Piano regionale dei trasporti: dopo l’approvazione, le critiche
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Nella seduta svoltasi dal 28 al 30 luglio 2026, il Consiglio Valle ha approvato il nuovo Piano regionale dei trasporti.
Sono seguire alcune prese di posizione di contrarietà.
Alleanza verdi e sinistra
Venerdì 31 luglio, Allenza Verdi e Sinistra ha scritto in una nota: «Il Piano è metodologicamente debole, tecnicamente incoerente e contiene una precisa scelta politica che ci vede nettamente contrari: l’abbandono della ferrovia Aosta/Pré-Saint-Didier. Ma il problema non riguarda solo la ferrovia. Il Piano introduce anche previsioni di opere stradali discutibili e/o prive di un adeguato approfondimento: l’ampliamento dell’autostrada tra Montjovet e Quincinetto e il raddoppio della galleria tra Hône e Donnas, interventi che la stessa società autostradale ha definito “difficilmente realizzabili” e caratterizzate da costi e impatti “del tutto sproporzionati”; il raddoppio del Tunnel del Monte Bianco, nonostante la ferma opposizione dei Comuni della valle di Chamonix. Il risultato è un Piano che aggiunge 35 km di infrastrutture per la mobilità su gomma, contro lo smantellamento di 32 km di ferrovia».
Secondo Avs «Il documento approvato dalla maggioranza segna quindi un netto cambio di rotta rispetto agli atti e alle leggi sulla ferrovia approvati dalla stessa Regione tra il 2016 e il 2021 e ancora oggi pienamente vigenti. Il nuovo Piano sceglie di acquisire un terzo dell’infrastruttura ferroviaria valdostana per procedere al suo smantellamento. Una scelta in controtendenza rispetto a quanto avviene nel resto d’Europa, dove la ferrovia costituisce la spina dorsale della mobilità sostenibile, e che estromette definitivamente RFI, comportando la perdita definitiva degli investimenti statali previsti per l’ammodernamento e la riattivazione della linea Aosta/Pré-Saint-Didier.
L’obiettivo è sostituire la ferrovia dell’Alta Valle con un sistema di autobus denominati “Bus Rapid Transit” le cui caratteristiche essenziali – corsie riservate e mezzi snodati ad alta capacità – sono incompatibili con l’orografia e la configurazione della SS26. Il tutto senza che questa soluzione sia mai stata approfondita con ANAS e ignorando criticità fondamentali, come la stessa individuazione del punto di immissione sulla Statale, indicato alternativamente a Sarre o a Villeneuve. In sostanza, si chiede ai valdostani di credere che il progetto funzionerà, senza dimostrare che l’alternativa proposta sia realmente praticabile. Eppure gli stessi estensori del Piano scrivono che il BRT è uno strumento concepito per corridoi non serviti dalla ferrovia e non per sostituire una linea ferroviaria esistente e riattivabile.
Durante il dibattito è inoltre emerso un elemento di forte preoccupazione. È stato infatti affermato che il territorio “soffre” i vincoli imposti dalla presenza della ferrovia. Ne deriva una visione nella quale un’infrastruttura strategica per la mobilità viene sacrificata per rimuovere vincoli urbanistici. Noi sosteniamo invece che il ripristino della linea non possa essere un semplice ritorno al passato, ma debba essere accompagnato da un serio aggiornamento progettuale: revisione del servizio, soppressione dei passaggi a livello mediante sovrappassi e sottopassi e individuazione di nuove fermate strategiche per aumentare la capillarità del servizio. Sono proprio questi gli approfondimenti che un Piano regionale avrebbe dovuto sviluppare e che invece risultano assenti».
Alleanza Verdi e Sinistra chiede che sul destino della ferrovia Aosta–Pré-Saint-Didier sia indetto un referendum regionale: «La storia della nostra autonomia dimostra che, sulle grandi scelte strategiche, il popolo valdostano ha saputo esprimersi con responsabilità, come avvenne nel 1992 sul progetto olimpico e nel 2012 sull’inceneritore. Anche questa volta riteniamo che una decisione destinata a segnare il futuro della nostra regione debba essere affidata ai cittadini».
Filt Cgil Valle d’Aosta
Lunedì 3 agosto 2026, la FILT CGIL Valle d’Aosta esprime «una netta contrarietà alla scelta contenuta nel nuovo Piano Regionale dei Trasporti di escludere definitivamente il recupero della linea ferroviaria Aosta–Pré-Saint-Didier, una decisione che il sindacato considera miope e in contrasto con gli obiettivi di sostenibilità, sviluppo territoriale e potenziamento del trasporto pubblico».
Per la FILT CGIL VdA «rinunciare a un’infrastruttura ferroviaria già esistente significa disperdere un patrimonio pubblico strategico, costruito con risorse della collettività e capace, se adeguatamente riqualificato, di offrire una risposta moderna alle esigenze di mobilità di cittadini, lavoratrici e lavoratori, studenti e turisti».
Secondo la segretario regionale Cristina Marchiaro, riferendosi al’orientamento verso sistemi di Bus Rapid Transit (BRT), la scelta della Regione «rischia di produrre effetti opposti rispetto agli obiettivi dichiarati di sostenibilità, poiché l’introduzione di un sistema di autobus ad alta frequenza comporterebbe inevitabilmente un incremento dei mezzi in circolazione lungo un asse viario già fortemente congestionato, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico. Investire nel recupero della ferrovia avrebbe invece consentito di valorizzare un’infrastruttura esistente, riducendo il traffico stradale e le emissioni, senza gravare ulteriormente sulla viabilità locale».
Quindi il sindacato chiede alla Regione di riconsiderare le scelte contenute nel Piano Regionale dei Trasporti e di riaprire un confronto con le parti sociali, gli Enti locali e i territori per valutare concretamente le prospettive di recupero e valorizzazione della tratta Aosta–Pré-Saint-Didier.
Pubblicato / aggiornato
il 03/08/2026 alle 11:25
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Categoria:
Politica e Amministrazione