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Consiglio Valle dell’8 ottobre 2025

Consiglio Valle dell’8 ottobre 2025 (©Consiglio Valle) - L'aula del Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Il Consiglio Valle, riunito in seduta straordinaria e urgente nel pomeriggio di mercoledì 8 ottobre 2025, ha approvato il Bilancio consolidato della Regione per l’esercizio finanziario 2024, ai sensi del decreto legislativo 118/2011. L’atto ha ottenuto 20 voti a favore (UV, PD-FP, PlA, SA, consigliere Restano), 3 contrari (PCP, GM) e 12 astensioni (Lega VdA, RV, FI).

Il Bilancio consolidato, illustrato in Aula dal Presidente della Regione, Renzo Testolin, fotografa «il risultato economico, patrimoniale e finanziario del Gruppo di amministrazione pubblica della Valle d’Aosta e ha una finalità conoscitiva. Il perimetro di consolidamento, oltre alla Regione capogruppo, comprende: Finaosta spa, Società di Servizi spa, Société Infrastructures Valdôtaines srl, Inva spa, Vallée d’Aoste Structure srl, Autoporto della Valle d’Aosta spa, Gruppo Cva spa, Rav spa, Sav spa, Cervino spa, Courmayeur Mont Blanc Funivie spa, Monterosa spa e Pila spa.
Il bilancio consolidato evidenzia una situazione solida di un gruppo amministrazione pubblica che garantisce l’equilibrio economico e patrimoniale e persegue i propri fini istituzionali. Lo stato patrimoniale consolidato pareggia infatti su 7 miliardi 821 milioni di euro; il patrimonio netto risulta pari 5 miliardi 629 milioni di euro con un incremento di 419 milioni rispetto al 2023. Il conto economico dell’esercizio chiude con un risultato di oltre 506 milioni di euro. Nel confronto con l’anno precedente l’utile del Gruppo aumenta di 23 milioni di euro in esito ad una diminuzione dell’utile dell’ente Regione di 40 milioni ampiamente compensato dalla crescita degli utili del Gruppo Finaosta – Cva Spa (di circa 63 milioni di euro). Un importante risultato che dimostra l’equilibrio finanziario, economico e patrimoniale e una solidità nel medio periodo che consente di indirizzare con tranquillità le risorse alla comunità così come pianificate dagli indirizzi forniti dal Consiglio regionale. Anche in questo bilancio consolidato non è ricompresa la Casinò de la Vallée spa, in quanto il decreto legislativo 118/2011 non prevede l’inclusione delle società in concordato preventivo.»

Il dibattito in Aula

La consigliere Chiara Minelli (PCP) ha annunciato il suo voto contrario sottolineando «il notevole ritardo con cui l’atto arriva in Consiglio creando una situazione imbarazzante, frutto della mancata programmazione che è stata una costante dell’agire di questa maggioranza. Esempi emblematici sono la vicenda della leggina elettorale arrivata oltre il tempo massimo; la mancata approvazione della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche che giace assurdamente alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nel totale silenzio della politica valdostana; il Piano trasporti, che aspetta di veder la luce da 28 anni! Per quanto riguarda poi le società controllate, il fatto che il Bilancio di Cva sia, nella sua integralità, parte del Bilancio della Regione è la conferma di ciò che ho sempre sostenuto in questi anni: questa società è totalmente controllata e soggetta al coordinamento e indirizzo da parte della Regione, ma le informazioni circa il percorso di razionalizzazione, importante anche ai fini dell’esame del consolidato, non sono arrivate.»

«In tanti ci siamo chiesti perché solo ad elezioni avvenute il presidente della Regione ha chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario per l’approvazione di un documento che doveva essere adottato entro il 30 settembre – ha osservato il Consigliere del gruppo Misto Diego Lucianaz -, ma dai colpi di testa del presidente Testolin non potevamo aspettarci altro. E fioccheranno ricorsi. È lo specchio di come la Giunta ha lavorato in questo periodo. Rispetto al Gruppo amministrazione pubblica, mi soffermo su due enti. Arpa, che pur essendo organismo pubblico, non ritiene importante occuparsi dei rilevamenti delle emissioni elettromagnetiche nocive a tutela della salute pubblica e delle sostanze inquinanti atmosferiche: ci auguriamo che i tecnici si accorgano delle sostanze nocive anche sui nostri ghiacciai. Fondazione Montagna Sicura, che usufruisce di finanziamenti pubblici con un aumento di entrate istituzionali su diversi progetti, contribuendo a una narrazione sul cambiamento climatico, oltre a un ambiguo intreccio con i Dipartimenti regionali che non condividiamo.»

Pubblicato / aggiornato il 08/10/2025 alle 17:26
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Categoria: Politica e Amministrazione