Consiglio Valle dal 22 al 24 luglio 2025
(©consiglio.vda.it) -
Il Consiglio Valle, riunito il 22 luglio 2025
Il Consiglio Valle è riunito da martedì 22 a giovedì 24 luglio 2025, dalle ore 9.00 con possibile prosecuzione in seduta notturna, per discutere un ordine del giorno composto di 81 punti, di cui 63 rinviati da precedenti adunanze.
L’Aula sarà chiamata ad approvare il Bilancio al 31 dicembre 2024 della gestione straordinaria in liquidazione per l’esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent, sul quale la quarta Commissione ha espresso parere favorevole a maggioranza nella seduta del 3 luglio.
Incontro con i sindacati di Vigili del Fuoco o Corpo forestale
Dopo una sospensione dei lavori consiliari, mercoledì 23 luglio 2025, il presidente dell’Assemblea, Alberto Bertin, al rientro in Aula ha riferito che la Conferenza dei Capigruppo ha incontrato una rappresentanza delle organizzazioni sindacali dei Vigili del fuoco e del Corpo forestale e ha preso atto della loro richiesta di convocazione di un Consiglio straordinario per esaminare i due disegni di legge riguardanti l’organizzazione e il funzionamento dei due Corpi.
«A fronte di ciò – ha comunicato il presidente Bertin –, pur riconoscendo l’importanza dei due provvedimenti, la Conferenza ha considerato che non si tratta solo di trovare una data utile per riunire il Consiglio ma di accompagnare con attenzione in Commissione consiliare l’esame di due testi corposi, articolati, altamente tecnici e che richiedono tempi adeguati di approfondimento. A fronte di quanto sopra, ha preso atto che non ci sono i tempi tecnici per poterli approvare prima della fine della Legislatura.»
Attività legislativa
Disposizioni in materia di competitività, dinamicità e internazionalizzazione delle imprese industriali e artigiane
Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità un disegno di legge che contiene disposizioni in materia di competitività, dinamicità e internazionalizzazione delle imprese industriali e artigiane (abrogazione della legge regionale n. 6/2003).
L’iniziativa legislativa, presentata dalla Giunta regionale il 27 maggio, punta a sostenere lo sviluppo del settore industriale e artigianale in Valle d’Aosta attraverso incentivi finanziari per investimenti innovativi e sostenibili, prevedendo contributi a fondo perduto, mutui agevolati e misure a favore dell’internazionalizzazione, comprese attività di consulenza, promozione e partecipazione a fiere.
Contestualmente, l’Assemblea ha approvato all’unanimità un ordine del giorno presentato dal gruppo Rassemblement Valdôtain, che impegna il Governo regionale a inserire, nell’ambito della definizione dei requisiti, delle modalità e degli aspetti procedurali, anche le consulenze finalizzate a favorire il passaggio generazionale nelle imprese artigiane e industriali tra quelle di “alta gamma” ammissibili a contributo, riconoscendole come strumento strategico per garantire la continuità imprenditoriale sul territorio valdostano.
Relazione d’Aula
«Questo provvedimento – ha detto il consigliere relatore Roberto Rosaire (UV) – si propone di favorire il consolidamento e lo sviluppo delle imprese operanti in Valle d’Aosta, coerentemente con i Piani e le Strategie di sviluppo del territorio, in materia di specializzazione intelligente e di sviluppo sostenibile. L’obiettivo è promuovere competitività e crescita, nel rispetto di criteri di equità tra i beneficiari. In particolare, sono previsti contributi per l’acquisto di beni strumentali destinati a progetti orientati alla tutela ambientale, alla sostenibilità e all’uso efficiente dell’energia e delle risorse naturali, nonché mutui per investimenti in immobilizzazioni materiali e immateriali, inclusi acquisto, ampliamento e ammodernamento. Il disegno di legge autorizza anche la concessione di contributi per l’elaborazione di studi di marketing e di campagne pubblicitarie, per la ricerca di nuovi mercati attraverso l’e-commerce e per la partecipazione a fiere e manifestazioni promozionali. Inoltre, la Regione attua azioni dirette, come l’elaborazione di studi e ricerche di mercato, la partecipazione collettiva a manifestazioni fieristiche e l’organizzazione di congressi, seminari, convegni e dibattiti. Queste misure mirano a creare un ambiente favorevole all’internazionalizzazione, sostenendo le imprese locali nel loro processo di espansione sui mercati esteri e contribuendo così alla crescita economica della regione.
Il testo introduce alcune novità in materia di semplificazione: digitalizzazione delle domande, riduzione dei tempi di concessione, possibilità di bandi per rafforzare le misure a sportello, ampliamento delle spese ammissibili e apertura a progetti legati alla transizione ecologica e all’economia circolare.»
Il dibattito in Aula
«La riforma della legge 6/2003 era molto attesa: è un passaggio importante e permetterà di sostenere meglio il percorso delle imprese per l’accesso alle misure di sostegno – ha osservato il capogruppo di RV, Stefano Aggravi -. Riteniamo necessario introdurre in questo testo un principio importante che riguarda il supporto alle imprese artigiane. L’obiettivo è quello di preservare il patrimonio di competenze, la storia del territorio e l’occupazione. L’ordine del giorno che abbiamo presentato punta a sostenere il concetto di passaggio generazionale: la continuità di un’attività artigiana può avvenire anche attraverso il coinvolgimento di dipendenti, non solo dei familiari. Per questo motivo chiediamo che venga inserito nelle consulenze di alta gamma ammissibili a contributo anche quelle per favorire e accompagnare il passaggio generazionale nelle imprese artigiane.»
Per il vicecapogruppo della Lega VdA, Erik Lavy, «i dati dell’economia valdostana non sono positivi, così come non lo sono quelli delle imprese giovanili, che registrano un calo del 4% nell’ultimo anno. Dati rappresentativi della nostra realtà, dove il settore pubblico è stato troppo spinto, riducendo la mentalità imprenditoriale dei giovani. Se l’obiettivo dei nostri giovani è il posto fisso, non andremo lontano. Mai però come in questa Legislatura si è fatto qualcosa per l’impresa, anche se molto resta da fare: ci vorranno anni per vedere i risultati. In Valle d’Aosta, pur evidenziando alcuni cambiamenti, manca un’economia di agglomerazione, che potrebbe essere un modo per favorire lo sviluppo di un tessuto imprenditoriale solido, attivando collaborazioni anche con università estere. Questa legge è uno strumento utile per aiutare le piccole imprese a internazionalizzarsi o sviluppare un e-commerce strutturato, ma occorrerà affrontare altri due temi centrali: il passaggio generazionale e l’intelligenza artificiale. Altrimenti il rischio di essere schiacciati dai tanti colossi tecnologici sarà sempre più reale.»
«Il nostro movimento è da sempre attento al mondo produttivo valdostano e questa legge supporta con misure concrete ed efficaci il percorso di consolidamento e sviluppo delle imprese industriali e artigiane – ha dichiarato il capogruppo di PlA, Aldo Di Marco -. L’iniziativa si allinea con le Strategie regionali di specializzazione intelligente e sviluppo sostenibile (Valle d’Aosta 2030), incentrata su cinque macro-obiettivi che puntano a realizzare una regione più intelligente, verde, connessa, sociale e vicina ai cittadini. Voteremo favorevolmente questa legge che offre strumenti concreti per rafforzare competitività e sostenibilità delle imprese, con ricadute positive su tutto il tessuto produttivo regionale.»
Per il consigliere Christian Ganis (FI), «in questo testo di legge ci sono delle criticità che ne compromettono l’efficacia: le agevolazioni saranno concesse secondo il sistema del “click day”, che rischia di penalizzare le piccole realtà meno strutturate; i tetti di spesa per il mercato internazionale, fissati a 50mila euro, sono insufficienti per coprire investimenti iniziali legati a valide campagne promozionali o alla partecipazione a fiere; i vincoli temporali sulla destinazione d’uso delle imprese risultano troppo rigidi in un contesto economico in continua evoluzione; l’annunciata semplificazione, con l’abrogazione della legge 6/2003, dovrà avvenire senza interruzioni nel passaggio da una norma all’altra. Tuttavia riconosciamo la necessità di sostenere le imprese e voteremo a favore.»
«Questo è uno dei numerosi provvedimenti importanti che abbiamo presentato in questa Legislatura per governare lo sviluppo economico della nostra regione con norme aggiornate e al passo coi tempi – ha dichiarato l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy -. Dobbiamo creare condizioni favorevoli per le imprese, senza sostituirci a loro, ma offrendo il sostegno necessario all’accrescimento della loro competitività e alla loro attrattività nei confronti dei giovani del nostro territorio e di altri territori. Questa legge ha obiettivi chiari: semplificazione, adeguamento ai fondi strutturali e sostegno alle imprese per gli investimenti e per l’internazionalizzazione. Abbiamo le risorse finanziarie necessarie per dare concrete risposte e negli ultimi anni abbiamo sempre finanziato tutte le richieste pervenute. Nel 2023, abbiamo erogato oltre 3 milioni di euro in agevolazioni, nel 2024 più di 4 milioni; quest’anno siamo già al momento a 5 milioni di richieste. Abbiamo ampliato le possibilità di finanziamento, incluso il supporto alle consulenze, per aiutare le imprese a essere competitive. Con questa legge puntiamo anche a rafforzare l’internazionalizzazione delle aziende con sostegni mirati. Un altro grande valore è quello legato all’utilizzo integrato di più misure per sviluppare i progetti, il che crea un collegamento virtuoso con le altre leggi di settore. Per sensibilizzare i giovani alla cultura di impresa, dopo aver promosso la l.r. 31 del 2022 e la misura sulla neo imprenditoria, sarà importante continuare a coinvolgere l’Università della Valle d’Aosta, intensificando la collaborazione per formare competenze adeguate alle nuove sfide. Tutti i settori produttivi per noi rivestono un grande interesse e devono essere sostenuti adeguatamente. Operiamo per costruire un’economia più forte, competitiva, attenta a tutti i settori e all’ambiente.»
Monte Rosa Walserwaeg
l Consiglio Valle ha approvato gli interventi regionali a sostegno dell’organizzazione e dello svolgimento della competizione di trail running “Monte Rosa Walserwaeg” per il triennio 2025/27. Il disegno di legge ha ottenuto 23 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, GM), 1 voto contrario (Consigliera Guichardaz) e 10 astensioni (Lega VdA, FI, Consigliera Minelli).
Il testo, presentato dalla Giunta regionale il 12 giugno ed esaminato dalla quinta Commissione, è composto di sette articoli volti a concedere a favore del soggetto co-organizzatore La Grolla scrl, società consortile a responsabilità limitata senza scopo di lucro, un contributo annuo massimo di 400mila euro per il 2025, 2026 e 2027. Il contributo può coprire fino al 100% della differenza tra le spese ammissibili sostenute (anche prima dell’entrata in vigore della legge) e i ricavi ottenuti dal co-organizzatore per ogni gara.
Relazione d’Aula
Il consigliere Andrea Padovani (FP-PD) ha illustrato i contenuti all’Aula. «Il Monte Rosa Walserwaeg – ha sottolineato – è un evento che richiama atleti e visitatori da tutto il mondo e che, per la sua valenza tecnica e internazionale, costituisce una vetrina di prestigio per la Valle d’Aosta e per l’offerta turistica dell’intero territorio regionale. Gli anni recenti ci hanno mostrato come le nostre montagne, per conformazione geomorfologica e verticalità, siano il palcoscenico ideale di gare endurance capaci di accrescere la notorietà globale della Regione e di portare beneficio economico diffuso alle valli e ai comuni coinvolti. La Walserwaeg, articolata in quattro prove di diverse lunghezze e difficoltà, amplifica questi effetti grazie a un pubblico variegato e a una copertura mediatica internazionale che posiziona la Valle d’Aosta tra le destinazioni outdoor più ambite.»
Il dibattito in Aula
Il vicecapogruppo Dennis Brunod, nell’annunciare il voto favorevole, ha ricordato che «RV è sempre stato e sempre sarà a favore di grandi eventi sportivi sul nostro territorio, ma ha da tempo rimarcato l’esigenza di intervenire sulle norme in materia di sport, per cercare di codificare in un’unica legge il sostegno ai grandi eventi sportivi organizzati in Valle, al fine di garantire un iter e delle modalità ben precise per poter accedere ai contributi. Ci auguriamo che, nella prossima Legislatura, questo aspetto venga affrontato in via prioritaria, per valorizzare al meglio il lavoro dei vari enti organizzatori e di tutto il nostro territorio, anticipando le tempistiche nel sostegno all’organizzazione e non erogandolo a ridosso degli eventi o ad eventi conclusi. Meglio riusciamo a scrivere queste regole e maggiore beneficio ne trarranno tutti gli organizzatori e l’immagine della Valle d’Aosta tutta intera.»
«Da sempre siamo in prima linea per sostenere gli eventi sportivi di rilievo nazionale e internazionale in Valle d’Aosta che non sono semplici competizioni ma vere e proprie vetrine per la promozione del nostro territorio – ha ricordato il capogruppo di PlA, Aldo Di Marco -. Questa gara, inserita nel prestigioso circuito Skyrunner World Series, rappresenta un’opportunità unica: attira atleti da tutto il mondo e valorizza le nostre bellezze naturali e paesaggistiche. Sostenere questa manifestazione significa investire sul turismo sportivo, settore strategico per la nostra economia. Constatiamo, invece, con rammarico e delusione il mancato avanzamento della riforma della legge regionale n. 3/2004 sullo sport, nonostante le ripetute rassicurazioni dell’Assessore che annunciavano l’imminente presentazione del testo. L’occasione di sostenere concretamente lo sport dilettantistico valdostano, vitale per il territorio e i giovani, è stata irrimediabilmente persa in questa Legislatura. Comprendiamo l’importanza dei grandi eventi sportivi ma non a discapito del sostegno al settore locale, che merita maggiore attenzione.»
Il vicecapogruppo Mauro Baccega ha annunciato l’astensione del gruppo FI: «Si tratta di un disegno di legge che ha certamente valore, legato a una manifestazione sportiva che ha ottenuto risultati importanti, ma che arriva a evento già concluso. E questo ci preoccupa. Siamo favorevoli al sostegno dei grandi eventi sportivi, ma da sempre evidenziamo la necessità di una legge-quadro sullo sport, che guardi con attenzione all’efficacia sociale delle attività sportive, ai grandi ritorni di immagine, alla valorizzazione degli atleti locali e delle strutture sportive.»
«Ringrazio innanzitutto i 700 volontari e gli enti locali che hanno reso possibile la Monterosa SkyRace, manifestazione già realizzata con successo quest’anno, prima dell’approvazione di questa legge, senza che questo comprometta l’erogazione dei contributi, come chiaramente previsto dall’articolo 2 – ha riferito l’Assessore al turismo e sport, Giulio Grosjacques -. La manifestazione è andata ben oltre i tetti di iscrizione previsti in partenza, con 4.200 iscritti da 80 nazioni, con il 70% di partecipanti stranieri e gli Stati Uniti come prima nazione rappresentata. Un successo che ha avuto ricadute positive e ha portato benefici concreti alle strutture ricettive e commerciali, confermando la valenza turistica di questo evento inserito nel prestigioso circuito Skyrunner World Series. Con Utmb abbiamo consolidato un rapporto che porterà altre importanti manifestazioni in Valle, come le World Series di fine agosto tra Courmayeur e Chamonix.»
In risposta alle osservazioni fatte durante il dibattito riguardanti la legge che disciplina gli interventi a favore dello sport (n. 3/2004), Grosjacques ha sottolineato che «nessuna richiesta di contributo è stata respinta nel 2025, salvo uno per documentazione incompleta, e i contributi sono stati aumentati, dimostrando la vicinanza di questa Amministrazione al mondo dello sport, compreso il sostegno alle società sportive con un finanziamento di un milione di euro. La mancata approvazione del nuovo testo di legge è legata al fatto che la Consulta regionale per lo sport è scaduta. Abbiamo richiesto i nuovi nominativi il 14 marzo, ma le ultime designazioni sono arrivate solo il 3 luglio, con alcune nomine confermate solo l’11 luglio, rendendo impossibile scaricare la legge che era già pronta dalla fine del 2024. Non si tratta di una negligenza da parte nostra, ma il tutto è stato causato da semplici adempimenti burocratici.»
La capogruppo di PCP, Erika Guichardaz, ha annunciato il voto contrario, «perché se questa proposta già era arrivata in “zona Cesarini”, oggi addirittura viene votata dopo l’evento. Una mancanza quindi totale di programmazione, visto che un evento di questa portata sicuramente era noto da tempo. Rilevo inoltre una disparità nell’erogazione di questo contributo rispetto agli altri eventi sportivi, sia rispetto alla copertura finanziaria, sia rispetto alla durata del finanziamento che è prevista anche per le prossime due annualità.»
Per il presidente della Regione, Renzo Testolin, «l’unanimità a questa manifestazione è già stata data dall’ottimo successo ottenuto sul campo. Per quanto riguarda il contributo, questo ha giustamente un orizzonte temporale di tre anni perché è importante dare certezze e garanzie finanziarie a questo tipo di eventi, che creano indotto e danno prestigio al nostro territorio. Avanti così.»
Ristoro dei costi per l’energia elettrica
Il Consiglio Valle ha respinto, con 21 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, PCP) e 14 a favore (Lega VdA, RV, FI, GM), una proposta di legge a sostegno delle famiglie residenti in Valle d’Aosta a ristoro dei costi per i consumi di energia elettrica.
Contestualmente, con 22 astensioni (UV, FP-PD, PlA, SA, FI) e 13 a favore (Lega VdA, RV, PCP, GM), l’Assemblea ha respinto un ordine del giorno, depositato dal gruppo Rassemblement Valdôtain, volta che chiedere al Governo nazionale la riforma o l’azzeramento degli oneri generali di sistema, trasferendone il finanziamento alla fiscalità generale. Viene inoltre sollecitato il coinvolgimento dei Parlamentari valdostani per promuovere iniziative legislative in tal senso, e si invitano i referenti politici regionali a sostenere con determinazione la riforma, tenendo conto delle specificità della Valle d’Aosta e dei territori montani.
L’iniziativa legislativa, presentata dal gruppo Forza Italia il 5 luglio 2023, voleva erogare dei rimborsi, sino ad un massimo di 0,20 euro a KWh, del prezzo della materia energia prodotta da fonti rinnovabili e acquisita in regime di libero mercato, a favore dei residenti in Valle d’Aosta titolari di utenze domestiche destinate ad abitazione principale e ubicate nel territorio regionale.
Il capogruppo Pierluigi Marquis ha illustrato la proposta all’Aula, evidenziando che «questi interventi si rendono opportuni in considerazione della crisi energetica e dei rilevanti incrementi tariffari dell’ultimo periodo, nonché delle conseguenti necessità di diversificazione, efficientamento e risparmio nell’utilizzo delle fonti energetiche. La proposta nasce dalla disponibilità di rilevanti dividendi derivanti alla Regione, tramite Finaosta, dalla produzione idroelettrica. Un’iniziativa “ponte”, che mira a sostenere la transizione energetica in Valle d’Aosta, favorendo l’elettrificazione dei consumi domestici e riducendo l’uso di fonti fossili, in coerenza con gli obiettivi del Pear VdA 2030 e la strategia “Fossil fuel free”. In Valle d’Aosta, nel 2021, Deval spa ha distribuito circa 140 milioni di kWh alle utenze domestiche, di cui si stima che circa 100 milioni siano riferibili alle prime case. Considerando un rimborso massimo di 0,20 euro per kWh, l’impatto finanziario dell’iniziativa è stimato in circa 40 milioni di euro su base biennale. Oltre al sostegno economico diretto alle famiglie, la misura mira a rafforzare la consapevolezza sul valore dell’energia rinnovabile e incentivare nuovi investimenti in autoproduzione, gettando le basi per una futura autonomia energetica regionale.»
Il dibattito in Aula
«Questo provvedimento proposto dai colleghi riguarda un tema cruciale come quello dei costi energetici – ha dichiarato il capogruppo di RV, Stefano Aggravi -. Come dimostrano i dati, dopo un temporaneo calo nel 2024, nel 2025 è previsto un nuovo aumento, con il rischio di tornare ai picchi del 2023. Il problema non è solo il costo della “materia energia”, ma anche quello legato a trasporto e gestione (che rappresenta il 18-20% della bolletta). Sulla bolletta in Italia la componente fiscale ha un peso non indifferente, pari al 35-40% rispetto alla media Ue del 25%. Come minoranza, abbiamo già proposto misure concrete per alleviare il costo della vita di famiglie e imprese: dalla proposta di introdurre detrazioni Irpef a favore delle famiglie con figli a carico sul modello di Bolzano, alla proposta di legge delle Zone franche di montagna, ancora bloccata in Parlamento. L’ordine del giorno che presentiamo è essenzialmente politico. Chiediamo alla Regione di intervenire sul Governo nazionale per rivedere gli oneri di sistema (che finanziano incentivi alle rinnovabili, bonus sociali, ecc). Si tratta di una tassa occulta che colpisce soprattutto i territori montani, dove i consumi per riscaldamento e attività produttive sono più alti per necessità e in passato è già stata azzerata.»
La consigliere di PCP Chiara Minelli, pur condividendo lo spirito dell’iniziativa, ha ritenuto «non corretta e complicata la sua impostazione. Gran parte della popolazione valdostana è utente di Cva, che è interamente di proprietà regionale: secondo noi quindi la Regione dovrebbe intervenire direttamente sulla politica tariffaria, esercitando il suo potere di indirizzo e controllo. Voteremo invece l’ordine del giorno in quanto riteniamo che una riduzione degli oneri generali di sistema sia un modo per venire incontro alle famiglie, che sono gravate in maniera significativa da questi balzelli.»
«I valdostani si chiedono perché la bolletta elettrica è così cara – ha commentato il consigliere Diego Lucianaz (GM) -. Vivono a due passi dalle centrali elettriche e non sanno spiegarsi come mai i costi di trasporto siano così alti mentre sono chiamati a sostenere tutte le esternalità negative che derivano dalla produzione idroelettrica. È questo il vantaggio di vivere nell’autonomia valdostana? Mentre i costi e le voci sulla bolletta aumentano, il Governo regionale non si preoccupa minimamente dei costi dell’energia che gravano sui valdostani pur avendo tra le sue partecipate la Cva, società pubblica al 100%. Questa autonomia di cartapesta non è quella che vogliamo.»
«Abbiamo una visione diversa sulla decarbonizzazione – ha rilevato il consigliere della Lega VdA, Simone Perron –: per noi non è un tema prioritario. Riteniamo invece fondamentale intervenire sugli utili di Cva, che devono tornare nelle mani dei valdostani. Siamo favorevoli a una transizione energetica che generi risultati concreti e sviluppo sociale ed economico, ma contrari all’ideologia green dell’Unione europea, che sta danneggiando l’intero continente. La Valle d’Aosta è in pole position nella produzione di energia rinnovabile: sfruttiamola per ottenere i maggiori utili possibili, da redistribuire alla popolazione. Pur rilevando alcune criticità tecniche nella proposta di legge, riteniamo comunque votarla perché è necessario dare uno scossone, affinché gli utili di Cva abbiano un trasferimento tangibile per le famiglie valdostane.»
Annunciando il voto di astensione della maggioranza, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha affermato: «Sono stupito della sottolineatura fatta da alcuni gruppi di minoranza che, pur non condividendo la filosofia della norma proposta, la sosterranno comunque motivati probabilmente più da impegni partitici che dalla bontà e dall’efficacia dell’iniziativa prevista dalla proposta di legge di redistribuzione a pioggia degli utili di Cva. Gli interventi previsti da questa propostas avrebbero un’efficacia limitata sulle famiglie mentre come maggioranza abbiamo preferito intervenire utilizzando queste stesse risorse a favore dell’economia valdostana in maniera costruttiva e strutturata. La terza variazione di bilancio riallocherà gli utili di Cva verso servizi essenziali quali sanità e scuola e su progetti duraturi che possano creare lavoro e prospettive occupazionali importanti per il nostro settore turistico e dare nuova linfa al sistema Valle d’Aosta nel suo complesso. Da un punto di vista più tecnico, inoltre, questa legge contiene alcune criticità importanti: in primo luogo il rimborso previsto non distingue tra energia rinnovabile e fossile, rischiando di finanziare indirettamente fonti inquinanti. Inoltre, non premia chi consuma meno veicolando un messaggio decisamente contrario ai principi di transizione ecologica e di attenzione ai consumi. Siamo invece più allineati sulla questione posta dall’ordine del giorno relativa alla necessità di lavorare per riuscire a circoscrivere gli oneri di trasporto e di sistema, però, attraverso un percorso in Paritetica che possa portarci dei benefici attraverso una norma di attuazione dedicata.»
Il capogruppo di FI, Pierluigi Marquis, nella replica, ha evidenziato che «tutti i valdostani chiedono un’iniziativa di questo genere: perché non dar loro soddisfazione con questa misura che rappresenta una parte infinitesimale degli utili che produce Cva e che mette a disposizione della Regione? L’acqua è un bene comune e parte dei suoi frutti deve essere messa a disposizione diretta di tutti. Porteremo avanti la nostra battaglia con tutte le nostre forze, perché questo è il volere della comunità valdostana. Per quanto riguarda, invece, l’ordine del giorno, riteniamo utile non generare altre aspettative che vanno a indebolire la strada maestra che abbiamo tracciato.»
Acquisto di carburanti per autotrazione
II Consiglio Valle ha respinto, con 20 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, PCP) e 10 a favore (Lega VdA, FI, GM), una proposta di legge per il sostegno all’acquisto di carburanti per autotrazione ai privati cittadini residenti nella regione, presentata dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e Misto il 23 aprile 2025.
Contestualmente è stato respinto un ordine del giorno presentato dal gruppo Rassemblement Valdôtain che chiedeva di sollecitare il Governo nazionale ad adottare misure urgenti e strutturali per la riduzione selettiva delle accise sui carburanti destinati all’autotrazione, all’uso agricolo e al riscaldamento domestico nelle aree montane, attraverso strumenti di fiscalità differenziata equa e sostenibile.
Relazione d’Aula
L’iniziativa legislativa è stata illustrata in Aula dal capogruppo Andrea Manfrin (Lega VdA): «La nostra proposta nasce da un’esigenza concreta e urgente della nostra comunità e punta ad alleggerire il peso economico dei carburanti, in particolare per chi vive nelle zone montane più periferiche. Intende infatti introdurre contributi sull’acquisto di carburanti al litro che possono arrivare fino a 22 centesimi per la benzina e 16 per il gasolio, ed estesi ulteriormente per i residenti nei comuni svantaggiati. Con 2.339 auto ogni 1.000 abitanti, la Valle d’Aosta ha il più alto tasso di veicoli pro capite in Europa: un dato che testimonia la centralità dell’automobile negli spostamenti quotidiani, in un contesto in cui il trasporto pubblico, pur efficiente, non sempre riesce a rispondere capillarmente alle esigenze dei cittadini. Ispirata a modelli virtuosi come quello del Friuli-Venezia Giulia -ritenuto legittimo dalla Corte di giustizia dell’Ue nel 2021 – la misura prevede un onere di circa 9 milioni di euro l’anno, cifra economicamente sostenibile e sufficiente per le esigenze del territorio. Il provvedimento prevede un sostegno mirato e inclusivo con contributi differenziati in base alle difficoltà territoriali, un sistema elettronico con identificativi digitali per garantire semplicità d’accesso, trasparenza e tracciabilità, e una piattaforma regionale per il monitoraggio, con meccanismi di controllo e sanzione per evitarne usi impropri. La proposta si inserisce nella tradizione di interventi regionali come i “buoni benzina” e il bonus riscaldamento, e rappresenta un uso concreto e responsabile dell’autonomia regionale per migliorare la qualità della vita dei cittadini.»
Il dibattito in Aula
«Ribadisco le perplessità che la maggioranza ha già espresso nella Commissione competente e che sono il motivo della nostra astensione su questo provvedimento – ha annunciato il presidente della Regione, Renzo Testolin (UV) –. Innanzitutto, il testo entra in palese contraddizione con le politiche di decarbonizzazione: incentivare i consumi di veicoli a combustione fossile è in forte contrasto con la politica di sostegno al comparto elettrico, il cui obiettivo è da alcuni anni nell’agenda di questa Amministrazione. In secondo luogo, abbiamo investito risorse importanti per potenziare il trasporto pubblico principalmente a favore di famiglie, studenti e lavoratori, con pacchetti dedicati ai residenti che integrano gomma e rotaia, sia per gli spostamenti locali che per quelli extraregionali fino a Torino. Riteniamo semplicistica la visione che vorrebbe risolvere i problemi con il riconoscimento di un rimborso al consumo. La nostra azione punta a realizzare politiche integrate che diano risultati duraturi creando un miglioramento generale del benessere della comunità.»
«En tant que signataire de cette proposition de loi – a déclaré le conseiller Diego Lucianaz (GM) –, je suis d’accord avec tout ce qui va dans la direction d’améliorer la condition de vie des Valdôtains. Je relève que, par contre, l’UV et le PD ne sont pas de la même opinion et ne veulent pas s’engager concrètement pour le bien des citoyens.»
Il Consigliere Simone Perron (Lega VdA) ha sottolineato che «la posizione della maggioranza è la dimostrazione di un autonomismo fiacco, integrato alla sinistra con cui governa con soddisfazione in Regione e Comune. Piste ciclabili e posteggi tolti non sono progresso, sono l’applicazione pedissequa di un’ideologia che non tiene conto della realtà valdostana. La Valle d’Aosta produce un milione di tonnellate di CO2, un terzo dai trasporti, una quantità che fa il solletico al riscaldamento globale. Eppure, invece di difendere le nostre specificità, vi piegate ai diktat senza avere una vera visione per il futuro che sia indipendente e diversificata. Nelle Regioni dove è la Lega a governare è possibile un’alternativa ai dogmi imposti dall’alto, voi invece vivete in uno status quo che non produce niente di buono per la comunità. Questo è un autonomismo sbiadito e appiattito a dogmi esterni.»
Il consigliere Manfrin, nella replica, ha evidenziato: «I buoni benzina, simbolo della nostra Regione fino al 2009, non sono un lusso o un finanziamento a pioggia, ma un sostegno necessario per le famiglie valdostane, che, in tante, hanno manifestato il sostegno alla nostra proposta, a differenza della maggioranza. Il Presidente della Regione sceglie di bocciare questa legge perché va contro le politiche green. Adesso è giusto che i valdostani sappiano: non è stata l’Europa a contrastare i buoni benzina, siete stati voi.»
Variazione al bilancio di previsione 2025/27
Con 19 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA), 1 voto contrario (PCP-Consigliera Guichardaz) e 15 astensioni (Lega VdA, RV, FI, GM, PCP-Consigliera Minelli), il Consiglio Valle ha approvato il terzo provvedimento di variazione al bilancio di previsione 2025-2027 della Regione.
Sul testo sono stati recepiti due emendamenti della seconda Commissione, mentre ne sono stati respinti due del gruppo Lega VdA. I 12 ordini del giorno depositati, di cui 7 della Lega VdA e 5 di RV, sono stati respinti o ritirati.
Composto di 64 articoli, il disegno di legge prevede l’iscrizione nel bilancio regionale di maggiori entrate per un totale di 85,22 milioni di euro, derivanti dalla distribuzione degli utili 2024 di CVA spa, distribuiti su tre anni: 30,7 milioni nel 2025, 46,7 milioni nel 2026 e 7,8 milioni nel 2027. Complessivamente nel triennio 2025-2027, le spese correnti sono incrementate di quasi 40 milioni di euro, le spese di investimento di 10,1 milioni e le spese per attività finanziarie di 35,1 milioni. Inoltre, il provvedimento autorizza gli interventi che trovano finanziamento dalla riduzione di altre spese a compensazione: 40,6 milioni nel 2025, 3,2 milioni nel 2026 e 3 milioni nel 2027. Le risorse stanziate sostengono interventi di finanza locale, sanità, istruzione e cultura, sport e turismo, sviluppo economico, agricoltura e ambiente, nonché nel settore degli impianti a fune e dei servizi istituzionali.
Relazione
Il consigliere Antonino Malacrinò (FP-PD) ne ha illustrato i contenuti all’Aula: «Le nuove entrate provengono in massima parte dalle somme disponibili nel Fondo in gestione speciale presso Finaosta a seguito della distribuzione degli utili di Cva spa 2024 – ha detto il Consigliere -. In questo ambito, tra gli interventi di finanza locale, sono autorizzate le seguenti spese: un finanziamento di 3,7 milioni al Comune di Morgex per la mitigazione del rischio idrogeologico del torrente Colombaz; un cofinanziamento integrativo di 1,5 milioni per un programma straordinario di interventi, su proposta dei comuni, per la tutela del territorio, dell’ambiente, del patrimonio culturale, delle tradizioni locali e la promozione del turismo sostenibile; un contributo straordinario di 30mila euro al Comune di Saint-Rhémy-en-Bosses per la riqualificazione dell’area di confine del Colle del Gran San Bernardo, di 80mila euro al Comune di Valsavarenche per la realizzazione di un punto informativo presso il Centro acqua e biodiversità, di 260mila euro al Comune di Saint-Christophe per l’ampliamento degli spazi utilizzati dal Banco alimentare per lo stoccaggio, di 2,3 milioni di euro al Comune di Montjovet per la riqualificazione di un’area in frazione Ruelle tramite l’abbattimento del plesso scolastico dismesso, di 60mila euro al Comune di Issogne per la riqualificazione delle aree limitrofe al Castello. È poi disposto il rinvio al 2026 dell’aggiornamento dei valori dei canoni di locazione dell’edilizia pubblica residenziale per sostenere le famiglie valdostane. È inoltre previsto un maggiore onere di circa 420mila euro nel triennio per le attività di sostegno alle persone con disabilità. La Regione è anche autorizzata a coprire totalmente la spesa della retta di ospitalità in strutture per minori in regime emergenziale, con un incremento del finanziamento regionale per il Centro di accoglienza straordinaria di Donnas, così come sono, infine incrementate le risorse (94.500 euro) a favore delle Pro loco per l’organizzazione di manifestazioni.»
In tema di sanità, «si aumenta dal 10 al 25% la percentuale delle quote di rimborso riconosciute a livello regionale per le attività delle associazioni e federazioni dei donatori volontari di sangue. Si autorizzano: incrementi di spesa di parte corrente per il finanziamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), aggiornando i vincoli di spesa per i rinnovi contrattuali del personale dell’Ausl, gli oneri di mobilità sanitaria e l’assistenza territoriale (con un incremento, per il 2025, di 11,7 milioni); un contributo straordinario di 500mila euro alla Casa di riposo JB Festaz per il rinnovo contrattuale 2022-2024; l’utilizzo da parte dell’Usl delle somme residue trasferite per l’emergenza da Covid-19 per favorire il recupero delle liste d’attesa.»
Per l’istruzione e cultura, «nel triennio sono incrementate di 758mila euro le spese a supporto delle scuole paritarie e per la locazione dell’immobile scolastico della Scuola San Giovanni Bosco; 50mila euro sono destinati a interventi puntuali sulla palestra del Convitto Chabod di Aosta; 1,2 milioni per la valorizzazione delle potenzialità museali della Tour Fromage di Aosta; 65mila euro al “Centre d’études des anciens remèdes” per l’acquisto di apparati tecnologici; 184mila euro alla Film Commission Vallée d’Aoste per il completo finanziamento delle richieste meritevoli di sostegno nel 2025 tramite il Film Fund.»
«In materia di sport e turismo, è prevista l’integrazione di 45mila euro al finanziamento corrente dell’Asiva, un contributo di 50mila all’Associazione valdostana Maestri di sci e un’integrazione di 100mila euro per l’Office régional du tourisme. Tra gli interventi per lo sviluppo economico, si modifica la legge regionale sui Confidi per facilitare l’accesso al credito di Pmi e professionisti, ampliando le garanzie ammissibili, consentendo finanziamenti agevolati diretti e prorogando di due anni l’uso delle risorse disponibili. Sono inoltre aumentate le risorse di circa 750 mila nel triennio per gli interventi assistenziali a favore di soggetti in difficoltà. Per il rinnovo del complesso funiviario “Breuil-Cervinia/Plan Maison/Plateau Rosa”, è autorizzata la sottoscrizione dell’aumento di capitale della società controllata Cervino spa, per un importo massimo di euro 70 milioni. A sostegno dell’agricoltura e dell’ambiente sono previste diverse misure: 150mila per la gestione del Parco naturale del Mont Avic e la manutenzione della rete sentieristica; un premio per la conservazione della razza ovina Rosset; l’avvio di azioni sperimentali a favore della biodiversità agricola e delle Comunità del cibo.»
Tra le variazioni compensate al bilancio 2025-2027, il consigliere ha specificato che «la Regione prevede un potenziamento dell’assistenza educativa domiciliare per i minori e abroga il divieto di cumulo per i contributi per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Vengono finanziati interventi contro la violenza di genere, incluso il Centro per uomini autori di violenza, e rifinanziate le aree naturali protette. È incrementato di 1,7 milioni di euro il contributo straordinario per la realizzazione del collegamento intervallivo attraverso il Col Ranzola tra Gressoney-Saint-Jean e Brusson, oltre ad un finanziamento di 250mila euro a Vallée d’Aoste Structure per la manutenzione straordinaria della strada Lavoratori vittime del Col du Mont ad Aosta. Si amplia, in via sperimentale, la platea di beneficiari dei bandi per start-up e innovazione. Viene rideterminata la quota regionale per i Programmi di Cooperazione territoriale europea e si valorizzano le cessazioni del personale forestale per nuove assunzioni regionali, con proroghe possibili per alcuni contratti a termine. Infine, la Regione prevede un contributo straordinario per le cooperative sociali che operano nel territorio, a sostegno dei maggiori costi derivanti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale del settore socio-sanitario. Il contributo, fino a un massimo di 800 euro per dipendente e 80.000 euro per cooperativa, è destinato a chi ha contratti attivi con la pubblica amministrazione e applica il nuovo contratto ai propri lavoratori. Lo stanziamento complessivo è di 700mila euro per il 2025.»
Dibattito
«In merito a questa variazione di bilancio, il nostro gruppo ha ritenuto opportuno approfondire una serie di articoli relativi a temi che seguiamo da tempo nella nostra attività consiliare e sui quali abbiamo richiesto chiarimenti in seconda Commissione – ha dichiarato il capogruppo di RV, Stefano Aggravi -. Per quanto riguarda gli investimenti, ci siamo concentrati sull’articolo relativo al rinnovo degli impianti a fune di Breuil-Cervinia, un progetto strategico per il futuro della nostra montagna, così come sugli interventi di contrasto al dissesto idrogeologico, fondamentali per garantire la sicurezza del nostro territorio. In ambito sanitario, abbiamo approfondito le motivazioni che sottendono il contributo alla Casa di riposo JB Festaz, con particolare attenzione alla sua sostenibilità nel medio-lungo periodo. Sul fronte dell’istruzione, infine, abbiamo avuto modo di esaminare in dettaglio gli stanziamenti e le convenzioni previste per le scuole paritarie, che riteniamo rappresentino una componente fondamentale del sistema educativo della nostra regione.»
La capogruppo di PCP Erika Guichardaz, nell’annunciare il suo voto contrario, ha osservato: «Dal momento che questi 85 milioni sono risorse in più rispetto alle normali esigenze di bilancio, derivanti principalmente dai dividendi di Cva, avrebbero dovuto essere destinati al progresso economico e sociale del territorio, non solo in termini di spese di investimento, ma soprattutto allo sviluppo sociale della nostra comunità (sostegno dei soggetti in difficoltà, aumento del reddito delle persone più povere, contributo per le spese di riscaldamento). Invece qui non trovo nulla di significativo, in tal senso. La gran parte dei fondi viene invece destinata alla Cervino spa – il che chiarisce la linea strategica di questa maggioranza – e poi ad interventi a pioggia, a volte tampone, integrativi di altre risorse destinate e non sufficienti, a volte poco comprensibili e confusi che non rispondono alle reali esigenze del territorio. Per la sanità, si mettono dei tacconi, che non contribuiranno al miglioramento delle diverse criticità. Anche la rideterminazione del contributo straordinario per il Col Ranzola (+ 1,5 milioni di euro per l’aggiornamento prezzi), quando nello scorso Consiglio è stato approvato l’aumento del contributo, evidenzia la confusione di questa maggioranza. I diversi interventi per la finanza locale in deroga alla legge 48/1995, infine, dimostrano ancora una volta come ci voglia una vera riforma degli enti locali. Si è persa l’occasione di fare delle scelte chiare che consentissero di far progredire anche socialmente questo territorio.»
Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha definito la variazione di bilancio «un manifesto politico della maggioranza che tenta di lasciare un segno prima del giudizio dei cittadini. È stata stanziata una mole impressionante di risorse e non possiamo fare a meno di chiederci perché questo non sia stato fatto prima, perché questa redistribuzione di denaro dei valdostani sia arrivata solo a due mesi dalle elezioni. A dispetto dei finanziamenti previsti, la manovra si presenta lacunosa e ambigua, una serie di opportunità mancate. Abbiamo un collage di interventi frammentari privi di una visione strategica per il futuro della nostra regione. Manca un progetto organico che risponda alle reali esigenze della Valle d’Aosta in un momento cruciale in cui la nostra terra non ha bisogno di interventi spot, di contributi straordinari sparsi qua e là come briciole, ma di una visione lungimirante. Serve dare ossigeno all’economia, sostenere le famiglie, tutelare il nostro patrimonio ambientale e culturale. Invece la maggioranza decide di intraprendere un viaggio senza bussola, senza programmazione che non porterà da nessuna parte. Per questo motivo, come gruppo Lega, abbiamo deciso di proporre due interventi importanti, già sostenuti in passato, come la reintroduzione del Bon Chauffage e dell’indennità per le Oss.»
La consigliere di PCP Chiara Minelli ha dichiarato il voto di astensione: «La Legislatura ha registrato, anno dopo anno, consistenti avanzi di amministrazione, segno di difficoltà nella programmazione della spesa, al di là delle questioni tecniche. Tuttavia, quest’anno, a due mesi dalle elezioni, questa ampia ridistribuzione di risorse assume un significato diverso, sollevando dubbi sulla reale urgenza di certi interventi. Degli 85 milioni stanziati con questa variazione, l’82% (70 milioni) è destinato a Cervino Spa per il rinnovo degli impianti a Breuil-Cervinia: il costo complessivo del progetto è salito a circa 200 milioni, rispetto ai 120 inizialmente previsti. In Commissione abbiamo chiesto come si copriranno i costi: mutui, tesoretto della Cervino, finanziamenti privati ma anche dai Comuni (altre risorse pubbliche). Pur riconoscendo la necessità di ammodernamento, si esprime preoccupazione sul fatto che uno stanziamento così elevato possa sottrarre fondi a settori prioritari come politiche sociali, sanità e casa, in un contesto di crescente disagio sociale. Perplessità poi sui 750mila euro alle scuole paritarie: si auspica una revisione dei criteri di finanziamento, specialmente in un contesto di calo demografico, privilegiando le scuole pubbliche. Alcuni articoli, come quelli su barriere architettoniche, tutela dei minori, presa in carico degli uomini autori di violenza, centro di accoglienza di Donnas, Banco alimentare e palestra del Convitto, sono invece valutati positivamente.»
«Questa variazione di bilancio da 85 milioni è il frutto degli utili di Cva – che alcuni membri di questo Governo volevano quotare in borsa – ha affermato il consigliere Diego Lucianaz (GM) -. È l’ultima manovra elettorale di una maggioranza che in cinque anni ha castigato i valdostani, premiando i propri sostenitori. Questa Amministrazione, seguendo i decreti di Roma, ha calpestato i diritti fondamentali dei cittadini, approvando norme incostituzionali e seguendo logiche emergenziali che hanno causato terribili effetti sociali ed economici. L’Assessore alla sanità, sostenuto da questa maggioranza ha mentito spudoratamente sui ritardi dell’ospedale, sul cronoprogramma, sul monitoraggio acustico, sul Codice degli appalti senza dedicare la minima attenzione agli effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche. Vi siete limitati a negare l’evidenza, ignorando persino le richieste di confronto in Commissione. Eppure, questa è la stessa maggioranza che si vanta di ‘gestire’ il territorio. Guardate il caos sulle nostre strade: una serie di semafori domenicali sulla Statale 26, code infinite a Villeneuve, deviazioni assurde a Morgex, lavori sull’autostrada e la prossima chiusura del tunnel del Monte Bianco. Voi invitate i turisti, ma poi li trattate come un fastidio, togliendo parcheggi per le ciclabili a tratti. È questa la Valle d’Aosta che promuovete? Una Regione che investe milioni nella digitalizzazione e nel sostegno alle teorie del riscaldamento climatico ma non sa garantire servizi di base.»
«Benvenuti alla sagra dei contributi e dei trasferimenti straordinari», ha commentato il vicecapogruppo di FI, Mauro Baccega, per poi soffermarsi «su due temi che destano molte perplessità. Il primo: i canoni degli alloggi Erp rimangono gli stessi dello scorso anno, ma non c’è un euro per il contributo per le spese di riscaldamento più volte da noi sollecitato. Il secondo riguarda le liste d’attesa della sanità, per le quali si utilizzano risorse che erano destinate all’emergenza da Covid. Probabilmente non si conosce la realtà: sarebbe opportuno garantire l’ordine di inserimento in una lista di galleggiamento o di attesa, altrimenti non si risolvono i problemi, anche se con i comunicati stampa si dipinge una realtà che non esiste. Noi abbiamo sempre proposto iniziative che andavano nella direzione di dare delle risposte serie e concrete, come gli interventi sulla Statale 26 e la rotonda a La Grenade a Sarre. Su troppe cose, questa maggioranza è stata assente e questo è un difetto che noi riconosciamo e che ritroviamo in questo provvedimento.»
Repliche
«Con questa variazione di bilancio abbiamo voluto concentrarci sulle spese correnti più urgenti, recuperando anche alcuni interventi che nell’Assestamento non era stato possibile inserire – ha detto l’assessore alle opere pubbliche, territorio e ambiente, Davide Sapinet (UV) -. Adottando come sempre un approccio di tipo programmatorio ispirato alla prevenzione, abbiamo finanziato una serie di interventi necessari a seguito degli eventi alluvionali di aprile. La gestione del territorio va di pari passo con la protezione civile, perché sappiamo che il rischio zero non esiste, ma possiamo mitigarlo con pianificazione e interventi strutturali. Abbiamo poi anche integrato con 1,5 milioni i fondi statali per il sostegno agli enti locali: un risultato ottenuto anche grazie alla collaborazione dell’onorevole Manes. Risorse che vanno ai Comuni, come quelli di Saint-Rhémy-en-Bosses, Valsavarenche e Montjovet. Confermiamo il sostegno al Parco del Mont Avic, con l’ampliamento dei confini a Fénis e l’assunzione di nuovi guardiaparco, così come completiamo il finanziamento della viabilità intervalliva al Col Ranzola, un progetto in cui crediamo fortemente perché rappresenta anche un’opportunità per i territori in difficoltà, che vedono in questo collegamento una speranza per il futuro. Sulla viabilità, la rotatoria de La Grenade sarà completata nei prossimi 60 giorni. Stiamo sollecitando Anas affinché preveda l’utilizzo dei movieri, soprattutto per il cantiere di Morgex, dove i disagi sono inaccettabili. Sulle strade di montagna, nonostante gli eventi alluvionali degli ultimi anni, abbiamo riaperto l’80% delle regionali colpite ad aprile. Restano alcuni cantieri importanti, come quello in Val d’Ayas e in località Le Gouffre di Valtournenche, dove stiamo investendo milioni per interventi attesi da decenni. Questa Legislatura ha visto crescere il nostro gruppo da 7 a 11 Consiglieri, non per manovre di palazzo, ma per un percorso condiviso di ricomposizione dell’area autonomista. Un segnale chiaro di unità, che ci ha permesso di lavorare con coerenza per il territorio. Sono al mio 32° anno di iscrizione all’Union Valdôtaine, un percorso ben chiaro, mai in discussione che con piacere metto in evidenza anche se, per qualcuno, non usuale.»
L’assessore al turismo, commercio e sport, Giulio Grosjacques (UV), ha spiegato che «sono emerse alcune esigenze alle quali abbiamo voluto dare risposta. All’Asiva è stato concesso un contributo per sostenere la preparazione delle squadre di sci durante gli allenamenti all’estero e per l’acquisto di nuove attrezzature per il biathlon. Per quanto riguarda i Maestri di sci, il contributo è stato previsto su richiesta dell’Associazione ed è legato ad attività supplementari non previste in fase di redazione del bilancio 2025. Le risorse ulteriori per l’Office du tourisme serviranno per produrre ulteriore materiale informativo, a fronte di richieste superiori rispetto alle previsioni annuali. Sul piano di marketing strategico, uno degli obiettivi inseriti nel Defr, l’incarico è stato affidato alla società Ernst & Young, che ha avviato una serie di focus group tematici con le associazioni di categoria. Il 6 maggio è stata presentata un’analisi dei dati, seguita da un confronto con i portatori di interesse per la definizione della versione finale del documento, che sarà portato all’attenzione della Giunta nelle prossime settimane. Si tratta di un lavoro puntuale e approfondito, necessario per aggiornare un piano di marketing che, dopo 17 anni, richiedeva una profonda revisione. Infine, per quanto riguarda le Pro Loco, il contributo è stato aumentato per consentire a tutte quelle attive di ricevere i 5.000 euro previsti dalla legge 23/2024, che ha centrato il suo obiettivo: sostenere le Pro loco nella valorizzazione del territorio.»
«Con questo disegno di legge, abbiamo voluto dare risposte concrete a settori importanti e tutelare le nostre eccellenze – ha sottolineato l’assessore all’Agricoltura e risorse naturali, Marco Carrel -. La razza della pecora Rosset è una realtà che fino ad oggi è stata esclusa dai finanziamenti perché nelle misure di sostegno si considera la produzione di latte e non di lana. Con 890 capi rimasti, era nostro dovere intervenire: abbiamo creato una misura sperimentale regionale in attesa della futura Sra 14, misura del Csr, che finalmente includerà questa razza tra quelle sostenute. Sulla biodiversità che è un elemento significativo per l’agricoltura e per il nostro territorio, dopo un lungo lavoro di confronto con associazioni come Slow Food e con il Ministero, abbiamo stanziato 20mila euro per avviare subito azioni di tutela, in linea con il decreto ministeriale, mentre lavoriamo per rendere strutturali questi interventi. Inoltre, con l’articolo 49 potremo ridare forza ai nostri Dipartimenti, sostituendo il personale specializzato andato in pensione. Non parliamo solo di numeri e risorse economiche, ma di competenze insostituibili per la gestione dei cantieri forestali e di tutti gli uffici di entrambi i Dipartimenti. Senza queste risorse umane, anche i migliori progetti rimarrebbero sulla carta. Con questa misura, garantiamo continuità operativa e valorizziamo il lavoro essenziale di chi ogni giorno presidia il nostro territorio. Abbiamo individuato tre interventi mirati che sono tre dimostrazioni di come l’Assessorato abbia lavorato con pragmatismo per colmare vuoti storici, ascoltando gli operatori e trovando soluzioni. Non è solo questione di risorse economiche, ma di visione: proteggere ciò che ci rende unici e costruire le basi per un’agricoltura sempre più sostenibile e competitiva.»
«Non si tratta di contributi pre-elettorali, ma di dare una risposta politica a problemi strutturali – ha evidenziato l’assessore alla sanità e politiche sociali, Carlo Marzi -. Sulla disabilità, l’impegno è stato costante durante tutta la Legislatura: oggi si rafforzano le azioni, ad esempio nei confronti del personale dei Cea, dopo aver ristrutturato tutte le strutture e aver finalmente dato utilizzo al 1° piano del Cea di Gressan. Stiamo lavorando in modo trasversale tra Assessorati per rispondere in modo integrato ai bisogni delle persone con disabilità e la modifica delle leggi a loro dedicate. Con questa variazione si conferma l’impegno forte per l’eliminazione delle barriere architettoniche, in sinergia con i Comuni. Importante anche il contrasto alla povertà: è previsto un contributo per l’ampliamento degli spazi a disposizione del Banco alimentare, che svolge un ruolo chiave nella raccolta e distribuzione di beni, a maggior ragione collaborando direttamente con i servizi sociali sul territorio. Sul JB Festaz, confermiamo l’attenzione per coprire i maggiori oneri del rinnovo contrattuale, mentre ci prepariamo all’apertura del primo ospedale di comunità. Centrale anche il sostegno alle associazioni di donatori di sangue, eccellenza valdostana portando al 25% il contributo regionale. Previsto inoltre un incremento di 11,5 milioni per il 2025 ai Lea, servizi essenziali che in Valle d’Aosta finanziamo autonomamente con oltre 350 milioni. Infine, le liste di galleggiamento – sistema temporaneo mai pienamente efficace – sono oggi scese al 2%, contro il 21% del dicembre 2024: un risultato concreto in un ambito complesso e delicato sul quale non ci sono soluzioni facili, ma il lavoro è quotidiano. Sull’ospedale abbiamo presentato un video informativo, non pubblicitario per mantenere l’impegno di fare chiarezza sul progetto. Dopo l’approvazione della progettazione esecutiva, era giusto mostrare un intervento concreto, basato su un progetto reale già andato in gara. Non è nostra abitudine millantare: il progetto può piacere o meno, ma esiste, non è filosofia. Il cantiere è aperto e i lavori sono in corso.»
«Questo provvedimento contiene una serie di variazioni compensate che ci hanno permesso di completare degli investimenti o finanziarli in maniera più importante, ma abbiamo anche introdotto delle azioni nuove, ad esempio includendo nella sperimentazione, per il triennio 2025-2027, le start-up tra i beneficiari delle misure di aiuto previste dalla lr n. 84 a favore della ricerca – ha osservato l’assessore allo sviluppo economico, formazione e lavoro, trasporti e mobilità sostenibile, Luigi Bertschy -. Molto importante è l’intervento a sostegno delle cooperative sociali. In un momento delicato, con l’aumento dei costi del personale dovuto al nuovo contratto nazionale, siamo intervenuti per tutelare la tenuta dei servizi essenziali. Abbiamo costruito un percorso concertato con le centrali cooperative e definito una risposta che, al momento, non crediamo avere eguali in altre Regioni. Grande attenzione è stata dedicata anche al progetto funiviario del comprensorio di Cervinia, considerato strategico per il futuro turistico della regione. Il nuovo impianto del Plateau Rosa ridurrà i tempi di percorrenza da 45 a 18-20 minuti, aumentando il comfort del servizio. Investire, in un comprensorio in crescita come quello di Cervinia, che si deve quotidianamente confrontare con una località di elevato livello come è Zermatt, è una scelta politica chiara e concreta. Questo intervento avrà un effetto moltiplicatore sull’economia locale e regionale, generando nuovi investimenti, occupazione e aumentando l’attrattività turistica internazionale. Crediamo fortemente nello sviluppo degli impianti a fune e abbiamo cercato di dare nuovo slancio ad un settore che riteniamo strategico e che deve essere sempre più competitivo. Non si tratta semplicemente di trasportare velocemente gli sciatori, ma di offrire una serie di servizi e di attività accessorie che aumentano la qualità dell’offerta turistica dei comprensori, rendendoli sempre più appetibili e inclusivi.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha chiuso le repliche: «Dal confronto meticoloso e attento con il territorio sono emersi provvedimenti pensati non per raccogliere consenso, ma per offrire risposte concrete. Il consenso si costruisce durante l’intero arco della Legislatura, attraverso il lavoro serio, le azioni e le scelte politiche più aderenti ai bisogni della comunità. Il dialogo con il territorio è sempre stato orientato alla ricerca di soluzioni condivise. Questa variazione di bilancio – che va da interventi di 15 mila euro a favore del volontariato delle associazioni di donatori di sangue fino ai 70 milioni per i grandi investimenti strategici a favore degli impianti a fune – riflette la varietà e l’ampiezza dei bisogni della nostra regione. Abbiamo posto attenzione a molti ambiti: dietro a ogni scelta c’è un lavoro serio e attento, che speriamo venga percepito positivamente dai destinatari, che gestiscono servizi fondamentali per le persone e che quotidianamente cercano soluzioni ai bisogni reali dei cittadini. Questo lavoro è merito di tutta la maggioranza, un lavoro che nasce dal confronto con il territorio e che al territorio vuole dare le risposte che si aspetta.»
Ordini del giorno di Lega VdA
Le iniziative proposte dalla Lega Vallée d’Aoste, di cui 5 respinte e 2 ritirate, riguardavano: la cancellazione del centro di orientamento e supporto per cittadini stranieri “Voce di colori”, investendo i fondi destinati per ampliare i servizi a beneficio di tutti (respinta con 21 voti contrari, 7 a favore e 4 astensioni); il sollecito al Governo nazionale alla Commissione europea ad attuare le deroghe previste in materia di malattie animali trasmissibili per evitare gli abbattimenti degli animali colpiti da dermatite nodulare bovina (ritirata); l’istituzione di un voucher a titolo di rimborso per i costi dei centri estivi del 2025, senza limite di Isee e cumulabile su più figli (respinta con 24 astensioni e 10 a favore); l’avvio delle procedure per coprire tutte le spese per l’assistenza dei pazienti affetti da Alzheimer e altre malattie che escludano l’autosufficienza, ricoverati presso le Rsa valdostane (respinta con 22 astensioni e 12 a favore); la rimozione del vincolo di esclusività per le professioni sanitarie consentendo loro di esercitare al domicilio del paziente o nell’ambito di strutture autorizzate (respinta con 25 astensioni e 10 a favore); la contrarietà alle ipotesi di riforma della Politica agricola comune proposte dalla Commissione europea che prevedono il superamento della struttura a due pilastri con la conseguente riduzione del budget dedicato al settore (respinta con 23 astensioni e 12 a favore); l’avvio di interlocuzioni con l’attuale gestore del canile e gattile regionale per individuare modalità di accesso e di gestione dei volontari (ritirata).
Ordini del giorno di RV
I cinque ordini del giorno di Rassemblement Valdôtain, tutti ritirati, riguardavano: comunicazione delle tempistiche per la conclusione dei lavori di restauro dell’Arco d’Augusto ad Aosta; la verifica preventiva annuale dello stato dei percorsi naturalistici destinati alle persone con disabilità e l’immagine di una Valle d’Aosta accessibile e inclusiva; la richiesta di un quadro aggiornato degli interventi previsti sulle strade statali in Valle d’Aosta; la verifica dei disservizi nella trasmissione delle raccomandate per la concessione dell’indennità di accompagnamento e di altre prestazioni assistenziali prevedendo delle azioni per correggere le criticità; la sensibilizzazione di cittadini, scuole e imprese per migliorare la qualità della raccolta differenziata della carta.
Disposizioni urgenti in materia di istruzione e cultura
l’Assemblea regionale ha approvato, con 25 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, PCP) e 10 astensioni (Lega VdA, FI, GM), un disegno di legge recante disposizioni urgenti in materia di istruzione e cultura.
Il provvedimento, presentato dalla Giunta regionale il 26 giugno, è stato esaminato dalla quinta Commissione che ha prodotto un nuovo testo. Sono 14 gli articoli che aggiornano diverse leggi regionali in materia di scuola, università, cultura e terzo settore.
Contestualmente, l’Assemblea ha respinto 6 ordini del giorno del gruppo Rassemblement Valôtain che riguardavano gli educatori e operatori di sostegno nella scuola, i Disturbi da deficit di attenzione e iperattività (Adhd), le “scuole polo” nell’ambito educativo dell’inclusione, il computo dei bambini iscritti fuori zona nella scuola dell’infanzia a fini di organico, la scuola dell’infanzia di Champdepraz.
Relazione d’Aula
Il consigliere Andrea Padovani (FP-PD) ha relazionato all’Aula sul provvedimento, evidenziando che «l’urgenza nasce da tre priorità: garantire pari diritti formativi a tutto il personale docente ed educativo, rafforzare la governance delle scuole in reggenza e sostenere la produzione culturale contemporanea. Il cuore della riforma è l’estensione, a partire dall’anno scolastico 2025-2026, del cosiddetto “bonus formazione” da 500 euro annui agli educatori del Convitto Chabod con contratto a tempo indeterminato e determinato fino al termine dell’anno scolastico di riferimento (31 agosto) o delle attività didattiche ed educative (30 giugno). Viene inoltre sanato il pregresso per evitare contenziosi: agli educatori sarà riconosciuto il bonus dal 2016-17, mentre ai docenti supplenti sarà riaperta la possibilità di richiedere gli arretrati per il periodo 2016-17/2022-23, superando il termine unico fissato in precedenza. Per supportare i dirigenti scolastici titolari di un incarico di reggenza, si mette “a regime” la disposizione, proposta in via eccezionale per lo scorso anno scolastico, del semi-esonero o dell’esonero dall’insegnamento per i docenti da utilizzare per attività di collaborazione nello svolgimento di funzioni amministrative e organizzative. Nel contempo, si destina un contributo straordinario di 188.475 euro nel 2025 alla Fondazione Maria Ida Viglino, finalizzata a ripianare la perdita d’esercizio dell’esercizio 2024 a seguito anche di maggiori oneri per il personale, conseguenti al rinnovo del contratto del personale non docente siglato a dicembre 2024.»
Sul fronte della promozione culturale, il consigliere ha specificato che «viene aggiornata la l.r. 89/1993 e vengono disciplinate le modalità per l’assegnazione di premi, in occasione di iniziative destinate alla promozione della lettura e del libro e in occasione di eventi legati all’arte e creatività contemporanea. Parallelamente, si presenta un adeguamento della l.r. 57/1983 alla normativa statale, eliminando l’attuale limite dei 9 anni per i distacchi presso l’Amministrazione scolastica. Per gli studenti universitari, la quota pasto confluirà nell’assegno di studio, rendendo il sostegno economico più equo. È stata inoltre modificata la legge regionale 19/2000 per chiarire che, oltre alle assegnazioni ordinarie e straordinarie, le scuole possono ricevere finanziamenti specifici e ricorrenti, come quelli destinati alle “scuole polo” e ai progetti educativi di particolare rilevanza sostenuti regolarmente dalla Regione. Un’attenzione speciale va anche agli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento, per i quali è prevista una nuova misura che consente alla Regione, tramite il Centro territoriale di supporto, di acquistare dispositivi compensativi da dare in comodato d’uso alle famiglie, in alternativa ai contributi previsti finora. Infine si adeguano gli statuti delle fondazioni Clément Fillietroz e Sistema Ollignan alle nuove norme del Terzo settore.»
Il dibattito in Aula
La capogruppo di PCP, Erika Guichardaz, si è detta «felice poiché la proposta di legge 148/24, da me proposta lo scorso anno e le molte iniziative che ho presentato dopo l’espletamento del concorso dei dirigenti, oggi rendono strutturali gli esoneri ai docenti per l’attività di supporto ai dirigenti scolastici, anche se si poteva fare di più aggiungendo un semi-esonero alle scuole di elevata complessità dove ci sono indirizzi tecnici e professionali con molti alunni in dispersione o a rischio. È inoltre stato riconosciuto il bonus per la formazione continua per i docenti e il personale educativo assunto a tempo determinato e indeterminato, anche se questo avviene dopo che i lavoratori hanno intrapreso ricorsi per vedere riconosciuti i loro diritti. Questa legge arriva ancora una volta in ritardo visto che la scuola inizia da sempre il 1° settembre e purtroppo non rappresenta una soluzione definitiva. Bisogna pensare a una riorganizzazione strutturale che tenga conto dei numeri, della denatalità e delle sedi scolastiche. La legge contiene poi elementi non di urgenza come i contributi, i premi e l’eliminazione del limite dei nove anni per i distacchi. Eliminazione che crea posti vacanti che non si possono coprire a ruolo ed è in contrasto con il principio per cui sono nati e in cui le competenze acquisite poi avevano una ricaduta sull’insegnamento.»
«Finalmente!», ha esclamato il consigliere di RV Claudio Restano, riferendosi al riconoscimento del bonus da 500 euro: «Ci sono volute numerose sentenze per convincervi a riconoscere un diritto: se si fosse veramente consapevoli del ruolo che hanno insegnanti ed educatori, non si sarebbe dovuto aspettare così tanto. Accogliamo positivamente gli interventi a favore degli studenti con Dsa, ma sottolineo la necessità urgente di affrontare anche le problematiche legate all’Adhd (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività), che finora sono state ignorate. Se vogliamo davvero una scuola inclusiva, dobbiamo agire in modo concreto: serve una legge dedicata e misure operative già in vista del prossimo anno scolastico. Sempre in tema di inclusione, segnaliamo due criticità che ostacolano l’inclusione degli alunni con Pei (progetti individuali): la mancata rilevazione degli iscritti fuori bacino nella scuola dell’infanzia, che genera i cosiddetti “bambini fantasma”, e l’interruzione del supporto educativo a fine anno scolastico, che lascia scoperto l’ultimo periodo dell’infanzia, compromettendo continuità e qualità dell’inclusione. Se desideriamo una Valle d’Aosta con una scuola inclusiva e capace di formare cittadini pronti ad affrontare le sfide del domani, non possiamo più permettere che l’istruzione resti ostaggio di lungaggini burocratiche, di scelte rinviate e di fondi distribuiti in ritardo.»
Il capogruppo di PlA, Aldo Di Marco, ha parlato di «due settori che svolgono un ruolo chiave per lo sviluppo della comunità: l’istruzione, perché è elemento essenziale per la crescita degli individui e della società; la cultura, perché è il motore di coesione sociale e di crescita economica. Meritano quindi il massimo del nostro impegno finalizzato all’innalzamento della qualità del nostro sistema scolastico e al sostegno delle espressioni artistiche locali. Come gruppo, attribuiamo una grande importanza alla formazione continua per docenti ed educatori perché consente loro di acquisire nuove competenze e di restare aggiornati, così da rispondere in modo efficace alle esigenze di una società in continua evoluzione. Apprezziamo in particolare le misure a favore dell’inclusione scolastica, come la possibilità per la Regione di acquistare dispositivi compensativi da fornire in comodato d’uso agli studenti con Dsa. Inoltre, riteniamo positivo il sostegno a progetti scolastici di particolare complessità e l’introduzione di premi per iniziative culturali, con attenzione alla promozione della lettura e della creatività contemporanea, fondamentali per arricchire la vita culturale e valorizzare il nostro patrimonio.»
La consigliere Chiara Minelli (PCP), anticipando il suo voto favorevole, ha ricordato che «questa legge che, finalmente arriva in Aula, mette fine a una lunga teoria di ricorsi che hanno comportato spese non indifferenti da parte dei proponenti e della Regione, che in più occasioni è stata condannata al pagamento degli arretrati e delle spese processuali. La legge è stata sollecitata da più parti, soprattutto nell’ultimo anno, e porta un po’ di equilibrio all’interno della scuola, uniformando, ad esempio, il riconoscimento del bonus formazione agli educatori, dopo essere stato concesso anche ai docenti a tempo determinato. Rinnovo l’invito a risolvere anche la questione legata alla rendicontazione delle spese per il bonus: la piattaforma regionale è piuttosto farraginosa e comporta un aggravio di tempo e di energie, che si deve evitare. Auspico anche che si attivino presto in Valle d’Aosta i corsi abilitanti per i docenti, in particolare per l’insegnamento del francese. La Regione può avvalersi anche di norme nazionali, come la legge Ruberti, che le consentono di stipulare convenzioni specifiche allo scopo. Rimane qualche perplessità sull’articolo che elimina il limite dei nove anni per i distacchi, che condiziona l’organizzazione degli organici e la gestione dei supplenti.»
L’assessore ai beni culturali e sistema educativo, Jean-Pierre Guichardaz, riguardo al bonus formazione, ha parlato di «provvedimento di buon senso oltre che di giustizia e la Valle d’Aosta resta l’unica Regione ad assicurare questo bonus in modo autonomo e stabile.» Riferendosi all’intero testo di legge, ha specificato: «Si conferma in via strutturale l’esonero o semi-esonero per i docenti impegnati a supporto delle reggenze scolastiche, misura già sperimentata con successo. Si introduce anche una distinzione chiara tra finanziamenti ordinari, straordinari e ricorrenti, come richiesto dalla Corte dei Conti, per migliorare la trasparenza nella gestione dei bilanci scolastici. Altro passaggio importante: la scuola polo Cts potrà acquistare dispositivi compensativi per studenti con Dsa anche con fondi regionali, da fornire alle famiglie in comodato d’uso, superando la dipendenza da finanziamenti statali. È una misura concreta per rafforzare il diritto allo studio. Con l’articolo 7 si allinea la normativa regionale alle prassi sui distacchi del personale scolastico presso enti pubblici o privati, rimuovendo limiti superati. Ribadisco, però, che queste esperienze devono restare temporanee e aperte a più persone, pur riconoscendo che spesso sono poco richieste. Infine, i dati Invalsi confermano i progressi: la dispersione scolastica in Valle d’Aosta è scesa dal 14,1% al 10,4% in due anni, grazie anche a investimenti mirati sull’inclusione. I livelli di competenza degli studenti sono alti e le differenze di genere contenute. Questo è un aspetto che fa particolarmente piacere perché evidenzia la qualità del nostro sistema scolastico, che è un sistema inclusivo. Infine, per quanto riguarda la Fondazione Maria Ida Viglino, il contributo serve a coprire gli oneri legati al rinnovo del contratto nazionale e ai costi di gestione: non è un intervento emergenziale, ma un riconoscimento del ruolo strategico che svolge nel sistema musicale valdostano.»
Fonti energetiche rinnovabili
L’Assemblea ha approvato, con 24 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, PCP) e 10 astensioni (Lega VdA, FI, GM), un disegno di legge in materia di fonti energetiche rinnovabili.
Il testo, depositato il 17 giugno dalla Giunta regionale ed esaminato dalle Commissioni terza e quarta, è stato illustrato in Aula dal Consigliere Roberto Rosaire. Nei suoi 19 articoli contiene misure urgenti per la localizzazione, la disciplina dei regimi amministrativi e la promozione degli impianti a fonti energetiche rinnovabili.
L’Assemblea ha anche respinto un ordine del giorno del gruppo Progetto Civico Progressista riguardante la composizione del Tavolo tecnico in tema di aree e superfici idonee e non idonee all’installazione di impianti a fonti rinnovabili previsto dal disegno di legge.
Relazione d’Aula
«Il disegno di legge – ha detto il consigliere relatore Roberto Rosaire (UV) – si inserisce in un percorso di adeguamento e rafforzamento delle politiche energetiche regionali, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione fissati a livello europeo e nazionale. Rappresenta una tappa fondamentale nell’attuazione delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 199/2021, e nel successivo decreto del Ministero dell’ambiente del 21 giugno 2024, che attribuiscono alle Regioni un ruolo attivo nell’individuazione delle aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili e nel governo dei processi autorizzativi ad essi connessi. La proposta normativa, che è il frutto di un’attività concertata tra Assessorati regionali ed enti locali, ambisce a offrire un quadro chiaro, stabile e trasparente, che consenta di coniugare le esigenze di sviluppo delle energie rinnovabili con la salvaguardia del patrimonio ambientale, paesaggistico e storico-culturale della Valle d’Aosta.
In particolare, interviene su tre direttrici operative: la definizione delle superfici e aree idonee, non idonee, ordinarie e vietate per l’installazione degli impianti, privilegiando le superfici antropizzate e a basso impatto; la disciplina dei regimi amministrativi per la realizzazione, modifica e gestione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili; il sistema di monitoraggio e promozione del territorio attraverso contributi mirati e strumenti di governance partecipata con l’istituzione del tavolo tecnico in tema di aree idonee per garantire trasparenza ed efficacia nell’attuazione degli obiettivi. In tale prospettiva, il testo legislativo si configura come un elemento strategico della pianificazione regionale e uno strumento operativo essenziale per il raggiungimento degli obiettivi di nuova potenza installata da fonti rinnovabili entro il 2030.»
Il dibattito in Aula
La Consigliera Chiara Minelli (PCP) si è soffermata «sul raggiungimento della decarbonizzazione e sugli obiettivi fissati dal Decreto aree idonee, che richiede un forte aumento della potenza di impianti da fonti rinnovabili compatibili con i singoli territori entro il 2030. La nostra Regione deve raggiungere i 328 megawatt entro cinque anni: un obiettivo sfidante su cui bisogna impegnarsi con serietà e volontà. Si tratta ora di definire le superfici idonee e valutare la collocazione dei nuovi impianti: un’operazione che abbiamo sollecitato con varie iniziative. Nel disegno di legge, la Regione tuttavia non ha esplicato le linee da seguire per il raggiungimento della potenza installata, che solo in parte sono contenute nel Pear. Si pensa di recuperare con l’idroelettrico, ma non c’è solo questa fonte e bisogna fare uno sforzo aggiuntivo e investire adeguatamente anche sul fotovoltaico. Purtroppo la questione delle Cer, che avrebbe permesso un’ulteriore crescita, non ha visto una robusta presa in carico da parte della Regione: ad oggi non è nata nessuna Cer pubblica. Riteniamo importante rivedere la composizione del tavolo tecnico che si occuperà del monitoraggio, che non prevede la presenza di figure con competenze specifiche. Abbiamo presentato un ordine del giorno affinché a questo tavolo venga riconosciuto un ruolo più operativo e incisivo.»
Per il capogruppo di RV, Stefano Aggravi, «questo provvedimento rappresenta un atto dovuto, in quanto recepisce normative statali ed europee. Tuttavia, nasce da un’impostazione centralistica e fortemente programmatoria, che definisce obiettivi di potenza spesso scollegati dalle reali condizioni territoriali. Un’impostazione che mal si concilia con la nostra autonomia e con la libertà d’impresa, perché non lascia spazi adeguati alle specificità locali né ai meccanismi di mercato. Pur riconoscendo la qualità tecnica del lavoro svolto – e per questo voteremo a favore in uno spirito costruttivo – riteniamo doveroso ribadire un punto politico: non possiamo essere semplici esecutori di decisioni prese altrove, soprattutto se queste rischiano di generare distorsioni, conflitti e costi indiretti per la collettività. Siamo favorevoli a una transizione energetica realistica, tecnologicamente neutrale e fondata sulla libertà economica. Per questo auspichiamo che i prossimi provvedimenti introducano maggiore flessibilità nella gestione delle soglie di potenza, attenzione agli impatti sul paesaggio, sul settore agricolo e sull’equilibrio tra le fonti, in particolare l’idroelettrico, e sostegno a modelli di partenariato che coinvolgano attivamente privati e comunità locali.»
«Il testo discende da un approccio comunitario e attua le indicazioni date a livello nazionale – ha ricordato il capogruppo di FI, Pierluigi Marquis -. La Valle d’Aosta deve raggiungere l’obiettivo assegnato dallo Stato di 380 Mw di nuovi impianti al 2030: un traguardo ambiziosissimo che non potrà essere raggiunto. Gli obiettivi contenuti nel Pear erano molto meno importanti e dobbiamo anche considerare che ci troviamo in un contesto di elevata rilevanza paesaggistica: dobbiamo raggiungere il risultato salvaguardando le nostre bellezze naturali. Possiamo fare scarso affidamento sull’eolico che potrà contribuire solo per 2 Mw: la quota parte importante riguarda soprattutto il fotovoltaico e mi auguro che il gruppo Cva guardi con attenzione al nostro territorio, per favorire la realizzazione di nuovi impianti in Valle piuttosto che occuparsi di interventi in altre regioni. Questo disegno di legge si pone l’obiettivo di qualificare le aree di intervento, ma non specifica in che modo si raggiungeranno gli obiettivi: manca una politica industriale strutturata per favorire gli investimenti del settore privato.»
«È comune pensiero elogiare il fotovoltaico – ha dichiarato il consigliere Luca Distort (Lega VdA) – ma nutro una certa diffidenza. Non condivido l’ottimismo a priori di una tecnologia che è a bassa efficienza: servono circa 7 m² per sviluppare un solo kilowatt di picco sviluppato, cioè, in condizioni ottimali. Una tecnologia quindi che consuma molta superficie per produrre poca energia, ed è questo che ci mette in allarme. Non abbiamo una visione ideologica, ma olistica: il fotovoltaico risponde alla logica green, ma rischia di compromettere l’aspetto paesaggistico di tanti territori e di sottrarre superficie all’agricoltura. Riconosco il lavoro dell’Assessore per limitare l’installazione agli ambiti degradati, ma condannare aree a non poter più essere riqualificate è una sconfitta. In una regione a vocazione turistica come la nostra, questa non è la risposta corretta all’esigenza di valorizzazione del territorio. Quanto all’agrivoltaico, è un bluff: alzando i pannelli per “integrare” l’agricoltura, si aumenta solo l’impatto visivo e il consumo di suolo, penalizzando altre attività. Per noi la collocazione compatibile resta su tetti, parcheggi e spazi, in genere, già costruiti. Bene una legge che ponga regole, ma le disposizioni attuative dovranno saper promuovere e innescare progetti di qualità, con attenzione al contesto e al paesaggio.»
«Anche in questa norma di legge lo spirito autonomista è totalmente disatteso – ha affermato il consigliere Diego Lucianaz (GM) -. Anche qui è l’Ue a dirci cosa dobbiamo installare a casa nostra! E la Valle d’Aosta si adegua! Questo disegno di legge individua le aree idonee, ma mi preoccupano quelle che non sono state espressamente indicate come “non idonee”: quali sono? Mistero! Sull’agrivoltaico e il contrasto tra aree idonee e agricoltura si è pronunciato il Tar Lazio censurando l’eccessivo potere regolatorio conferito alle Regioni dal Dl Agricoltura che è proprio quello a cui si rifà il testo regionale. Tra le varie aree individuate nella norma regionale troviamo anche i terreni fino a 300 metri dall’autostrada e le aree agricole adiacenti a zone industriali e artigianali, per non parlare dei siti degli impianti della ferrovia e dei sedimi aeroportuali. Davvero basta dire “fotovoltaico” per permettere sul nostro territorio la presenza di tutte queste strutture così impattanti? Rilevo inoltre la mancanza di tempo per approfondire lo sviluppo dell’idroelettrico: un tema decisamente tecnico che ci è stato presentato troppo frettolosamente in Commissione.»
Il capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha definito «ambizioso ma sostenibile l’obiettivo di incremento della capacità installata. Questo testo ci consente di intervenire su aree idonee senza incidere sul consumo di suolo, utilizzando infrastrutture già esistenti come cantieri di vario tipo, cave discariche anche in disuso o abbandonate. Anche l’iter è semplificato: è previsto il rilascio di un’autorizzazione unica, in capo alla Regione che permette un importante snellimento burocratico e una velocizzazione dei tempi di realizzazione. Nell’insieme si tratta di un disegno di legge opportuno per definire le zone idonee e l’aumento della produzione da fonti rinnovabili. Una norma che produrrà una serie di provvidenze a cui potranno attingere e beneficiare sia i cittadini che eventualmente gli enti locali. I tempi di presentazione si sono allungati a causa di una certa incertezza normativa derivante dai ricorsi mossi nel 2024. Tuttavia, le conseguenti proroghe sono state messe a profitto e hanno reso possibile la realizzazione di maggiori approfondimenti su questa materia così complessa.»
«Si tratta di un disegno di legge su cui abbiamo lavorato a lungo come Assessorato – ha detto l’assessore all’agricoltura, Marco Carrel -. Gli uffici hanno fornito dati importanti che hanno contribuito in modo sostanziale alla definizione del testo. Non ci siamo limitati a recepire gli obiettivi statali: li abbiamo adattati con autonomia e attraverso un confronto continuo, costruendo un impianto coerente con le esigenze della nostra Regione e la sua vocazione, anche agricola. Perché il nostro paesaggio è frutto anche del lavoro degli agricoltori, e va salvaguardato: per noi restava centrale il principio della tutela delle aree agricole e delle imprese che operano sul territorio. L’agrivoltaico non è la soluzione e anche se può rappresentare una risorsa, dobbiamo tenere in considerazione che può sottrarre spazio coltivabile. Era quindi fondamentale partire da basi solide e da una conoscenza puntuale del territorio.»
«Questo disegno di legge non è un semplice adempimento tecnico, ma un atto politico che traduce, su misura per il nostro territorio, gli obiettivi nazionali ed europei in materia di energie rinnovabili – ha dichiarato l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy -. Non ci siamo limitati a recepire norme calate dall’alto ma con questa legge definiamo una visione autonoma, frutto di un confronto serrato con enti locali, tecnici e stakeholder che ha coinvolto in maniera trasversale vari Assessorati. Abbiamo scelto di non sprecare suolo, privilegiando aree già urbanizzate e valorizzando l’idroelettrico. Certo, i 328 Mw da raggiungere entro il 2030 ci impongono scelte sfidanti e abbiamo destinato risorse specifiche – come il milione di euro previsto in legge per il 2026-27 – a progetti che sposino innovazione e tutela ambientale. Ci stiamo muovendo su tanti fronti: abbiamo investito 7,5 milioni di euro per l’efficientamento del patrimonio pubblico ed erogato 21 milioni di mutui nei tre anni per l’efficientamento delle nostre abitazioni al tasso estremamente agevolato quando non si utilizza la fonte fossile. L’anno scorso abbiamo dedicato un bando alla transizione ecologica per migliorare l’accumulo energetico – tema chiave per il futuro – e investito nella formazione con il futuro Distretto dell’energia, che diventerà un polo attrattivo per giovani e imprese. Non dimentichiamo, poi, la sensibilizzazione alle politiche energetiche previsto da un preciso asse del Pear. L’obiettivo è quello di costruire una cultura condivisa sul tema. Ricordo che senza questa legge sarebbero in vigore le regole statali, senza alcuna declinazione locale. Noi, invece, abbiamo scelto di governare il cambiamento senza subire imposizioni dall’alto.»
Interventi regionali di sostegno finanziario agli investimenti delle attività turistico-ricettive e commerciali
Con 27 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA, RV, FI, PCP) e 8 astensioni (Lega VdA, GM), il Consiglio Valle ha approvato un disegno di legge che contiene interventi di sostegno finanziario agli investimenti per l’innovazione e la sostenibilità delle attività turistico-ricettive e commerciali.
Il testo nei suoi 16 articoli, prevede la concessione di contributi in conto capitale alle piccole e medie imprese che operano nel settore turistico-ricettivo e commerciale per il finanziamento di iniziative nell’ambito dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili, della digitalizzazione dei servizi e dell’innovazione delle attività.
Relazione d’Aula
Il consigliere Corrado Jordan (UV), relatore in Aula, ha specificato che «il disegno di legge introduce una misura organica di sostegno agli investimenti promossi da imprese dei settori turistico-ricettivo e commerciale, estendendo a questi ambiti strumenti agevolativi già previsti per l’artigianato e l’industria. Si tratta di un’opportunità concreta per gli operatori economici di migliorare, modernizzare e rendere più efficiente la gestione della propria attività. Personalmente, ho più volte sollecitato un intervento normativo in questo senso, in parallelo a quanto fatto per le attività produttive: esprimo quindi soddisfazione per essere riusciti a concludere l’iter della norma e renderla immediatamente applicabile. Il provvedimento si configura quale completamento del sistema regionale di incentivi già disciplinato dalla legge regionale n. 19/2001, con cui si prevede la concessione di mutui agevolati. In una logica di integrazione degli strumenti finanziari si stabilisce che i mutui agevolati continueranno a costituire lo strumento per la realizzazione di nuove iniziative imprenditoriali e investimenti di rilevante entità, mentre i contributi a fondo perduto saranno finalizzati a sostenere interventi innovativi e di riqualificazione promossi da attività già avviate. Il limite minimo di spesa ammissibile per poter accedere ai contributi è di 40mila euro per le strutture turistico-ricettive alberghiere e all’aperto, di 30mila per gli esercizi di affittacamere e di case e appartamenti per vacanze e di 20mila per le aree attrezzate riservate alla sosta degli autocaravan, mentre quello massimo è di 250mila. Per le attività commerciali, il limite minimo di spesa ammissibile è di 20mila euro, mentre quello massimo è di euro 150mila.»
Il dibattito in Aula
«Ce projet de loi offre une réelle opportunité aux petites et moyennes entreprises du secteur touristique, hôtelier et commercial – a déclaré le vice-chef du groupe de l’UV, Albert Chatrian -. Il permettra d’améliorer les bâtiments et les services en agissant sur la consommation d’énergie, la numérisation et l’innovation. L’objectif est de mieux cibler les aides, en répondant aux besoins concrets de modernisation et de durabilité de notre économie locale.» En se penchant sur le fait que c’est sa dernière intervention de cette Législature, a dit: «Ces années ont été exigeantes, mais riches d’enseignements. La stabilité retrouvée a permis de planifier, d’agir et de reconstruire l’unité autonomiste: un chemin difficile, mais nécessaire. Nous avons voulu faire une bonne politique, condition d’une bonne administration. L’Union Valdôtaine a retrouvé sa place, dans le respect des autres forces. Pour nous Valdôtains c’est un grand honneur et une grande responsabilité de siéger au Conseil de la Vallée.»
«Come gruppo Pour l’Autonomie, siamo da sempre convinti che solo attraverso un modello di crescita attento all’ambiente e all’innovazione sia possibile garantire un futuro prospero alla nostra regione, adattandoci alle sfide globali e preservando le nostre risorse naturali – ha detto il capogruppo Aldo Di Marco -. È motivo di grande soddisfazione vedere approdare in Aula un disegno di legge che punta a rafforzare gli strumenti a disposizione delle imprese valdostane, in particolare quelle turistico-ricettive e commerciali, che rappresentano il cuore pulsante della nostra economia. Questo provvedimento si allinea perfettamente con gli obiettivi del Pnrr e con i piani regionali, dal Piano energetico ambientale a quello per la tutela delle acque e della qualità dell’aria. La proposta normativa completa il quadro di agevolazioni già esistenti, affiancando ai mutui a tasso agevolato contributi in conto capitale per interventi di efficientamento energetico, digitalizzazione e adozione di tecnologie sostenibili. Esprimiamo pieno sostegno a questa legge, che incarna perfettamente la visione del nostro gruppo: incentivare una crescita sostenibile, rafforzare la competitività delle imprese e valorizzare il patrimonio naturale e culturale della Valle d’Aosta, rispondendo alle esigenze di residenti e visitatori.»
Il capogruppo di RV, Stefano Aggravi, nell’annunciare il voto a favore, ha evidenziato che «si tratta di un provvedimento che rafforza il sostegno a due settori importanti dell’economia della nostra regione, combinandosi con altre misure già esistenti: tutte insieme rafforzano la competitività dell’offerta. Ben venga la maggiorazione dell’intensità di intervento per le realtà giovani e l’imprenditoria femminile così come l’impostazione che consente di avere una semplificazione burocratica laddove ci sono degli strumenti combinati. Più in generale, ci sono dei ragionamenti da fare in prospettiva: il settore del comparto turistico è in forte evoluzione, con attività para-alberghiere che ne potenziano l’offerta e che dovranno essere sostenute perché utili e funzionali a creare accoglienza e posti letto, in un’ottica non di contrasto ma di integrazione del sistema. Per il commercio, un’occasione mancata è stato il ragionamento sui distretti del commercio, che potevano integrare ulteriormente il supporto alle realtà commerciali, così come manca la riforma complessiva della normativa sul commercio che è ormai datata.»
«Questo disegno di legge rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno di questa maggioranza – e di buona parte del Consiglio – a sostegno del settore turistico-ricettivo e commerciale – ha osservato l’assessore al turismo e commercio, Giulio Grosjacques -. Dopo aver incrementato i fondi per i mutui agevolati della legge 19/2001, stanziato 19 milioni di nuove risorse per i fondi di rotazione, approvato misure per gli alloggi dei dipendenti e sostenuto gli esercizi di vicinato, oggi completiamo il quadro con un provvedimento che punta su innovazione ed efficientamento energetico, in linea con i principi di transizione energetica. Gli interventi finanziati – dall’ammodernamento degli impianti, alla digitalizzazione, fino all’efficientamento energetico – non solo miglioreranno la competitività delle imprese, ma favoriranno anche il ricambio generazionale, grazie agli incentivi aggiuntivi per gli under 35 e l’imprenditoria femminile. Abbiamo anche destinato i contributi in conto capitale fino al 40% per gli interventi di sostenibilità e del 30% per l’innovazione e la digitalizzazione, con un tetto di 250mila euro di spesa ammissibile per il settore turistico ricettivo e 150mila euro per quello commerciale. Si sarebbe potuti intervenire anche sulla legge 12/99 per il commercio, ma il percorso ha richiesto tempi più lunghi, non compatibili con la fine della Legislatura. Lasceremo alla prossima Legislatura un disegno di legge già avviato che interverrà su parecchi aspetti dei settori già oggetto di questa norma. Intanto, con i 2 milioni stanziati per il 2025 e i 3 previsti nel 2026-2027, offriamo da subito strumenti concreti alle imprese.»
«Questo disegno di legge arriva in zona Cesarini e non ha avuto la possibilità di essere esaminato in Commissione con la dovuta attenzione – ha detto il consigliere della Lega VdA Simone Perron –: non abbiamo fatto ostruzionismo in Commissione, ma visto che non c’è stata la possibilità di approfondire, ci asterremo.»
Anche la capogruppo di PCP, Erika Guichardaz, ha sottolineato che «non vi è stata la possibilità di approfondire in Commissione questo disegno di legge, che contiene sicuramente degli aspetti positivi, ma anche alcune problematiche come le spese per interventi su piscine e centri benessere. Pertanto il nostro voto sarà di astensione.»
Le conseiller Diego Lucianaz (GM) a annoncé son vote en faveur de «cette loi qui représente une aide concrète au commerce et aux activités du tourisme en Vallée d’Aoste.»
Anche il vicecapogruppo di FI, Mauro Baccega, ha dichiarato il voto a favore: «In questa legge c’è sostanza per un settore imprenditoriale che guarda al futuro: è un passo importante, che vede 2 milioni dal 2025 e poi 3 milioni annui a partire dal 2026, che valutiamo positivamente. Il rammarico è non aver avuto quell’approfondimento che meritava questo disegno di legge.»
Suicidio medicalmente assistito
Il Consiglio Valle ha respinto una proposta di legge in materia di procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito, ai sensi e per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019. L’iniziativa, presentata dal gruppo Progetto Civico Progressista il 4 febbraio 2024, ha ottenuto 27 voti di astensione (UV, SA, Lega VdA, RV, FI, Consigliere Cretier di FP-PD, Consigliere Carrel di PlA) e 7 a favore (PCP, Consiglieri Bertin, Jean-Pierre Guichardaz, Malacrinò, Padovani di FP-PD, Aldo Di Marco di PlA,), il Consigliere Lucianaz del gruppo Misto non ha partecipato al voto.
Contestualmente, con 23 voti a favore (UV, FP-PD, PlA, SA, RV) e 9 astensioni (Lega VdA, FI) e la non partecipazione al voto dei gruppi PCP e GM, l’Assemblea ha approvato un ordine del giorno, depositato in Aula dai gruppi di maggioranza (UV, FP-PD, PlA, SA) così come emendato in accordo con il Capogruppo di RV. Richiamati i contenuti delle sentenze della Corte Costituzionale sulla materia a partire dal 2019 che hanno ribadito l’invito al Parlamento affinché intervenga con una legislazione completa e organica sul tema del suicidio assistito e ritenuta «l’assoluta necessità che l’Italia si doti di una normativa moderna e rispettosa dei diritti dei malati, che segua le puntuali indicazioni già dettate dalla Consulta e segnalato come questo debba avvenire senza ulteriori indugi da parte del Parlamento italiano», l’Assemblea impegna il presidente del Consiglio regionale ad inviare il testo dell’ordine del giorno ai Capigruppo del Senato e della Camera dei Deputati, «affinché vi sia da parte del legislatore nazionale compiuta concretizzazione degli appelli ripetuti della Corte Costituzionale e di conseguenza si approvi una legge sul fine vita.»
Relazione d’Aula
«La proposta di legge nasce dalla necessità di dare piena attuazione alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 242/2019, nota come “Antoniani/Cappato” – ha specificato la capogruppo Erika Guichardaz (PCP), relatrice dell’iniziativa legislativa -. Questa sentenza ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 580 del Codice penale (aiuto al suicidio), stabilendo che non è punibile chi agevola l’esecuzione del proposito di suicidio di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale, affetta da una malattia irreversibile fonte di sofferenze intollerabili, che sia lucida e consapevole, a patto che le condizioni siano verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario, con il parere di un comitato etico. La legge statale 219/2017 consente già al paziente di interrompere i trattamenti vitali con sedazione profonda, ma non permette al medico di fornire direttamente mezzi per porre fine alla vita. Ciò crea un’irragionevole disparità nel diritto alla scelta sul fine vita. La nostra iniziativa legislativa vuole evitare ritardi, ostruzioni e ambiguità procedurali che, come dimostrano i casi di Federico Carboni, Fabio Ridolfi e “Antonio”, hanno ostacolato l’accesso tempestivo e dignitoso a questa scelta.
La nostra proposta quindi intende regolare tempi, ruoli e procedure del Servizio sanitario regionale per consentire l’accesso al suicidio medicalmente assistito, chiarendo che questo non può essere trattato come un normale procedimento amministrativo, che deve essere considerato una prestazione sanitaria urgente e che deve avvenire senza costi a carico del paziente, come ribadito anche dal Ministero della salute. La Regione Valle d’Aosta ha già istituito il Comitato etico competente e, secondo la proposta, l’Ausl dovrà farsi carico dell’intero percorso, dalla verifica delle condizioni fino alla somministrazione del farmaco, garantendo una morte rapida, indolore e dignitosa, nel rispetto del diritto all’autodeterminazione. Dal deposito della proposta di legge ad oggi, il dibattito e l’azione politica sul fine vita hanno inoltre registrato importanti sviluppi come l’approvazione della legge in Toscana. Non possiamo dimenticare poi che la Valle d’Aosta è stata la Regione che ha raccolto il maggior numero di firme in proporzione sull’Eutanasia legale, a dimostrazione che questo è un tema molto sentito da parte dei valdostani e mi rammarico che venga affrontato a fine Legislatura, nell’ultimo Consiglio.»
Il dibattito d’Aula
«Qui non si tratta di affrontare la tematica dal punto di vista dell’appartenenza politica – ha osservato la consigliere di PCP, Chiara Minelli –: è questione che riguarda le sensibilità personali, la formazione etica, culturale e anche religiosa e non i gruppi o i movimenti. Depositando oltre un anno fa questa proposta abbiamo preso atto del fatto che – in assenza di una presa in carico a livello nazionale – le Regioni, più vicine ai cittadini, non possono ignorare il tema del fine vita. La sentenza della Consulta ha segnato sul piano etico-giuridico una svolta da cui non si torna più indietro e questa proposta di legge – che non riconosce un diritto al suicidio (e non riguarda l’eutanasia), ma la facoltà di chiedere aiuto per compierlo, a certe precise e stringenti condizioni – ha lo scopo di definire esclusivamente procedure rigide e rigorose, con tempi certi, per il suicidio medicalmente assistito. La legge garantisce a ognuno la libertà di scegliere se continuare a vivere in caso di malattia grave, senza imporre nulla a chi è contrario. Ho riflettuto a lungo prima di sottoscrivere questa proposta, alla luce delle mie convinzioni, ma poi l’ho fatto, consapevole che non si possa rimanere immobili in attesa di una assunzione di responsabilità del Parlamento, che manca da troppo tempo. Credo che nel decidere il posizionamento sulla legge occorrerebbe chiedersi, con grande onestà, se è giusto o meno permettere a chi non può, o non riesce, a sopportare le sofferenze di una malattia grave e irreversibile, di avere diritto a tempi certi e procedure definite per il proprio fine vita.»
«Questa legge si propone come antitesi all’accanimento terapeutico, ma il confine è breve verso una declinazione dell’eutanasia come soluzione alla sofferenza – ha avvertito il consigliere Luca Distort (Lega VdA) -. Bisogna analizzare questa proposta di legge non in relazione al caso specifico e drammatico che non può essere universalizzato in un contesto di legge. La norma permette al paziente di rifiutare alimentazione e idratazione, e il medico, senza obiezione di coscienza, sarebbe obbligato a rispettare tali direttive. Dunque, se io chiedo di morire, il medico dovrebbe eseguire. Fine della deontologia. La legge delinea uno scenario estremo: la paura del dolore e il peso sui propri cari spingono verso il fine vita. Ma tra sopportare l’insopportabile e scegliere la morte, c’è l’intera realtà della vita e del suo senso! Oggi rischiamo di mettere una pistola sul letto del malato. Dove sta il confine? Nella propria sofferenza? In quella altrui? In Commissione non c’è stato il dovuto approfondimento su questa materia così delicata, mentre a livello nazionale lo stesso iter dimostra la difficoltà di bilanciare diritti e tutele. L’elemento cruciale di questa legge rimane l’impossibilità a gestire la linea di confine di applicazione e anche della libera scelta del suicidio assistito: per questo noi non voteremo questa legge.»
Per il capogruppo di PlA, Aldo Di Marco, «il suicidio medicalmente assistito è prima di tutto una questione di civiltà e di rispetto della libertà individuale. Credo che ognuno debba poter decidere, in piena coscienza, se porre fine alla propria vita quando la malattia rende l’esistenza insostenibile. La nostra Costituzione tutela il diritto all’autodeterminazione e la legge 219 del 2017 garantisce il diritto a rifiutare trattamenti sanitari. Oggi, però, manca ancora una normativa chiara sul suicidio assistito. Troppa confusione lo fa spesso coincidere con l’eutanasia, ma sono concetti diversi. Nel suicidio assistito è la persona stessa, in piena autonomia, a scegliere e compiere l’atto, con il supporto del Servizio sanitario. Questa proposta di legge regionale non crea un nuovo diritto, ma rende concreto quello già riconosciuto, definendo tempi e modalità certi per l’accesso alla procedura. Ho valutato con attenzione ogni articolo della proposta e l’ho trovata equilibrata e coerente. Per questo esprimo il mio personale appoggio alla sua approvazione, in nome del diritto all’autodeterminazione, dell’empatia e del rispetto per chi soffre senza via d’uscita.»
Il vicecapogruppo di FP-PD, Andrea Padovani, intervenendo a titolo personale, ha annunciato il suo voto favorevole: «Quest’Aula deve dare una risposta a donne e uomini che, logorati da sofferenze irreversibili, richiedono un congedo dalla vita sereno e dignitoso Il tema non è il diritto in astratto di morire ma il diritto di non essere costretti a vivere in condizioni intollerabili e il nostro compito non è stabilire quanto valga la vita altrui, ma garantire che la legge non si trasformi in uno strumento di tortura burocratica quando la medicina non basta più. Il nostro compito è rendere quel diritto effettivo tradurlo in procedure chiare, tempi certi e garanzie solide: senza una cornice normativa ogni settimana in più di attesa diventa un’estensione inutile della sofferenza. La nostra Valle ha una tradizione antica di solidarietà alpina: in alta quota nessuno si salva da solo. Quando il sentiero si fa ripido, si tende una corda, non si fanno ramanzine. Questa legge è la corda che tendiamo a chi, arrivato all’ultimo tratto della salita, non vuole essere trascinato ancora più in alto contro la sua volontà. Non intervenire sarebbe un peccato di omissione, una violazione della dignità umana.»
«È lo Stato che ha un ruolo centrale e non delegabile sul tema del fine vita con una legge nazionale che dia attuazione alla sentenza Cappato/Dj Fabo del 2019 e disciplini chiaramente la materia – ha dichiarato il consigliere Corrado Jordan (UV) -. Per colmare questo vuoto legislativo, alcune Regioni hanno legiferato, per quanto di competenza, organizzando procedure sul suicidio assistito con il rischio però di creare una “geografia dei diritti”. Capisco che questa norma serve anche a coprire uno spazio politico, ma la questione va affrontata in modo giuridicamente corretto per non rischiare impugnazioni da parte dello Stato poiché non conforme al dettame nazionale. Inoltre, Il fine vita non può essere trattato solo come questione medica o amministrativa, ma coinvolge aspetti etici, religiosi, sociali. È difficile esprimere un giudizio netto su un tema così complesso: da un lato, abbiamo la tutela della dignità umana e il diritto all’autodeterminazione di poter scegliere come e quando porre fine alla propria vita, naturalmente in condizioni di sofferenza irreversibile; dall’altro, c’è il rischio pericoloso di una deriva culturale che banalizzi il valore della vita. C’est une réflexion sur la valeur de la vie, mais aussi sur celle de la liberté, de la compassion, des limites, sur l’importance de ne pas se sentir seul, surtout dans le moment le plus difficile.»
«Intervengo su un tema eticamente delicato, sul quale il nostro gruppo ha lasciato libertà di voto per rispetto della pluralità delle coscienze – ha detto il capogruppo di RV, Stefano Aggravi -. Ho scelto di presentare emendamenti per contribuire con equilibrio al dibattito, pur sentendomi diviso tra la mia coscienza liberale e quella conservatrice. La vita è un valore primario, ma anche la dignità e la libertà di scelta vanno tutelate, entro limiti precisi. Il nostro ordinamento non prevede un diritto generalizzato al suicidio medicalmente assistito: la giurisprudenza costituzionale (sentenze 242/2019 e 135/2024) stabilisce criteri stringenti, che i miei emendamenti mirano a recepire per evitare derive pericolose. Il mio è un approccio costruttivo, prudente e profondamente umano. Non possiamo affidarci solo allo Stato né lavarci le mani: la proposta di legge regionale ha valore se giuridicamente sostenibile, e può stimolare un intervento statale più chiaro. Per questo, ho cercato di migliorare il testo con emendamenti tecnici e non ideologici. Se accolti, voterò a favore; in caso contrario, non sosterrò il testo. Serve un equilibrio tra tutela della vita e libertà individuale, senza estremismi.»
«La necessità della cura nel fine vita abbraccia un accompagnamento psicologico, spirituale e umano riconoscendo l’importanza di preservare il valore della persona: un ragionamento che non può essere ridotto a campo di battaglia ideologico o un test di appartenenza politica – ha commentato il consigliere Antonino Malacrinò (FP-PD) -. Questo tema richiede sensibilità, attenzione, ascolto profondo e consapevolezza andando oltre gli steccati ideologici e tenendo conto della scienza, della sensibilità sociale, delle implicazioni etiche e spirituali. Solo così si potrà giungere a una legge giusta capace di non lasciare indietro nessuno, in particolare i più fragili e bisognosi. Serve una normativa chiara, carica di umanità e sensibilità che superi la polarizzazione politica. Sono stato molto combattuto sul mio voto e mi sono chiesto se abbiamo realmente le competenze e le conoscenze. È però necessario dare un segnale, seguendo la linea tracciata dalle altre Regioni e il mio sarà un voto favorevole.»
Il consigliere di FI Christian Ganis ha riconosciuto «l’importanza e la delicatezza del tema, che mira ad applicare anche in Valle quanto indicato dalla Corte Costituzionale. Comprendiamo la necessità di superare incertezze e ritardi che finora hanno ostacolato l’esercizio effettivo del diritto all’accesso al suicidio medicalmente assistito. Pur condividendo l’esigenza di dare risposte concrete e restituire dignità ai malati, riteniamo che la questione richieda un intervento legislativo nazionale più organico. Il livello statale, infatti, sarebbe più adatto ad affrontare una tematica così etica e sociale, garantendo certezza e uniformità su tutto il territorio italiano. Per queste ragioni, il nostro gruppo si asterrà. Ricordo peraltro che, al Beauregard, il percorso di cure palliative è all’avanguardia, a dimostrazione della grande attenzione al tema.»
«Il punto di partenza sono i diritti civili: libertà e autonomia dei cittadini – ha esordito l’assessore Luciano Caveri (UV) -. Negli Stati etici del Novecento, che poi sono diventati delle dittature, era lo Stato a decidere per le persone. In democrazia, invece, si può e si deve discutere di argomenti come questo in maniera molto libera. Mi colpì molto una valutazione che fece mio papà, veterinario e cattolico, negli ultimi giorni di vita che mi disse di aver potuto decidere la morte di un animale sofferente ma di non poter fare lo stesso per la sua vita come se la sofferenza umana non meritasse altrettanta dignità. Credo che questa legge sia stata presentata per far a fronte a una situazione di paralisi da parte del Parlamento, ma questo stesso testo, approvato anche dalla Toscana, è stato impugnato con la giustificazione che spetta al Parlamento esprimersi sul fine vita. Intanto al Senato si discute un testo decisamente infausto sul fine vita. Il compito del nostro Consiglio, in questo momento, è quello di fare pressione per una legge nazionale e, sul punto, abbiamo presentato una risoluzione. Serve realismo: l’articolo 117 della Costituzione e il nostro Statuto pongono limiti. Ma il nostro piccolo Parlamento deve dare un segnale chiaro perché i diritti civili non sono negoziabili, neppure in punto di morte.»
L’assessore Jean-Pierre Guichardaz (FP-PD) ha parlato di «proposta di legge complessa, delicata e sicuramente divisiva: interroga ciascuno di noi nel proprio intimo e ci chiede di assumerci una responsabilità pubblica. Vengo da un mondo che considera la vita come un diritto inalienabile, ma esistono situazioni umane in cui lasciare andare qualcuno che soffre in modo irreversibile, non è un atto contro la vita. È un atto d’amore per la vita. Lo Stato non ha ancora dato una risosta organica ai principi riconosciuti dalla Corte Costituzionale, arrivando addirittura a impugnare la legge regionale della Toscana che è intervenuta su questa materia: non possiamo più tollerare un Paese dove il fine vita è un privilegio di chi ha più risorse, più cultura, più contatti. In questo spazio vuoto possiamo decidere di rispondere: io ho scelto di votare questa legge, e ho firmato e voterò la risoluzione. Strumenti diversi, ma convergenti che si rafforzano reciprocamente: la legge tenta di costruire un quadro applicativo concreto, la risoluzione richiama il dovere non più rinviabile del Parlamento italiano di legiferare come la Consulta ha chiesto da anni. Questa proposta di legge non è perfetta e dovrà essere monitorata ed eventualmente modificata, ma è un primo passo nella direzione del rispetto, della responsabilità e della libertà.»
Il capogruppo di FP-PD, Paolo Cretier, ha sottolineato: «È una Pl di fine Legislatura, su un tema serio usato per posizionamenti politici, ma ognuno di noi può approcciarsi con la propria coscienza. Ogni decisione richiede un’attenta valutazione, tra livello politico e personale, ma come per altri temi etici, esprimo solo il mio pensiero: non vorrei mai arrogarmi il diritto di scegliere per altri, per ideologia, cultura o religione, ma mai nemmeno per fini politici. Lo Stato ha impugnato la norma della Toscana, evidenziando la necessità di un intervento del legislatore nazionale per una regolazione omogenea in tutte le Regioni, dato che le posizioni tra Regioni sono diverse. Il tema quindi è fare un appello, forse l’ennesimo al legislatore nazionale, per una decisione politica e legislativa. In questo caso, non siamo noi a poter legiferare, ma lo Stato per una legge che armonizzi tutte le scelte regionali per dare dignità anche al passaggio finale. Per queste ragioni, non voterò questa legge.»
Il consigliere Erik Lavevaz (UV) ha parlato di «una questione complessa che tocca le coscienze di ognuno di noi e proprio per questo non possiamo permetterci scorciatoie. Il centro del ragionamento è difendere la dignità umana e lo Stato, la Regione e la società intera devono operare, non per offrire la via più rapida alla morte, ma per garantire cure palliative e attenzione che possano migliorare la qualità della vita. Su questo la nostra regione è un’eccellenza che mette al centro la persona con un approccio multidisciplinare. La vera sfida quindi non è quella di anticipare la morte ma proseguire il percorso nel rispetto della dignità di chi è malato senza mai lasciarlo solo. Il valdostano Don Isidoro Giovinazzo, punto di riferimento a livello nazionale su questo tema, ci spiega bene che non si cura il dolore eliminando chi soffre: una frase che sollecita l’importanza della presa in carico e della cura dei malati. Allo stesso tempo non possiamo lasciare che i casi personali rischino di generare dei precedenti: serve una legge che faccia chiarezza. Questa proposta di legge non è condivisibile perché la Regione non ha la competenza per intervenire e perché, personalmente, ritengo che la vita sia un dono e quindi non può essere oggetto di autodeterminazione, né tantomeno per conto terzi.»
«Sono un medico ma questa non è una questione tecnica: la missione del medico è curare e la morte è una sconfitta del suo lavoro – ha sostenuto il consigliere Roberto Barmasse (UV) -. La legislazione italiana per le cure palliative è all’avanguardia perché mette al centro il paziente, il quale può rinunciare alle cure. Ma qual è il confine tra palliazione, suicidio assistito ed eutanasia? Quando è accanimento terapeutico? Una legge aiuterebbe sicuramente i medici, togliendo loro un po’ di carico e di responsabilità. Io credo in uno Stato laico, in cui il cittadino ha il diritto di decidere: questa proposta di legge può essere una buona proposta, ma mi asterrò perché credo che questo tipo di leggi debbano essere fatte a livello nazionale, mentre aderisco all’appello che abbiamo fatto al Parlamento attraverso l’ordine del giorno che abbiamo depositato.»
«È lo Stato a dover legiferare in materia – ha affermato il consigliere Simone Perron (Lega VdA) -. La posizione all’interno del nostro partito è decisamente variegata e mi rifaccio a un mondo più antico di quello cristiano in cui il suicidio era accettato e visto come un atto supremo di volontà. Personalmente ritengo che l’individuo abbia la sovranità assoluta nel decidere della propria vita. Nessun medico, politico, burocrate o autorità religiosa può dire agli altri cosa fare.»
«Finalmente arriva in Aula un’iniziativa che è stata ferma in Commissione per oltre due anni dove non è stata per niente approfondita e quindi oggi il Consiglio ha dovuto dedicare più di mezza giornata per analizzarla – ha denunciato il consigliere Diego Lucianaz (GM) -. Il dibattito di oggi ha svelato tutta la contraddittorietà di questa maggioranza: tra i proclami e i fatti il divario è abissale. L’Assessore Guichardaz ha rivendicato il suo sacrosanto diritto alla libertà di espressione su questa materia così delicata, ma non ha esitato a firmare una nota di censura contro di me quando doveva essere riconosciuto lo stesso diritto. Forse perché quello che dicevo non piaceva? Bella coerenza, bell’esempio di tolleranza. Oggi vi preoccupate del rispetto dei diritti fondamentali delle persone ma cosa avete fatto durante il lockdown per tutelare la popolazione che è stata segregata in casa? Per garantire anche a chi non era d’accordo di esprimersi liberamente? Non parteciperò al voto di questa legge perché troppe persone in quest’Aula hanno dimenticato cosa sia veramente il rispetto dei diritti fondamentali dell’essere umano.»
«Credo fortemente nella libertà di ogni individuo – ha detto la consigliere Raffella Foudraz (Lega VdA) -, nella libertà di poter vivere la vita come ognuno vuole, di scegliere se vivere o vivere in maniera diversa. Tuttavia, una tematica così delicata deve essere affrontata a livello nazionale e non come un costume di Arlecchino, dove Regioni si portano avanti e altre no, perché questo potrebbe generare delle migrazioni di persone da una regione all’altra con conseguenze incontrollabili.»
«Ad oggi, diverse proposte di legge sul fine vita presentate da varie Regioni sono ferme, impugnate o dichiarate inammissibili: questa situazione ha generato ulteriore confusione, proprio su un tema che richiederebbe chiarezza e uniformità – ha ricordato l’assessore alla sanità, Carlo Marzi (SA) -. La Corte Costituzionale ha assegnato al Parlamento il compito di legiferare in materia, evitando che le Regioni intervengano in modo frammentato su un tema tanto delicato. Va ricordato che la legge nazionale 38/2010 sulle cure palliative è pienamente in vigore e riconosciuta come uno strumento all’avanguardia per il suo approccio al fine vita. Le cure palliative offrono un’assistenza multidimensionale che include anche il supporto alla famiglia, durante la malattia e nel lutto ed è questo l’ambito nel quale oggi rimaniamo coinvolti come settore sanitario, astenendoci responsabilmente dal rendere tecniche o politiche delle valutazioni che oggi, rispetto a questa Pl, non devono avere vincoli e mandati di governo e/o di maggioranza o di minoranza. In Valle d’Aosta, lo scorso anno, abbiamo avviato un potenziamento della rete regionale e locale delle cure palliative e dei servizi delle cure palliative, da quelle fornite a domicilio sino alla degenza temporanea in Hospice. La struttura di Terapia del dolore dell’azienda Usl ha incrementato le prestazioni ambulatoriali del 31% rispetto all’anno precedente e sono sensibilmente aumentati i pazienti presi in cura in ambito domiciliare. È previsto un ulteriore rafforzamento con l’assunzione di due medici palliativisti e otto infermieri. In tale ambito rivestono importanza i Centri etici territoriali, a cui nella nostra regione abbiamo dato particolare attenzione, rinnovandone completamente la composizione con nuovi componenti che ringraziamo per le competenze e la disponibilità. Una rete solida di cure palliative rende di fatto possibile un dibattito, ma non salvifico perché politicizzato, sul fine vita. La nostra priorità resta il diritto alla vita e alla dignità della persona. Oggi, la strada da seguire, per la sua rilevanza etica e giuridica, è quella di porre attenzione agli esiti del confronto parlamentare in una regolamentazione nazionale condivisa che garantisca certezza del diritto e tutela uniforme. Questa proposta, nel suo articolato specifico, è uno strumento politico di parte che non condividiamo né politicamente né personalmente.»
La consigliere Erika Guichardaz, nella replica, ha annunciato che «gli emendamenti del consigliere Aggravi saranno accolti: danno un segnale di interesse e dimostrano di voler migliorare il testo. Noi in quest’Aula siamo chiamati ad assumere delle posizioni politiche, dando la possibilità ai cittadini di fare quello che chiedono da tempo. Per noi questo è uno dei temi importanti su cui il Consiglio è tenuto ad esprimersi, anche se questa battaglia è condivisa da pochi in quest’Aula. Si continua a fare il discorso sulle cure palliative, ma esiste una percentuale residuale che deve fare ricorso al suicidio medicalmente assistito: di questa dimensione, invece, non si vuole assolutamente tenere conto. Sui diritti noi andiamo avanti, quindi portiamo al voto questa proposta di legge. Qui si continua a rimandare, a delegare ad altri, senza prendersi mai nessuna responsabilità.»
Il presidente del Consiglio, Alberto Bertin (FP-PD) ha denunciato «l’inerzia scandalosa da parte del Parlamento nella disciplina di questa materia. La presentazione di questa proposta di legge opera come stimolo nei confronti dello Stato ad uscire dall’immobilismo, assolvendo finalmente i suoi doveri legislativi. Molte Regioni stanno intervenendo con leggi proprie sulla questione e sono certo che il Governo Meloni le impugnerà tutte ma non sono altrettanto certo di come si pronuncerà la Corte Costituzionale. In questo contesto, l’autolimitazione dell’Assemblea legislativa non mi pare la scelta migliore, soprattutto in un sistema autonomista come il nostro.»
In relazione alla proposta di legge regionale Liberi Subito, dedicata alla regolamentazione dell’accesso al suicidio medicalmente assistito, il Comitato Eutanasia Legale VDA, prima che il Consiglio si riunisse, aveva ricordato che la proposta è stata depositata nel febbraio 2024 e ha avviato il proprio iter mercoledì 3 luglio 2024 e quindi auspica che non vi siano ulteriori dilazioni nella trattazione. Il testo si ispira ai principi sanciti dalla sentenza 242 del 2019 della Corte costituzionale e intende garantire tempi e modalità certe per l’accertamento delle condizioni sanitarie richieste per accedere legalmente al suicidio assistito, nei limiti delle competenze regionali.
Secondo quanto dichiarato dal Comitato Eutanasia Legale VDA, a quasi sei anni dalla sentenza della Consulta non è più accettabile che i cittadini debbano affrontare ostacoli, attese o arbitrarietà per esercitare un diritto già riconosciuto. Il comitato evidenzia come la proposta Liberi Subito non introduca nuovi diritti ma disciplini le procedure sanitarie necessarie per garantire l’autodeterminazione delle persone in condizioni di sofferenza estrema. La Valle d’Aosta ha raccolto oltre settemila firme a sostegno dell’iniziativa, risultando la prima regione in Italia in rapporto alla popolazione.
All’ordine del giorno figurano anche un’altra proposta di legge: del gruppo Rassemblement Valdôtain, si occupa della valorizzazione in chiave storico-turistica della tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier.
Sarà poi esaminato un ultimo disegno di legge: contiene disposizioni urgenti in materia di istruzione e cultura.
Interrogazioni a risposta immediata
Sono state iscritte quattro interrogazioni a risposta immediata. Con la prima, il gruppo Forza Italia vuole conoscere le motivazioni dell’esclusione del disegno di legge sull’organizzazione del Corpo dei Vigili del fuoco dalle priorità legislative di fine Legislatura individuate dal Governo regionale. La seconda, del gruppo Rassemblement Valdôtain, riguarda il reclutamento dei Segretari degli enti locali. Con il terzo question time, depositato dal gruppo Progetto Civico Progressista, si affronta la questione del collegamento intervallivo Cime Bianche, mentre con il quarto, il gruppo Misto interroga il Governo per conoscere le tempistiche e le finalità dei lavori sulla Statale n. 26 a Pré-Saint-Didier.
Interrogazioni
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha depositato quattro interrogazioni: informazioni sulla documentazione concernente Cva Spa; supporto fornito dall’Università della Valle d’Aosta per la redazione della riforma della legge in materia di politiche abitative; modifiche all’atto aziendale dell’Ausl; interlocuzioni con il Comune di Aosta per ripristinare gli stalli riservati alle persone con disabilità in prossimità dell’uscita dell’ospedale Parini.
Il gruppo Misto, con un question time, chiede conto delle soluzioni individuate per limitare i disagi alla viabilità regionale.
Il gruppo Progetto Civico Progressista discuterà sei interrogazioni: tempi di pubblicazione del decreto di convocazione dei comizi elettorali per le prossime consultazioni regionali (question time); esternalizzazione dei servizi antincendio all’aeroporto Corrado Gex; tempistiche per l’approvazione della norma di attuazione in materia di concessioni di derivazione d’acqua; ampliamento del bacino artificiale Leissé a Pila; risoluzione delle criticità delle procedure concorsuali dell’Azienda Usl; apertura della parte nuova della struttura per anziani Maison Regina a Gaby.
Interpellanze
Le interpellanze del gruppo Lega Vallée d’Aoste sono su: avvio di interlocuzioni con la Società di Servizi Valle d’Aosta per garantire la continuità didattica degli alunni con disabilità; estensione del valore del voucher per agevolare l’accesso ai servizi di conciliazione alle famiglie con più figli con disabilità; ricostituzione dell’Osservatorio in materia di edilizia e urbanistica; tempistiche per la messa in sicurezza dei torrenti Biolley e Verney a Fontainemore; risultati del nuovo sistema di raccolta rifiuti nelle Unité Valdigne-Mont-Blanc e Grand-Paradis; soluzione delle criticità del servizio di gestione e ricarica delle bombole di ossigeno medicale; decadenza dell’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica adibiti ad attività penalmente rilevanti; verifica della composizione delle Commissioni medico legali per l’accertamento dell’invalidità civile; realizzazione della stanza multisensoriale alla casa di riposo JB Festaz; messa a disposizione presso il servizio del sollievo di posti effettivi e fruibili da tutti; sviluppo della proposta progettuale sull’utilizzo di Maison équipée di Saint-Marcel e integrazione con il progetto “Dopo di noi”; predisposizione di un disegno di legge sulla prevenzione della morte cardiaca improvvisa giovanile.
Due le interpellanze del gruppo Misto: intenzioni della Regione in merito all’analisi degli impatti prodotti dal Climat change sul territorio valdostano; disservizi della rete acquedottistica e azioni per la diminuzione dei costi di depurazione delle acque.
Saranno trattate undici interpellanze del gruppo Progetto Civico Progressista: esternalizzazione dei servizi antincendio all’aeroporto Corrado Gex; tutela delle imprese commerciali e agricole attive nel settore della cannabis light; salvaguardia delle aziende metalmeccaniche operanti in Valle; manutenzione del forno crematorio e costruzione di un nuovo impianto; soluzioni alle problematiche della Fondation Grand Paradis; bonifica del sito della discarica di Pompiod prima del rilascio di una nuova autorizzazione; avvio di un tavolo di lavoro con le associazioni dei consumatori sui progetti di prevenzione odontoiatrica; implementazione del sistema di disdetta informatizzata di prestazioni sanitarie; soluzione delle criticità per l’espletamento dei concorsi dell’Ausl; monitoraggio e prevenzione della dipendenza dalle droghe di nuova generazione; soluzione delle criticità legate all’erogazione di prestazioni sanitarie.
Il gruppo Rassemblement Valdôtain ha iscritto dieci interpellanze: rimedi al mancato proseguimento del contratto di lavoro a tempo determinato di educatori e operatori di sostegno fino al termine della scuola dell’infanzia; inserimento scolastico e tutela degli alunni con disturbi da deficit d’attenzione e iperattività; gestione coordinata dei percorsi abilitanti all’insegnamento in Valle d’Aosta; attivazione di un tavolo tecnico per la corretta assegnazione del personale docente della scuola dell’infanzia; stabilizzazione del personale impiegato per la gestione del Pnrr; miglioramento della raccolta differenziata e del riciclo della carta; sperimentazione delle portate di deflusso minimo vitale nelle opere di presa delle centrali idroelettriche di Nus e Champdepraz; tempistiche dell’intervento all’incrocio tra la strada statale 26 e la strada regionale 6 di Champdepraz; misure a sostegno del comparto alberghiero e per il riequilibrio dell’offerta turistica; verifica della percorribilità dei percorsi dedicati alle persone con disabilità ai fini della promozione dell’offerta turistica.
Risoluzioni
Il Consiglio Valle ha approvato, con 31 voti favore e 3 astensioni (PCP, Consigliere Padovani di FP-PD), una risoluzione riguardante il conflitto in Medio Oriente.
Il testo, presentato dal gruppo Rassemblement Valdôtain, sollecita, anche tramite i Parlamentari valdostani, il Governo nazionale affinché favorisca un cessate il fuoco umanitario, corridoi per gli aiuti, la liberazione degli ostaggi e condizioni di sicurezza per i civili; la promzione con Ue e Onu di una nuova conferenza di pace, basata sul reciproco riconoscimento e sull’attuazione delle risoluzioni Onu; sostenga la creazione di uno Stato palestinese sovrano, democratico e privo di condizionamenti terroristici, in una soluzione equa e duratura fondata sul principio dei “due popoli, due Stati”.
«Il conflitto tra Israele e Hamas rappresenta una tragedia umanitaria che impone una chiara presa di posizione – ha detto il capogruppo di RV, Stefano Aggravi, illustrando l’iniziativa in Aula -. Condanniamo senza ambiguità l’attacco terroristico del 7 ottobre e allo stesso tempo esprimiamo forte preoccupazione per l’alto numero di vittime civili causato dalla risposta militare israeliana. La violenza, da qualunque parte provenga, non può mai essere la risposta: oggi più che mai serve uno sforzo corale per una pace negoziata, che parta dal disarmo dei gruppi terroristici come Hamas e giunga a una reale prospettiva di dialogo politico. Noi siamo, come già proposto in una risoluzione approvata a dicembre, per una soluzione politica equa, duratura e fondata sul principio dei “due popoli, due Stati”.»
La risoluzione era collegata a una mozione del gruppo Progetto Civico Progressista che è stata respinta con 20 voti di astensione (UV, PlA, RV, FI, GM), 1 voto contrario (SA), e 7 a favore (PCP, FP-PD). Il testo invitava la Regione a non intrattenere rapporti con i rappresentanti istituzionali del Governo israeliano e con tutti i soggetti ad esso riconducibili che non siano motivati dalla volontà di fermare il massacro dei palestinesi nella Striscia di Gaza; ad adoperarsi affinché il Governo italiano si facesse parte attiva per rendere permanente il cessate il fuoco a Gaza e in tutto il Medio Oriente, interrompendo ogni forma di sostegno militare a Israele e impedendo il rinnovo del Memorandum d’intesa tra il Governo italiano e quello israeliano sulla cooperazione nel settore militare e della difesa. Sollecitava anche azioni in sede europea per far sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele e applicare delle sanzioni adeguate diplomatiche, politiche e commerciali.
«Il genocidio in atto non può lasciare nessuno di noi indifferente ed esige una forte presa di posizione – ha ricordato la capogruppo di PCP, Erika Guichardaz -. Dalla discussione della mozione di dicembre la situazione è precipitata ulteriormente, si è disumanizzata ancora di più: oltre alle uccisioni si pratica l’uso della fame come arma di guerra. Altre Regioni hanno adottato iniziative simili a quella che oggi noi portiamo all’attenzione di questo Consiglio perché la Valle d’Aosta non può sottrarsi. Non si può guardare altrove come se fosse un fatto che non ci riguarda: bisogna compiere una scelta che prima di essere politica è umana. Bisogna alzare la voce per chiedere che vengano rispettati i diritti umanitari e che si metta fine a questo massacro e a questa metodica distruzione del popolo palestinese.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha osservato che «questa tematica di politica estera internazionale è molto complessa e tocca anche una sfera politica di non diretta competenza di questa Assemblea con visioni interne alla maggioranza che sono molto diverse. Per questo motivo, il voto su questa mozione e sulle due risoluzioni presentate sullo stesso punto sarà libero, a seconda delle valutazioni personali o dei singoli gruppi di maggioranza.»
Anche la risoluzione del gruppo Lega Vallée d’Aoste, che era collegata alla mozione, è stata respinta con 20 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, FI) e 11 voti a favore (Lega VdA, RV, GM) e la non partecipazione al voto di PCP e del consigliere Padovani di FP-PD.
La risoluzione della Lega VdA è stata illustrata dal capogruppo Andrea Manfrin: «La nostra iniziativa nasce dalla volontà di ribadire una posizione chiara e umanamente doverosa: la guerra in Medio Oriente, e in particolare a Gaza, ha raggiunto un livello di disumanità e sofferenza che non può lasciarci indifferenti. Come ricordato anche da una recente dichiarazione congiunta sottoscritta da oltre 20 Paesi, tra cui l’Italia, la sofferenza dei civili è diventata insostenibile, con oltre 800 palestinesi uccisi mentre cercavano semplicemente di accedere a cibo e acqua. Allo stesso tempo, non possiamo dimenticare gli ostaggi israeliani ancora detenuti da Hamas, ai quali va il nostro pensiero e il nostro appello per un rilascio immediato.» Il testo invitava il Governo israeliano a revocare le restrizioni agli aiuti umanitari, condannava lo sfollamento forzato e gli insediamenti nei Territori occupati, e sollecitava un cessate il fuoco immediato e uno sforzo internazionale per la pace.
Mozioni
Corso di laurea in Scienze e tecnologia della montagna
Con una mozione respinta 20 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA) e 15 a favore (Lega VdA, RV, PCP, GM, FP-PD), il gruppo Rassemblement Valdôtain sollecitava interlocuzioni con l’Università della Valle d’Aosta per attivare un corso di laurea in Scienze e tecnologia della montagna, a prosecuzione del percorso di studi professionali in Gestione delle acque e risanamento ambientale (Gara).
«Il prossimo anno avremo i primi diplomati del percorso di studi professionale Gara – ha ricordato il consigliere Claudio Restano -. La nostra regione, con il suo territorio montano, vanta la presenza delle vette più alte d’Europa e un’alta specializzazione nei mestieri legati alla montagna oltre che nelle attività di soccorso alpino inserite nel contesto di protezione civile. Mi preme sottolineare anche la capacità formativa che i professionisti della montagna hanno sviluppato in questi anni e la presenza della Centro Addestramento Alpino, luogo di formazione per militari italiani e stranieri e punto di collaborazione anche per la società civile. Queste eccellenze si sono sviluppate grazie all’impegno e agli investimenti di tutta la collettività. Siamo una scuola a cielo aperto e riteniamo che l’attivazione di questo percorso universitario rappresenterebbe un’ulteriore eccellenza e un’occasione importante per far crescere ulteriormente i nostri professionisti e consentirebbe di formare la consapevolezza ambientale alpina dei giovani valdostani e non. La nostra iniziativa non prevede di replicare quanto in atto in altre università e l’offerta formativa valdostana non avrebbe concorrenza. Ho chiesto un impegno politico a valutarne la realizzazione, che il Governo ha rifiutato.»
L’assessore al sistema educativo, Jean-Pierre Guichardaz, ha ricordato che «l’attivazione del corso richiede un investimento stimato in 700mila euro e un’attenta pianificazione finanziaria. Considerato che lo stesso percorso formativo è già stato attivato a Torino, Milano e Bergamo, è plausibile ipotizzare una dispersione di potenziali iscritti verso la Valle d’Aosta. La sostenibilità di un progetto dipende dalla capacità di attrarre un bacino d’utenza interregionale, non potendosi basare esclusivamente sul contingente numericamente limitato di studenti valdostani potenzialmente interessati. La creazione di corsi prevede una pianificazione attenta da fare nei tempi dovuti, per cui non è possibile attivare tutte le proposte. Al momento siamo impegnati a perseguire il Piano di sviluppo triennale dell’UniVdA per definire in modo organico gli investimenti, l’organizzazione e la logistica dell’offerta formativa.»
Gran Balconata del Cervino
Con una mozione respinta con 20 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, PCP) e 13 a favore (RV, Lega VdA, FI, GM), il gruppo Rassemblement Valdôtain chiedeva di reperire le informazioni tecniche necessarie per inserire entro la fine della legislatura, l’itinerario Gran Balconata del Cervino nel portale Geonavigatore Sentieri della Valle d’Aosta e nel portale www.lovevda.it, nella sezione dedicata alla promozione e valorizzazione degli itinerari a piedi al fine di completare al meglio l’offerta outdoor della regione.
«Il sentiero n. 107 ha uno sviluppo complessivo di 73 km con un dislivello di 2300 metri e attraversa 8 comuni della media Valle – ha riferito il vicecapogruppo Dennis Brunod -. Nonostante il grande valore in termini di attrattività di questa Balconata, i siti che la pubblicizzano (www.trekkingcervino.com e www.granbalconatacervino.it) non funzionano e l’itinerario non è inserito neanche nel Geoportale regionale dei sentieri, né nel sito www.lovevda.it. La stagione estiva è ormai entrata nel vivo, ma noi crediamo che si debba intervenire per dare la giusta visibiltà a questo percorso così suggestivo.»
L’assessore al turismo, Giulio Grosjacques, ha riferito che «l’itinerario, pur interessando numerosi comuni, non fa parte dei percorsi a gestione regionale, bensì locale. All’interno del catasto è possibile inserirlo, ma solo su richiesta degli enti locali di riferimento, che ad ora non è pervenuta. Non appena inoltrata, sarà possibile procedere all’inserimento del sentiero nel geonavigatore e assicuro la massima collaborazione degli uffici competenti.»
Maculopatia
La mozione con cui il gruppo Lega Vallée d’Aoste chiedeva al Governo regionale di farsi promotore in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province autonome dell’inserimento della maculopatia nei Lea, è stata approvata respinta con 21 voti di astensione (UV, FP-PD, PlA, SA, PCP) e 13 a favore (Lega VdA, RV, FI, GM).
«Questa malattia che colpisce l’occhio determina una progressiva degenerazione della visione centrale: ha un altissimo potere invalidante ed è ritenuta una delle principali cause di cecità nei Paesi occidentali – ha spiegato il capogruppo Andrea Manfrin -. Si stima che per visite specialistiche, esami, spese di spostamento e ausili visivi, i costi da sostenere per i maculopatici si aggirino sui 3800 euro all’anno. Al Senato è stato presentato un disegno di legge per la tutela delle persone affette da questa patologia e per la promozione della prevenzione ed è importante che le Regioni sollecitino il Governo nazionale affinché le gravi malattie retiniche siano inserite nei Lea.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha ricordato che «l’impegno è già stato assunto a suo tempo dal Consiglio con l’approvazione a giugno 2021 di una mozione analoga, presentata sempre dal gruppo Lega. Confermiamo che la Regione ha sostenuto quanto richiesto nell’impegnativa nelle sedi opportune: sia tecniche che politiche, partecipando attivamente ai tavoli di confronto e ai meccanismi di rappresentanza interistituzionale con il vostro Governo nazionale.»
Il gruppo Misto con una mozione sollecitava l’avvio degli scavi archeologici nell’area posta a ovest di viale Ginevra ad Aosta e la rimodulazione della progettazione del quarto lotto dell’ospedale Parini.
Rassemblement Valdôtain aveva iscritto una mozione sulla realizzazione di un corso di laurea in Scienze e tecnologia della montagna all’Università della Valle d’Aosta.
Pubblicato / aggiornato
il 25/07/2025 alle 08:14
Visualizzato volte
Categoria:
Politica e Amministrazione