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La montagna come alternativa ai farmaci nella terapia psichiatrica

La montagna come alternativa ai farmaci nella terapia psichiatrica



È avviato, nel 2018, dalla cooperativa L’Esprit à l’Envers, nell’ambito del Bando Vivo Meglio 2017, con la collaborazione del Dipartimento Salute Mentale dell’Azienda USL della Valle d’Aosta.
“Per la prima volta abbiamo voluto sperimentare in ambito psichiatrico interventi rivolti a un target specifico, i giovani, proponendo attività che hanno un valore terapeutico come l’arrampicata sportiva e la montagna e con una finalità importante: capire come poter agire in termini di prevenzione”, ha spiegato Annamaria Di Pede, coordinatrice del progetto.
Le attività hanno visto la partecipazione di 18 giovani, 9 uomini e 9 donne, di età compresa tra i 16 e i 26 anni in carico al DSM, con risultati che sono stati presentati mercoledì 10 aprile.
Studi ed esperienze mostrano come l’arrampicata sportiva metta le persone in contatto con tematiche ricorrenti come la regolazione delle proprie emozioni, la paura, la rabbia e l’impotenza”, ha spiegato Davide Francisco, referente del progetto. “Questo sport spinge al raggiungimento di traguardi che per i destinatari del progetto non è semplice tagliare nella quotidianità”.
Oltre alle escursioni in montagna (14 uscite sul territorio) e alle arrampicate (9 esperienze indoor e 2 outdoor), i pazienti transitati nel percorso hanno avuto anche momenti di riflessione sull’esperienza (4 incontri) e di restituzione, attraverso un laboratorio video e montaggio immagini (5 incontri).
L’evoluzione clinica ha portato ad alcuni benefici per gli utenti come la sospensione dell’uso della terapia al bisogno durante i periodi di attività e alla revisione del piano terapeutico individuale con una riduzione complessiva dei farmaci, per alcuni casi”, ha spiegato l’educatrice Monica Seganfreddo, referente del progetto per il DSM.
La dotazione economica del progetto era di 21 mila euro.
Abbiamo dato risposta a un vuoto terapeutico per una fascia di età, quella degli under 26, sulla quale sta emergendo un incremento significativo di casi e queste esperienze sono risultate più positive rispetto alle cure con i farmaci e ai ricoveri ospedalieri”, ha concluso Valerio Ricci, dirigente medico del DSM.


Pubblicato / aggiornato il 11/04/2019 alle 12:00
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Categoria: Tempo libero