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Organizzazioni agricole valdostane unite contro il taglio del 20% alla PAC

Organizzazioni agricole valdostane unite contro il taglio del 20% alla PAC (©Coldiretti VdA) - Il flash mob della Coldiretti Vda per sensibilizzare sulla devastazione dei cinghiali, giovedì 8 luglio 2021, sotto al Palazzo regionale

Le organizzazioni agricole valdostane si sono mobilitate contro il taglio del 20% alle risorse della Politica Agricola Comune nel Bilancio europeo 2028/34, definendolo un disastro annunciato per l’agricoltura italiana e valdostana. Coldiretti Valle d’Aosta e CIA Piemonte/Valle d’Aosta hanno rilanciato sul territorio la mobilitazione, già in corso a Bruxelles e Roma, contro una manovra europea che mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di imprese agricole locali e la sicurezza alimentare dei cittadini.

La proposta di accorpare le risorse destinate allo sviluppo rurale in un fondo unico, insieme alla drastica riduzione complessiva del budget agricolo, secondo Coldiretti e Cia, colpisce in modo diretto le aree più fragili e interne, come quelle valdostane, dove l’agricoltura ha già subito un pesante ridimensionamento. In trent’anni, in Valle d’Aosta è andata persa la metà della superficie agricola coltivata, passata da 202 mila ettari nel 1990 a poco più di 120 mila oggi. A essere colpiti da questi tagli sarebbero settori come la zootecnia e la viticoltura, comparti strategici della Regione e simbolo di un’identità rurale intrisa nel territorio e nelle sue comunità.

Alessia Gontier ed Elio Gasco, rispettivamente presidente e direttore regionale Coldiretti, hanno affermato che questa manovra europea mette in discussione il ruolo dell’agricoltura come presidio ambientale, economico e culturale. Il territorio valdostano, già fragile per conformazione e morfologia, non può permettersi di perdere ulteriori aziende agricole. Si tratta di imprese che mantengono in vita le montagne, contrastano il dissesto idrogeologico e garantiscono cibo sano e di qualità. Tagliare le risorse alla PAC significa condannare definitivamente un modello agricolo sostenibile e legato alla tradizione.

Coldiretti ha sottolineato di non poter accettare che le risorse destinate all’agricoltura siano drenate altrove. La PAC non è solo una questione economica, ma uno strumento di tutela per il territorio e per il consumatore. In Valle d’Aosta l’agricoltura è storia, presidio ambientale e attrattore turistico. Serve un’Europa che investa su queste realtà, non che le abbandoni con scelte centralistiche e incomprensibili.

La CIA Piemonte/Valle d’Aosta ha partecipato, mercoledì 16 luglio 2025, alla mobilitazione di Bruxelles promossa dal Copa-Cogeca per protestare contro la politica agricola della Commissione europea. L’organizzazione ha definito la proposta di trasformare la Politica agricola comune in un Fondo unico e ridurne drasticamente le risorse un attacco senza precedenti all’identità agricola dell’Europa.

Gianni Champion, vicepresidente di CIA Agricoltori delle Alpi, ha sottolineato che la giornata di mobilitazione è stata caratterizzata da responsabilità e ha ribadito che la Politica agricola comune non è una voce di bilancio sacrificabile, ma il fondamento stesso della sicurezza alimentare europea. La presenza del presidente regionale Gabriele Carenini, accanto alla delegazione nazionale, ha voluto trasmettere un messaggio chiaro contro la trasformazione della PAC in un Fondo unico.

Champion ha evidenziato come l’agricoltura rappresenti un presidio del territorio, una risposta alla crisi climatica e una leva di sviluppo per le aree interne. Il taglio delle risorse e la prospettiva di un Fondo unico costituiscono un colpo durissimo per l’agricoltura valdostana e per l’intero Paese. Questa decisione significa mettere a rischio la sovranità alimentare europea, già oggi minacciata da dazi, guerre commerciali e instabilità geopolitica.

Il vicepresidente ha richiesto una PAC forte, equa, finanziata con chiarezza e frutto di un vero confronto con il settore, non imposta dall’alto a ridosso delle scadenze. La delegazione di CIA Agricoltori italiani era guidata dal presidente nazionale Cristiano Fini, che ha definito inaccettabile la proposta della Commissione europea.

Fini ha dichiarato che la proposta disgrega la PAC, non garantisce la tenuta del sistema agroalimentare e mette in competizione diretta settori e Stati membri. Il presidente nazionale ha accusato Von der Leyen di aver perso l’occasione di rafforzare coesione e credibilità dell’Unione europea, svuotando la politica agricola e compromettendo la sicurezza alimentare dell’Europa.

Coldiretti chiede con urgenza un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e con il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigidam per ottenere garanzie sul futuro del settore. L’Organizzazione annuncia una mobilitazione permanente nei prossimi due anni, affinché il tema resti al centro del dibattito nazionale ed europeo.

Pubblicato / aggiornato il 18/07/2025 alle 15:05
Categoria: Politica e Amministrazione