Uncem: Chiudere i collegamenti alpini è un problema nazionale
(©Gianfranco Zanata per bobine.tv) -
Jean Barocco e Marco Bussone
La chiusura dei collegamenti transalpini è una questione che va oltre la Valle d’Aosta. È questo il messaggio lanciato da Jean Barocco, consigliere nazionale Uncem, e da Marco Bussone, presidente nazionale dell’Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani, che martedì 2 settembre 2025 hanno espresso forte preoccupazione per le conseguenze delle interruzioni al traffico al Monte Bianco e al Colle del Piccolo San Bernardo.
Secondo Uncem, la riduzione della viabilità attraverso le Alpi rischia di creare un effetto domino: il traffico si riverserebbe sui valichi ancora percorribili, come il Sempione e il Fréjus, già oggi congestionati, con pesanti ricadute per i Comuni di confine. «Non si tratta di territori marginali – sottolineano – ma di aree strategiche che necessitano di politiche e attenzioni nazionali, al di là dei confini regionali di Piemonte e Valle d’Aosta».
Per questo motivo, l’Unione dei Comuni chiede al Governo di accelerare gli interventi sul traforo del Monte Bianco, garantendo che i lavori di manutenzione non si traducano in chiusure ricorrenti e prolungate. Contestualmente, si sollecita la ripresa della progettazione della seconda canna del traforo, «senza aspettare decenni come accaduto per la Tav in Valle di Susa».
Uncem richiama inoltre la necessità di dare piena attuazione al Trattato del Quirinale, lavorando con tutti i livelli istituzionali per definire strategie comuni con la Francia e con gli altri Paesi europei. «Le Alpi non devono diventare una barriera – concludono Barocco e Bussone – ma continuare a essere un ponte di collegamento economico, sociale e culturale».
Pubblicato / aggiornato
il 02/09/2025 alle 13:50
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Categoria:
Politica e Amministrazione