Impugnata la legge regionale per ripristinare i danni alluvionali 2025
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La sala dove si riunisce il Consiglio dei ministri
Il Consiglio dei ministri, riunito martedì 22 luglio 2025, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, ha esaminato deliberato di impugnare la legge della Regione autonoma Valle d’Aosta n. 12 del 26/05/2025, recante Trasferimenti straordinari e urgenti a sostegno dei Comuni colpiti dall’alluvione e dagli eventi valanghivi del 16 e 17 aprile 2025, in quanto talune disposizioni, eccedendo dalle competenze statutarie e ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di sistema contabile dello stato, coordinamento della finanza pubblica e protezione civile, violano l’articolo 117, secondo comma, lettera e), e terzo comma della Costituzione.
Il commento di Rassemblement valdôtain
Il gruppo consiliare Rassemblement Valdôtain, con una nota di mercoledì 23 luglio 2025, esprime preoccupazione per la decisione del Consiglio dei Ministri.
«Si tratta di un atto grave, le cui motivazioni restano da capire, ma che incide direttamente su uno dei fondamenti dell’ordinamento repubblicano: il sistema delle autonomie regionali sancito dall’articolo 117 della Costituzione – commentano i consiglieri di RV -. Scelte di questo tipo rischiano di compromettere ulteriormente l’equilibrio tra Stato e Regioni, alimentando sfiducia istituzionale e incertezza operativa a scapito delle amministrazioni locali e delle comunità colpite.
Ancora una volta si afferma una logica centralistica e burocratica, dimenticando che l’unità della Repubblica si regge sul riconoscimento e sul rispetto delle autonomie territoriali, essenziali per garantire coesione e solidarietà. L’impugnativa di una norma nata per dare risposte rapide e concrete ai territori impone una seria riflessione sul futuro dei rapporti tra lo Stato e le Regioni, in particolare quelle a Statuto speciale come la Valle d’Aosta.»
Già nei giorni immediatamente successivi all’evento calamitoso, Rassemblement Valdôtain aveva sollecitato il Governo regionale ad attivarsi con ogni strumento utile, richiamando l’applicazione della legge regionale n. 5 del 2001 che disciplina l’organizzazione delle attività regionali di protezione civile.
«Oggi, più che mai, ci chiediamo perché il Governo regionale non abbia costruito una strategia di intervento autonoma, coerente con il nostro ordinamento speciale e fondata sull’iniziativa regionale, pur riconoscendo che la legge impugnata rappresentava una risposta concreta e tempestiva all’emergenza e per questo ne abbiamo sostenuto l’approvazione – evidenziano i consiglieri -. Per noi, la leale collaborazione tra i livelli istituzionali non è un principio astratto e a senso unico, ma una condizione imprescindibile, a maggior ragione nei momenti di emergenza.»
Il gruppo RV, in questo spirito, ribadisce il proprio «impegno a difesa della nostra Autonomia e della sua piena attuazione, auspicando che il Governo italiano chiarisca al più presto le ragioni di questa scelta e che il confronto con i territori sia trasparente e improntato alla reciproca fiducia, evitando decisioni unilaterali che compromettono non solo il dialogo tra le istituzioni, ma soprattutto le legittime aspettative delle comunità locali.»
La risposta della Regione
Il Presidente della Regione Renzo Testolin, in una nota di mercoledì 23 luglio 2025, sottolinea come: «il provvedimento dello Stato, dalle informazioni in nostro possesso e in attesa della notifica formale dell’atto di impugnativa con le relative motivazioni, porterebbe a penalizzare di fatto la Regione per la celerità degli interventi emergenziali consistiti nell’anticipazione ai Comuni di risorse regionali necessarie a finanziare i primi lavori di ripristino post calamità.
Il Governo, con l’iniziativa sfociata nell’impugnazione della legge da parte del Consiglio dei Ministri, contesta tale procedura che prevede che la Regione possa anticipare urgentemente risorse a favore dei Comuni per le operazioni emergenziali di ripristino delle condizioni di sicurezza e parrebbe paventare la possibilità di non riconoscere sulle stesse alcun rimborso statale nonostante lo stato di emergenza.
Tuttavia, procedura analoga era già stata prevista da una precedente disposizione regionale riguardante i trasferimenti straordinari a sostegno degli investimenti degli enti locali colpiti dall’alluvione del 29 e 30 giugno 2024 non contestata dallo Stato.»
A seguito della notifica formale del provvedimento e del puntuale esame delle motivazioni dell’impugnativa, la Regione valuterà la costituzione in giudizio.
L’intervento del deputato Manes alla Camera
Il deputato valdostano Franco Manes è intervenuto martedì 23 luglio alla Camera dei Deputati per esprimere la propria contrarietà all’impugnativa, deliberata dal Consiglio dei Ministri, della legge regionale 12/2025 che destina 8 milioni di euro ai Comuni colpiti dagli eventi alluvionali e valanghivi del 16 e 17 aprile. Manes ha definito il provvedimento regionale “di buon senso” e ha spiegato che si trattava di fondi anticipati dalla Regione, destinati a essere rimborsati dalla Protezione civile nazionale secondo procedure trasparenti.
Nel suo intervento, il deputato ha criticato l’atteggiamento del Governo, definendolo centralista e poco rispettoso dell’autonomia valdostana: «In questo caso l’efficacia della Valle d’Aosta viene vista in maniera negativa. Qui a Roma c’è chi pensa che se i soldi li anticipa la Regione allora vuol dire che non ne ha bisogno. Una totale assurdità, vista ad esempio la lentezza e la complicazione avuta per l’erogazione da parte del Governo dei ristori statali per l’alluvione del giugno 2024 in Valle d’Aosta. Ristori, tra l’altro, non ancora del tutto elargiti».
Pubblicato / aggiornato
il 24/07/2025 alle 11:49
Categoria:
Politica e Amministrazione