Bracconaggio: Legambiente e Lipu chiedono una condanna pubblica
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Arma da caccia
Legambiente Valle d’Aosta e LIPU Aosta, mercoledì 21 ottobre 2026, con una nota, hanno espresso «indignazione e preoccupazione» per l’episodio di bracconaggio nella zona del Colle del Gran San Bernardo, dove tre persone sono state denunciate dal Corpo forestale per l’abbattimento di uno stambecco, specie protetta e non cacciabile. Durante le successive perquisizioni, riferiscono, è stato rinvenuto anche il corpo di una marmotta, anch’essa appartenente a una specie protetta.
Secondo le due Associazioni, l’episodio evidenzia una concezione della fauna selvatica come insieme di animali a disposizione dell’uomo anziché come parte dell’ecosistema. Legambiente e LIPU sottolineano inoltre che le tre persone denunciate erano cacciatori in possesso di regolare licenza e giovani: circostanze che, a loro giudizio, rendono necessaria una riflessione all’interno del mondo venatorio, senza estendere le responsabilità all’intera categoria.
Le Associazioni chiedono alle organizzazioni venatorie, al Comitato regionale per la gestione venatoria e alle istituzioni politiche regionali una presa di posizione pubblica. «Ci aspettiamo una condanna pubblica, chiara e senza ambiguità – affermano Gianpaolo Fedi, presidente di Legambiente Valle d’Aosta, e Anna Rita Parlagreco, delegata LIPU Aosta -. Non sarebbero sufficienti generiche prese di distanza dal bracconaggio: occorre affermare con decisione che comportamenti di questo tipo sono incompatibili con qualsiasi forma di gestione responsabile della fauna selvatica».
Nel richiamare il Piano regionale faunistico-venatorio 2025/30, le due associazioni ricordano il valore della tutela del patrimonio faunistico valdostano e sottolineano che il richiamo alla cultura e alle tradizioni alpine non può giustificare qualsiasi comportamento nei confronti degli animali. La cultura alpina, sostengono, comprende anche chi studia, osserva, fotografa e protegge la fauna selvatica, riconoscendone il valore indipendentemente dal suo utilizzo da parte dell’uomo.
Legambiente e LIPU esprimono infine apprezzamento per l’intervento del Corpo forestale della Valle d’Aosta e auspicano che le autorità competenti adottino tutti i provvedimenti previsti dalla legge, in particolare quelli relativi alle licenze venatorie.
Pubblicato / aggiornato
il 22/10/2026 alle 08:17
Categoria:
Cronaca