Si riaccende la polemica sulla raccolta rifiuti a Torgnon
È giunta infatti alla nostra redazione questa comunicazione (corredata dalle foto che pubblichiamo) da parte di Alessandro Engaz: “Queste immagini documentano l’andamento della raccolta rifiuti a Torgnon. Ad Antey è stata avviata la raccolta porta a porta, a Tognon no, perché sono stati installati i Moloch, una ingombrante scelta del passato da cui non è possibile o comunque molto costoso tornare indietro. Questo è un esempio della scarsa lungimiranza della nostra classe politica, anche locale, che non ha avuto il coraggio di optare, a suo tempo per la raccolta porta a porta, che è la più efficace a migliorare le percentuali di differenziata, e che ora non è in grado di coordinare le proprie azioni, ma si muove in ordine sparso Comune per Comune generando i disservizi di cui sotto. Assistiamo infatti alla ‘processione’ dei residenti di altri comuni che vengono a scaricare i loro rifiuti al Nozon, la prima frazione (salendo) di Torgnon, che è diventato ‘il centro di conferimento’ di tutta la media valle del Cervino; i nostri contenitori sono spesso pieni e a volte non c’è la possibilità di immettere da parte degli abitanti della frazione. Questo comporterà molto probabilmente un ulteriore peggioramento della percentuale di differenziata, siamo già in fondo alla classifica, e pertanto subiremo un ulteriore penalizzazione anche l’anno prossimo (già quest’anno 20.000 euro in più). Siamo in attesa di capire chi dovrà pagare l’aumento: le notizie che arrivano in merito sono poco rassicuranti. Chiediamo l’intervento del Comune e della Comunità Montana affinché si acceleri l’accesso con tessera ai moloch e si monitori la situazione in frazione Nozon con delle telecamere al fine di porre un limite alla situazione attuale“.
La risposta dell’Unité des Communes arriva dal presidente, Erik Lavevaz: “L’installazione dei sistemi di controllo dei conferimenti, che permette il riconoscimento dell’utente che conferisce, oltre alla quantità di rifiuto depositato, è previsto nell’appalto di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti che l’Unité ha esperito di recente. L’installazione di tali sistemi, peraltro obbligatoria, è al momento in attesa che il Comune assicuri la copertura finanziaria, cosi come stabilito dalla giunta dei sindaci dell’Unité. I singoli comuni, hanno deciso singolarmente il tipo di servizio da attivare sul proprio territorio: nella stragrande maggioranza si è passati al porta a porta, con risultati da subito molto positivi. In soli due mesi l’Unité Mont-Cervin infatti ha raggiunto gli obiettivi di legge del 65% di raccolta differenziata (media Unité, a marzo, 71%). Nelle realtà turistiche, ovviamente, il porta a porta è molto più difficile da gestire… e i Comuni hanno scelto di rimanere con i sistemi con i grandi contenitori seminterrati“.
Ma il sindaco di Torgnon, Daniel Perrin, non ci sta: “Da quindici giorni aspetto la risposta alla lettera che ho inviato alla Regione e all’Unité Evançon per farmi confermare che posso, senza incorrere nella generazione di un danno erariale, effettuare spese funzionali a un servizio che non è in capo al Comune. Spese, fra l’altro, che in sede di valutazione della procedura mi erano state presentate come esclusivamente riferentesi al posizionamento di alcuni molok supplementari (30mila euro) e poi si sono trasformate anche nel posizionamento dei sistemi di rilevazione delle tessere e di copertura dei centri di raccolta (150mila euro)!“.
Sono queste criticità – di un servizio che Perrin ritiene oneroso perché frutto di un’associazione imposta dall’alto – che hanno portato il sindaco di Torgnon a non votare il Bilancio 2019 dell’Unité Mont-Cervin.
Il sindaco sostiene anche che quella documentata fotograficamente da Engaz è stata una situazione eccezionale: “quando ho ricevuto l’informazione, ho subito contattato il gestore del servizio e, entro 24 ore, i sacchetti sono stati rimossi e la pulizia ripristinata. Il 23 aprile era il giorno dopo Pasquetta e il conferimento è stato sicuramente superiore all’ordinario“.
Perrin, infine, difende la scelta dei molok: “tutti i tecnici e gli esperti che abbiamo contattato hanno sostenuto che, in una realtà territorialmente estesa come la nostra, quella dei molok era l’unica scelta possibile“.
Pubblicato / aggiornato
il 06/05/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
