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Assemblea Maestri sci 2025

Assemblea Maestri sci 2025 (©Angelo Musumarra per bobine.tv) - L'assemblea dell'Associazione valdostana maestri di sci al teatro 'Splendor' di Aosta

Previdenza, multidisciplinarietà, rapporti tra liberi professionisti e scuole di sci e contrasto all’abusivismo. Sono stati questi i temi principali affrontati nel corso dell’Assemblea dell’Associazione valdostana maestri di sci, svoltasi nel pomeriggio di venerdì 12 dicembre 2025.

Ad aprire i lavori è stato il presidente Beppe Cuc il quale, nella sua relazione ha richiamato il ruolo dei maestri di sci all’interno di un sistema turistico più ampio, sottolineando come la categoria sia chiamata a confrontarsi con cambiamenti strutturali legati al clima, all’organizzazione delle stazioni e al mercato del lavoro.
Uno fra i passaggi più concreti ha riguardato la sostenibilità economica della professione: «noi lavoriamo tre o quattro mesi all’anno – ha spiegato – ma abbiamo costi fissi importanti. Tra contributi previdenziali, attrezzatura, skipass e tasse, i numeri iniziano a non tornare più e sempre più spesso alcuni commercialisti ci dicono che, con questo sistema previdenziale e fiscale, fare il maestro di sci non conviene».

Dopo la riforma dello sport del 2023, infatti, la normativa finanziaria per i maestri di sci è cambiata: non sono più “lavoratori sportivi” e devono aprire Partita IVA. Il Decreto legislativo n. 113/2024 ha introdotto l’IVA agevolata al 5% sulle loro prestazioni professionali (prima erano esenti), alleggerendo il carico, ma rimane l’obbligo di iscrizione all’albo regionale e di versamenti Inps, nella Gestione commercianti, con costi fissi se si superano certi redditi: si può comunque optare per il “regime forfettario” se si rispettano i requisiti, beneficiando di imposte sostitutive e semplificazioni.
Sul tema, il presidente ha riferito di un confronto diretto avviato con la Presidenza nazionale dell’Inps, dopo una serie di contestazioni contributive che hanno coinvolto maestri e guide alpine: «in una settimana abbiamo avuto un incontro a Roma – ha raccontato – ci hanno ascoltati e alcune problematiche sono state risolte, ma il tema di fondo resta».

Alessandro Verzellesi ed Edi Dufour, portavoce dei maestri di sci liberi professionisti
Alessandro Verzellesi ed Edi Dufour, portavoce dei maestri di sci liberi professionisti

Un altro punto centrale del dibattito è stato quello della multidisciplinarietà, proposta come possibile risposta alle difficoltà delle piccole stazioni sciistiche e alla carenza di personale. Beppe Cuc ha spiegato che la riflessione nasce dall’osservazione di quanto accade in altri Paesi alpini: «in Svizzera e in Austria esistono figure intermedie, in Alto Adige si è creato l’assistente di scuola. Da noi il tema esiste e non possiamo far finta di niente – ha dichiarato alla platea – non si tratta di abbassare il livello professionale ma vorremmo invece impostare vincoli molto stringenti, tali da non dare fastidio a nessuno, ma sufficienti a dare risposte concrete alle piccole località».
Sul tema è intervenuto Alessandro Verzellesi, maestro di sci libero professionista (non associato a nessuna scuola di sci), che ha evidenziato criticità sia di metodo sia di merito: «il progetto sulla multidisciplinarietà è arrivato all’improvviso e presentava anche problemi di diritto. È giusto discuterne, ma serve più coinvolgimento dei liberi professionisti». Sulla stessa linea il collega Edi Dufour, che ha chiarito come la contrarietà non sia di principio: «non siamo contrari alla multidisciplinarietà, ma vogliamo che abbia un percorso logico e che non metta in discussione la professionalità. Chiediamo solo di essere più rappresentati».
Cuc ha replicato ricordando che l’associazione resta aperta al confronto: «le sedi di discussione esistono, i numeri contano e le decisioni vengono prese dagli organi rappresentativi. Siamo disponibili a parlarne, ma servono proposte e partecipazione».

Il tema dell’abusivismo è stato sollevato da Giorgio Merlo, maestro di sci della scuola di Breuil-Cervinia, che ha raccontato le difficoltà nel contrastare il fenomeno: «gli abusivi ci sono, ma sono difficili da beccare. Ne abbiamo trovato uno e lo abbiamo portato davanti a un giudice, ma è finito con un nulla di fatto».
Beppe Cuc ha confermato la complessità della situazione, citando casi concreti: «abbiamo documentato situazioni con filmati e testimonianze, ma ci siamo trovati di fronte ad archiviazioni. In Valle d’Aosta, il fenomeno è più contenuto che altrove, perché abbiamo gli ispettori, ma il sistema di sanzione non sempre funziona. Per il momento il lavoro non manca».

Il presidente della Regione Renzo Testolin, il presidente dell'Associazione valdostana maestri di sci Beppe Cuc e l'assessore regionale al turismo Giulio Grosjacques
Il presidente della Regione Renzo Testolin, il presidente dell’Associazione valdostana maestri di sci Beppe Cuc e l’assessore regionale al turismo Giulio Grosjacques

All’Assemblea dei maestri di sci sono intervenuti anche i rappresentanti istituzionali. L’assessore regionale al turismo Giulio Grosjacques ha richiamato il ruolo dei maestri di sci nel sistema turistico valdostano: «siamo un’unica azienda del turismo. Ognuno fa la sua parte e i maestri di sci sono tra i primi ambasciatori della Valle d’Aosta» citando i risultati del Magic Ski Pass, con un incremento delle tessere vendute, passate la scorsa stagione da 1.800 a 2.360 ed una crescita delle presenze nelle piccole stazioni, ribadendo l’impegno della Regione nel sostenerle.
I dati snocciolati durante l’assemblea hanno evidenziato una crescita degli stranieri, soprattutto nordamericani, e nel recente Ponte dell’Immacolata sono stati fatti registrare 190mila primi ingressi. Grosjacques ha sottolineato le iniziative rivolte ai giovani con oltre 1.300 bambini portati sugli sci grazie a progetti con l’Assessorato, giornate dedicate fuori dai picchi di affluenza con lezioni gratuite nelle piccole stazioni: «altro che sport d’élite», ha commentato.

Il presidente della Regione Renzo Testolin, nel suo intervento , ha sottolineato il valore professionale della categoria: «sono contrario alle scorciatoie. La professionalità che dimostrate ogni giorno è un segnale di rispetto verso chi accompagnate sulle piste», raccogliendo l’applauso della platea.
Testolin ha poi ricordato anche il ruolo dei maestri come promotori del territorio: «molti di voi lavorano anche nella ristorazione e nell’agricoltura. In questo modo non promuovete solo lo sci, ma l’intera Valle d’Aosta. Non a caso, oltre 1.200 su 1.600 maestri di sci parlano almeno tre lingue».

L’Assemblea, che ha deciso il 2026 di circa 1.600 maestri di sci valdostani, approvando il Bilancio di previsione, si è quindi chiusa senza decisioni definitive sui temi più divisivi ma con la consapevolezza che previdenza, multidisciplinarietà e rappresentanza interna dovranno essere affrontate nei prossimi mesi, in attesa di un possibile emendamento specifico nella legge finanziaria nazionale.

Pubblicato / aggiornato il 13/12/2025 alle 15:03
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Categoria: Economia e Lavoro