Alberto Cirio in visita ad Aosta
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte ed Emily Rini, coordinatore di Forza Italia Valle d'Aosta
Una visita a metà tra Istituzioni e politica, quella di martedì 23 dicembre 2025 di Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte e vice segretario nazionale di Forza Italia, con un messaggio concreto: Piemonte e Valle d’Aosta vogliono lavorare «insieme e con continuità» su collegamenti, trasporti e grandi infrastrutture, a partire dal dossier che pesa più di tutti: quello del raddoppio del traforo del Monte Bianco.
Cirio, introdotto da Emily Rini, coordinatore regionale di Forza Italia, consigliere del segretario nazionale Antonio Tajani e presidente della Sitmb (Società italiana per il traforo del Monte Bianco), ha parlato nella sede aostana del partito, dopo un incontro istituzionale con il presidente valdostano Renzo Testolin e la Giunta regionale, dando un primo esempio dell’«opportunità» di collaborazione che ha portato al cambio di maggioranza in Regione.
L’incontro a Palazzo regionale
«Si è trattato di un’occasione di consolidamento dei buoni rapporti esistenti tra le due Regioni e di un momento di confronto e scambio su alcuni temi di reciproco interesse», spiega il comunicato diffuso al termine dell’incontro.
Uno fra argomenti centrali affrontati ha riguardato le vie di comunicazione e di trasporto tra il Piemonte e la Valle d’Aosta. L’incontro ha permesso di condividere l’avanzamento dei lavori di elettrificazione della tratta ferroviaria Ivrea-Aosta, lo stato degli interventi sulla bretella Ivrea-Santhià, in particolare per quanto riguarda il Viadotto Camolesa, in riferimento alle circostanze che si verificano in occasione dei picchi di affluenza turistica, e la situazione della frana in località Chiappetti a Quincinetto, per la quale è stata ribadita la massima attenzione per l’ultimazione del manufatto di contenimento, che pone le basi per le future iniziative di ulteriore diminuzione del rischio.
Alla luce del rilievo delle tante questioni aperte, il presidente Testolin e il presidente Cirio hanno convenuto sull’opportunità di costituire un Tavolo di lavoro permanente per affrontare con continuità e concretezza il tema legato alle infrastrutture e ai trasporti, un argomento che tocca le due Regioni.
Nel corso dell’incontro, si è parlato anche del Parco nazionale del Gran Paradiso. A questo proposito, i presidenti hanno evidenziato la funzione cruciale del Parco sul territorio e hanno ribadito l’importanza del coinvolgimento delle comunità locali in tutte le scelte e le decisioni che riguardano la sua gestione, riaffermando la volontà che Valle d’Aosta e Piemonte lavorino in pieno accordo per la valorizzazione delle realtà comprese nei confini del Parco, tenendo sempre in considerazione le istanze espresse dalle comunità di riferimento.
«È stato un momento costruttivo – ha detto il Presidente Testolin. – È per noi importante potere condividere temi e prospettare soluzioni comuni con la Regione Piemonte, perché insieme potremo approfondire meglio le criticità e dar più forza alla nostra azione. Ringrazio il Presidente Cirio per la disponibilità che ci ha dimostrato e mi auguro che il nostro confronto possa proseguire con regolarità. In particolare, come condiviso nell’incontro di oggi, per quanto riguarda le questioni legate alla viabilità da e verso la nostra regione, ma che insistono sul territorio piemontese, per il tema della ferrovia e per la situazione del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Quest’ultima rappresenta una priorità per le comunità interessate e richiede un’attenzione particolare, anche nell’ottica di un’eventuale rivisitazione del suo perimetro.»

La conferenza stampa di Forza Italia
Incontrando i giornalisti dopo l’incontro istituzionale, il presidente del Piemonte ha spiegato che il confronto con Testolin è andato oltre la stretta di mano: «ci ha permesso di affrontare temi importanti per il futuro delle nostre regioni». Al centro la montanità, alcuni dossier europei ma soprattutto «collegamenti, trasporti e infrastrutture, temi cari alla Valle d’Aosta come al Piemonte».
Da qui l’idea di un Tavolo permanente di coordinamento tra le due Regioni, «presieduto a turno, come si fa a Bruxelles», e composto dagli assessori competenti, con l’obiettivo di «non mollare» i progetti: «essere costanti e non demordere è fondamentale per dare continuità».
Il tavolo dovrebbe essere ufficializzato con una delibera e prevedere almeno tre convocazioni l’anno e con il coinvolgimento anche di Anas, Rfi e Trenitalia, i soggetti che materialmente gestiscono strade e ferrovia, per fare un monitoraggio periodico «così da risolvere i nodi quando nascono, non quando esplodono».

«Il progetto dei progetti», ha aggiunto Cirio, resta il traforo del Monte Bianco, che dovrebbe essere uno fra i principali temi del terzo incontro del Comitato di cooperazione del Trattato del Quirinale, previsto ad Aosta nel marzo 2026.
La novità che rivendica è il cambio di atteggiamento francese. Se, prima, l’ipotesi del raddoppio «non era mai stata avallata», oggi, grazie al percorso avviato dopo il Trattato del Quirinale e al lavoro bilaterale, sarebbe possibile avviare un nuovo Tavolo tecnico per le prime valutazioni, «con numeri, dati, costi, benefici, ricavi».
Per Alberto Cirio, questa è già «un’apertura alla discussione, perché mette nero su bianco analisi che prima non partivano nemmeno».
Accanto ai grandi dossier, Cirio ha puntato il dito su due problematiche che Piemonte e Valle d’Aosta si ritrovano identiche, a partire da quella delle autorizzazioni ambientali, con opere già finanziate ma rallentate dalle procedure, usando come esempio l’autostrada Asti-Cuneo, che sarà aperta dopo trent’anni di lavori «ed è stata sbloccata anche grazie a un Comitato di monitoraggio con verifiche periodiche».
L’altra questione è il trasporto ferroviario e la mancanza di “slot”: «la ferrovia non è una strada, un treno non può sorpassare l’altro – ha aggiunto – quindi servono slot e minutaggi compatibili».
Alberto Cirio sostiene che Piemonte e Valle d’Aosta dovranno «ridefinire insieme un Piano» per aumentare le possibilità di ingresso in Valle, altrimenti «puoi anche avere cento treni in più ma se non ci stanno sulla ferrovia… non ci stanno». L’esempio è l’esperienza su Bardonecchia del “Frecciarossa Torino-Parigi”: basta spostare di un minuto una fermata e «quel minuto» può far saltare l’incastro con la rete francese.
Le questioni sul traffico ed i rientri “da ponte” non sono, poi, solo valdostane: «i problemi che ha la Valle d’Aosta al suo ingresso li ha anche il Piemonte, da Quincinetto a Pont-Saint-Martin» ha ribadito Cirio, rivendicando «un’area di frontiera in cui le criticità vanno affrontate insieme».

Nel pacchetto dei temi discussi con Renzo Testolin, Alberto Cirio ha inserito anche il Parco nazionale Gran Paradiso, con l’attesa nomina del nuovo Consiglio di amministrazione. L’idea è una convocazione congiunta tra i due presidenti di Regione per incontrare il nuovo CdA: «è una meraviglia che abbiamo tra le mani e richiede grande responsabilità in modo moderno ma tutelante», annunciando che Massimo Chatrian, vice sindaco di Valtournenche e responsabile degli Enti locali di Forza Italia entrerà nel consiglio dell’Ente Parco.
Nella giornata valdostana, Cirio ha citato anche la visita successiva all’Istituto Zooprofilattico, realtà condivisa tra Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, indicandola come esempio di “cose” che i territori già gestiscono insieme e che possono diventare modello di collaborazione.
Pubblicato / aggiornato
il 23/12/2025 alle 15:01
Categoria:
Politica e Amministrazione