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Appello per una sinistra unita

Appello per una sinistra unita (©consiglio.vda.it) - Gianni Rigo

Gianni Rigo, Marco Debernardi, Piero Lucat, Liliana Breuvé, Fulvia Grasso, Germano Dionisi, Marisa Bechaz, Sandra Vernero, Sauro Salvatorelli, Giorgio Begliuomimi, Luisa Marchetti, Ester Saltarelli sono i primi firmatari di un Appello appello per una sinistra unita e promuovono una raccolta firme con l’obiettivo di sollecitare «la costruzione di un campo progressista autonomista autorevole e forte in Valle d’Aosta».

Alla data di giovedì 29 ottobre, hanno firmato 155 esponenti della società civile «per sollecitare partiti e movimenti che si riconoscono in quest’area affinché lavorino per una alleanza politica e programmatica, non solo per future candidature al Parlamento nazionale di due esponenti dell’area progressista autonomista, ma anche per una proposta di vera alternativa all’attuale governo regionale».

Questo il testo integrale dell’appello:

Siamo un gruppo di elettrici ed elettori valdostani preoccupati ma ancora fiduciosi nella possibilità di un cambiamento.

Preoccupati per un mondo e per una Europa che conoscevamo che sta andando a pezzi e per una politica che interessa una minoranza di persone, almeno a giudicare dal calo continuo dell’affluenza alle urne.

Preoccupati che dalle prossime elezioni politiche in Italia e in alcuni Paesi europei esca una Europa molto lontana dall’idea del Manifesto di Ventotene e un’Italia che non si riconosca più nella Costituzione nata dalla Resistenza. Preoccupati perché il cosiddetto “campo progressista” sembra ancora incapace di produrre un programma politico in grado di ridare speranza ad un futuro migliore. Preoccupati perché sebbene ci siano le condizioni favorevoli per un cambiamento anche in Valle d’Aosta i rapporti a sinistra da noi non vanno molto meglio che a livello nazionale.

Le recenti elezioni regionali hanno indubbiamente semplificato il quadro politico. Il risultato ottimo del referendum sulla giustizia, le vicende che hanno coinvolto il Presidente della Regione, il centro destra che si è diviso, il rinvio del congresso dell’UV sono segnali concreti che c’è spazio politico per una proposta di vera alternativa di governo della nostra regione. Inoltre, dato che molti elettori autonomisti non hanno condiviso lo spostamento a destra dell’UV, con l’ingresso di Forza Italia in maggioranza, potrebbero essere disponibili a valutare un’offerta politica diversa.

Le prossime elezioni politiche possono rappresentare la spinta necessaria per costruire anche in Valle d’Aosta un campo progressista autonomista autorevole e forte. Con la nuova legge elettorale, salvo pronunciamenti della Corte costituzionale in merito, i voti conquistati nella nostra regione entreranno nel conteggio nazionale per l’attribuzione dei seggi proporzionali e dell’eventuale premio di maggioranza. Non dimentichiamo poi che il prossimo Parlamento sarà chiamato ad eleggere il Presidente della Repubblica. Due ragioni in più per misurare la capacità del campo progressista autonomista di riuscire a costruire due candidature unitarie.

Perché questo possa avvenire occorre che la proposta per le elezioni politiche prenda forma e sostanza attorno ad un progetto di governo della Valle d’Aosta.

In queste settimane abbiamo letto e sentito dichiarazioni di politici di sinistra affermare che occorre lavorare insieme per superare le differenze e le incomprensioni. Parole e auspici che tutti noi sentiamo pronunciare da tanti elettrici ed elettori.

I partiti e i movimenti progressisti hanno la responsabilità di fare il possibile e, perché no, l’impossibile, perché questo si realizzi. Se per personalismi, vecchie contrapposizioni ideologiche o, peggio, incapacità di trovare un minimo comune denominatore, questo non avverrà, i partiti e i movimenti avranno la responsabilità di aver contribuito ad aumentare il numero di elettrici ed elettori che anche questa volta non andranno a votare. E una democrazia senza partecipazione è una democrazia finita.

Con questo appello ci rivolgiamo ai partiti, ai movimenti, alle organizzazioni civiche, alle associazioni, agli amministratori e a tutte le persone che vogliono costruire un’alternativa. Il fine è l’avvio di un percorso aperto e partecipato che conduca alla definizione di obiettivi condivisi per la costruzione di una proposta politica capace di rappresentare chi crede nei valori della pace, dell’uguaglianza, della giustizia sociale, della difesa della sanità pubblica, della salvaguardia dell’autonomia, dei diritti civili e del lavoro. Particolare attenzione dovrà essere posta alla tutela dell’ambiente e del territorio, che sono la principale ricchezza della Valle d’Aosta, e alla lotta al cambiamento climatico con politiche di mitigazione e adattamento.

Essere autonomisti e progressisti significa condividere questi valori e lavorare per essi, in Valle d’Aosta, in Italia e in Europa.

Invitiamo tutte le persone che condividono questo spirito a firmare questo appello per contribuire a costruire un percorso unitario che restituisca speranza e fiducia all’azione della sinistra in Valle d’Aosta.

Pubblicato / aggiornato il 30/10/2026 alle 10:06
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Categoria: Politica e Amministrazione