artigianato ed alle eccellenze agroalimentari, abbiamo delle difficoltà a competere. Le piccole quantità, seppur eccellenti, hanno necessità di imprese che presidiano il territorio ed il rischio della montagna, come la Valle d’Aosta, è di sembrare “Disneyland”. Il turismo non è la panacea e la soluzione per i borghi e i paesi di montagna, tant’è che la presenza dei turisti in Valle d’Aosta è estremamente variegata. Ci sono i paesi e borghi che hanno la capacità e la possibilità di avere impianti di risalita, castelli e fortezze medievali che hanno effettivamente un’economia del turismo ed hanno anche la possibilità di creare comunità ed anche un’attratività diversa. Ci sono invece valli laterali in cui davvero si arriva a un processo di desertificazione dove addirittura le attività ricettive chiudono, dove mancano i negozi di commestibili e dove diventa difficile creare comunità».


Federica Brignone: «mi manca moltissimo la montagna»

È stata invece la pluricampionessa di sci alpino, Federica Brignone, collegata da casa sua, a La Salle, a pochi chilometri da La Thuile, la sorpresa del terzo panel della seconda giornata, dove si è parlato delle olimpiadi di Milano-Cortina 2026: presente e futuro degli sport invernali, con Salvatore Caiata, deputato FdI, Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, Stefania Belmondo, già sciatrice di fondo, Andrea Francisi, chief games operations officer della Fondazione Milano-Cortina 2026, Marco Mezzaroma, presidente di Sport e saluteFlavio Roda, presidente della Fisi, Federazione italiana sport invernali, moderati della giornalista Flaminia Camilletti.
«In questo momento mi manca moltissimo la mia montagna – ha riconosciuto Federica Brignone – sono qui ma purtroppo non posso fare tutte le attività legate a quello che mi piace. Ovviamente io nella mia carriera sportiva, ma nella mia carriera personale ho mandato avanti delle campagne sull’ambiente, sulla montagna, sulla protezione appunto di tutto quello che è la nostra la natura e il nostro pianeta, per cui ci sono molto affezionata e e conosco bene l’argomento».

Federica Brignone collegata con il convegno di FdI a La Thuile
Federica Brignone collegata con il convegno di FdI a La Thuile


Francesco Lollobrigida: «sono rimasto male che Renzo Testolin non abbia accettato il nostro invito»

La due giorni di Fratelli d’Italia a La Thuile si è conclusa con il panel su Foreste: una fonte di energia, con Maria Cristina Caretta, deputata FdI e vicepresidente della Commissione agricoltura, Francesco Lollobrigida, ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Claudio Barbaro, sottosegretario di Stato al Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, Patrizio La Pietra, sottosegretario di Stato al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Nicola Procaccini, co-presidente del Gruppo Ecr al Parlamento europeo e responsabile del Dipartimento ambiente ed energia, Davide Gilardino, presidente di Anci Piemonte, Roland Griessmair, sindaco di Brunico ed Alessandra Stefani, presidente del Cluster nazionale Italia foresta legno, con la moderazione di Antonio Rapisarda, direttore del Secolo d’Italia.
Francesco Lollobrigida ha pubblicamente lamentato l’assenza del presidente della Regione, Renzo Testolin: «sono rimasto male, lo dico perché siamo in Val d’Aosta – ha dichiarato il ministro in conclusione del convegnoe questa è una regione straordinaria. Ho visto l’assessore all’agricoltura Marco Carrel, che ho chiamato non so manco di che partito è, ma uno ci parla volentieri come spesso accade con le Istituzioni. Noi oggi siamo al governo e c’è il governo della Val d’Aosta. Io avrei sperato di trovare qui, oltre il mio amico Alberto Cirio, presidente del Piemonte, anche il presidente della Regione Val d’Aosta e mi ha stupito che non abbia accettato il nostro invito di partecipare».

Francesco Lollobrigida, ministro dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste che ha chiuso il convegno di FdI a La Thuile
Francesco Lollobrigida, ministro dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste che ha chiuso il convegno di FdI a La Thuile

Pubblicato / aggiornato il 01/05/2025 alle 02:52
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Categoria: Politica e Amministrazione