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È scontro fra maggioranza e minoranza sull’esito della Commissione Cva

È scontro fra maggioranza e minoranza sull’esito della Commissione Cva

Il testo è stato approvato all’unanimità, con i gruppi di minoranza che non hanno partecipato al voto.
Nella relazione, i Commissari osservano come emergano due possibili scenari atti a soddisfare la necessità di garantire le migliori condizioni di operatività della Compagnia Valdostana delle Acque, a beneficio della comunità valdostana: uno relativo all’approvazione di apposite norme di attuazione e l’altro che preveda la quotazione di una parte delle azioni su un mercato regolamentato di Borsa italiana, fermo restando la proprietà della Regione sulla maggioranza del pacchetto azionario.
La decisione spetterà al Consiglio regionale ma “la Commissione rileva come, a detta degli esperti, la percorribilità dell’opzione norme di attuazione, ai fini della valorizzazione sul mercato, possa presentare una maggiore aleatorietà nei tempi e negli esiti del percorso, rispetto alla linearità delle certezze, anche temporali, che caratterizzano l’iter di quotazione. Avrebbe, invece, diversa natura una norma di attuazione in materia di concessioni che sarebbe da perseguire a prescindere da ogni altra decisione“.
La Commissione ha deciso di rendere accessibili tutti i verbali delle audizioni effettuate e gli streaming, raggruppandoli in un’unica sezione che sarà visibile sulla home page del sito internet del Consiglio.


I componenti di minoranza della Commissione speciale CVA spirgano che hanno deciso di abbandonare l’aula molto prima della fine della riunione, depositando un documento contenente le loro considerazioni sul lavoro svolto e sulla relazione dei commissari di maggioranza.
La fretta nella gestione dei lavori ha impedito un approccio metodologicamente adeguato, approfondimenti e ampliamenti indispensabili per una valutazione consapevole – commentano Lega, M5S, Mouv’ e Rete Civica, ai quali si unisce anche Adu VdA, ancorché non rappresentata in Commissione -. La volontà della maggioranza di condizionare la scelta in una predeterminata direzione, la quotazione in borsa, ha impedito invece di analizzare i problemi e valutare scenari e soluzioni alternative e ha fatto mancare la possibilità di impostare una relazione finale conclusiva, condivisa e aderente al reale merito emerso dalle audizioni“.
La minoranza si dice convinta che, nel futuro prossimo, la Regione potrebbe “superare alcune limitazioni del decreto Madia e  gestire l’affidamento diretto delle concessioni a una partecipata interamente pubblica, seguendo le condizioni richieste in materia ambientale e socio-economica“. Poi l’opposizione aggiunge: “È sorprendente constatare che gruppi consiliari, che si definiscono impegnati nella ricostruzione di un polo autonomista, invece di puntare sull’autonomia normativanregionale, affidino un ruolo salvifico alla quotazione in borsa. Invece di puntare a tenere sotto stretto e totale controllo pubblico una azienda strategica si cercano le modalità per consentire a qualche società privata di mettere le mani su CVA“.

A queste considerazioni replicano i partiti di maggioranza, che esprimono: “la loro viva perplessità a fronte dell’atteggiamento rinunciatario e polemico della minoranza, che non ha ritenuto di voler apportare il suo contributo alla stesura della relazione finale, adducendo criticità metodologiche“.
Inoltre, i commissari di Union valdôtaine, Union valdôtaine progressite, Alpe, Stella alpina e Pour notre Vallée “respingono con forza le accuse neanche tanto velate rivolte loro in Commissione dalla minoranza di aver fatto trapelare informazioni tendenziose alla stampa, poiché ciò non corrisponde a verità ed è un tentativo di gettare discredito sulle singole persone“. Infatti il contenuto dell’esito dei lavori di Commissione è stato anticipato su una testata nazionale e l’opposizione ha giudicato l’accaduto come “pressioni indebite e inaccettabili che evidenziano la fretta ingiustificata dalla realtà di fatto“.
I gruppi di maggioranza ribadiscono la loro volontà di affrontare il tema del futuro di CVA “con il senso di responsabilità, la chiarezza e la lungimiranza che l’argomento richiede e non presteranno il fianco alle speculazioni politiche di una minoranza che trova unità di intenti solo per meri fini di propaganda“.

Ciò che non appare dallo scambio di note è che, all’origine della polemica, vi è anche il fatto che la minoranza ha iscritto all’ordine del giorno del Consiglio Valle, riunito domani e dopodomani, una mozione mirante a ottenere una proroga nei termini dei lavori della Commissione (fissati al 31 marzo). Si tratta del punto numero 53 ed è probabile che possa non essere trattato. La minoranza ha dunque chiesto, nel corso della riunione della Conferenza dei capigruppo di martedì 2 aprile, di effettuare un’inversione all’ordine del giorno che garantisse la discussione della mozione. Richiesta respinta dopo una discussione che ha fatto slittare di oltre mezz’ora la riunione della Commissione (entrambe le riunioni erano ospitate nella medesima sala), con conseguente esarcebazione delle posizioni.

Pubblicato / aggiornato il 02/04/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione