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Il Consiglio comunale di Aosta chiede una visita del presidente dell’Antimafia

Il Consiglio comunale di Aosta chiede una visita del presidente dell’Antimafia

Nel pomeriggio di mercoledì 18 dicembre 2019, all’apertura pomeridiana del Consiglio comunale di Aosta, la consigliere Carola Carpinello (AduVdA) ha illustrato l’ordine del giorno dal titolo: La misura è colma, conseguenze Egomnia

«Questa non è una situazione normale – ha detto – e il Movimento 5 Stelle e la Lega Vallée d’Aoste condividono il testo di questo ordine del giorno perché le maggiori istituzioni valdostane sembrano essere infiltrate dalla ‘ndrangheta. In politica non basta il non aver commesso un reato, perché chi rappresenta le istituzioni deve essere ben al di sopra. Da questo quadro, la politica ne esce umiliata e questo riguarda sia i componenti la classe politica degli ultimi anni sia i cittadini, che li hanno eletti. Da questa situazione non si esce con le autocandidature, con interventi dell’uomo forte, con cambiamenti delle regole del gioco in un’assise delegittimata, spianando la strada a chi dell’uomo forte ha fatto la sua politica. La Valle d’Aosta, da sola, non ce la può fare perché il nemico dell’autonomia e della democrazia è un certo modo di interpretare la politica e gli eletti. Mi rendo conto perfettamente che l’impegnativa è molto forte, ma non poteva che essere così».

Il sindaco Fulvio Centoz ha risposto: «Sono perfettamente d’accordo con la prima impegnativa ma non sulle altre e mi auguro che il dibattito ci aiuti a trovare una posizione comune e condivisa da tutto il Consiglio. Non mi sento né un mafioso, né un ladro né un corrotto. Quindi rifiuto la richiesta di commissariamento». 

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Fulvio Centoz, surante il Consiglio comunale di mercoledì 18 dicembre 2019

Il consigliere indipendente Vincenzo Caminiti ha affermato: «Penso anch’io, come il sindaco, che le relazioni delle Commissioni antimafia non siano inficiate dal fatto che – alle riunioni del Cosp – fosse presente anche l’allora presidente Fosson. Sconveniente è stato che i consiglieri regionali abbiano nascosto il fatto di aver ricevuto un avviso di garanzia. Quindi chiedo ai colleghi consiglieri, se lo avessero ricevuto, di dirlo. Ciò che più mi ha infastidito è stato ascoltare le dichiarazioni del sindaco. Desidero ricordargli che tutti, qui, sono contro la mafia: non solo lui. Io riproporrei la mozione già discussa, con la quale decidiamo di andare tutti a casa».

Loris Sartore (Rete civica) ha detto: «Ritengo che, in quest’aula, siamo tutti consapevoli della gravità e della portata di quanto è accaduto. Un fenomeno che non deve essere sottovalutato. Come voglio sottolineare la scorrettezza nei confronti dei consiglieri regionali Bertin e Minelli, con i quali avevano assunto 14 impegni. Non sarò io a chiedere lo scioglimento del Consiglio, poiché è una decisione che spetta al ministro dell’Interno. Ma chiedo che chi è colluso si tolga dai piedi e lasci lavorare chi è stato eletto in maniera corretta e pulita e crede nelle istituzioni democratiche».

Luca Lotto (Movimento 5 stelle) si è così espresso: «Era inevitabile toccare questo tema. Avevamo chiesto di non assegnare deleghe a Sorbara, poiché già attenzionato. Allora Centoz non può dire di essere il ‘sindaco antimafia’, perché elementi concreti hanno dimostrato che non ha messo in campo questa attenzione».

La sua collega Patrizia Pradelli ha affermato: «Autonomia è una parola che serve a chi governa per costruire castelli interni. Gli elettori, di fronte a situazioni come quella attuale, non possono che perdere fiducia nei confronti della politica. Oggi il nostro deputato Elisa Tripodi ha chiesto, in un question time alla Camera, il commissariamento del Consiglio regionale. Non possiamo controllare da soli, al nostro interno, essendo grandi come una circoscrizione di Torino. Il ministro Boccia ha annunciato che, entro fine settimana, sarà ricostituita la Commissione paritetica, perché la separazione delle funzioni di presidente della Regione e prefetto deve passare da questo organismo». 

Étienne Andrione (Lega Vallée d’Aoste) ha affermato: «Possiamo essere disposti a modificare la forma dell’impegnativa ma non siamo disponibili a modificarne i contenuti».

Pietro Verducci (Partito democratico) è intervenuto per dire: «È molto più facile puntare il dito che riflettere su come queste situazioni possono rovinare l’esistenza di persone innocenti. Aspettiamo che sia completato il processo e, dopo, traiamo le conseguenze. Voglio precisare, rispetto alla nota del segretario del PD sulla richiesta di elezioni regionali anticipate, che condivido. Ma non ho capito perché non abbia detto la stessa cosa per il Comune di Aosta».

Giuliana Lamastra (Rete civica) ha detto: «La democrazia è una gara con qualcuno che vince e altri che perdono. Senza voti non si vince. Negli ultimi anni, le elezioni sono state falsate. Però non ho capito se sia la politica che va a cercare i voti della malavita o quest’ultima che cerca la politica per avere un posto di potere. Resta il fatto che, dietro ai voti, ci sono persone che si sono lasciate dire per chi votare. Comunque non apprezzo chi ora grida di essere puro e non apprezzo gli avvoltoi». Ha infine chiesto:  «Vogliamo arrivare a una posizione condivisa su questo ordine del giorno o continuare a fare campagna elettorale?»

Lorenzo Aiello (Casapound) ha affermato: «Le indagini sono per voto di scambio e che l’accusa sia accertata o meno è totalmente ininfluente. La sola scelta di andare a chiedere il voto da chi ha precedenti specifici per questo reato mette in croce chi si è rivolto a loro. Non si possono utilizzare due pesi e due misure per la Regione e per il Comune». Ha fatto gli auguri a Marzi per il nuovo incarico, augurandogli di avere il coraggio di staccare la spina in Regione.

Vincenzo Camminiti ha commentato: «Nella nostra storia di Aostani, noi incontriamo tutti e parliamo con tutti, chiediamo il voto a diverse persone ma non possiamo dire che siamo amici di tutti. Dobbiamo fare attenzione anche a fare politica».

Riprendendo la parola, il sindaco Fulvio Centoz ha detto: «Questo emendamento vorrei che unisca tutti e non, come al solito, divida». E ha chiesto una riunione dei capigruppo per ottenere una versione comune. Prima, però, ha espresso ancora due pensieri: «Pradelli, nel dibattito, ha tirato in ballo anche il mio partito; faccio notare che ill suo movimento è al governo con il mio e direi che non fa così schifo. A Lamastra, risponderei che il sindaco ha diritto a fare campagna elettorale, sapendo che bisogna fare attenzione a come si chiede il voto. La competizione elettorale è cosi. Certamente io chiederò il voto non per me che ho una certa visibilità ma per il mio partito. Visto il momento, tutti dovranno attrezzarsi a fare una campagna elettorale sobria e giusta».  Ha concluso che se l’ordine del giorno non fosse stato votato in maniera unanime, avrebbe chiesto l’astensione della maggioranza.

Durante la sospensione, il testo è stato emendato e, all’unanimità, l’ordine del giorno «Impegna il Consiglio comunale a esprimersi sul tema; a invitare il presidente della Commissione parlamentare antimafia senatore Nicola Morra quale co-relatore all’evento pubblico che si terrà nella prima parte dell’anno, la cui organizzazione è già stata prevista dall’Osservatorio permanente comunale per la legalità e la lotta alla criminalità organizzata nella riunione del 2 dicembre scorso; a richiedere rispettosamente alla ministro dell’Interno l’acquisizione e la valutazione della nuova documentazione sul caso Egomnia, al fine di eventualmente integrare il rapporto trasmessole a seguito del lavoro svolto dalla Commissione di accesso ispettivo antimafia presso il Comune di Aosta».

Pubblicato / aggiornato il 18/12/2019 alle 19:38
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Categoria: Politica e Amministrazione