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80e anniversaire de la fondation de l’Union Valdôtaine (con polemica)

À l’occasion du 80e anniversaire de la fondation de l’Union Valdôtaine, le mouvement a organisé les célébrations qui ont eu lieu le samedi 13 septembre 2025, à Aoste, dans les lieux symboliques de la mémoire collective.

La commémoration a deébuté devant le Palais Ollietti, lieu historique où, en 1945, les seize fondateurs ont signé l’acte de fondation du Mouvement. S’ensuivra le dévoilement d’une plaque commé-morative, en hommage à leur engagement et à leur vision.

S’est tenu ensuite le dépôt d’une gerbe devant l’immeuble de rue Frutaz, où, dans la nuit du 18 mai 1944, Emile Chanoux fut tué.

A l’issue de cette cérémonie, un cortège a accompagné les drapeaux des Sections et la bande Musikkapelle La Lira d’Issime jusqu’au bourg. Une messe solennelle, avec la partecipation du Chœur Saint-Ours, a été célébrée dans la Collégiale des Saints Pierre et Ours, en suffrage des fondateurs et de tous les Unionistes disparus.

targa commemorative 80 anniversario union valdotaine
La targa posta su Palazzo Olietti, a celebrazione dell’80° anniversario di fondazione dell’Union valdôtaine

Manes in Parlamento

Il deputato Franco Manes, nella serata di mercoledì 10 settembre, ha voluto ricordare nell’aula del Parlamento la portata storica e politica di questo anniversario, che si intreccia con la nascita della SVP in Alto Adige, anch’essa fondata nel 1945.

«Quest’anno celebriamo due ricorrenze fondamentali per le nostre minoranze linguistiche: gli ottant’anni della SVP, nata l’8 maggio 1945, e quelli dell’Union Valdôtaine, fondata il 13 settembre dello stesso anno ad Aosta – ha dichiarato Manes -. Due realtà diverse, ma unite dalla stessa volontà: quella di ridare voce e dignità a comunità che non volevano più subire, ma scegliere chi essere, come parlare, come vivere.” Manes ha sottolineato come la nascita dell’Union Valdôtaine fu un atto politico e culturale di profonda consapevolezza identitaria. “Dopo la caduta del regime fascista, in un’Italia ancora da ricostruire, un gruppo di valdostani scelse di unirsi sotto il ‘Simbolo del Leone’, senza distinzioni ideologiche, per dar vita a un progetto che mettesse al centro l’autogoverno, la tutela delle minoranze e l’interesse della Valle d’Aosta».

Il parlamentare ha anche evidenziato la continuità politica del Movimento: «Non è un caso se l’Union Valdôtaine – come la SVP – è oggi una delle forze più longeve del nostro Paese. Ha saputo mantenere saldi i propri ideali, rinnovandosi con buon senso, senza mai perdere il legame con la propria terra e la propria gente».

Ma gli 80 anni non sono, secondo Manes, solo una celebrazione del passato: «Quell’obiettivo di unità e buon governo indicato dai fondatori non è un fatto concluso, è una responsabilità attuale. Quelle conquiste – lo Statuto speciale, le istituzioni regionali, la tutela delle lingue e delle montagne – non sono acquisite una volta per tutte. Vanno difese, aggiornate, rese vive».

E ha concluso: «L’Autonomia non è un privilegio, è uno strumento di giustizia, responsabilità e sviluppo. Ogni volta che viene messa in discussione, è la democrazia stessa a essere minacciata. Oggi tocca a noi dimostrare di essere all’altezza di quell’eredità e di quella storia. Chi crede nell’Autonomia, chi crede nei territori, chi crede nella forza dei popoli che non rinunciano alla propria identità, ha il dovere di continuare questa battaglia».

Il commento di Elio Riccarand

Riceviamo e pubblichiamo da Elio Riccarand:

Nel 1985 i miei genitori abitavano in Corso Padre Lorenzo n. 7, in un alloggio nel palazzo di proprietà dei canonici di Sant’Orso, sopra alla Tipografia Valdostana, che è ancora attiva. Dal balcone di quell’alloggio, il 13 settembre 1985 ebbi modo di assistere alla cerimonia per la posa di una targa a ricordo del quarantesimo anniversario della costituzione dell’Union Valdôtaine. Una cerimonia sobria, con alcuni dirigenti e amministratori del Mouvement, senza fanfare, ma la targa era notevole: un massiccio rettangolo in acciaio, per ricordare la fondazione del movimento e per citare uno per uno tutti i componenti del “Comité provisoire de Direction”, avvitata su un cippo macigno collocato appositamente ai bordi della strada. Una collocazione non casuale perché era proprio in quel punto, in un edificio abbattuto negli anni Settanta e sempre di proprietà dei canonici di Sant’Orso, che l’associazione Union Valdôtaine aveva mosso i primi passi.
Con sorpresa sabato 13 settembre 2025 ho visto che è stata posizionata un’altra targa, sempre in acciaio e di dimensioni analoghe, per ricordare gli ottanta anni della fondazione dell’Union Valdôtaine. Stesso significato, stesso avvenimento da celebrare, ma con un’altra placca questa volta a duecento metri da quella del quarantennale. Una in Corso Padre Lorenzo e l’altra in via Ollietti. Per quale motivo?
Tendo ad escludere che i dirigenti e il popolo unionista si siano dimenticati della targa del 1985, anche se forse un minimo di manutenzione e di pulizia sarebbe stato bene farla, visto che è esposta alle intemperie e mostra tutti i suoi anni; ma stento a capire la logica della moltiplicazione delle targhe commemorative sulla fatidica fondazione del Mouvement.
Comprendo che, visto il momento, l’esigenza era soprattutto di organizzare una manifestazione elettorale con tanto, questa volta, di banda, corteo e ospiti trentini e sudtirolesi, ma potevano farla anche in Corso Padre Lorenzo.
Perché cambiare luogo della fondazione? Qual è la logica? Forse non c’è, o forse sì. Volendo azzardare una spiegazione, direi che l’UV ha voluto con questa operazione pubblicitaria sottolineare meglio le sue origini istituzionali: e qual era l’edificio migliore se non quello che fu nel 1946 la sede del primo Consiglio regionale della Valle d’Aosta? Ricordare Corso Padre Lorenzo significa affondare le radici fra i canonici di Sant’Orso, significa anzitutto ricordare Monsignor Stevenin, che fu il principale ideatore della Associazione Uv… ma poi egli ebbe una lite furibonda con l’Union Valdôtaine divenuta il partito di Severino Caveri… Via Ollietti significa invece valorizzare il ruolo istituzionale, le azioni di governo, una storia di potere quasi ininterrotto per 80 anni.
Tanto ci sarebbe da dire sull’Associazione Uv fondata il 13 settembre 1945, subito dopo la Liberazione e sull’onda dei Decreti luogotenenziali voluti da Federico Chabod e avversati da Severino Caveri. Non è questo il luogo, tuttavia sui libri di storia le vicende sono raccontate in modo preciso. Chi vuole conoscere la storia dell’Uv e della politica valdostana ha vari testi da consultare.
Mi rimane una curiosità che, visti i miei 77 anni, temo di non poter appagare. Fra venti anni, il 13 settembre 2045, verrà sicuramente celebrato il centenario della fondazione dell’Union Valdôtaine e ci sarà sicuramente una terza targa: dove verrà collocata? Se qualcuno lo apprende in anticipo, già nei prossimi anni, me lo faccia sapere.

La risposta di Joël Farcoz

Mercoledì 17 settembre 2025, il presidente di Union valdôtaine Joël Farcoz ha risposto: «Le due targhe attualmente visibili ad Aosta non sono atti celebrativi di parte né strumenti di autocelebrazione politica. Esse rappresentano segni di memoria storica, posti per riconoscere luoghi simbolici legati alla nascita del movimento autonomista valdostano, e quindi alla storia stessa dell’autonomia speciale della nostra Regione.
La prima targa, apposta nel 1985, in occasione del Quarantesimo anniversario, si trova sul sedime dove sorgeva la Maison Quendoz, primo Siège dell’Union Valdôtaine. È lì, in un contesto ancora segnato dalle ferite della guerra e dalla fine del fascismo, che nacque un movimento popolare e culturale, capace di dare voce a un progetto di autonomia fondato sulla difesa della lingua, della cultura e dell’identità valdostana.
La seconda targa, collocata nel 2025, nel contesto dell’Ottantesimo anniversario, si trova sulla facciata ovest dell’ex Palazzo della Provincia. È un luogo carico di significato: fu al secondo piano di quel palazzo che, il 13 settembre 1945, i sedici fondatori firmarono l’atto costitutivo dell’Union Valdôtaine. Nello stesso edificio si sarebbe poi riunito anche il primo Consiglio della Valle d’Aosta, a conferma del legame profondo tra la nascita del Mouvement e il percorso istituzionale della nostra Regione.
In un momento in cui la memoria storica rischia di essere frammentata, strumentalizzata o rimossa, queste targhe non dividono, ma ricordano. Ricordano chi ha avuto il coraggio e la visione di pensare a un futuro autonomo per la nostra terra, in un tempo di incertezza e ricostruzione.
Lungi dall’essere un gesto di appropriazione dello spazio pubblico, queste testimonianze materiali offrono alla comunità – tutta – un’occasione di riflessione e di consapevolezza storica. Non appartengono a un partito: appartengono alla Valle d’Aosta, alla sua storia democratica, al suo percorso autonomista.
È vero, la storia dell’Union valdôtaine è scritta nei libri, con rigore e precisione. Bisogna però aprirli, leggerli e conoscerla. Perché se la storia non si conosce, è meglio non ergersi a paladini di essa.
L’Union Valdôtaine ha rispetto della storia. Come ha rispetto delle persone che, democraticamente e attraverso lo strumento referendario, hanno scelto con chiarezza come intendono andare al voto. Come ha rispetto delle infrastrutture che hanno consentito di fare della nostra regione un canale privilegiato di collegamento con il resto d’Europa, grazie a quell’autostrada che, a suo tempo, qualcuno tentò di bloccare.
La storia si rispetta lasciando dei segni, non cercando di esserne protagonisti personali per decenni. La memoria non si possiede: si custodisce. E l’Union Valdôtaine continuerà a farlo, con discrezione, coerenza e rispetto per la verità storica.
E continuerà a farlo perché l’Union valdôtaine ha potuto, può e potrà ancora posare altre targhe. Perché la sua storia non appartiene a una sola stagione, ma attraversa il tempo. Non si limita a una primavera come qualche altro simbolo che nasce e muore prima ancora di conoscere la stagione successiva
».

Pubblicato / aggiornato il 17/09/2025 alle 14:22
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video