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Cva: il Consiglio Valle rinvia e la minoranza si frammenta

Cva: il Consiglio Valle rinvia e la minoranza si frammenta

La maggioranza ha proposto all’Aula di rinviare il punto relativo alla Commissione CVA al prossimo Consiglio, aggiungendo una mezza giornata di lavori, e di affrontare subito la variazione al bilancio, considerata di interesse prioritario. Altrettanto importante è la questione CVA, che richiede dignità di discussione con un tempo congruo di trattazione in Aulaha precisato Patrizia Morelli, chiedendo il rinvio.
Stefano Aggravi si è detto contrario a rinviare il punto relativo alla CVA: la Commissione ha velocizzato la relazione finale che non ha portato a un prodotto che permettesse di esprimere soluzioni. “Per noi – ha aggiunto – c’era bisogno di rinviare la fine dei lavori della Commissione, ma oggi non si capisce perché si chieda il rinvio della discussione della relazione: forse perché in realtà non si è ancora deciso che cosa si voglia fare?“.
Anche il Capogruppo di Mouv’ si è detto contrario al rinvio: nascondersi dietro a strategie non fa parte del nostro gruppo e oggi, ha evidenziato Stefano Ferrero: “noi non stampelliamo nessuno“.
Chiara Minelli ha rilevato una profonda contraddizione tra la fretta dei lavori della Commissione speciale per la quale era stata chiesta una proroga, non accolta dalla maggioranza nella conclusione dei propri lavori, e la richiesta di rinviare la discussione. Ha quindi chiesto di sospendere i lavori del Consiglio per arrivare ad approvare un documento che contenesse precisi impegni e che rinviasse la discussione e gli approfondimenti necessari non più all’interno della Commissione speciale ma alla seconda e alla quarta Commissione.
Luca Bianchi ha replicato che si tratta di una questione di priorità: in una giornata e mezza sono state trattate le interrogazioni e le interpellanze: “per questa maggioranza è una responsabilità discutere la variazione di bilancio perché immette risorse importanti in grado di dare risposte a diversi settori“.
Daria Pulz ha spiegato che gli scenari possibili rispetto agli assetti societari non sono stati sufficientemente indagati nella Commissione speciale, ma oggi non si capisce la richiesta della maggioranza di un rinvio, se non che essa evidenzia ulteriormente l’incapacità di tenere il timone della barca che sembra stia affondando. Ha quindi annunciato il voto contrario al rinvio.
Per Pierluigi Marquis la richiesta di rinvio non corrisponde a nessuna strategia politica, ma a una valutazione che ha una duplice esigenza: “la forte priorità di approvare la variazione di bilancio che contiene uno stanziamento di 26 milioni di euro per investimenti e per disciplinare gli sgravi dell’IRAP; l’importanza di CVA alla quale si vuole dedicare una giornata per non mortificare la discussione“.
Luigi Vesan si è detto perplesso perché la variazione di bilancio dal valore di 30 milioni di euro non risulta particolarmente prioritaria se non per sponsorizzare un’adeguata campagna elettorale, mentre la CVA è un punto importante perché si sta discutendo del futuro della più importante società partecipata dalla Regione, sulla quale gli importi in discussione valgono oltre 300 milioni e incideranno su almeno 10 anni di bilanci regionali.

Dopo i lavori, Movimento 5 Stelle, Rete Civica e Adu VdA hanno commentato: “Dopo aver gestito i lavori della Commissione speciale CVA all’insegna della fretta, senza tutti i dovuti approfondimenti e senza aver effettuato le dovute smentite a seguito delle notizie trapelate sugli organi di informazione riguardo ad una conclusione favorevole alla quotazione in borsa, la maggioranza regionale ha avuto un evidente ripensamento”. Secondo i tre gruppi di opposizione, il motivo “è che la relazione della maggioranza è stata scritta frettolosamente, i lavori della Commissione sono incompiuti e non ci sono elementi tali da giustificare la scelta di proseguire l’iter della quotazione in borsa“. E argomentano: “Dal mese di dicembre – quando è stata costituita la Commissione speciale – ad oggi tutto il quadro normativo sull’idroelettrico è stato modificato; ciò è avvenuto a livello nazionale con Il Decreto Semplificazione, che ha cancellato il Decreto Bersani, e a livello regionale con la richiesta avanzata dai gruppi di minoranza di predisporre una norma di attuazione che rafforzi i poteri della Regione in materia di attività idroelettrica. Procedere alla cieca, senza tener conto di tali cambiamenti è irresponsabile“.
I tre gruppi hanno proposto un emendamento alla variazione al bilancio regionale finalizzato a concedere altri tre mesi di tempo alla Commissione Cva, per completare il proprio lavoro di analisi.

Lega Vallée d’Aoste e Mouv’ affermano di non capire “la ratio dell’emendamento in questione poiché, da un lato, gli stessi gruppi affermano che la Commissione speciale è stata gestita in maniera scorretta, faziosa e poco analitica e dall’altro hanno proposto di resuscitarla con non si sa quali scopi. Viene da pensare che, sul tema, i gruppi M5S, Adu e Rete civica abbiano le idee parecchio confuse e che, lette le risoluzioni che i nostri gruppi hanno presentato in aula, si sia tentato di correre letteralmente al riparo“.
Lega e Mouv’ precisano di non essere favorevoli alla quotazione in borsa della società valdostana e di ritenere “siano necessari ulteriori e più precisi approfondimenti“.


 

Pubblicato / aggiornato il 18/04/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione