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Peinetti subentra a Rollandin in Consiglio Valle

Peinetti subentra a Rollandin in Consiglio Valle

La RaVdA parte civile contro Rollandin
In apertura dei lavori, il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, su sollecitazione dei consiglieri Stefano Aggravi, Elso Gerandin e Nicoletta Spelgatti ha annunciato che la Regione autonoma Valle d’Aosta si costituirà parte civile nel procedimento contro Augusto Rollandin per le lettere di patronage scritte a favore della Casino de la Vallée SpA. Antonio Fosson non ha chiarito se si tratterà di una costituzione per il solo danno d’immagine o anche per il danno economico. Ha affermato: “Le modalità di questa costituzione sono in fase di verifica e di accertamento”.

Peinetti subentra a Rollandin fra le polemiche
È poi stata affrontata la questione della sostituzione del consigliere Augusto Rollandin, sospeso per gli effetti della legge Severino.
I consiglieri hanno ottenuto due sospensioni per leggere la relazione redatta dal segretario generale del Consiglio Valle e quelle dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta funzionali alla convalida di Flavio Peinetti a consigliere regionale supplente.
La Lega Vallée d’Aosta ha sostenuto che vi sono cause di ineleggibilità di Flavio Peinetti, in quanto dipendente di una pubblica amministrazione all’atto della candidatura e per tutta la durata della campagna elettorale. Causa di ineleggibilità dunque non rimossa nel 2018.
Il presidente del Consiglio Valle ha affermato che nelle relazioni si parla di incompatibilità, poiché Flavio Peinetti dovrà essere collocato in aspettativa durante il suo mandato.
Luciano Mossa (M5S) ha chiesto come mai si fosse saltati alla questione Peinetti senza neppure dedicare una parola ai fatti gravi che hanno condotto alla sospensione di Augusto Rollandin. “Da ora in poi ogni momento è buono per le dimissioni del presidente, per poter tornare alle urne con la nuova legge elettorale”, ha detto, rivolto ad Antonio Fosson.
Il capogruppo di Union valdôtaine, Luca Bianchi, ha risposto a Mossa che deve permettere a Rollandin di difendersi come glielo permettono le leggi italiane. E lo ha invitato e non permettersi mai più di dire che chi vota Union valdôtaine non voti onestamente. Mossa gli ha risposto di non travisare le sue parole ma che si dovrebbe prendere le distanze da chi è accusato intanto che non sarà giudicato.
Emily Rini (Front valdôtain) ha detto a Mossa che le sue parole sono vergognose e non degne dell’aula: il diritto di non colpevolezza vale sino all’ultimo grado di giudizio.
Mauro Baccega (Epav) ha detto che Mossa ha dato una grande dimostrazione di cattivo stile e cattivo gusto. Si guardi a cosa Rollandin ha realizzato di buono per questa Regione.
Luigi Vesan (M5S) ha replicato che la sedia di Rollandin è vuota a seguito di una sentenza di condanna per corruzione e questo è un fatto. “La nostra valutazione non è penale ma politica – ha detto –: ci rattrista che Rollandin, che per anni ha dimostrato in quest’aula un’assoluta indifferenza alla questione morale, sia ancora difeso dal presidente del Consiglio e dall’assessore alla Sanità. In tutti questi anni Union valdôtaine ha inseguito il posizionamento nelle maggioranze regionali più di qualsiasi altra cosa“.
Rini gli ha risposta che porta sul palmo della sua mano i suoi valori e non quelli di un’altra persona: “Io non difendo nessuno ma mi limito a censurare i toni che si usano e a sottolineare atteggiamenti che non mi appartengono e non condivido”.
Jean Barocco (Uv) ha detto che l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle lo preoccupa perché privo dei principi fondamentali della vita in una comunità democratica: “Soprattutto da chi ha metodi di consultazioni dei propri iscritti poco trasparenti e nei confronti dei quali, tuttavia, non ci permettiamo giudizi sommari”. “Non stiamo parlando di applicazione della giustizia – ha ribadito Vesan – e, del resto, lo stesso Barocco, all’indomani dell’esito elettorale del 2018, aveva chiesto le dimissioni di Rollandin”. Ha quindi annunciato l’astensione del proprio gruppo.
Daria Pulz (Adu VdA) ha espresso rabbia per la seconda sostituzione a dieci mesi dalle elezioni. Ha annunciato la propria astensione per non collaborare al rito delle new entries che non è frutto del fato bensì delle modalità di selezione dei candidati da parte dei partiti e degli elettori che tracciano la scheda con nonchalance.
Chiara Minelli (Rete civica) ha affermato di non credere che sia stato il senso etico a ispirare l’operato di Augusto Rollandin. Non avendo elementi per contestare la convalida di Peinetti e ha quindi annunciato il voto favorevole del proprio gruppo non ritenendo che sia il momento di andare a elezioni anticipate prima di aver completato la riforma della legge elettorale con strumenti che garantiscano la governabilità.
Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha fatto i suoi complimenti a Minelli per la sua paura di tornare alle elezioni che, implicitamente, ha fatto entrare in maggioranza Rete civica.
Elso Gerandin (Mouv’) ha annunciato l’astensione alla sesta surroga che avviene in Consiglio Valle negli ultimi due anni. Un record negativo a livello nazionale. E ha concluso: “La Valle d’Aosta non deve preoccuparsi di una paralisi amministrativa bensì della paralisi economica che viviamo”. Anche lui ha invitato Fosson alle dimissioni.
Claudio Restano (Pour notre Vallée) ha detto di volersi avvalere dei pareri amministrativi degli uffici preposti a svolgere queste attività. Rispetto al ritorno alle urne, non era questo il momento per parlarne, anche se arriverà a breve.
Alberto Bertin (Rete civica) ha affermato che non votare la convalida di Peinetti significherebbe bloccare il Consiglio Valle sino a ottobre. Con un ricorso e una sentenza del Tribunale si potrà fare chiarezza rispetto a norme che non lo sono: chi non voterà la convalida lo presenti.
Mossa ha precisato che questa occasione di tornare al voto è possibile non si ripresenterà più sino al 2023.


La convalida è avvenuta con 34 consiglieri presenti 19 votanti e 15 astenuti.


Flavio Peinetti si è posizionato accanto a Jean Barocco e, dopo aver prestato il proprio giuramento in italiano e ha detto che, dopo aver assistito alla discussione, ha deciso di sintetizzare pochi concetti. Sostazialmente, ha detto di aver sciolto la riserva pur rimanendo molto legato al suo mondo sanitario e di sperare di poter dare un proprio fattivo contributo.


 

Pubblicato / aggiornato il 07/05/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione