La rinnovata stagione del Castello Gamba parte da Emilio Isgrò
Allestita dalla Regione tuonoma Valle d’Aosta in collaborazione con Casa Testori di Milano, vuole promuovere con rinnovate modalità di comunicazione le attività culturali del Castello Gamba di Châtillon, al cui interno è ospitato il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea.
Partendo da Emilio Isgrò, si apre con un nuovo capitolo di Détails, rassegna con cui il Museo valorizza il proprio patrimonio, ponendo l’attenzione su uno degli autori presenti in collezione. “Con Casa Testori sarà avviato un programma di attività, eventi e rassegne espositive per far conoscere questa bella realtà valdostana che è il Castello Gamba a un pubblico più ampio“, dice Viviana Vallet, della Soprintendenza per i beni e le attività culturali.
Protagonista del primo appuntamento è Quel che è scritto (1991) di Emilio Isgrò, artista concettuale italiano dal quale prende vita la mostra a lui dedicata.
L’esposizione mette in relazione l’opera della collezione – di difficile interpretazione per il grande pubblico – e quella più monumentale di Emilio Isgrò: I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati (2016): 35 libri dedicati dall’artista alle pagine più celebri de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni.
La mostra vuole raccontare la poeticità e la profondità del processo creativo delle due opere, attraverso un percorso di avvicinamento e comprensione capace di coinvolgere il pubblico e, in particolare, le scuole, per meglio conoscere e apprezzarne il significato.
I 35 volumi de I Promessi Sposi cancellati per venticinque lettori e dieci appestati sono la ristampa anastatica della prima edizione del romanzo nella sua versione definitiva (la cosiddetta Quarantana), edizione che Manzoni aveva fatto illustrare da Alessandro Gonin. Emilio Isgrò, artista siciliano, trapiantato a Milano, è intervenuto sulle 35 pagine con un’operazione a lui consueta: ha cancellato quasi tutto il testo con inchiostro nero o tempera bianca, facendo sopravvivere solo alcune parole chiave, non con intento oltraggioso chiaramente, ma di valorizzazione.
“Un’opera molto estesa – dice il curatore della mostra, davide Dall’Ombra, direttore di Casa Testori – che completa tutto il perscorso espositivo e si integra molto bene con l’opera che di Emilio Isgrò è conservata nel Museo. Le opere si valorizzano a vicenda“.
Nel contesto dell’esposizione saranno organizzate anche alcune attività didattiche espressamente dedicate alle famiglie. I laboratori, che prenderanno avvio a partire da domenica 7 aprile, sono pensati per un target diversificato con l’intento di avvicinare in modo ludico bambini e adulti alle creazioni di Isgrò e più in generale al mondo dell’arte contemporanea. Le attività si svolgeranno tutte le domeniche di apertura della mostra: 7-14-28 aprile, 5-12-19-26 maggio, 2-9 giugno, dalle ore 15 alle ore 17.
La cancellatura come atto creativo può diventare mezzo di sperimentazione attraverso l’osservazione diretta delle opere e l’esercizio libero della creazione: i partecipanti, cancellando delle parti di testo o di immagini, giungeranno alla realizzazione di una loro personale opera d’arte. L’azione del cancellare sarà realizzata attraverso l’utilizzo dei diversificati materiali dell’arte contemporanea.
Pubblicato / aggiornato
il 05/04/2019 alle 12:00
Categoria:
Cultura
