Etétrad 2025
(©Dominique Joly) -
Il trio Muddy Gurdy che aprirà ad Aosta la 27ª edizione di Ététrad
La certezza di ottenere dal Ministero della cultura circa 23mila euro di contributo annuale a fondo perso dal Fondo unico per lo spettacolo, garantirà all’associazione culturale Etétrad di Charvensod, di arrivare alla trentesima edizione del Festival international des nouvelle musiques trad en Vallée d’Aoste.
È quanto ha annunciato il presidente, Paolo Dall’Ara, durante la presentazione della 27ª edizione del festival, che si aprirà ad Aosta martedì 26 agosto 2025, alle ore 21, con il concerto gratuito, in piazza Roncas, del trio francese Muddy Gurdy, seguito dai compaesani Tribal Jâze: «abbiamo deciso di compiere un percorso culturale lavorando attorno ai tre angoli del Monte Bianco – ha aggiunto Paolo Dell’Ara – quindi le tre comunità che sono la nostra, quella francese della Savoia e quella Svizzera del Canton Vallese».
Ététrad, che in quest’edizione, è dedicato alla Francia (per concentrarsi poi sulla Svizzera nel 2026 e alla Valle d’Aosta nel 2027, anno del trentennale), prosegue a Fénis fino a sabato 30 agosto, dove l’Amministrazione comunale ha concesso gratuitamente all’organizzazione, dal 24 agosto al 3 settembre, lo spazio davanti al castello e le strutture dell’area Tsantì de Bouva, dove si tiene il festival e l’accesso sarà esclusivamente pedonale, compresi il salone e la cucina e dove il parcheggio, nei giorni dell’evento, sarà a pagamento, così come quello dedicato ai camper nelle vicinanze del campo sportivo, ma anche la zona per l’attendamento, nel prato sotto il castello. Il Comune di Fénis, che lo scorso anno aveva contribuito con un finanziamento di 1.500 euro, quest’anno si è fatto anche carico del noleggio dei servizi sanitari che saranno installati in zona.
La seconda giornata, mercoledì 27 agosto, inizia alle ore 16.30, al Mav, Museo dell’artigianato valdostano, con l’inaugurazione dell’esposizione Cornamuse del mondo con il maestro liutaio, polistrumentista e ricercatore Daniele Bicego, che sarà aperta, nei quattro giorni del festival dalle ore 10.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.
Il primo concerto si tiene alle ore 18 ed è quello dei Calabro 35, band dell’aostano di origine calabrese Beppe Vona. Dalle ore 21 si esibiranno i romani Musicanti del piccolo borgo, e quindi i francesi Princesse Miska e La Rôdeuse.
Giovedì 28 agosto si inizia alle ore 16 con la rigenerazione energetica del valdostano Alex Noussan, che si presenta come Alma Soul Music, “da anni impegnato nella ricerca sonora volta al trattamento curativo delle persone”, per poi passare, alle ore 18, al duo francese Sarzier-Simonnin e, dalle ore 21, con i concerti dei musicisti d’oltralpe Sources Quintet, del Miscellaines Quartet di Jérémie Mignotte e dei Mbraia.
Venerdì 29 agosto il pomeriggio inizia alle ore 16 con l’animazione di Blu L’azard per continuare alle 18 con gli italiani Lampetròn. Alle 21 è prevista la riproposizione del docu-film Contrebandjì, prodotto nel 2024 dall’associazione culturale Télécombat, che racconta il fenomeno del contrabbando di sigarette in Valle d’Aosta nella seconda metà del ventesimo, che per l’occasione sarà musicato dal vivo da Rémy e Vincent Boniface, che uniranno gli strumenti tradizionali con l’elettronica del protocollo digitale del progetto Open sound Osa, realizzata anche dal valdostano Alessandro Ottenga.
Alle ore 22 salirà sul palco la band valdostana L’Orage, nella formazione con Alberto Visconti ed i fratelli Boniface, seguiti dai francesi Illa e War-Sav.
Sabato 30 agosto, ultimo giorno del festival, il primo evento, alle 14.30, al Mav, è la presentazione, da parte del ricercatore Flavio Giacchero, del film Chant a batànt e del libro Tsant’an Tsamin. Alle ore 16 i concerti iniziano con i valdostani Mamima Swan a cui seguono i piemontesi Balarù. Alle ore 21 sarà la volta dei francesi Violons Barbares, band formata dal violinista bulgaro Dimitar Gougov, dal cantante mongolo Dandarvaanchig Enkhjargal e dal percussionista francese Fabien Guyot, seguiti poi dai francesi Ciac Boum e dal duo piemontese Lindal che chiuderà il festival a notte inoltrata.

«Ététrad presenta momenti di ascolto e momenti da ballo – ha sottolineato il direttore artistico Vincent Boniface – nel nostro settore sono numerosi festival che si occupano o dell’una o dell’altra cosa e pochi fanno questa sinergia di questi due mondi. Noi crediamo molto nella natura ibrida di Ététrad perché i pubblici devono frequentarsi, scambiarsi delle opinioni, parlarsi e in qualche modo abbattere questi muri molto restringenti che chiudono i generi all’interno di scatole e chiudono i pubblici all’interno di ambienti».
Accanto ai concerti, Ététrad propone quindi tre attività di formazione. Nella sala Miseregne, uno stage di musica d’insieme con Norbert Pignol e Jean-Pierre Sarzier su arrangiamento, riarmonizzazione e improvvisazione, al costo di 200 euro, di canto con Marzia Rey e Flavio Giacchero di Blu L’Azard sulla tradizione orale dell’arco alpino occidentale con un approccio pratico e teorico, a 40 euro, e di danza nell’area di Tsantì de Bouva, con Viviana e Andrea del gruppo Balarù, a 20 euro per ognuno dei sei moduli.
L’abbonamento per i quattro giorni di Ététrad e per lo stage di musica d’insieme costa 200 euro (100 euro il ridotto, per i minori di 14 anni), mentre quello per i quattro giorni e per tutti gli stage di danza costa 140 euro (70 euro il ridotto). L’ingresso per quattro giorni consecutivi costa 60 euro (30 euro il ridotto), per tre giorni 50 euro (25 euro il ridotto) e per due giorni 40 euro (20 euro il ridotto). Il biglietto di accesso giornaliero costa 22 euro (12 euro il ridotto).

Oltre al contributo del Ministero della cultura la 27ª edizione di Ététrad ha ottenuto 25mila euro dall’Assessorato regionale ai beni ed attività culturali, sistema educativo e politiche per le relazioni intergenerazionali, sulla base della legge regionale 69/1993 che definisce i contributi per le attività ed iniziative di carattere culturale e scientifico, con 87,2/100 punti, nel limite del disavanzo e pari al 90% delle spese ammissibili.
«Sono dieci anni che l’associazione culturale ha raccolto il testimone di questo festival – ha ricordato ancora Vincent Boniface – fondato nel 1998 dai Trouveur Valdotèn (vale a dire, lui, il fratello Rémy ed i loro genitori, Sandro Boniface e Liliana Bertolo, n.d.r), un periodo particolarmente fecondo, dove sono nate tante manifestazioni e noi e continuiamo con quell’idea di voler intrattenere il il pubblico, ma soprattutto dar loro al pubblico l’opportunità di crescere spiritualmente e culturalmente. Far incontrare le persone è diventata una missione sociale che va al di là del discorso musicale, altrimenti la tendenza sarebbe quella di sprofondare sempre di più nella solitudine e nel consumo privato di contenuti multimediali. Certamente noi non stiamo lottando contro quel mondo, ma cerchiamo di mantenere vivo l’altro».

Pubblicato / aggiornato
il 20/08/2025 alle 07:24
Categoria:
Cultura