Comunità vigili per un’economia libera e sana
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La conferenza Comunità vigili per un'economia libera e sana
Si è svolta nel pomeriggio di giovedì 12 giugno 2025, alla Biblioteca regionale di Aosta, la conferenza Comunità vigili per un’economia libera e sana organizzata dall’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso istituito presso il Consiglio Valle in collaborazione con i soggetti economici presenti nell’organismo e l’associazione Avviso Pubblico.
L’evento, moderato da Silvia Nejrotti, responsabile del dipartimento formazione di Avviso pubblico, si è aperto con gli interventi del presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin, dal presidente della Chambre Valdôtaine, Roberto Sapia, dal segretario Fillea Cgil VdA, Roberto Billotti, dal direttore dell’Associazione regionale agricoltori Coldiretti VdA, Elio Gasco, e dal presidente di Avviso pubblico, Roberto Montà.
Tra i relatori, Luca Storti ha evidenziato come le mafie non mirino solo al profitto, ma al controllo del tessuto socio-economico. Il docente di sociologia economica all’Università di Torino ha spiegato che gli apparenti vantaggi iniziali per le imprese che cedono alle richieste mafiose si trasformano presto in una perdita di autonomia e in una pericolosa dipendenza dai circuiti illegali. Una trappola a doppio livello: per il singolo imprenditore, costretto a sottostare a logiche che ne limitano la crescita e per l’intera economia. Questo meccanismo infatti, da un lato, allontana dal mercato gli imprenditori più dinamici e innovativi, dall’altro, favorisce chi opera con criteri opachi. Il risultato è un indebolimento generale del sistema economico e del territorio, caratterizzato da minore competitività, scarsa innovazione e un clima di crescente sfiducia nei rapporti interpersonali e istituzionali.
Significativa la testimonianza di Rocco Mangiardi che ha raccontato di essere stato avvicinato dalla ‘ndrangheta con una richiesta di pizzo, alla quale aveva opposto un netto rifiuto procedendo poi alla denuncia, scelta che lo ha costretto a vivere sotto scorta ma che è risultata determinante per smantellare un’importante cosca. Successivamente a questi fatti, un boss del clan, pentitosi, aveva confessato che il costo per eliminare una persona era di circa 25mila euro. Mangiardi ha voluto condividere con il pubblico la sua riflessione: con il pizzo che gli veniva richiesto, il clan avrebbe potuto pagare un omicidio all’anno. Ha concluso affermando che onorare le vittime di mafia richiede impegno concreto, poiché le parole se non sono supportate dalle azioni sono inutili.
Enzo Pompilio, Coordinatore della Consulta della legalità di Torino ha illustrato le attività di questa organizzazione nata nel 2024 nell’ambito della Camera di Commercio con l’obiettivo di promuovere una rete di legalità strutturata che si contrapponga alla criminalità organizzata tutelando il sistema delle imprese sane da quelle compromesse. Oltre alle attività di monitoraggio e valutazione del rischio mafioso per le imprese, di formazione e informazione specifica, sono particolarmente importanti i tavoli di confronto tra imprese, istituzioni, forze dell’ordine e sindacati che rappresentano dei momenti di trattazione concreta.
Pubblicato / aggiornato
il 13/06/2025 alle 13:53
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Categoria:
Politica e Amministrazione