1° maggio 2026
(©CgilVdA) -
Festa dei lavoratori
In occasione della Festa dei Lavoratori del 1° maggio 2026, sul territorio valdostano è prevista una manifestazione.
Venerdì 1° maggio 2026 a Verrès, le organizzazioni sindacali confederali regionali hanno scelto di rinnovare l’appuntamento unitario per riflettere sulle conquiste storiche del movimento operaio e, soprattutto, per affrontare con una voce sola le sfide poste dalle repentine trasformazioni dell’economia globale.
La giornata inizierà alle ore 10, con il ritrovo dei partecipanti in Piazza Fiorin. A seguire partirà il tradizionale corteo che raggiungerà il Monumento ai Caduti in Piazza XXV Aprile per la deposizione dei fiori, un gesto che lega la memoria storica al presente del lavoro. Alle ore 11, la manifestazione farà ritorno in Piazza Émile Chanoux per gli interventi ufficiali. In caso di condizioni meteo avverse, i discorsi si svolgeranno nella struttura Espace Loisirs M. Massa. A rappresentare il fronte sindacale unito, sarà il segretario generale della Cisl Valle d’Aosta, Jean Dondeynaz.
Il tema centrale del 2026 è riassunto nello slogan: Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale. Si tratta di un richiamo urgente alla necessità di governare l’innovazione tecnologica affinché l’IA non diventi un fattore di disuguaglianza, ma un’opportunità per migliorare la qualità dell’occupazione. I sindacati pongono l’accento sulla contrattazione come strumento indispensabile per rimettere la persona al centro dei processi produttivi, garantendo equità in un contesto lavorativo in rapida evoluzione.

Personale Collettiva
In occasione della Festa dei Lavoratori, la Flc Cgil Valle d’Aosta promuove un momento di riflessione e partecipazione attraverso l’arte con la mostra fotografica Personale Collettiva, in programma venerdì 1° maggio.
«Qui non ci sono spettatori neutrali» è il messaggio che accompagna l’iniziativa, sottolineando il valore dell’impegno attivo e della partecipazione nei processi sociali e democratici. La mostra raccoglie gli scatti di Andrea Salvatori, che attraverso il suo obiettivo racconta il dissenso pacifico e le mobilitazioni sociali degli ultimi anni.
Le immagini esposte documentano momenti significativi di partecipazione collettiva: dalle manifestazioni in solidarietà con la Palestina, alle iniziative per i referendum popolari, dalle mobilitazioni dell’8 marzo fino alle più recenti proteste come il movimento NO KINGS. Un racconto visivo che restituisce voce e dignità ai protagonisti delle lotte contemporanee.
L’inaugurazione è prevista alle ore 18.30 nella sede della Cgil Valle d’Aosta in via Binel. Dopo i saluti della segreteria Flc, l’autore dialogherà offrendo un’occasione di confronto sui temi della partecipazione, dei diritti e del ruolo dei movimenti sociali. Seguirà un momento conviviale.
Andrea Salvatori, romano, classe 1977, si è formato presso la Scuola d’Arte e Mestieri di Roma, specializzandosi in fotografia digitale e fotografia di scena. Appassionato di street photography, ha sviluppato uno stile diretto e coinvolgente, capace di cogliere l’immediatezza delle mobilitazioni sociali. Delegato sindacale della Filcams Cgil, ha documentato nel tempo scioperi, iniziative e manifestazioni, coniugando impegno sindacale e ricerca artistica.


Docufilm sulla condivisione degli immigrati Italiani in Svizzera
Domenica 3 maggio alle ore 18 nella Biblioteca di Viale Europa ad Aosta si svolgerà la proiezione del docu-film La prodigiosa trasformazione della classe operaia in stranieri. In occasione della Festa dei Lavoratori, IstorecoVdA, AiaceVdA, e le segreterie regionali di Cgil, Csil e Savt propongono un momento di riflessione sul tema della dignità del lavoro.
l film del regista Samir, ripercorre la storia dell’emigrazione italiana in Svizzera tra gli anni ’50 e ’70, mettendo a confronto quel passato con le dinamiche migratorie e sociali di oggi. Attraverso materiali d’archivio, testimonianze, animazioni e la voce narrante di Lino Musella, Samir intreccia storia personale e memoria collettiva per raccontare come milioni di italiani lasciarono il proprio paese per cercare un futuro migliore, affrontando fatica, discriminazione e isolamento. All’epoca si parlava di classe operaia: un’identità collettiva, solidale, con un progetto di cambiamento sociale. Oggi, nel linguaggio comune, quella definizione sembra scomparsa, sostituita da una nuova etichetta: “stranieri”, figure frammentate e marginalizzate, spesso prive di diritti. La prodigiosa trasformazione della classe operaia in stranieri trasporta il pubblico negli anni ’50-’60, un periodo cruciale per l’Europa, segnato da profondi cambiamenti sociali e culturali. Ambientato tra Italia e Svizzera, il film racconta la storia di un gruppo di operai italiani che cercano opportunità di lavoro e una vita migliore oltreconfine, affrontando non solo le sfide economiche, ma anche le complessità dell’identità e dell’appartenenza. Attraverso le loro esperienze, il film esplora temi significativi come la xenofobia, la dignità del lavoro e la ricerca di identità in un contesto di cambiamento.
Temi rilevanti anche per l’Italia di oggi, da cui ancora si emigra ma che è anche diventata terra di immigrazione. È previsto un collegamento in remoto con la produzione Nato a Baghdad nel 1955, Samir si è trasferito in Svizzera con i genitori da bambino. Dopo una formazione come operatore alla macchina, a metà degli anni Ottanta ha iniziato a realizzare i suoi film molto innovativi, attirando l’attenzione di diversi festival.

Pubblicato / aggiornato
il 27/04/2026 alle 11:19
Categoria:
Economia e Lavoro