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RiAttivazioni in Rete: un progetto integrato per l’inclusione sociale e lavorativa

RiAttivazioni in Rete: un progetto integrato per l’inclusione sociale e lavorativa (©RaVdA) - Evento conclusivo del progetto RiAttivazioni in rete

Giovedì 12 giugno 2025, è stato presentato il progetto RiAttivazioni in Rete, promosso dall’Assessorato della sanità, salute e politiche sociali in collaborazione con l’Assessorato dello sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile. L’iniziativa è il risultato di una co-progettazione che coinvolge il dipartimento politiche sociali della Regione in partenariato con Arer, Celva, Fondazione opere Caritas, Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, la cooperativa sociale Mont Fallère e la cooperativa sociale l’Esprit à l’Envers.

Le attività, destinate a persone in situazione di indigenza e ai beneficiari dell’assegno di inclusione, si articolano in due aree principali. Da un lato l’Assessorato della sanità prevede l’attivazione di un servizio socio-educativo multidisciplinare, dall’altro l’Assessorato del lavoro promuove interventi per l’inserimento occupazionale. Il progetto si fonda su una presa in carico personalizzata garantita da un’équipe di specialisti composta da assistenti sociali, educatori professionali e altre figure competenti, che agiscono in base ai bisogni specifici delle persone coinvolte.

Il progetto permette di rafforzare gli interventi sul territorio a sostegno di chi si trova in difficoltà, migliorando l’accesso ai servizi e promuovendo la partecipazione e l’autonomia. Il modello multidisciplinare adottato consente la costruzione di percorsi efficaci e mirati, sostenuti anche da un’integrazione di circa 170.000 euro di risorse regionali, che si aggiungono al finanziamento nazionale.

L’inclusione lavorativa rappresenta uno strumento essenziale per garantire dignità e autonomia. Il progetto RiAttivazioni in Rete offre percorsi personalizzati di reinserimento attraverso tirocini e attività formative, valorizzando le competenze e promuovendo lo sviluppo professionale. Grazie al coinvolgimento del Centro per l’impiego e delle cooperative sociali, si costruiscono percorsi integrati in grado di rispondere ai bisogni delle persone fragili, con un impatto positivo anche sul tessuto economico e sociale della regione.

Alex Micheletto, presidente del Celva, sottolinea come la partecipazione degli Enti locali alla co-progettazione e alla realizzazione di interventi sociali rappresenti una strategia concreta di integrazione delle risorse. L’adesione del Celva al progetto implica non solo la promozione delle sue finalità presso le amministrazioni comunali, ma anche un supporto operativo all’attivazione delle misure di gruppo per il reinserimento lavorativo. Sono 17 i Comuni coinvolti nella sperimentazione, che si sviluppa in 32 settimane di attività da febbraio a ottobre 2025, sotto il coordinamento della cooperativa Mont Fallère.

L’équipe multidisciplinare è formata dall’assistente sociale di riferimento territoriale, da un educatore professionale e da operatori specializzati nell’inserimento lavorativo, dai case manager del Centro per l’impiego e da altre figure professionali, con l’obiettivo di predisporre progetti individualizzati capaci di rispondere in modo integrato alle esigenze delle persone. Gli interventi comprendono l’attivazione di tirocini di inclusione e la sperimentazione di una misura di gruppo rivolta a soggetti particolarmente fragili, che richiedono ambienti protetti e non rientrano nei percorsi previsti dalla politica attiva regionale.

L’approccio adottato promuove una logica di welfare generativo e la costruzione di un sistema integrato di interventi a favore dei nuclei familiari con bisogni complessi. Le attività si svolgono nell’ambito di commesse dedicate e mirano al perseguimento del bene comune.

Il progetto è attivo da mercoledì 1° gennaio 2025 e terminerà giovedì 30 aprile 2026. Il finanziamento ammonta a 913.739,23 euro a valere sul Fondo povertà, quota servizi del Dipartimento Politiche sociali. A tale somma si aggiunge un’integrazione regionale pari a 169.660,80 euro, che permette di estendere i benefici anche a chi, pur non rientrando nei criteri del Fondo povertà, si trova in condizioni di estrema fragilità.

Presentazione del progetto RiAttivazioni in Rete
Presentazione del progetto RiAttivazioni in Rete

I risultati del progetto

Mercoledì 29 aprile alle ore 9, al centro Plus ad Aosta, si è svolto l’evento conclusivo del progetto RiAttivazioni in rete. L’evento ha previsto un prima parte istituzionale di presentazione dei risultati ottenuti, con gli interventi dell’assessore Carlo Marzi, dell’assessore Luigi Bertschy, del componente del CdA del Celva Ronny Borbey e di Katia Zanello, dirigente della struttura programmazione e innovazione sociale, sanitaria e socio-sanitaria.
A seguire, nella parte esperienziale, dedicata agli studenti, alcune classi dell’Istituto tecnico professionale regionale Corrado Gex di Aosta e dell’Istituto per l’istruzione liceale, tecnica e professionale di Verrès sono state coinvolte in una sessione di simulazione del lavoro di un’équipe multidisciplinare. L’attività ha permesso agli studenti di comprendere, attraverso l’analisi guidata di un caso studio, il funzionamento dei servizi territoriali e il valore della collaborazione tra figure professionali diverse (educatori, assistenti sociali, tutor del lavoro e operatori del Centro per l’impiego), nonché di sperimentare la costruzione di un progetto individuale della persona, assumendo i diversi punti di vista professionali dell’équipe.

Avviato il 1° gennaio 2025 e in conclusione il 30 aprile 2026, il progetto ha attivato quasi 200 percorsi di sostegno socio-educativo e di inclusione sociale e occupazionale, coinvolgendo persone in situazione di indigenza, percettori dell’Assegno di Inclusione (ADI) e soggetti con fragilità e bisogni complessi.

RiAttivazioni in rete ha puntato a rafforzare il sistema dei servizi territoriali e a definire un modello di presa in carico integrata sulla base di una valutazione multidimensionale dei bisogni, sulla definizione di progetti personalizzati e sull’attivazione di sostegni che garantiscano i Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS). In questo quadro, il progetto ha posto al centro le persone, accompagnandole in percorsi di riattivazione orientati al recupero dell’autonomia, al rafforzamento delle competenze individuali e al reinserimento attivo in ambito sociale e lavorativo, in un’ottica di responsabilizzazione e di benessere condiviso.

Le attività si sono articolate in due macroaree (dati aggiornati al 31 marzo 2026).

Macro Area A – Interventi socio-educativi

È stato sperimentato un modello di presa in carico integrato, basato sul lavoro sinergico di un’équipe multidisciplinare composta da educatori professionali, assistenti sociali, operatori dell’inserimento lavorativo, operatori dei centri per l’impiego, professionisti sanitari (psicologi, psichiatri, medici di base) e operatori dell’UVMDi (Unità di Valutazione Multidimensionale della Disabilità).

L’obiettivo è stato rafforzare l’autonomia dei soggetti coinvolti e favorirne l’inclusione sociale attraverso percorsi personalizzati di accompagnamento. Le attività hanno previsto interventi di sostegno anche domiciliare, facilitazione nell’accesso ai servizi, monitoraggio e azioni orientate alla partecipazione attiva alla vita della comunità.

Complessivamente, sono stati coinvolti 90 beneficiari, per un totale di 8.851,5 ore di attività erogate nell’arco di percorsi della durata media di 10 mesi.

Macro Area B – Interventi di tipo occupazionale e lavorativo

Il servizio ha previsto un sistema articolato di interventi finalizzati all’inserimento sociale, occupazionale e lavorativo dei beneficiari, con la sperimentazione di misure di gruppo per soggetti particolarmente fragili e l’attivazione di tirocini di inclusione sociale.

Complessivamente, sono stati coinvolti 108 beneficiari, per un totale di 3.555 ore di tutoraggio erogate e 664 giorni di attività svolte presso i partner territoriali CELVA, ARER, Fondazione Opere Caritas e Fondazione Comunitaria. 

Le attività hanno riguardato la manutenzione del patrimonio pubblico, la cura e la pulizia di strade, sentieri, aree verdi e dell’orto sociale, la riqualificazione e la tinteggiatura di immobili e spazi parrocchiali e oratoriali, lo sgombero e il riordino di locali, le piccole manutenzioni impiantistiche, il supporto logistico e operativo a servizi e spazi di uso collettivo.

Le attività progettuali hanno interessato diffusamente il territorio regionale, coinvolgendo 21 Comuni tramite Celva 13 parrocchie e oratori in collaborazione con Fondazione Opere Caritas, nonché ulteriori interventi realizzati con Arer e Fondazione Comunitaria.

Il progetto RiAttivazioni in rete è stato finanziato per 913.739 euro a valere sul Fondo povertà quota servizi, con un’integrazione regionale di 169.660 euro, che ha permesso di includere anche beneficiari non rientranti nei target del Fondo povertà, ma comunque in situazione di fragilità estrema.

Pubblicato / aggiornato il 30/04/2026 alle 09:43
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Categoria: Politica e Amministrazione