Acqua informata in agricoltura: stop alla sperimentazione regionale
La petizione ripartiamo con la sperimentazione dell’acqua informata in agricoltura in Valle d’Aosta ha raccolto più di mille firme certificate in tre settimane. L’iniziativa, promossa dal Movimento Valle d’Aosta Futura e dalle associazioni L’Agrou e Opera Omnia, chiede al Consiglio Valle e all’Assessorato all’Agricoltura e Risorse naturali della Regione autonoma Valle d’Aosta di riprendere immediatamente la sperimentazione, durata tre anni, al Centro agricolo dimostrativo regionale di Saint-Marcel.
La petizione sollecita l’avvio di un dialogo scientifico costruttivo e trasparente che valuti oggettivamente i dati e le prospettive di questa ricerca. Le prove condotte, seppur rappresentino una novità per una Pubblica Amministrazione, hanno alle spalle test in campo realizzati da diverse Università estere e, in Italia, dal Dipartimento di Scienze agrarie, forestali e alimentari dell’Università di Torino, con prove su lattuga, riso e mais.
L’interruzione della sperimentazione ha vanificato una proposta di collaborazione non onerosa con i ricercatori dell’Inail e del Crea, ai quali non è mai stata data una risposta. Numerosi valdostani stanno sperimentando con soddisfazione questa nuova tecnologia e sono disposti raccogliere eventualmente i fondi necessari per risarcire l’Amministrazione regionale dei 2.700 euro stanziati per tre anni di sperimentazione.
Al governo regionale è chiesto di riprendere immediatamente la sperimentazione interrotta il 6 giugno 2025 e di riallacciare i rapporti con le istituzioni italiane che hanno chiesto di collaborare in questo campo.
La testimonianza di un viticultore
A Saint-Christophe, nel vigneto piantato nel 2023 da Mathieu Grosjean, è stata avviata la sperimentazione dell’acqua frequenziata, una tecnica che rafforzarerebbe le piante e ne stimolerebbe le autodifese naturali. L’iniziativa è sostenuta dal padre Vincent Grojean (che racconta l’esperienza nella videointervista che correda l’articolo), che ha conosciuto questo metodo nel 2022 e ha scelto di adottarlo per ridurre l’impatto ambientale generato dai trattamenti tradizionali a base di rame e zolfo.
Il vigneto, coltivato a Petite Arvine, è giunto al terzo anno di prova. Dopo due interventi iniziali con rame e zolfo in primavera, dalla fine di giugno sono state effettuate solo somministrazioni di acqua trattata. Secondo Grosjean, le viti si presentano sane e le foglie integre per tutta la stagione, senza residui dannosi per chi lavora in vigna.
La vendemmia è prevista intorno al 20 settembre 2025 e le uve saranno vinificate per confrontare i risultati con quelli di altri vigneti. I primi riscontri sono giudicati positivi ma sarà necessario attendere la vinificazione per valutare concretamente la qualità del vino ottenuto con questa tecnica.
Pubblicato / aggiornato
il 01/09/2025 alle 17:42
Categoria:
Economia e Lavoro / Video