Le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27
(©Angelo Musumarra per bobine,tv) -
Marina Fey ed Erik Lavevaz durante la presentazione dei dati delle iscrizioni alle scuole valdostane
Da lunedì 12 gennaio a giovedì 5 febbraio 2026, era possibile effettuare le iscrizioni on line per gli alunni che frequenteranno, nell’anno scolastico 2026/27, la prima classe di tutte le scuole valdostane (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo e secondo grado), compresi i percorsi di istruzione e formazione professionale.
L’Assessorato all’istruzione, cultura e politiche identitarie della Regione autonoma Valle d’Aosta, con l’occasione, ha ricordato l’importanza di partecipare agli eventi di orientamento come le Porte aperte e gli stand organizzati dalle singole scuole in quanto offrono un’esperienza diretta e concreta agli alunni e alle famiglie di immergersi nell’ambiente scolastico, valutare le offerte formative, porre domande e comprendere meglio le proprie attitudini e interessi per una scelta consapevole e informata del percorso futuro. Ha anche ricordato che il consiglio di orientamento, espresso dalla scuola secondaria di primo grado, non è vincolante ai fini dell’iscrizione ma rappresenta uno strumento fondamentale di supporto alla scelta del percorso di studi, nell’ottica di favorire il successo formativo.
Nella giornata di venerdì 20 marzo, l’assessore Erik Lavevaz e la sovrintendente agli studi, Marina Fey, hanno presentato i dati, dai quali è stato confermato il calo demografico nei primi gradi ma con una tenuta e qualche spostamento interno nelle scelte nella secondaria di secondo grado.
Al primo anno della scuola dell’infanzia (asilo) gli iscritti sono scesi a 687 (erano 727 nel 2024/25 e 758 nel 2025/26), con 44 anticipatari che incidono anche sugli organici. Alla primaria (elementari) i nuovi iscritti sono passati da 886 a 782 e poi a 781, con il “cuscinetto” delle quarte e quinte che ha attenuato ancora l’effetto del calo. Alla secondaria di primo grado (medie) il calo è più evidente: da una “corte” attorno ai 1.000 alunni si è scesi a 1.050, poi 1.022 ed ora a 956 iscritti.
Alle secondarie di secondo grado (superiori), invece, il primo anno resta sopra quota mille: 1.140 nuovi iscritti contro i 1.196 dell’anno scorso e i 1.163 del 2024/25, segno che l’onda della denatalità deve ancora pienamente impattare su questo segmento.
Erik Lavevaz, ha ricordato che il 2026 è l’anno del nuovo “dimensionamento triennale”, in cui i dati sulle iscrizioni guideranno le scelte su indirizzi, sedi e organizzazione dell’offerta, in parallelo al lavoro sul sistema integrato 0‑6.
Alle superiori i licei restano la scelta principale con il 48,8% degli iscritti, praticamente invariati rispetto al 49,1% dell’anno scorso. I tecnici salgono leggermente dal 25,6% al 25,8%, mentre i professionali scendono dal 17% al 16,1% ed i percorsi di istruzione e formazione professionale (IeFP) crescono dall’8,4% al 9,3%.

Se si escludono gli IeFP per comparare i dati nazionali, in Valle d’Aosta i licei valgono il 53,84% delle iscrizioni, contro il 55,88% della media italiana, con tecnici al 28,44% (30,84%) e professionali al 17,73% (13,28%). Marina Fey ha sottolineato che il lavoro di orientamento degli ultimi anni sembra favorire un riequilibrio verso percorsi tecnico‑professionali e IeFP, in linea con i bisogni del mercato del lavoro locale.
Guardando alle Istituzioni scolastiche, il polo con più iscritti al primo anno è il Liceo delle scienze umane e scientifico “Regina Maria Adelaide”, con 234 studenti distribuiti tra scienze umane (ordinario e opzione economico‑sociale) e liceo scientifico opzione scienze applicate. Seguono l’Istituto tecnico e professionale regionale “Corrado Gex” (146 iscritti tra turismo, indirizzi tecnici e servizi per la sanità e l’assistenza sociale), l’Istituzione scolastica tecnica e professionale “Manzetti” (148 tra tecnici economici e tecnologici e il professionale “gestione delle acque”), il Liceo classico, artistico e musicale (136), tutti ad Aosta, e l’Istituzione scolastica di istruzione liceale, tecnica e professionale di Verrès (129 tra licei, tecnici e professionali).
Tra gli enti di formazione professionale spiccano il Don Bosco/Cnos‑Fap (39 iscritti ai percorsi di autoriparazione, più un quadriennale tecnico elettrico), la Fondazione turistica alberghiera (49 iscritti all’alberghiero), entrambi a Châtillon, e Progetto Formazione di Pollein, che somma 43 iscritti ai percorsi quadriennali nel benessere e nei servizi digitali.
Sulle percentuali di iscritti per indirizzo, le prime specializzazioni per peso sul totale della secondaria di secondo grado sono:
- servizi per la sanità e l’assistenza sociale (8,1%, in crescita dal 7,9%), trainati dagli 89 iscritti all’ITPR “Corrado Gex”;
- licei scientifici (14,8% complessivo: 8,5% scientifico tradizionale, 6,3% scienze applicate), che restano l’asse forte dell’area liceale;
- licei delle scienze umane (14,8% complessivo: 6,7% ordinario, 8,1% economico‑sociale), con il “Maria Adelaide” in forte espansione.
Gli ultimi indirizzi per quota di iscritti sono:
- “gestione delle acque e risanamento ambientale” (0,8%, 9 iscritti all’ISITP “Manzetti”), che al momento non raggiunge il tetto minimo di 20 alunni per l’attivazione della classe e rischia di non partire a settembre, salvo recuperare iscritti tra seconde scelte e ripetenti;
- i percorsi professionali per l’industria e artigianato (3,4%, in calo dal 4,1%), concentrati tra “Don Bosco” e alcuni indirizzi del “Gex”;
- il liceo musicale (2,9%), che mantiene comunque una classe stabile;
- l’indirizzo tecnico di elettronica ed elettrotecnica (2,6%), tra “Manzetti”, “Gex” e Verrès;
- i servizi per enogastronomia e ospitalità alberghiera (3,8%), in lieve crescita ma ancora sotto i picchi di qualche anno fa.
Alla scuola dell’infanzia, su 687 iscritti al primo anno ben 44 sono anticipatari nati tra gennaio e aprile, che possono entrare grazie a un accordo tra Regione, Enti locali e sindacati nei Comuni sotto i 700 abitanti. Marina Fey ha spiegato che questi bimbi contribuiscono al conteggio per l’organico, consentendo di salvaguardare posti di insegnamento e, insieme ad un turn over di pensionamenti, di prevedere nuove assunzioni nella scuola dell’infanzia dopo diversi anni di blocco.

A margine della presentazione dei dati, l’assessore Erik Lavevaz ha rilanciato il progetto di inserire in modo strutturale nei programmi scolastici la civilisation valdôtaine, non solo come storia e tradizioni ma anche come elementi di diritto e istituzioni. L’obiettivo è che, nei corsi in cui si studia il diritto, compaiano moduli dedicati all’ordinamento speciale della Valle d’Aosta, oggi spesso affidati alla sensibilità dei singoli docenti.
Parallelamente, la Sovraintendente ha ricordato che dal 2026/27 entreranno in vigore le nuove indicazioni nazionali per il primo ciclo e la riforma dell’istruzione tecnica, su cui la Regione interverrà con adattamenti e adeguamenti per valorizzare le peculiarità linguistiche e culturali valdostane.
La fotografia delle iscrizioni alimenterà il lavoro sul piano di dimensionamento triennale 2027‑2030, che riguarderà infanzia, primo ciclo e soprattutto le superiori. Lavevaz e Fey hanno ribadito che non si ipotizza la creazione di nuove Istituzioni scolastiche, ma si valuteranno possibili accorpamenti e l’eventuale apertura di sedi distaccate per rendere più attrattivi alcuni indirizzi tecnici richiesti dal territorio e ridurre il peso della logistica per gli studenti che oggi devono percorrere lunghe distanze per frequentare determinate scuole.
Il confronto coinvolgerà nelle prossime settimane dirigenti scolastici, Organizzazioni sindacali ed Enti locali, con l’obiettivo di arrivare all’autunno con un progetto condiviso da presentare alle famiglie in tempo per le iscrizioni 2027/28.
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Pubblicato / aggiornato
il 20/03/2026 alle 14:08
Categoria:
Cultura