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Un Centro per uomini autori di violenza

La Regione autonoma Valle d’Aosta – dopo tre anni di lavoro organizzativo – ha aperto, esternalizzandone la gestione, un Centro per uomini autori di violenza (Cuav). Si tratta di una struttura nata per dare una risposta a un tema assolutamente grave e importante, ha detto l’assessore alle Politihe sociali Carlo Marzi.

Nel primo mese di attività, marzo 2026, sei uomini sono stati accolti.

La struttura è stata presentata venerdì 27 marzo 2026.

Il questore di Aosta Gian Maria Sertorio ha evidenziato che lo scopo è rieducare e che questo è un esempio virtuoso del fare rete.

Il sostituto procuratore Manlio d’Ambrosi ha aggiunto che è chiaro che occorre tutelare la vittima del reato ma, al termine del percorso, la vita prosegue ed è indispensabile aiutare sia gli autori di violenza sia le persone che iniziano a manifestare questi comportamentit. Si è detto fiducioso rispetto all’efficacia di questa azione.

Antonella Giordano, direttore dell’Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna di Torino, ha spiegato che l’ente è coinvolto ogni qualvolta vi sia la necessità di mettere in atto misure alternative disposte dall’autorità giudiziaria. Ha ricordato che lo scopo è lavorare sulla recidiva e contribuire alla sicurezza territoriale.

Maria Pia Maiuri, funzionario giudiziario del Tribunale di Aosta, ha precisato che vi sono uomini che vorrebbero essere migliori e questa struttura può aiutarli a diventarlo.

Hélène Impérial, direttore dell’Area Territoriale dell’Ausl Valle d’Aosta, ha posto l’accento sul fatto che questi protocolli sono un capitolo della medicina di genere. Ad Ausl spetta intervenire quando ragioni di natura sanitaria non consentono l’immediato avvio dei percorsi di riabilitazione.

Anna Ventriglia, presidente del Centro donne contro la Violenza della Valle d’Aosta, ha evidenziato la necessità di tutelare le donne e il recupero degli uomini maltrattanti è visto in quest’ottica: maggior tutela della donna e miglior valutazione del rischio.

Il Cuav è gestito dal Cuav Centro Italiano per la Promozione della Mediazione della Liguria. La presidente Elisabetta Corbucci ha affermato di portare la storia di una fra le prime esperienze in Italia, partita da Milano con la creazione del protocollo Zeus. Ha ricordato che non si parla solo di maltrattamento e sstalking ma anche di reati sessuali. Il Cuav è un’occasione, dopo una denuncia o una condanna, per fermarsi e ragionare su cosa è successo, a supoorto della persona e protezione dell’intero nucleo familiare. I percorsi obbligatori durano almeno un anno, che comunque non è sufficiente.

È stato ricordato che il Dipartimento di Salute mentale si è fatto carico della problematica dal 2024. Collabora con il Cuav in un lavoro sinergico.

Pubblicato / aggiornato il 28/03/2026 alle 00:01
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Categoria: Politica e Amministrazione / Video