Marquis: non bisogna parlare solo di quanto il Casino è costato dal 2012 a oggi
L’illustrazione e la risposta sono state precedute da una discussione nel corso della quale Lega Vallée d’Aoste e Mouv’ hanno contestato l’iscrizione all’ordine del giorno dell’interrrogazione, rilevando che non vi era alcuna urgenza e chiedendo che fosse il Consiglio, con una votazione, a decidere. Il presidente Emily Rini ha replicato che è stata ravvisata l’attualità politica del tema. Andrea Manfrin le ha risposto che poteva essere presentata un’interpellanza, visto che l’interrogazione prendeva spunto da articoli giornalistici. Rini ha risposto che il Regolamento del Consiglio afferma l’inappellabilità delle decisioni della Presidenza del Consiglio in questo ambito e ha suggerito ai consiglieri di sottoporre questo tema alla Commissione che sta lavorando alla riforma del Regolamento. Stefano Aggravi ha preso atto che questa sarà la prassi che il Consiglio dovrà adottare sino alla riforma annunciata e Nicoletta Spelgatti ha colto l’occasione per rispondere ad Alessandro Nogara (Uvp) che, in precedenza, aveva affermato che è la minoranza a gestire i lavori consiliari con la presentazione delle proprie iniziative. “Le iniziative si accumulano perché voi rifiutate di organizzare sedute notturne per smaltirle“, ha affermato Spelgatti, rifiutando la proposta di Nogara di ritirare le iniziative ritenute rinviabili a favore di quelle che invece la minoranza riterrebbe fondamentale discutere.
Arrivando alla discussione, Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha illustrato il quesito, dicendosi stupito che “ci sia qualcuno non interessato a conoscere la situazione di un’azienda fondamentae per l’economia dell Valle d’Aosta“.
L’assessore Renzo Testolin ha sinteticamente risposto all’interrogazione: “Fra il 2012 e il 2018 sono stati versati dal Casino de la Vallée SpA 68 milioni di imposte e 44 milioni di decadi“.
Marquis ha replicato: “si tratta di un dato molto importante. Il Casino non è un buco nero che preleva soldi dalle tasche dei Valdostani ma li dà. Per la precisione, 113 milioni dal 2012 al 2018 che sono entrati nel Bilancio regionale e che sono serviti per dare risposte alle esigenze della comunità. Bisogna dare una visione complessiva, organica e corretta non solamente quela dei conti aziendali“.
«È stata una manovra oscurantista, probabilmente dettata dall’impulsività, quella messa in atto oggi da chi, sul tema del Casinò, dichiarava a gran voce solo pochi mesi or sono di voler togliere la polvere da sotto i tappeti», hanno commentato Union valdôtaine, Union valdôtaine progressiste, Alpe, Stella alpina, Pour notre Vallée e Front valdôtain in riferimento a quello che definiscono “il tentativo dei gruppi Lega e Mouv’, oltre che dell’ex Assessore Aggravi, di impedire pretestuosamente la trattazione nella seduta consiliare di mercoledì 17 aprile 2019, di un’interrogazione che chiedeva di esplicitare con precisione quali siano state le entrate dirette e indirette versate dalla Casa da gioco nelle casse della Regione dal 2012 al 2018“. «Non si capisce perché oggi i colleghi della Lega tenessero ben fermi i piedi sul tappeto – proseguono i Consiglieri di maggioranza – e non volessero far sapere ai valdostani in che misura il Casinò rappresenti ancora una risorsa per l’Amministrazione regionale e abbia contribuito, anche in questi anni di grave crisi del gioco, a finanziare i servizi per ben 113 milioni di euro.» E concludono: «Su un tema come quello del Casinò, che presenta un quadro complesso e frammentato, è invece necessario avere un approccio chiaro, in modo che sia in Aula che nei bar se ne possa parlare in modo corretto e non intellettualmente disonesto.»
Nel pomeriggio la replica della Lega: “Nella seduta del Consiglio regionale di mercoledì 17 aprile, siamo stati accusati di «impedire pretestuosamente» la trattazione di un’interrogazione che chiedeva di esplicitare quali siano state le entrate dirette e indirette versate dalla Casa da gioco nelle casse della Regione dal 2012 al 2018. Non abbiamo alcuna necessità di dover «nascondere la polvere sotto il tappeto». Abbiamo sempre ritenuto opportuno e necessario considerare tutti i numeri e soprattutto tutti gli elementi che possono definire in maniera chiara e completa la situazione della Casino S.p.a. Affermare che questa società ha generato, dal 2012 al 2018, circa 113 milioni di euro di utili è fuorviante e non vuol dire assolutamente nulla se non si considera che sono stati utilizzati circa 140 milioni di euro tra aumenti di capitale e finanziamenti. Denaro che è stato utilizzato per i lavori di ristrutturazione dell’Hotel e per mandare avanti la macchina aziendale stessa. Inoltre non si può non considerare l’impatto che le perdite della casa da gioco hanno avuto in questo periodo sul bilancio regionale, privandolo di risorse che potevano essere utilizzate per altro“.
Lega Vallée d’Aoste ritiene indispensabile che, nella gestione della pubblica amministrazione, “sia necessaria la massima trasparenza e l’abbiamo sempre dimostrato anche con il nostro operato al Governo della Regione. Riteniamo perciò che sia fondamentale considerare i dati del Casino nel loro complesso per capire qual è la situazione che ha portato alla scelta del concordato preventivo che, ancora oggi, riteniamo essere l’unica soluzione per risanare l’azienda“.
Pubblicato / aggiornato
il 17/04/2019 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione