Rally Valle d’Aosta 2026
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Max Minazzi ed Ivan Carmellino, vincitori del 47° Rally della Valle d'Aosta
La 47° edizione del Rally Valle d’Aosta ha preso forma. La gara, promossa da Acva Sport e Automobile Club Valle d’Aosta, inserita nel calendario della Coppa Rally di Zona 1 ACI Sport 2026 come seconda tappa, si è disputata sabato 9 e domenica 10 maggio. Le iscrizioni, prorogate fino a lunedì 4 maggio, hanno già visto 143 iscritti.
Le ricognizioni del percorso sono partite domenica 3 maggio, giorno in cui è stato consegnato il road book, con una prima finestra dalle ore 14 alle 22, che è stata ripetuta negli stessi orari venerdì 8 maggio. Le verifiche tecniche e sportive si sono tenute in due turni: venerdì 8 maggio dalle ore 18 alle 21 per gli iscritti allo shakedown, sabato 9 maggio dalle ore 8 alle 11.30 per gli altri. Lo shakedown si è svolto in due sessioni, dalle ore 8.30 alle 11 e dalle ore 11.30 alle 13.30, su un tratto di circa tre chilometri tra i comuni di Pollein e Brissogne.
La pedana di partenza è tornata nel cuore di Aosta, a pochi passi dall’Arco di Augusto: sabato 9 maggio alle ore 16.31 è scattata la prima vettura verso la prima prova speciale, che è stata percorsa due volte, la seconda in notturna. Dopo il riordino, domenica 10 le vetture hanno affrontato altre due prove speciali da ripetere prima dell’arrivo, fissato alle ore 16.01 di nuovo all’ombra dell’Arco di Augusto. Riordino e parco assistenza sono stati allestiti nel parcheggio della telecabina Aosta-Pila.
L’edizione 2025 fu vinta da Elwis Chentre ed Igor D’Herin su Skoda Fabia del Team D’Ambra, ma fu sospesa a due prove dal termine a causa del malore fatale occorso al pilota Massimiliano Ponzetti durante un trasferimento.
Le prove speciali
[PS 1 – 2] Doues – Allein
È la prova speciale che ha aperto la sfida con i due passaggi previsti il sabato. Misura nove chilometri e settecentocinquanta metri. L’inizio è un tratto particolarmente veloce caratterizzato da ampi tornanti e alcuni rettilinei. Dopo circa un chilometro e mezzo la strada si fa sensibilmente più stretta e tecnica dove si affrontano un paio di staccate importanti. Da qui si raggiunge un villaggio dove un dosso immette su un tratto di strada molto più tecnico che porta alla famosa inversione di Doues, raggiungibile sia da Doues sia dall’abitato di Valpelline. Si continua su un tratto veloce ma tecnico dove la capacità di interpretare le traiettorie sarà sicuramente determinante. Una serie di curve strette portano ad un secondo dosso dove inizia la discesa. Si affrontano poi due tornanti prima di immettersi in un tratto stretto nei pressi di una cava. Dopo un chilometro un passaggio nel centro di Ayez e subito dopo una spettacolare inversione a sinistra raggiungibile da Allein. Un tornante veloce a destra, un paio di curve insidiose e un rettilineo portano a una staccata molto impegnativa prima dell’attraversamento di un ponte. L’ultimo tratto è caratterizzato da un paio di curve strette prima del sottobosco finale.
[PS 3 – 4 ] Saint-Marcel – Fénis
Una prova diventata negli anni vera e propria icona della competizione. Lunga quattordici chilometri e ottocento metri, inizia dal villaggio Rean con un tornante destro seguito da un tratto veloce verso il Santuario di Plout, proseguendo in salita veloce e tecnica fino a Seissogne. Un tratto tortuoso “vecchia maniera” porta al dosso di Champremier; da qui inizia la discesa di circa sette chilometri con tornanti e pezzi tecnici dove è determinante il ritmo scandito dal navigatore. Il fine prova è su strada più larga con un tornante prima del paese di Fénis.
[PS 5 – 6] Saint-Vincent – Émarese
La prova iniziava subito dopo l’abitato di Saint-Vincent in frazione Cillian. Un tratto di nove chilometri e cinquecentocinquanta metri prevalentemente in salita larga e veloce, inframezzata da tornanti. Si attraversano gli abitati di Émarese, Eresaz e Chassan, dove è posizionata la chicane di rallentamento prima dell’ultimo tratto in discesa. Lo stop si trova al bivio per Salirod.

La conferenza stampa: la parola ai piloti valdostani
Chentre, il re del Rally VdA: cinque vittorie e fame invariata
Nessuno come lui. Elwis Chentre è l’unico pilota ad aver vinto cinque volte il Rally Valle d’Aosta: la prima nel 2009, poi quattro consecutive dal 2022 al 2025, dal ritorno della gara in calendario dopo dieci anni di stop. Campione in carica con navigatore Igor D’Herin su Skoda Fabia RS, l’ultima evoluzione, Chentre non ne conosce ancora a pieno il comportamento sull’asfalto asciutto, dopo l’esordio, lo scorso 22 marzo, sotto la pioggia al Santo Stefano Belbo, dove ha chiuso secondo.
«Quest’anno proveremo di nuovo a cercare di fare bene – ha raccontato – la Doues-Allein in questo formato al contrario sarà molto difficile: è molto veloce, bisogna pennellare ogni curva senza perdere velocità e con il passaggio notturno ci sono punti dove bisogna avere il coraggio di mantenere la macchina in velocità».
«L’altra difficoltà – ha aggiunto, con un sorriso – è che a Santo Stefano Belbo, mentre ci premiavano, guardavo i miei avversari e mi sono reso conto che potrebbero essere i miei figli. Però fa piacere essere ancora qui: 17 anni fa ho vinto la mia prima edizione del Valle d’Aosta, speriamo di riuscire a vincerla ancora».
Il principale avversario sarà Ivan Carmellino, attuale leader del CRZ1, anche lui su Skoda RS.
Porliod: «sono super emozionato, torno dopo un anno di stop»
Marcel Porliod, su Skoda Fabia RS con il navigatore Andrea Del Re, mancava nel 2025 per motivi di salute. Riparte con la voglia di riscattare l’edizione 2023, quando un sasso non segnalato nelle note fermò la sua gara sulla Saint-Marcel: «sono super emozionato perché l’anno scorso non ho potuto esserci – ha dichiarato – quell’anno è andata così: un errore nella scrittura delle note, il sasso non lo abbiamo segnato. Mea culpa. Adesso sono qui, sono curioso di provare questa macchina nuova e cercheremo di divertirci e far divertire».
Sulla prova preferita non ha dubbi: «la Allein-Doues, mi piacciono le prove veloci».
Branche: «dobbiamo ottimizzare ogni occasione»
Alberto Branche, al via con la Hyundai i20 Rally2, conosce bene il valore della gara di casa. L’anno scorso, in Super Rally dopo un ritiro, aveva firmato il miglior tempo assoluto nel secondo passaggio notturno sulla Doues-Allein. È pragmatico: «avrei preferito essere più lento ma fare l’ultima prova – ha spiegato – abbiamo la possibilità di correre poco, quindi dobbiamo cercare di ottimizzare con quello che abbiamo. Siamo fiduciosi e cercheremo di far divertire il pubblico».
Sulla prova preferita: «la Allein-Doues, anche avrei se preferito la versione originale, non al contrario. Comunque sarà una scoperta per tutti».

La tecnica: Eric Macori spiega le scelte del percorso
Il presidente di Acva Sport Eric Macori, navigatore di lungo corso, al primo anno alla guida dell’organizzazione dopo aver rilevato il testimone da Marco Fiore, ha spiegato la scelta di invertire la Doues-Allein: «l’idea era di rifare l’Allein-Doues, poi ci siamo detti: perché non proviamo a farla al contrario? Siamo andati a vederla, mi sono immaginato in macchina a dare le note e mi è piaciuta tanto. Ci sono due inversioni famose, quella di Doues e quella di Allein, raggiungibili facilmente dagli spettatori. Ed è vicina ad Aosta: la gente può venire a vedere la prova e poi spostarsi al parco assistenza».
Macori ha anche annunciato che la zona logistica si sposta alla Pépinière, scelta per praticità di movimento e vicinanza al parco assistenza. Sulle iscrizioni: «speriamo di arrivare come l’anno scorso a 170 iscritti, che era stato il record italiano».
La sicurezza: Ivano Passeri e il tracking obbligatorio
Ivano Passeri, presidente della commissione sportiva di ACI Valle d’Aosta, ha illustrato la novità principale: il tracking obbligatorio esteso anche alle ricognizioni, introdotto da questa stagione: «da quest’anno il sistema di tracking è obbligatorio anche sui veicoli con cui si svolgono le ricognizioni – ha precisato – non si possono superare i 70 km/h e siamo mappati dalla Direzione gara: se un concorrente supera questo limite, viene fortemente sanzionato da ACI Sport. In qualsiasi momento della gara la direzione sa dov’è l’equipaggio, sa di cosa ha bisogno, soccorso medico, antincendio. È sempre un passo avanti. Se vogliamo che questo bellissimo sport non vada a sparire, bisogna attenersi a queste regole».
Ettore Viérin, presidente dell’Automobile Club Valle d’Aosta, ha aggiunto un appello diretto ai piloti dopo che nei giorni delle ricognizioni sono già comparse scritte sui guard-rail: «si usava negli anni ’70. Non è il caso di andare a rovinare il territorio e le abitazioni dei cittadini. Chi viene sorpreso verrà sanzionato in modo adeguato».

Ettore Viérin, la memoria del Rally: dal 1985 a oggi
Ettore Vierin ha quindi percorso i decenni di questa gara con la lucidità di chi l’ha vissuta dall’interno, ricordando quando nel 1985, in veste di navigatore al fianco di Remo Celesia, alzò il trofeo del Rally Valle d’Aosta, che si correva in notturna: «quando eravamo in testa, nella prova di Excenex-Gignod era uscito di strada Bruno Bentivogli, che aveva un’Audi 80 a quattro ruote motrici, perdendo tre minuti. Ci siamo ritrovati primi, ma mancavano due prove e c’era una Ferrari 308 GTB guidata da Nick Busseni, detto “piede di piombo”, e già questo vuol dire tutto che nell’ultimo giorno aveva iniziato a staccare tempi paurosi. Noi non avevamo più gomme e Remo mi disse: “Tanto ci prende, quando arriva dimmelo che mi sposto”. Poi nello specchietto vidi i fari avvicinarsi, e dopo la Ferrari si infilò anche una Lancia 037. Così siamo arrivati al traguardo in tre, al fotofinish e solo lì abbiamo capito che avevamo vinto».
Rispetto alla proposta di abbinare al rally moderno una versione storica. Vierin ha risposto con franchezza che «il problema principale è che “c’est l’argent qui fait la guerre”. Un rally storico fatto bene deve essere organizzato separatamente e costa quasi come questo che impegna tra i 140 e 150mila euro, di cui 40mila solo di assicurazione, pari quasi ad un quarto del budget. E stranamente le storiche costano meno, ma non di molto. Ma io sono molto perplesso sulla partecipazione: in Valle d’Aosta non ho mai visto un grande entusiasmo per i rally storici. L’unico anno con un vero riscontro fu il raduno delle Lancia Stratos del 2007, con 40 vetture sulle circa cento rimaste nel mondo. Tutto il resto è sempre stato tiepido».
In questo senso un pensiero malinconico va alla Ronde della Valdigne, la gara notturna e diurna che Vierin ideò insieme ad Alessandro Millery e Diego D’Herin, con il Colle San Carlo percorso quattro volte, due di notte e due di giorno, e che non superò mai i 25 iscritti: «l’ACI di Aosta ci rimetteva 20mila euro a edizione. Era bellissima, ma dovevo scegliere se mantenere la gara o l’attività dell’Automobil Club».
Sul confronto tra il rally di allora e quello di oggi, Vierin è diretto: «la maggior parte delle gare che ho corso erano di notte, tutta la notte. C’era un commissario ogni quattro chilometri e quando finivi in un bosco aspettavi. Era tutto molto artigianale. Adesso ogni vettura ha il tracking: la Direzione gara sa dov’è ogni equipaggio in ogni momento e può intervenire anche per emergenze sanitarie. Quando correvo io non c’era niente di tutto questo».
Un pensiero finale per chi non c’è più: l’edizione 2025 fu interrotta dopo il malore fatale di Massimiliano Ponzetti durante un trasferimento e Vierin non ha dubbi sulla decisione presa allora: «qualcuno aveva detto che la gara doveva continuare. Io sono convinto che quando succede qualcosa del genere che interessi un concorrente, un cronometrista, un radioamatore o uno spettatore, la gara si deve fermare. Costi quello che costi. Con il proprio cuore a posto, è la cosa giusta».

Gli equipaggi
Sono 143 gli equipaggi che si sono sfidati lungo le prove speciali del Rally Valle d’Aosta. Fra questi, una cinquantina quelli residenti in Valle che come al solito non hanno perso l’occasione per una sfida che da queste parti ha un significato ineguagliabile.
Con il numero 1 sulle portiere a bordo di una Skoda Fabia Rs hanno preso il via Ivan Carmellino e Max Minazzi campioni in carica della serie nazionale e in questa stagione già capaci di conquistare il successo al Rally di Santo Stefano Belbo corso a marzo. Ma gli occhi sono ragionevolmente puntati sull’idolo di casa. Elwis Chentre che ha vinto le ultime quattro edizioni ha cercato di arricchire il suo invidiabile palmares che negli ultimi anni lo ha visto protagonista della Coppa Rally di Zona. Il pilota di Roisan si è presentato al via sulla Skoda Rs della scuderia New Driver’s Team insieme a Igor D’Herin con il quale ha firmato l’albo d’oro dal 2022.
Alle loro spalle hanno preso il via Federico e Tatiana Santini anche loro a bordo della Skoda decisi a cancellare un inizio stagione particolarmente sfortunato e su una vettura identica Patrick Gagliasso e Dario Beltramo. Esordio stagionale per Cristiano Fenoglio e Marco Rosso i quali sono stati presenti su una Skoda Fabia. Tutta da seguire la prestazione di Marcel Porliod e Andrè Perrin (Skoda Fabia) per la prima volta sulla Skoda nella versione RS che su queste strade si sono sempre espressi ad ottimi livelli. Dalla Toscana è salito invece Thomas Paperini al via con Monica Cicognini dopo la poco fortunata esperienza nel primo round di coppa sulla strade cuneesi. Reduci dall’ottavo posto assoluto e dal successo fra le Wrc al Rally Prealpi Orobiche a bordo della Citroen C3 c’erano in gara sulla Skoda Fabia i canavesani Cristian Milano e Nicolò Cottellero mentre fra i valdostani che godono di un occhio particolare c’erano Claudio Vona e Simone D’Agostino anche loro al via sulla berlinetta boema.
Ivan Carmellino e Max Minazzi si sono aggiudicati la 47ª edizione del Rally Valle d’Aosta, secondo appuntamento della Coppa Rally di Zona 1, al termine di due giorni di battaglia serratissima con il campione uscente Elwis Chentre. Il valsesiano di Borgosesia ha conquistato la gara alla prima partecipazione assoluta sul tracciato valdostano, con un tempo finale di 47’25.3 sulle sei prove speciali. Chentre, costretto a cedere nell’ultimo atto dalla sfortuna, a causa di un estintore sganciato finito sotto i pedali nella Saint-Marcel, ha chiuso chiude secondo a 10″1, mentre Thomas Paperini con Monica Cicognini completano il podio a 1’14.1.
Oltre a loro a giocarsi la sfida fra i driver locali anche Manuel Dublanc e Alex Paonna (Skoda Fabia) e Alberto Branche con Nadir Bionaz i quali invece hanno avuto a disposizione una Hyundai I20. Nelle classiche Ennio Bini ha cercato di allungare il suo vantaggio fra le Rally 3 a bordo della Renault Clio insieme a Marta De Paoli mentre dopo tre anni di stop c’era da registrare il ritorno in gara di Marco Blanc quinto assoluto nel 2023 e in questa occasione al via su una Renault Clio Super 1.6 insieme a Luca Lattanzi in una sfida tutta valdostana con Oscar Rolando e Marco Scaramuzza anche loro sulla due ruote motrici francese. Due gli equipaggi femminili che si sono presentati al via: Jastine Sertori con una Renault Clio Rally 5 che ha portato in gara insieme a Vanessa Lai. Michela Betassa, vincitrice della Coppa Rally di Zona femminile 2025 ha corso invece con Elisa Derosa su una Peugeot 106.

La gara
La gara è partita venerdì pomeriggio dalla piazza dell’Arco di Augusto di Aosta con 146 equipaggi al via. Sul primo passaggio della Doues-Allein (percorsa in senso inverso rispetto alle edizioni precedenti) è stato Chentre con Igor D’Hérin a fare il miglior tempo sulla sua Skoda Fabia RS, precedendo Carmellino di 2″1. La seconda passata notturna, sotto i fari, ha ribaltato la situazione: Carmellino si è preso la prova con 2″4 di vantaggio ed ha chiuso la prima giornata in testa con soli 3 decimi di margine su Chentre.
Il sabato si è aperto con la Saint Marcel-Fénis, bagnata dalla pioggia: Chentre ha risposto vincendo la prova con 2″8 su Carmellino, tornando in testa con 2″5 di vantaggio. Sulla successiva Saint Vincent-Emarese, il valsesiano ha ripreso il comando ma ha recupera appena 3 decimi, lasciando Chentre in testa a 2″2.
All’inizio dell’ultima speciale, la Saint-Marcel – Fénis, il distacco era di 2″7 ma Chentre è stato vittima di un guasto beffardo: l’estintore si è sganciato dal supporto ed è scivolato sotto i pedali. Il valdostano ha così perso secondi preziosi, poi è partitp troppo forte nell’ultima prova commettendo tre errori e cedendo definitivamente la vittoria. Carmellino ne ha così approfittato ed ha vinto il suo primo Rally dell aValle d’Aosta, aggiungendo un trofeo prestigioso al suo palmares che comprende già la Coppa Italia Rally 2025 e il successo al Rally Santo Stefano Belbo dello scorso marzo.
Per Chentre, la quinta vittoria sfuma dopo una serie di trionfi consecutivi: le edizioni 2022, 2023, 2024 e 2025 portavano tutte la sua firma: «sono contento di questo secondo posto e di aver battagliato con Ivan, che è stato bravissimo», ha dichiarato il valdostano alla premiazione. Sul podio, Paperini ha definito il terzo posto «come una vittoria» dopo un periodo difficile, ringraziando la co-pilota Monica Cicognini alla quale era appena nata la figlia. Carmellino ha ammesso di non aver dato nulla per scontato: «Sapevo che per batterlo qui in casa dovevo far bene a Saint Marcel, Elvis è un grande campione».
Il duello la Rally della Valle d’Aosta è l’ultimo capitolo di una rivalità che anima da tempo il panorama della Coppa Rally di Zona 1. Già alla finale nazionale della Coppa Italia 2024 i due si erano incrociati: Chentre aveva chiuso primo nella classifica assoluta di Zona 1, Carmellino secondo. Al Rally Santo Stefano Belbo 2026, primo appuntamento stagionale, era stato invece Carmellino a imporsi con Chentre a inseguire: il valdostano aveva risposto vincendo due prove del secondo giro, ma non era bastato. Il copione si è dunque ripetuto in Valle d’Aosta, con i due che si sono alternati in testa fino all’ultima curva.
Classifica assoluta
- Carmellino I. – Minazzi M. Skoda Fabia 47’25.3
- Chentre E. – D’Hérin I. Skoda Fabia RS +10.1
- Paperini T. – Cicognini M. Skoda Fabia Evo +1’14.1
- Branche A. – Bionaz N. Hyundai I20 N +1’25.2
- Porliod M. – Perrin A. Skoda Fabia RS +1’44.9
- Santini F. – Santini T. Skoda Fabia RS +1’48.7
- Vona C. – D’Agostino S. Skoda Fabia RS +2’10.1
- Gonon F. – Hugon F. Skoda Fabia +2’25.1
- Fenoglio C. – Rosso M. Skoda Fabia RS +2’25.5
- Dublanc M. – Paonna A. Skoda Fabia RS +3’06.5
I vincitori di categoria
- Rally3: Bini E. – De Paoli M. Renault Clio 52’40.9
- Rally4: Durand P. – Esposito D. Peugeot 208 52’17.8
- Super 2000: Calvetti F.M. – Conti G. Peugeot 207 52’04.8
- Super 1600: Blanc M. – Lattanzi L. Renault Clio 53’35.1
- Classe N4: Roggero L. – Saglietti G. Mitsubishi Evo X 54’58.2
- Rally 4/R2: Joly T. – Ruffinelli E. Peugeot 208 54’55.8
- Classe R3: Martinis F. – Boi V. Renault Clio RS 54’12.3
- Rally 5 (RC5N): Cave – Treccani F. Renault Clio in 53’27.8
Pubblicato / aggiornato
il 10/05/2026 alle 20:29
Categoria:
Sport