Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada
(©Comune di Aosta) -
Corso Ivrea, ad Aosta
Domenica 16 novembre 2025, si celebra la Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada, occasione per riflettere sulle cause e individuare le soluzioni di questa emergenza collettiva che colpisce tutti gli utenti della strada, motorizzati e no. FiAB, Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, si unisce alle associazioni che ricordano le stragi sulle strade e propone un utilizzo più diffuso della bicicletta.
I dati statistici mostrano che raddoppiando il numero di ciclisti per chilometro percorso il rischio individuale si riduce del 34 per cento, mentre se questi si dimezzano il rischio aumenta del 52 per cento. Anche in Italia, nel medio periodo, gli incidenti che riguardano chi pedala sono calati del 13 per cento negli ultimi dieci anni a fronte di un significativo aumento dei chilometri percorsi in bicicletta.
Tuttavia i ciclisti sono ancora esposti alle criticità di un sistema stradale poco attento alla mobilità attiva. Lo dimostrano i dati dell’Osservatorio Ciclisti ASAPS-SAPIDATA, Associazione amici e sostenitori della Polizia stradale, che segnalano 196 morti da inizio anno tra chi si sposta in bici.
Pur a fronte di questi dati, il numero dei ciclisti morti in Italia in dieci mesi equivale al numero di abitanti di un piccolo comune valdostano. Negli ultimi dieci anni per fortuna si è osservato un calo della mortalità in rapporto al numero di incidenti. Più persone pedalano o camminano, quindi in alternativa all’automobile, più la città diventa sicura per tutti perché una maggiore presenza di bici e pedoni significa più visibilità e consapevolezza anche da parte degli automobilisti.
L’aumento delle persone che usano la bici può contribuire a rendere le strade più sicure, ma perché questo effetto si realizzi pienamente è necessario affiancare la mobilità attiva a infrastrutture adeguate quali corsie ciclabili, a politiche di moderazione del traffico, cercando di far convivere tutti gli utenti della strada in modo sicuro e a campagne per l’uso di mezzi di protezione per i ciclisti.
Fiab Aosta à Vélo sostiene la mobilità attiva e in sicurezza e sottolinea che è opportuno proteggersi con il casco anche al di fuori dell’attività agonistica. Le cadute purtroppo fanno parte dell’andare in bicicletta e non dipendono solo dalla destrezza del ciclista. Si può cadere anche per fattori esterni che non dipendono dalla capacità di condurre la bici quali buche stradali, radici affioranti, interferenze di altri ciclisti o mezzi a motore. L’associazione evidenzia la necessità di evitare che a un aumento dei ciclisti corrisponda un aumento degli incidenti gravi per gli stessi. Non occorre cadere più volte per farsi male seriamente, ne basta una. Il casco non è obbligatorio, ma l’associazione sottolinea l’importanza di voler bene a se stessi.
Pubblicato / aggiornato
il 12/11/2025 alle 15:56
Categoria:
Tempo libero