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I risultati degli esami e delle prove Invalsi 2025

I risultati degli esami e delle prove Invalsi 2025 (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - I dati dei risultati delle scuole valdostane delle prove Invalsi 2025

«La Valle d’Aosta è sulla buona strada, dopo il periodo covid, con esiti solidi, poca dispersione, e una scuola che si conferma inclusiva ma anche capace di coltivare eccellenza. Un piccolo territorio che, grazie all’impegno dell’intera comunità educante, fa scuola!». È questo il giudizio sintetico sulla scuola valdostana da parte della Sovrintendenza regionale agli studi dopo gli ultimi esami di stato, la cosiddetta Maturità e gli esiti delle prove Invalsi.

Nessuna scena muta di protesta contro il sistema scolastico

In Valle d’Aosta non si sono verificati casi di protesta contro il sistema scolastico che hanno visto alcuni maturandi fare scena muta all’orale, una volta ottenuta la sufficienza con gli altri voti che compongono l’esame di Stato: «fortunatamente non mi sono arrivate segnalazioni di casi di esami dove qualcuno si era già fatto il conto e quindi, sapendo di aver superato gli scritti, non ha voluto sostenere la prova orale – ha spiegato Marina Fey, sovrintendente regionale agli studi, durante la presentazione dei dati degli esami di stato e delle prove Invalsi, che si è tenuta nella mattinata di mercoledì 16 luglio 2025 – noi lo chiamiamo “esame di Stato del secondo ciclo”, ma il ministro lo vuole rinominare “esame di maturità”, come si faceva un tempo, proprio per sottolineare come non sia solo un mero calcolo numerico per arrivare al 60, al 61 o al 62, ma come una prova in cui lo studente mette in campo anche altre competenze che non siano solo quelle prettamente scolastiche. Può anche darsi che in alcune prove qualcuno magari ha avuto un blocco e non ha scritto nulla, ma alla fine, con il conteggio, nessuno volutamente ha fatto scena muta come forma di protesta al sistema. Penso che questo atteggiamento non sia corretto nei confronti anche degli altri studenti e bisognerebbe agire alla fonte, evitando di arrivare a questo punto, forse occorre capire meglio, ascoltare durante l’anno scolastico le problematiche cercando di capire cosa ha portato questi studenti a adottare questo comportamento».

L'assessore Jean-Pierre Guichardaz e la sovrintendente agli studi Marina Fey durante la presentazione dei dati
L’assessore Jean-Pierre Guichardaz e la sovrintendente agli studi Marina Fey durante la presentazione dei dati

«Noi stiamo cercando in Valle d’Aosta di creare una scuola che sappia dialogare a tutti i livelli – ha aggiunto Jean-Pierre Guichardaz, assessore regionale ai beni e alle attività culturali, sistema educativo e alle politiche per le relazioni intergenerazionali – i disagi si presentano quotidianamente, lo sanno i dirigenti scolastici con i quali ci confrontiamo spesso, anche sui singoli casi. L’obiettivo è di arrivare ad una scuola che deve formare con delle competenze, ma anche costruire dei cittadini consapevoli, che sappiano che esistono delle regole alla base del sistema e della convivenza civile. In questi anni abbiamo tanto investito e stiamo tanto investendo sull’orientamento, perché poi alle volte certi disagi si trascinano negli anni e si arriva magari all’esame di maturità in una condizione di frustrazione come abbiamo visto in quei ragazzi che hanno adottato questa modalità di protesta. A me non piace l’idea del ri-orientamento, di quelle scuole un po’ più elevate che nei primi mesi fanno capire a certi ragazzi che forse non hanno fatto la scelta adatta. Non è colpa dei dirigenti e neanche degli insegnanti ma delle singole predisposizioni di ciascuno. Stiamo lavorando su una valorizzazione di tutti i percorsi di studio, non ci sono Licei che sono più eccellenti di altri, così come gli Istituti tecnici e i professionali non sono superiori o inferiori da un punto di vista di capacità di formare rispetto ad altri percorsi di studio. Ciascun percorso, tanto i tecnici quanto i professionali quanto i licei, formano le persone sulla base delle proprie predisposizioni. Tutte le scuole hanno la stessa identica dignità e noi lavoriamo sulla capacità di intercettare il disagio dopo aver costruito un sistema di elaborazione all’interno della scuola con la consapevolezza anche da parte della comunità scolastica del tipo di luogo in cui si è, perché poi altrimenti si arriva al gesto clamoroso, anche se poi alle volte lo si fa per emulazione. Siamo contenti che da noi non si sia ritenuto di protestare contro i docenti o contro un sistema in maniera così clamorosa, dato che lo ritengo un fallimento decidere di sacrificare in questo modo parte della propria carriera scolastica. È stato fatto è un investimento che si è trasformato in un fallimento su quale dobbiamo interrogarci tutti, perché l’obiettivo è quello di costruire il senso critico e di inclusione: i ragazzi devono sentirsi di non essere estranei nel luogo in cui passano più di otto ore al giorno».

I numeri degli esami

Il grafico dei voti dell'esami di maturità dell'anno scolastico 2024/2025 in Valle d'Aosta
Il grafico dei voti dell’esami di maturità dell’anno scolastico 2024/2025 in Valle d’Aosta

Per quanto riguarda gli esami di Stato dell’anno scolastico 2024/25, il 100% degli alunni che hanno sostenuto le prove (non era stato ammesso l’1,1% degli 889 studenti delle classi quinte) le hanno superate. Il 4,34% ha preso 60/100, il voto minimo, il 31,62% ha riportato una valutazione tra 62 e 70, il 32,19%, la maggioranza, è uscita con un giudizio tra 71 e 80. I voti da 81 e 90 rappresentano il 20,32%, quelli da 91 a 99 il 7,99%, i 100 sono stati il 3,31% e quelli con la lode lo 0,33%. Gli studenti valdostani hanno anche la possibilità di svolgere gli esami di certificazione della lingua francese e, per quanto riguarda il livello B2, il cosiddetto Delf, è stato superato dal 75,52%, mentre per il livello C1, il Dalf, è stato il 46,48% ad ottenerlo.

I risultati degli esami di terza media hanno visto 1.173 licenziati, con una percentuale dell’1,92% di non ammessi all’esame: il 22,42% ha ottenuto 6, il 31,03% è uscito con il 7, la maggioranza, il 28,64%, ha preso 8, mentre il 9 è stato dato nell’1,88% dei casi mentre sono identiche le percentuali per i 10 ed i 10 e lode, pari all’1,88%.

La 'torta' dei voti degli esami di terza media dell'anno scolastico 2024/2025 in Valle d'Aosta
La ‘torta’ dei voti degli esami di terza media dell’anno scolastico 2024/2025 in Valle d’Aosta

Le prove Invalsi in Valle d’Aosta

Per quanto riguarda le prove Invalsi (acronimo di Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione), riservate agli studenti delle classi seconde e quindi delle primarie (elementari), della terza secondaria di primo grado (medie) e delle seconde e quinti di secondo grado (superiori) che devono sostenere dei compiti standardizzati in italiano, matematica e inglese, la Sovrintendenza agli studi valuta che la Valle d’Aosta si pone tra le regioni migliori in italiano e matematica nelle scuole superiori, con meno del 40% di studenti sotto il livello adeguato (3 su una scala da 1 a 5, n.d.r.), con ottime performance in inglese, soprattutto nelle terze medie. Analogamente la scuola primaria conferma i risultati degli anni precedenti, senza evidenti criticità ed è considerata positiva anche la partenza sulle competenze digitali.
Le prove Invalsi hanno evidenziato inoltre un buon equilibrio tra qualità media e equità interna, dove al termine del primo ciclo d’istruzione in Valle d’Aosta si presenta una situazione caratterizzata da elevata eccellenza e basso rischio di dispersione scolastica implicita (vale a dire il completamento del percorso di studi senza aver però raggiunto le competenze minime richieste, n.d.r.) mentre per la scuola del secondo ciclo ci si distingue per una bassa dispersione implicita e per un’alta percentuale di eccellenze accademiche.

Il grafico del rapporto Invalsi 2025 sulla dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo di istruzione
Il grafico del rapporto Invalsi 2025 sulla dispersione scolastica implicita al termine del secondo ciclo di istruzione

Nel dettaglio, dalle 191 pagine del Rapporto nazionale 2025, la Valle d’Aosta si posiziona tra le regioni del nord ovest che mantengono punteggi medi alti in italiano già dal grado 2, la seconda classe delle elementari, confermando, anche nel grado 5 (la quinta classe) una quota di alunni con competenze adeguate sopra la media nazionale, mostrando anche meno disuguaglianze interne. Confrontando il punteggio medio conseguito dagli alunni di ogni singola regione o macro-area geografica rispetto all’intero Paese, la Valle d’Aosta ha fatto registrare un punteggio di 198,3, superiore alla media nazionale di 195,5. In matematica si riscontra in generale un calo rispetto al periodo pre-pandemico e la Valle d’Aosta, con il punteggio di 196,6 rientra nel gruppo delle regioni settentrionali che limitano il divario con il Mezzogiorno e restano sopra la media nazionale del 193 netto, mantenendo una performance solida, soprattutto nel grado 5, la classe quinta. In inglese, al termine della scuola primaria nelle attività di reading e di listening più del 90% di alunni raggiunge il livello A1.

Nella scuola secondaria di primo grado, il grado 8, relativo alla classa terza, in generale i risultati sono sostanzialmente stabili in italiano, per quanto la percentuale degli studenti che raggiungono i traguardi previsti sono scesi al 66% rispetto al 73% del 2018, così come in matematica, dove il dato regionale è del 64%, rispetto al 70% del 2018, mentre in inglese, dove risultati in sono crescita in tutto il Paese, la Valle d’Aosta è tra le regioni con la maggiore quota di alunni che raggiungono livello A2, con l’82% nel listening e l’83% nel reading, presentando un buon equilibrio tra efficacia ed equità.

Il grafico del rapporto Invalsi 2025 sulle eccellenze al termine del secondo ciclo di istruzione
Il grafico del rapporto Invalsi 2025 sulle eccellenze al termine del secondo ciclo di istruzione

Nella scuola secondaria di secondo grado, le superiori, per quanto riguarda il grado 10, relativo alle classi seconde, la Valle d’Aosta si colloca bene nel nord-ovest, con il 74% di studenti che raggiunge competenze adeguate in italiano, sopra la media nazionale del 62,4%. Più critica la situazione in matematica, in calo rispetto al 2024, passata dal 72% al 59% con il risultato medio si colloca comunque al livello 3, nella fascia di adeguatezza.
Per quanto riguarda le competenze digitali, rilevate per la prima volta nel 2025, i risultati ottenuti sono stati positivi, mostrando una buona padronanza nell’utilizzo
consapevole e sicuro delle tecnologie digitali, con l’89% del campione di studenti che raggiunge il livello adeguato di alfabetizzazione su informazioni e dati, il 91% nella comunicazione e collaborazione, l’84% nella creazione di contenuti digitali e l’85% nella sicurezza.
Nel grado 13 della scuola superiore, relativo alle classi quinte, in italiano è emersa una sostanziale stabilità rispetto agli ultimi anni, con una percentuale del 66%, in calo rispetto al 2019, quando il valore era dell’81%, rispetto ad con una media nazionale del 51,7%. In matematica la situazione nazionale è complessa, con un livello base che si attesta al 49,2%, con un calo medio del 5% rispetto al 2019. La Valle d’Aosta è tra le regioni con il 39% di studenti inadeguati, confermandosi comunque virtuosa, con il 61%, a fronte della sola Provincia autonoma di Bolzano che presenta una percentuale del 73% e dodici regioni con un valore del 50% o inferiore. In inglese la Valle d’Aosta mantiene buone percentuali di studenti che raggiungono i traguardi, in linea con le altre regioni settentrionali, con il 65% che raggiunge il livello B2, registrando un miglioramento negli ultimi anni nella prova di listening rispetto al 2023, quando la percentuale era del 57%.

La dispersione scolastica esplicita

Un miglioramento è stato evidenziato rispetto alla riduzione della dispersione scolastica esplicita, scesa nel 2023 al 10,4% rispetto al 14,1% del 2021: «parliamo dell’abbandono della scuola da parte di quei ragazzi che escono dal sistema scolastico senza aver acquisito il diploma di scuola secondaria di secondo grado e che non sono in attività di formazione – ha precisato Marina Fey – questo numero si sta riducendo a livello nazionale dal 12,7% del 2021 al 10,2%, che è anche l’obiettivo per il 2026 fissato con dal Pnrr, un risultato di grande rilievo a livello nazionale, ma anche per quanto riguarda la nostra regione. Nel 2020 il target, che era del 10%, non era stato raggiunto, mentre per il 2030 è del 9% ed abbiamo buone possibilità per ottenere pienamente questo obiettivo sia a livello di Paese sia come regione. C’è stato un investimento obbligatorio con i fondi Pnrr che, seppur abbiano creato non poche difficoltà punto di vista organizzativo alle segreterie scolastiche, ha fatto sì che questo lavoro impegnativo sui temi della dispersione abbia portato i primi frutti, grazie ad un maggior orientamento, alle attività di counseling, ad un’attenzione in particolare agli alunni più fragili, ma anche un potenziamento delle competenze matematico-scientifiche digitali e di quelle linguistiche, uno sforzo che ha contribuito ad avere un miglioramento, dove la realtà evidenzia marcata differenza tra il dato maschile di dispersione esplicita, che è del 15,1% e quello del femminile, al 5,4%».

Marina Fey, sovrintendente regionale agli studi
Marina Fey, sovrintendente regionale agli studi

«Noi crediamo che il benessere dei nostri ragazzi sia quello fisico, ma anche quello di sentirsi in un posto adeguato – ha concluso Jean-Pierre Guichardaz, tirando le fila della sua attività politica negli ultimi due anni ed annunciando che il nuovo anno scolastico inizierà giovedì 11 settembre alla Lexert di Aosta – ad Aosta stiamo andando avanti con la progettazione della scuola di via Torino, così come con il “Manzetti”, non demordiamo sull’idea che questo modello scolastico a 360 gradi possa veramente sollecitare i giovani a investire su progetti di famiglia che vedano anche i figli come elemento cardine, con la qualità di una scuola inclusiva, un’offerta individuale ed un supporto psicopedagogico. Siamo una realtà attenta ai giovani, alla comunità educante ed anche all’intergenerazionalità. Facciamo tanti progetti per connetterci con le varie generazioni, una comunità che non lascia indietro nessuno, nemmeno gli anziani, che non sono un problema e con i quali stiamo facendo un importante lavoro di ricostruzione sociale».

Pubblicato / aggiornato il 16/07/2025 alle 18:15
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Categoria: Cultura